[ IL V3-DAY ]
Riprendo il blog di Beppe Grillo che invita alla mobilitazione e lancia il terzo V-Day:"Lo psiconano ha dichiarato guerra al Paese. Non perché sia cattivo, ma per necessità. La galera non piace a nessuno. Per questo vuole mandarci i giornalisti e i magistrati al suo posto. Il disegno di legge sulle intercettazioni seppellisce in modo definitivo la (poca) informazione libera esistente in Italia. Non potremo più sapere nulla. Nulla. Unipol, Abu Omar, Santa Rita, la centrale di spionaggio di Telecom, Saccà, Parmalat. I processi, diventeranno segreti di Stato. Lo psiconano impedisce con la galera la pubblicazione di ciò che è pubblico. Non solo delle intercettazioni, che di fatto, vengono eliminate. Infatti, tutti gli atti delle indagini preliminari “anche se non sussiste più il segreto” non possono essere divulgate neppure “in modo parziale o per riassunto”. Nessuna intercettazione sotto i 10 anni di pena, nessuna pubblicazione di atti giudiziari pubblici. Questa è la sicurezza del nuovo Governo. I militari per le strade sono un insulto per le forze di Polizia. Lo scopo non è quello di difendere i cittadini, ma di creare un precedente. I militari potranno essere impiegati per le centrali nucleari, gli inceneritori, le nuove basi americane, la Tav in Val di Susa, il Ponte sullo stretto, per l’abolizione della class action Parmalat. Per proteggere i politici come nelle migliori tradizioni sudamericane.La legge sulle intercettazioni è la pietra tombale sulla democrazia. Io non ci sto. Una legge, fatta per i fuorilegge, che va chiamata, in modo corretto, legge Silvio Berlusconi. Il prossimo V-Day sarà dedicato a questa legge. Il V3-day sarà sulla Giustizia. Lancerò un referendum per l’abolizione della legge Berlusconi. Chiunque ci stia, associazioni, movimenti, raggruppamenti politici, è benvenuto. E’ arrivata l’ora di contarci. Non c’è più tempo. V-day, V-day, V-day".
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La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbero state le parolacce rivolte a Marco Travaglio nella puntata di Annozero di due settimane fa. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha licenziato in tronco il suo assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi. E lui? "Ma come? Io sono stato l'unico che ha difeso il centrodestra da un complotto...Berlusconi mi ha ringraziato. Bossi mi ha detto che ho fatto bene". Scusate ma mi sono perso qualcosa? Dov'era il complotto contro il centrodestra nelle parole di Beppe Grillo? Il sottoscritto stava a Torino nel secondo V Day e non si è perso una battuta del comico genovese. Comunque la pensiamo: grande Letizia!
Dice Sandra Mastella sul Corriere della Sera di oggi commentando la richiesta di archiviazione di Why Not per il marito, Clemente: "Contro di noi c'è stato uno tsunami mediatico...Grillo, Santoro, Travaglio..Loro con la prosopopea dei censori ammazzano mediaticamente le persone usando i soldi del contribuente. Siamo stati trattati come untori, sottoposti a tortura mediatica". Il marito, Clemente dal canto suo ha dichiarato: "Si è puntato ad abbattere anche il governo attraverso me e si è puntato ad abbattere me utilizzando tutti i sistemi più sofisticati dell'arte mediatica". Ma chi ha fatto cadere il governo Prodi? Clemente Mastella. E perchè Romano Prodi, anch'egli indagato, invece di sbraitare contro magistrati e stampa, convinto della sua innocenza, aspetta serenamente gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria? Clemente e moglie vogliono confondere le acque. Intanto, a Luigi De Magistris hanno tolto l'inchiesta Why Not e trasferito da Catanzaro. Chi dice che se l'avesse portata avanti lui e si fosse accorto che non c'erano elementi per chiedere il rinvio a giudizio dell'ex ministro Mastella non l'avesse fatto? E, che dire, dell'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere? Complotto anche questa? Complottisti anche i magistrati napoletani ai quali hanno trasferito le indagini? Ma quale tsnunami mediatico. Suvvia! Clemente ha fatto cadere il governo Prodi dopo l'arresto della moglie inquisita dalla magistratura napoletana e non da quella calabrese. Le sue dimissioni da ministro erano un atto dovuto. Ma perchè ha fatto cadere il governo? Clemente Mastella dovrebbe rispondere a questa domanda. E spiegarci come mai aveva sottoscritto l'accordo con Silvio Berlusconi per eleggere i suoi? Perchè non tira fuori quell'accordo? L'informazione o è a 360 gradi o non è libera. La cronaca è cronaca. La casta non può considerarsi intoccabile. Se si è innocenti o colpevoli lo decide la magistratura ma i cittadini hanno il diritto di essere informati, sempre e comunque.
Penso che questa di stasera sarà una puntata interessante. Annozero parlerà di liste pulite (e non solo) con Antonio Di Pietro e con la candidata della Destra, Daniela Santanchè. E il piatto forte sarà il Beppe Grillo della conferenza stampa tenuta sabato scorso a Napoli nel "giorno del rifiuto". Un Beppe Grillo che ha parlato di elezioni, di inceneritori, di riciclo, di nucleare. Insomma, un Beppe Grillo in gran forma. E, a proposito di liste pulite, la notizia del pomeriggio è l'accordo tra la Rosa bianca e l'Udc per correre insieme alle elezioni del 13 e 14 aprile. Che succederà con Cesa e con Cuffaro? Saranno in lista? E Tabacci non aveva detto che non voleva in lista condannati e inquisiti? Sicuramente la gran parte degli elettori non vuole indagati, sotto processo e condannati in primo grado nelle liste. Stasera renderemo pubblico il sondaggio dell'Swg per Annozero che potrete leggere sul sito della trasmissione e su quello "istituzionale" di palazzo Chigi. Come vuole la legge. Vi posso dire che anche i semplici indagati dovrebbero rinunciare a presentarsi. Per non parlare dei condannati in primo grado e di quelli definitivi: risultati bulgari. Ma c'è anche il conflitto di interesse nel nostro sondaggio, nel senso che abbiamo chiesto: "se il partito che ha deciso di votare candidasse persone che controllano grandi aziende e tv e giornali...lei lo voterebbe?". Le risposte sono estremamente interessanti e articolate. Ho una curiosità, vorrei conoscere i nomi dei cittadini che hanno conti in Liechtenstein compresi nella lista attualmente in possesso dell'Agenzia delle Entrate. Il primo politico che ha confessato di averlo è Rocco Buttiglione e la sua giustificazione sembra plausibile ("lavoravo in Liechtenstein"). Ma per un onesto Buttiglione.........
Evidentemente una parte consistente di quel 30 per cento che oggi non sa ancora come e se votare alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile non è da sottovalutare. Anzi, una quota avrebbe, al momento, già deciso di restare a casa perchè ritiene che non valga la pena, essendo "tutti uguali". Mi dispiace perchè tra i tanti che non andranno a votare c'è gente che stimo e con cui ho condiviso e condivido tutt'ora idee, passioni e affetto. Se non ci fossero state elezioni anticipate probabilmente mi sarei sentito libero tra tre anni di non andare a votare. Ma l'interruzione della legislatura ha fatto sì che Silvio Berlusconi restasse sulla scena. Sia chiaro, il mio non sarà solo un voto contro (Silvio Berlusconi) ma è indubbio che, persistendo il conflitto di interesse, non me la sento di far finta di nulla. E poi, essendo a favore del maggioritario, la semplificazione e la riduzione del numero dei partiti, partitini, liste fai da te, mi sembrano essenziali. Non siamo ancora entrati in campagna elettorale. Berlusconi vuole evitare di commettere errori (per ora spara ad alzo zero contro Casini e Di Pietro) mentre Veltroni ha bisogno di "farsi conoscere". Non mi convince il Partito democratico, non mi convince la Sinistra Arcobaleno. Ritengo però che Veltroni abbia detto (e fatto) cose in discontinuità mentre non "avverto" ancora la presenza della Sinistra Arcobaleno. So che tra coloro che non adranno a votare ci saranno tanti che hanno votato a sinistra nelle passate elezioni. Io mi turerò il naso. E sogno che la destra non abbia già vinto la partita. Dice Beppe Grillo che queste sono elezioni illegali. Ma, caro Beppe, la maggioranza degli elettori le convalideranno.
"Niento voto se non risolvono il problema dei rifiuti". Parola di Fiorello. Il satirico. E al satirico tutto è permesso, anche violare la par condicio. Ma non a tutti i satirici, come dice il direttore della seconda rete radiofonica della radio Sergio Valzania per il quale: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è nemmeno Serena Dandini, ovvero una ortodossa che si è schierata in maniera dichiarata". Bah! Capisco che alla super star Fiorello vada perdonato tutto, anche le eventuali sanzioni dell'Autorithy, ma questa battuta contro la povera Serena Dandini il direttore Valzania se la poteva risparmiare. Alla satira deve esser permesso tutto e non esiste una satira "schierata" e una "non schierata". Non si possono dividere gli autori in buoni e cattivi. Forse, più che autore satirico Fiorello, fino a ieri, era solo un comico e la comicità non c'entra un bel niente con la satira. Non sono d'accordo con quanti propongono l'astensione ma colgo nelle parole di Fiorello un giusto atto d'accusa contro i politici siano essi di centrosinistra e di centrodestra. La verità è che l'emergenza rifiuiti in Campania è ben lungi dall'essere risolta. Proprio l'altro giorno il commissario Gianni de Gennaro ha sostenuto che avevano ragione i cittadini che non volevano la riapertura delle vecchie discariche. Oggi il commissario pensa di portare i rifiuti in Germania. Ma, sperando che i tedeschi dicano si, non si risolve così il problema. Si mette solo una toppa. E l'inverno napoletano sarà ancora lungo.
L'ho visto a Sky Tg24. E' sempre lo stesso anche se ha cambiato leggermente look. Non porta più la cravatta ma è già in campagna elettorale. E oggi ha insultato il povero Tabacci con i suoi 700 voti. Parla da onnipotente. Rinvangando il passato da premier, si dà la terza persona. Sa che rappresenta il vecchio e deve dire ai suoi che il partito democratico è vecchio ed è il partito democratico di Romano Prodi. Non di Walter Veltroni contro il quale, come immagine e credibilità, è perdente. E' tutto in movimento. Mastella e Casini non hanno ancora deciso. Storace e la Mussolini si. Rotondi e Nurcara pure. Dini e De Gregorio anche. Per le liste c'è tempo fino al 9 marzo. Dal Pd dicono che non ce la fanno a fare le primarie. I tempi sono troppo stretti. So che in tanti non volete andare a votare. Io non me lo posso permettere. So che vogliono tappare le ali all'informazione. So che vogliono chiudere la partita con quei magistrati che hanno la "schiena dritta". So che nel caso in cui vincesse ci sarebbe bisogno di una forte opposizione. So che nel caso in cui perdesse dovremo farci sentire. L'offerta politica lascia varie opzioni. C'è una semplificazione che fa solo bene al sistema Italia. Il Pd, la sinistra arcobaleno, Di Pietro. Liste civiche sponsorizzate da Beppe Grillo alle amministrative. Votare è utile. P.S. Sono riuscito a non nominare il brianzolo. Eh, Eh, Eh! Ma, tanto, voi avete capito chi è.
Sempre più in basso il consenso per il governo Prodi come ci ricorda Renato Mannheimer sul Corriere della Sera di oggi. Dal 41,8 per cento di giudizi positivi di un anno fa al 25,3 per cento di oggi. E neanche i leader se la devono passare bene. Ben ha fatto Beppe Grillo a contestare il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Il leader maximo di Rifondazione comunista aveva chiosato, nel giorno in cui erano state diffuse le conversazioni tra Silvio Berlusconi e l'ex direttore generale della Rai Agostino Saccà, che "le intercettazioni rese pubbliche sono una violazione dei diritti individuali del cittadino e della persona, chiunque tocchino. Non esiste pubblicazione di intercettazioni buone o cattive, sono tutte cattive". No, caro presidente Fausto, non si è violata la privacy tra due privati cittadini. Pubblicare quelle conversazioni non è stato un atto barbarico. La barbarie è nei contenuti di quelle chiacchierate. Le intercettazioni servono alle indagini e l'opinione pubblica ha il diritto di conoscere i contenuti di conversazioni che, in questo caso, secondo l'accusa formano le prove: non si è violato nessun segreto investigativo e non si è sceso nel "gossip". Si è attesa la conclusione delle indagini, quando cioè tutte le parti erano a conoscenza dei contenuti delle telefonate, prima di renderle pubbliche. Dice il professor Vittorio Grevi che nelle conversazioni tra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà "ci sono elementi significativi che fanno pensare che tra i due interlocutori ci sia stata una promessa di vantaggi che è stata accettata. E questo intreccio tra promessa e accettazione basterebbe di per sè a costituire corruzione". E' come se i cronisti che si occupano di un delitto non potessero scrivere o far sentire la testimonianza di un testimone. Non c'è "gogna mediatica", c'è solo il diritto-dovere di informare l'opinione pubblica. Il punto vero è un altro. Adesso la Rai deciderà il futuro aziendale di Agostino Saccà che rischia il licenziamento. Silvio Berlusconi invece resterà al suo posto perchè eletto democraticamente. Lui come gli altri inquisiti del parlamento. Viva la casta!
Eccomi a Catanzaro. Sto seguendo per Annozero la vicenda che coinvolge un magistrato della procura della repubblica del capoluogo calabrese, Luigi de Magistris, e il ministro più amato dagli elettori del centrosinistra, Clemente Mastella. E' incredibile quello che sta succedendo qui. C'è una regione, anzi due regioni che si stanno mobilitando a favore del pubblico ministero, titolare di numerose inchieste che riguardano la corruzione e che vede protagonisti pezzi della magistratura, delle istituzioni, faccendieri e imprenditori. Calabria e Basilicata, ovvero Catanzaro, Potenza e Matera. C'è il ministro "dell'ingiustizia" che ha chiesto al Csm di trasferire preventivamente il magistrato che in una delle inchieste ha riscontrato numerosi contatti tra il "nostro di Ceppaloni" e gli indagati e nella quale compare il nome di Romano Prodi. Migliaia e miglia di firme sono state già raccolte in pochi giorni e l'8 ottobre quando il Csm dovrà decidere sulla richiesta del ministro, dalla Calabria e dalla Basilicata (Regione interessata dall'inchiesta sulle toghe lucane del Pm) partiranno pullman con destinazione la sede del Csm. I numeri, forse, potranno far sorridere ma vedere mille ragazzi a Catanzaro partecipare ad una manifestazione di solidarietà per un magistrato è una cosa straordinaria. Certo, la gente è scesa in piazza ai tempi di Mani pulite per difendere il pool di Milano quando il governo Berlusconi voleva "la resa". Ma oggi c'è una "Casta" che comprende quasi tutti e che vuole difendersi dai pochi magistrati che fanno il loro dovere e che perciò sono diventati loro i"deviati". Non si era mai visto che un ministro chiedesse l'allontanamento "preventivo" di un sostituto procuratore mentre fa un'indagine. La politica che controlla la magistratura? C'è un filo che lega il Vaffanculo day di Beppe Grillo a questa mobilitazione calabrese e lucana. Il bisogno di giustizia reale.Il "Si al Parlamento pulito" di Beppe Grillo, in Calabria dove ci sono ben 32 consiglieri regionali inquisiti a vario titolo. vuol dire che per un lavoro bisogna passare da un politico. E la gente non ne può più. Ma c'è, anche, la percezione che tutti i politici siano uguali. .
Prima pagina della Corriere della Sera di oggi: "Prodi: se cado faro' i nomi", "Effetto Grillo, l'Unione cala ancora","Luca Cordero di Montezemolo: Non credo che i problemi possano essere risolti con il vaffa...". Io penso che questo sia il momento peggiore da quando il centrosinistra ha vinto le elezioni politiche. L'effetto Walter si e' ben presto esaurito. Il Pd sta nascendo con le liste bloccate, "forse De Mita non ce la fa" invece di essere valutato positivamente lo interpretano con "tristezza". L'onda lunga del V-Day sta entrando nelle fabbriche dove i vaffanculo si moltiplicano e sara' interessante leggere i risultati del referendum che si terra' a giorni sull'accordo governo-sindacati sul welfare. L'esito piu' probabile sara' la fine anticipata della legislatura. I leader del centrosinistra avevano una chance che non hanno sfruttato. Dovevano segnare subito una discontinuita' con il governo precedente e non lo hanno fatto. Pensano che anche gli elettori "piu' delusi", alla fine voteranno per loro giocando sul fattore Berlusconi. Un secolo fa Nanni Moretti dal palco di piazza Navona disse che con questi laeder "non si andava da nessuna parte". Erano gli anni in cui si chiedeva a Massimo D'Alema di dire "qualcosa di sinistra". Oggi Beppe Grillo vuole la distruzione dei partiti e contro "la Casta" c'e' un clima generalizzato di vaffanculo.
Sono appena rientrato a Roma per la prima puntata di Annozero della stagione 2007-2008. Parliamo di Beppe Grillo e del V-Day. A dodici giorni dall'iniziativa bolognese l'onda è più che mai lunga. La "politica" e "l'informazione" che avevano sottovalutato l'evento, in questi giorni, hanno provato a metterci le pezze. A Roma sono sempre più forti i boatos che dicono: "il governo Prodi non ce la farà a concludere la legislatura". Sulla Rai, oggi, al Senato il governo ha rischiato di andar sotto. Nel merito non c'è dubbio che prima di fare delle nomine in Rai si debba approvare il piano industriale dell'azienda. Ma è mai possibile che sia la politica a dettar legge? E che per delle nomine aziendali rischi di cadere il governo della Repubblica? Tutti i partiti dicono che la Rai deve essere autonoma, alcuni che bisogna privatizzarla ma, poi, tutti i "politici" si occupano di Rai. L'onda è lunga, dicevo prima, ma se i partiti continuano a dire delle cose a farne delle altre, il mare li travolgerà.
Non volevo intervenire sul V-Day di Beppe Grillo. A Bologna c'ero anch'io ma con la troupe per realizzare un reportage. Come Annozero pensavamo, e i fatti ci hanno dato ragione, che sarebbe stato un evento. Non mi sembra giusto, quindi, dire la mia anche se nelle domande che ho posto a Beppe Grillo e a Sabina Guzzanti ci sono i miei interrogativi. Non entro nel merito della proposta di legge di iniziativa popolare sul "Parlamento pulito". So che quella piazza, come tutte le piazze, vanno rispettate e bisogna cercare di interpretarle. Cosa è stata Bologna? Non c'era solo Mani Pulite, non c'erano solo i girotondini ma qualcosa di più cattivo. L'esasperazione per un ceto politico (destra e sinistra tutti uguali) anche se poi Ilvo Diamanti ci dice (e concordo con lui) che c'era molto elettorato del centrosinistra anche se non mancavano gli elettori di Forza Italia, di An e della Lega. Non mi stupiscono le reazioni di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi piuttosto "moderate". Ma questi leader sbagliano se pensano che quella piazza esprimesse l'antipolitica. C'era qualcosa di diverso dall'antipolitica. La rabbia e la delusione verso la politica. Quei girotondini più cattivi che volevano mandare a casa Silvio Berlusconi sono rimasti delusi dal governo di centrosinistra. Si aspettavano che fossero cancellate le "leggi vergogna". Quelli di Mani Pulite non si ritrovano in questa "Seconda Repubblica" dove impera ancora l'immoralità. Quanti di voi vi state indignando con Clemente Mastella che va all'autodromo con l'aereo di stato? Beppe Grillo e con lui Marco Travaglio sono i catalizzatori di questa insofferenza più che giustificata. Ma Beppe Grillo non mi convince quando dice:"sono per la distruzione dei partiti". Ha gioco facile Massimo D'Alema a rispondergli che i partiti sono già distrutti. Il punto è che la politica va cambiata, non abolita. E Beppe Grillo fa politica. Dice che lo sbocco di questo movimento non è un partito, il partito di Beppe Grillo. Io gli credo, sarebbe un autogol. Del resto il ripristino della preferenza altro non è che la sacrosanta richiesta di poter scegliere il proprio candidato. Sbaglia D'Alema a sottovalutare Bologna e sbagliano coloro che etichettano Bologna come l'antipolitica. Dovrebbero prendersela con loro stessi se oggi parte dei loro elettori denunciano quel "vuoto" e accusano la "Casta".