[ RIFIUTI SOTTO INCHIESTA ]
Ho iniziato a leggere l'ordinanza con la quale il Gip di Napoli ha firmato i 25 arresti (tutti ai domiciliari) dell'inchiesta della procura di Napoli sull'emergenza rifiuti in Campania. Ho deciso di pubblicarla, potete scaricarla a questo indirizzo.
Non mi interessa se gli imputati sono colvepoli o innocenti. Ci pensarà la magistratura della quale bisogna fidarsi. Anche se il Corriere della Sera nell'editoriale di oggi di Pierluigi Battista sembra non fidarsi: "Ma nella guerra dei rifiuti non c'è peggiore irregolarità di quella che, senza validissimi e incontrovertibili motivi, porta alla demolizione delle strutture chiamate a eliminare le montagne di immondizia che ci stanno sommergendo.Il modo peggiore di perdere una guerra giusta". La legge è uguale per tutti e tutti devono rispettare le regole. Questa inchiesta giudiziaria, come quella precedente che è in dibattimento e che vede sul banco degli imputati il governatore della Campania, Antonio Bassolino e i dirigenti di Impregilo, fa capire meglio di altri perchè c'è sfiducia nei confronti dello Stato. Altro che ciclo "virtuoso" dei rifiuti! Il territorio campano è altamente inquinato e il decreto approvato dal governo Berlusconi non risolve la questione. Ai magistrati napoletani non piace la parte del decreto che isituisce la Superprocura ambientale in Campania. Sarebbe incostituzionale e inefficace. La crisi è ben lungi dall'essere superata.
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Rieccomi davanti al computer. Stasera vedrete ad Annozero la Napoli che ho visto in questi ultimi giorni. Una città "fai da te". Che attacca i campi Rom, che brucia i rifiuti, che protesta contro le discariche e che è stufa di quattordici anni di emergenza rifiuiti. Sindaco e governatore (Iervolino e Bassolino) hanno detto sì al piano del governo. Ma siamo sicuri che la strada del carcere sia quella giusta? Perchè criminalizzare il dissenso? Mi rendo conto della necessità di uscire dalla crisi. Ancora oggi giacciono per le strade della Campania 45 mila tonnellate di rifiuti che vanno al più presto rimossi ma quello che non mi convince è la risposta: discariche e inceneritori. Ipotizzarne 4 in Campania significa non credere alla raccolta differenziata. Certo, siamo in emergenza e occorreva una svolta ma senza il consenso delle popolazioni si militarizza un questione dai forte impatto socioambientale. Mi sarei aspettato impegni precisi e concreti sulla filiera del riciclo dei rifiuti ( impianti di compostaggio, innanzitutto). Silvio invece vuole fare la guerra. Le aree delle discariche sono equiparate a "zone militari, presidiate dalle forze armate" e "carcere da 3 a 5 anni per chi le violerà o creerà disordini".
Penso che Antonio Bassolino, dopo il rinvio a giudizio di ieri (insieme ad altre 27 persone), debba dimettersi da governatore della Campania. E quel "Antonio Bassolino farà la scelta giusta, mi affido alla sua coscienza", di Walter Veltroni prelude a ciò che amici e avversari ritengono ormai necessario. Ma penso che lui non voglia dimettersi, almeno nell'immediato. Poi, forse, superata la crisi dei rifiuti, prenderà atto della sua sconfitta. Mi auguro che nel processo che comincerà a maggio, e sul quale aleggia la prescrizione, Antonio Bassolino dimostri la sua estraneità ma è indubbio che politicamente ha fallito e che perciò debba lasciare l'incarico di presidente della Regione Campania. Lo scandalo dei rifiuti ha travolto tutti, tutta la casta. Nessuno escluso. Chi in malafede e chi in buona fede. Questi ultimi hanno sottovalutato il disastro che era sotto gli occhi di tutti. E chi governa ha responsabilità maggiori. Silvio Berlusconi, nella campagna elettorale appena iniziata, cercherà di sfruttare, a suo vantaggio, il disastro campano dove anche i suoi sono colpevoli. Ma il dramma è che una classe dirigente alternativa al bassolinismo non si è potuta formare. Vedo nero.
Non è poi tanto difficile capire quello che sta succedendo a Napoli sul fronte dei rifiuti. C'è una responsabilità politica che coinvolge tutti. I governi nazionali che si sono succeduti negli ultimi quindici anni e i governi locali e quindi anche quelli di centrosinistra che governano Napoli e la Campania da più di un decennio. Antonio Bassolino è stato sindaco di Napoli per due legislature e da due legislature è governatore della Campania. Rosa Russo Iervolino è al suo secondo mandato come sindaco di Napoli. E sono loro, ma non solo loro, i responsabili di questo sfascio. Ci sarà anche la vandea a soffiare sul fuoco della protesta di Pianura ma bisogna avere il coraggio di capire perchè si è arrivati a questo punto. Invece di puntare sulla raccolta differenziata dei rifiuti e quindi sul recupero del rifiuto e sulla riduzione delle discariche, hanno approntato un piano che prevedeva sette impianti per realizzare il combustibile che avrebbe dovuto alimentare ben due inceneritori. Gli impianti sono stati costruiti male e quindi le ecoballe (il combustibile) sono inutilizzabili (di questo aspetto se ne occupa la magistratura) mentre solo uno dei due inceneritori è stato parzialmente costruito. Un fallimento su tutta la linea in una realtà, la Campania, che ha conosciuto e conosce discariche abusive gestite dalla camorra che hanno inquinato il territorio con sostanze altamente pericolose per la salute degli esseri viventi. Discariche che vanno bonificate al più presto. Una situazione di "emergenza" che si somma all'altra emergenza che è quella dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani che esplode ogni volta che viene riempita una discarica e si ha la necessità di trovarne una nuova contro il volere delle popolazioni locali. Anch'io penso, come tanti, che la scelta degli inceneritori sia stata sbagliata e che si dovrebbe puntare sulla raccolta differenziata e a sistemi di distruzione "a freddo" del rifiuto irrecuperabile. Occorrerebbe alimentare, attraverso l'informazione, una cultura nuova perchè produciamo troppi rifiuti. Ma come se ne esce nell'immediato? Sono stati spesi milioni e milioni di euro (si parla se non sbaglio di due miliardi) e si vive tra cumuli di spazzatura nelle strade e sono sorte vere e proprie cittadelle di rifiuti ( ho visitato i centri dove sono tenute montagne di ecoballe). Una situazione non più sostenibile che non puoi affrontare pensando solo all'emergenza. Non mi piacciono i processi di piazza e non mi piacciono i manichini appesi. Ma non si può assolvere questa classe dirigente. Se la gente non si fida delle istituzioni ci deve essere un motivo. O no?