[ UNA TRAGEDIA CHE VA RISPETTATA ]
Ancora sul suicidio di Giorgio Nugnes. Quando un uomo si toglie la vita merita il massimo rispetto. E' un gesto disperato che suscita pietà umana. In tutti. A leggere le testimonianze dei giornalisti che lo hanno incontrato poche ore prima della sua morte, si capisce che era terrorizzato per un suo presunto coinvolgimento in un'altra inchiesta giudiziaria. Mi colpiscono le dichiarazioni del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino: "Aveva solo fatto telefonate non era accusato di stupro". Non era in carcere, non era agli arresti domiciliari. La sua posizione nell'inchiesta era marginale: "Concorso in devastazione". Avrebbe potuto dire la sua davanti al magistrato che lo doveva giudicare. Non lo abbiamo ucciso noi giornalisti che abbiamo raccontato quei terribili giorni di gennaio quando gruppi di ultra, elementi malavitosi innescarono una rivolta violenta. Tutti a Pianura ma non solo a Pianura erano contro la discarica. Giustamente. Ma anche a Pianura in tanti si dissociarono dagli "scontri". Pietà e solidarietà per i suoi cari. Leggo le parole del procuratore di Napoli Giandomenico Lepore: "non c'è stato accanimento, nè contro l'ex assessore Nungnes nè contro altri indagati. Non penso proprio sia stata l'inchiesta a determinare una fine così ingiustificabile".

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