[ LA MALA TV ]
Francesco Verderami e' un giornalista del Corriere della Sera ed e' bene informato. Sul suo giornale oggi ha scritto che il presidente del Consiglio e' di umore nero. Dopo aver invitato i ministri a disertare le trasmissioni televisive ora va ripetendo:"come dar torto a quanti si lamentano della tv pubblica e non vorrebbero piu' pagare il canone?". Non solo, incontrando gli industriali gli avrebbe detto:"Mi chiedo come fate ad accettare che la Rai inserisca i vostri spot dove si diffondono solo panico e sfiducia". Alla faccia del conflitto di interesse, alla faccia della liberta' d'impresa e soprattutto della liberta' di informazione. E' chiaro che il cavaliere di Arcore vorrebbe una televisione "propaganda". E' chiaro che teme la perdita di consenso costruita proprio grazie alle "sue" televisioni. Addirittura ieri da Pechino si e' lamentato senza mai citare il nome del programma (Annozero): "Sento di trasmissioni con ascolti fantastici con un dibattito serrato con l'opposizione. Peccato che di noi, in quelle trasmissioni non fosse stato invitato nessuno". Peccato che con Walter Veltroni ci fosse il capogruppo della Lega Cota e il vicedirettore del quotidiano di famiglia. Peccato che ogni settimana invitiamo esponenti del popolo della liberta', certe volte vengono altre no. Saremmo ben felici di avere in studio Silvio Berlusconi. Ma il premier non aveva detto ai suoi di disertare i programmi della Rai? Di solito le dichiarazioni di Maurizio Gasparri non le commento ma questa volta quel suo minacciare lo sciopero del canone per protestare contro Annozero mi sa tanto di censura. Hanno scelto di nuovo la strada degli editti. Stanno delegittimando la Rai e stanno attaccando la liberta' di informazione.
categoria:politica, maurizio gasparri, informazione, lega nord, silvio berlusconi, articolo21, rai-tv, michele santoro, conflitto di interesse, annozero, popolo della libertÃ





Sono sconvolto. Dunque,sono tornato a Casal di Principe, nella terra di gomorra, dove cinque pentiti accusano il sottosegretario Nicola Cosentino di rapporti con il clan mentre lo Stato dà la caccia ai killer e occupa "militarmente" l'agroaversano fino al litorale domizio. Il clima è pesante. La gente perbene non vuole essere colpevolizzata perchè ha paura. Dopo la puntata di Annozero su Castelvolturno, la settimana dopo la strage dei sei immigrati nordafricani, la situazione nel paese si sta deteriorando. Minacce agli amministratori, cartelli contro Ruotolo e Santoro. Ieri sera proiettili in busta al vicesindaco e oggi al risveglio..decine di scritte contro il sindaco, lo Stato, Roberto Saviano. Viva Setola e la camorra. Ora Setola sta per Giuseppe Setola il capo del gruppo di killer del clan dei casalesi ancora latitante, pronto ad uccidere. Con il territorio militrizzato hanno potuto operare, indisturbati, nel cuore della notte. Nel centro del Paese. Ragazzate? Non mi pare. Un segnale forte da parte di quell'area sociale che preferisce la camorra alla legalià. 
Dunque, il pentito Carmine Schiavone (collaboratore di giustizia dal 1993) cugino del capo del clan dei casalesi, Francesco detto Sandokan, ha smentito di aver mai parlato di un progetto di attentato contro lo scrittore Roberto Saviano. Non poteva fare altrimenti. Sarebbe interessante capire la genesi di questa notizia. Che Roberto sia nel mirino dei camorristi non c'è dubbio. Ha acceso i riflettori su una realtà "dimenticata" dai media e dalla politica. Ha fatto conoscere la camorra a migliaia e migliaia di giovani che non sapevano. Devo dirvi che leggendo la sua amara intervista di oggi a Repubblica mi sono commosso e ho scritto a Roberto un sms dicendogli che lo abbracciavo. E penso che sia giusto fargli sentire tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza ma devo dirvi anche che purtroppo ci sono altre persone che in questo momento rischiano la loro vita per combattere il clan dei casalesi. Siano essi magistrati o carabinieri o poliziotti. Siano essi giornalisti. C'è un gruppo di killer che è ancora lin grado di far male, molto male. Gli arresti recenti li hanno indeboliti ma non ancora fermati. C'è una intercettazione di qualche settimana fa dove si capisce bene che il capo di questi assassini, Giuseppe Setola, pensa ad un attentato contro " a legge". Chi rischia di più in questo momento sono coloro che stanno per strada. Che restino accesi, dunque, i riflettori. Un abbraccio forte a Roberto Saviano. E soprattutto a quelle persone perbene che oggi si sentono sconfitte a Casal di Principe e dintorni e che non possono avere il coraggio di urlare contro la camorra.
Non so come finirà il baratto. Dice Veltroni al Pdl: votate per Leoluca Orlando alla commissione di vigilanza Rai e noi diciamo sì a un vostro candidato come giudice costituzionale. In linea di principio nulla da eccepire. Sono mesi e mesi che non si eleggono le due cariche di competenza parlamentare. Ma il probabile si a Gaetano Pecorella da parte dell'attuale opposizione non mi piace. Conosco Pecorella da più di trent'anni. Lo ricordo difensore di un anarchico salernitano, Giovanni Marini, accusato di aver ucciso a coltellate un giovane missino. Insieme a Umberto Terracini. Difensore dei giovani del Movimento studentesco finiti in carcere in quegli anni turbolenti. Difensore in tempi più recenti di uno degli accusati della strage di Brescia (e indagato per favoreggiamento). Un eccellente penalista, docente universitario. Ma non è questo il punto. E' stato l'avvocato del premier Silvio Berlusconi nei processi di Mani pulite, presidente della commissione giustizia negli anni delle leggi ad personam. Ora, è vero che la Costituzione dice che il parlamento deve eleggere cinque giudici costituzionali. Si vorrebbe che fossero di alto profilo e non di parte. Ma nel caso in questione non sorgerebbe un conflitto d'interesse? E come potremmo fidarci del più alto organo di garanzia sapendo della presenza di uomini di parte? Stesso discorso per la candidatura di cui si parla di Luciano Violante. Se fossi in Di Pietro lascerei da parte la furbizia (voto Orlando e non Pecorella) e ritirerei la candidatura dell'ex sindaco di Palermo.
Nessuno mette in discussione la giusta protesta dei cittadini di Pianura contro la discarica. Ma ciò che è successo ieri a Pianura (e cioè la manifestazione in difesa dei 37 arrestati ritenuti responsabili, secondo la magistratura inquirente napoletana, non della protesta contro la discarica ma di aver organizzato e promosso la rivolta, ovvero atti fuorilegge come assalti alla caserma dei vigili del fuoco e al commissariato di polizia, danneggiamenti, distruzione e incendio di autobus, minacce ai commercianti, insomma di aver partecipato ad una serie di reati), va ben aldilà della difesa di una giusta lotta. Certo, gli amici degli arrestati possono manifestare per l'innocenza dei loro amici. Ma aldilà delle singole posizioni ieri si è manifestato a favore della violenza e non della legittima e vincente battaglia contro la progettata discarica che non si farà. "L'onore ai briganti" degli ultrà, le magliette del duce e del "boia chi molla" -leggo dalla cronaca de "Il Mattino"- insieme alla compagnia di giro della lotta antidiscariche che sfoggia felpe con falce e martello, sono stati i segni di questa brutta pagina che si è consumata ieri a Pianura. Come è sbagliato criminalizzare il dissenso civile è così sbagliato rivendicare l'illegalità.
Ah,benedette intercettazioni! Se non ci fossero gran parte delle inchieste sulla criminalità e non solo finirebbero nel nulla. Sono di ieri gli arresti a Napoli di politici, ultrà colpevoli dei disordini dello scorso gennaio a Pianura contro la realizzazione di una discarica. Un'inchiesta della Procura solida dalla quale emerge l'intreccio tra segmenti della politica (un assessore comuinale del Pd e un consigliere comunale di An) in cerca di consenso elettorale, speculazione edilizia gestita dalla camorra e moti di piazza fomentati dagli ultrà.La discarica poi non si è più realizzata perchè l'area prescelta, ancora oggi sotto sequestro dalla magistratura, era già altamente tossica. A Napoli e in Campania, forse più che altrove, espolde la questione del ceto politico, sempre più impresentabile. Decine e decine sono i comuni sciolti per infiltrazione della camorra. Decine e decine sono le inchieste giudiziarie che riguardano politici in odore di camorra.E' una questione nazionale. La politica oggi, tutta la politica, è malata. Se non ci sarà, in tempi rapidi un azzeramento del ceto politico attuale e un ricambio generazionale, la situazione è destinata solo a peggiorare. Comunque, potete scaricare l'ordinanza del Gip di Napoli cliccando
Questa di Casal di Principe è una camorra che pensa come cosa nostra. Ha rapporti con la politica, ha consenso sociale, ha deciso di sfidare lo Stato. Non ha paura dello scontro armato. Non bastano 500 soldati e 500 tra agenti di polizia e carabinieri per sconfiggerla. Certo c'è bisogno anche di loro e bene ha fatto il ministro Maroni a dichiarare guerra alla camorra. Ma questa è una vera e propria guerra di liberazione. E vuol dire che ha bisogno della mobilitazione popolare. L'omicidio di ieri del povero Stanislao Cantelli colpevole di essere lo zio di un pentito del clan dei casalesi è il diciottesimo omicidio da quando il 2 maggio scorso il gruppo di fuoco di quel che resta del clan di Ciccio Bidognetti ha inaugurato la stagione del terrore. C'è una Casal di Principe che oggi rivendica il diritto all'omertà. Ha purtroppo ragione. Ho parlato con amici di Don Peppino Diana, il parroco ammazzato quattordici anni fa, nel giorno della sconfitta. La gente perbene ha paura e come dargli torto. "Noi casalesi viviamo sotto il tallone di ferro di una dittatura sanguinosa", "scenda in piazza l'Italia intera per la nostra liberazione". Propongo a tutti i movimenti impegnati per la legalità, ai partiti, ai sindacati, alle associazioni di volontari di promuovere una manifestazione nazionale a Casal di Principe. Ho un ricordo giovanile, quando agli inizi degli anni '70 scoppiò la rivolta guidata dai fascisti a Reggio Calabria. Cgil, Cisl e Uil promossero una manifestazione nazionale a Reggio Calabria per lo sviluppo del mezzogiorno e i fascisti furono sconfitti. Siamo tutti casalesi. Mobilitiamoci per coloro che oggi si sentono soli e sono impauriti.