[ SOLIDARIETA' SGRADITA ]
E' così prevedibile il presidente del consiglio Silvio Berlusconi! Panorama (suo settimanale) pubblica le intercettazioni telefoniche che riguardano Romano Prodi e lui, Silvio Berlusconi, esprime la solidarietà all'ex leader del centrosinistra e chiede al parlamento che intervenga "per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". A onor del vero il padre dell'Ulivo commentando il merito di quanto pubblicato da Panorama immagina già le mosse del suo avversario quando dichiara che "non vorrei, vista la rilevanza che sembra assumere una vicenda di così scarsa portata e vista la fonte giornalistica che la vicenda tornasse utile a quanti invocano giri di vite sulle intercettazioni telefoniche". E, infatti, dopo l'intervento dell'inquilino di palazzo Chigi replica a muso duro, schierandosi a favore dei magistrati e dei giornalisti: "Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l'inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama - non vorrei che l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche". Bravo Prodi: Perchè si è smarcato da Berlusconi e perchè ha lanciato un messaggio chiaro e forte a quanti, anche nel centrosinistra, non vedono l'ora di limitare il lavoro dei magistrati e dei giornalisti. Dunque, bene ha fatto Panorama a pubblicare quelle intercettazioni anche se i magistrati decideranno di non procedere. Esse riguardano un personaggio pubblico. Sono atti che la procura di Bolzano ha trasmesso a Roma dove l'ex premier si da da fare per aiutare consuocero e nipote. Scampoli dell'Italia del familismo.
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Sono sconvolgenti le due pagine che il Corriere della Sera di oggi ha dedicato al consumo d'acqua nel nostro Paese. Per produrre un chilo di caffè occorrono 21 mila litri d'acqua. Per una T-Shirt circa 2000 litri d'acqua. E noi, per le nostre esigenze quotidiane, abbiamo bisogno di 215 litri a testa. Quello che non capisco è perchè consumiamo tanta acqua minerale pur essendo quella che sgorga dai ribinetto di buona qualità. L'Italia è il quinto maggior consumatore di acqua in bottiglia. Siamo noi i responsabili dell'inquinamento. Siamo noi i responsabili del disastro ambientale. Milioni di bottiglie di plastica che se non vengono recuperate vengono bruciate producendo diossina. La mia famiglia ha smesso di consumare la cosidetta acqua minerale e ha deciso, da tempo, di tornare "al rubinetto". Nei ristoranti, invece, sembra una battaglia persa. L'acqua è un bene pubblico. Tale deve restare ma soprattutto deve essere. Dovremo imparare tutti a usarla meglio e a non sprecarla.
Della gaffe del sindaco di Roma, Gianni Alemanno ( qualcuno lo ha definito il sindaco piacione della destra, una brutta e sbiadita copia di Walter Veltroni) si è detto nei giorni scorsi a proposito dei poveri cicloturisti olandesi (botte per entrambi e stupro per lei) che se l'erano cercata. A tener banco oggi è il ministro dell'istruzione. Vi ricordate le dichiarazioni del ministro Mariastella Gelmini? "Quelli del sud sono insegnanti di serie B"? Ebbene si è scoperto che la bresciana Gelmini è diventata avvocato superando l'esame di stato a Reggio Calabria. Un pò di pudore, please!
Benritrovati. In tanti mi avete chiesto come mai non siamo andati in onda a luglio con lo speciale di Annozero, preoccupati che avessero cancellato il programma. Nessun problema.Torneremo in onda dal prossimo 25 settembre, non più da via Teulada ma dal teatro delle Vittorie, con una nuova scenografia. Di fatti ne sono accaduti tanti in questo periodo. Dal decreto antiprecari, al pacchetto sicurezza, alla guerra tra la Georgia e la Russia con il nostro ministro Frattini che, dalle Maldive, seguiva l'evolversi della situazione. Ma il mio dialogo con voi lettori di questo blog ricomincia da ciò che, a Locarno, ha detto Nanni Moretti pochi giorni fa: "E' inaccettabile che in una democrazia un uomo che ha il monopolio dell'informazione televisiva si candidi a guidare il paese per cinque volte di seguito in 14 anni. Chi ricorda che questa e' una cosa inaccettabile per una democrazia passa per una persona noiosa, ovvia, che dice cose grossolane. Ma non e' grossolano dire queste cose, ma e' grossolana la realta' italiana. L'assuefazione italiana a considerare normali cose che in una democrazia non lo sono e' una cosa molto molto grave". Ha ragione Nanni Moretti a lanciare questo grido d'allarme. Il modello politico-culturale berlusconiano ha sfondato. Il pensiero unico è più che mai forte. Più che un'opinione pubblica morta, io vedo tante opinioni "personali": un Paese sfilacciato dove il rischio dell'omologazione mina alle fondamenta la democrazia. E' opinione comune che non ci sia opposizione al governo, è opinione comune che il Paese stia andando a destra. Sarà un luogo comune ma le vicende interne al partito democratico e di linea politica inducono al pessimismo. Certo, Antonio Di Pietro e la sua Italia dei Valori tengono il punto e l'appello di oggi di Walter Veltroni a non "perdere la memoria" a voler combattere "il pensiero unico" non cambia l'immagine di oggi del partito democratico, un partito che appena nato sembra già vecchio.