[ SEMPRE PEGGIO.. ]
Gianni Alemanno ha vinto nel ballottaggio per il Campidoglio. Penso ad una sola domanda: Come si fa a riportare la razionalità nelle scelte degli elettori? Questa campagna elettorale è stata giocata sulla paura degli elettori. Non sul futuro della capitale. Non sui programmi dei due candidati ma sul bisogno di ordine, di sicurezza. Loro erano stramotivati, il campo filo Rutelli, no. Gli sconfitti dovranno pur chiedersi perchè sul tema della sicurezza e dell'ordine pubblico la destra ha sempre una carta in più. Siamo messi male. Ora si complica tutto. Mi dicono che il neo presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, avrebbe preso più voti, a Roma città, dello stesso Rutelli (a sera, la conferma: quasi 60 mila voti). Certo, il centrodestra si è speso tutto per Alemanno dando per persa la Provincia ma l'esito del voto qualcosa vorrà pur dire. L'unica soddisfazione è che a Vicenza ha vinto Achille Variati, il candidato sindaco del centro sinistra che si è pronunciato contro l'ampliamento della base americana di Dal Molin.
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Ha atteso che mi svegliassi e si è addormentata per sempre tra le mie braccia. Si chiamava Babà, amava il mare come lo amo io, voleva bene a chi le voleva bene, amava senza chiedere nulla in cambio. Non volevo parlarne e soprattutto non volevo scriverne ma oggi che io, la mia famiglia, gli amici che l'hanno amata, abbiamo conosciuto il dolore per la sua scomparsa, ho deciso di renderle omaggio ricordandola pubblicamente. Come siamo fragili noi esseri umani! Le emozioni e le lacrime per un pezzo di vita che se ne va ma che resta per sempre in chi ha perso un'amica fedele.
Prima settimana della nuova era berlusconiana. I media, soprattutto quelli televisivi, sono di nuovo scesi in campo, prepotentemente, nel ballottaggio tra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli per la guida della Capitale. Vogliono prendere Roma e il popolo della libertà sta cavalcando, alla grande, il tema dell'insicurezza con l'atroce episodio della giovane universitaria africana accoltellata e violentata davanti ad una stazione ferroviaria di Roma Nord. Ma c'è un altro tema di cui invece l'agenda politica e quella dei media fa finta di non vedere e sono le mafie. Ho quasi finito di editare il reportage sul clan dei casalesi e ospite della prossima puntata di Annozero sarà Roberto Saviano. L'autore di Gomorra è stato recentemente minacciato insieme al giudice Raffaele Cantone e alla cronista del Mattino, Rosaria Capacchione, dai capi clan della camorra casertana che hanno paura di vedersi confermati in secondo grado i 21 ergastoli e gli 844 anni di reclusione con 95 condanne per associazione camorristica del cosidetto maxi processo chiamato Spartacus. Una camorra "dimenticata" pericolosa quanto e più di quella napoletana perchè è quella che rassomiglia di più a cosa nostra, alla mafia siciliana. Una puntata senza ospiti politici ma con storie e la presenza insieme a Roberto Saviano di Franco Roberti che è il procuratore antimafia di Napoli. Dunque, accenderemo i riflettori su una realtà sconosciuta ai più, anche se il libro di Roberto ha venduto quasi un milione e mezzo di copie. Ma se faccio i nomi di Michele Zagaria e di Antonio Iovine o se vi chiedo dove si trova Casal di Principe, gran parte di voi non sa rispondere. Potenza dei media e della politica che tacciono o che nascondono queste realtà!
La sconfitta è di quelle che peseranno a lungo. E' un 11 settembre. Quei 9 punti di distanza saranno difficilmente recuperabili in tempi brevi. Siamo entrati nella terza repubblica. In un sistema bipolare e soprattutto bipartitico. Nel 1996 vinse Prodi perchè la Lega lasciò il Cavaliere. Nel 2001 vinse Berlusconi perchè Bertinotti aveva lasciato Prodi. Altri tempi, altro secolo. Essendosi semplificato il sistema politico questo rischio non c'è più. Veltroni non ha raggiunto quel 35 per cento che si auspicava. La cosidetta sinistra radicale non ha più rappresentanza in parlamento. Il partito democratico non ha sfondato al centro ma con "il voto utile" ha prosciugato la sua sinistra. E' una debacle. Bossi sfonda in tutto il Nord. La Lega compete, ormai, con il popolo della libertà e con il partito democratico. Ci sono tanti motivi per cui ha perso il centrosinistra. Il primo è che va a casa chi governa male. E il governo Prodi così è stato percepito dagli italiani. Ci sono tre milioni e mezzo di voti che separano i due schieramenti. Il temuto astensionismo non c'è stato. Si è rimasti sopra la soglia dell'80 per cento di affluenza alle urne. Dunque, giudizio più che negativo del suo operato. Il nostro è un Paese che va a destra. Una destra populista. L'unico che può dire di aver vinto tra gli sconfitti è Antonio Di Pietro con la sua Italia dei Valori. Ha quasi raddoppiato i consensi. Ha pagato la linea dura. Anche l'Udc di Casini sopravvive. Non siamo al sistema americano ma per la sinistra italiana è tempo di un profondo ripensamento. Negli uomini e nelle idee.
Se Veltroni parlasse con il popolo degli astensionisti, se cercasse il consenso non solo delle casalinghe, che pur sono importanti, ma parlasse anche con quelli che fecero vincere l'Unione nelle elezioni del 2006, forse il 15 aprile staremmo tutti meglio. Siamo, ormai, ad una settimana dal voto e non è ancora scontato l'esito di queste elezioni. Lo dicono tutti, lo avvertiamo tutti. C'è uno zoccolo duro, durissimo, che, forse, smotterà poco prima dell'apertura delle urne, come auspica dalle colonne di Repubblica Eugenio Scalfari, ma che al momento non ha nessuna voglia di sgretolarsi. Non si tratta di un elettorato marginale. Non sono i soliti qualunquisti. C'è un profondo e giustificato malessere nei confronti del centro sinistra. Hanno trenmila ragioni per avercela con Veltroni, Di Pietro e Bertinotti. Ma questo non vuol dire che fanno bene a non votare. Bisogna convincere chi dice che sono tutti uguali che sbaglia di grosso. Lo psiconano ha paura del voto, sa di dover giocare il tutto per tutto nella sua ultima campagna elettorale ( è la quinta, vecchio matusalemme della politica) e vuole vincerla a tutti i costi. La legge dice che negli ultimi giorni di campagna elettorale non si possono pubblicizzare i sondaggi. SIlvio Berlusconi se ne fotte e proprio oggi annuncia che il suo schieramento è sopra di... Nulla di nuovo dunque. E' il solito Berlusconi che se ne frega delle leggi.
A sfogliare i giornali sembrerebbe che Clemente Mastella abbia fatto cadere il governo Prodi per la sua iscrizione nel registro degli indagati nell'inchiesta Why Not avviata dal pubblico ministero di Catanzaro, Luigi De Magistris. A leggere i titoli dei pezzi sembrerebbe che il "Mastella non doveva essere indagato" sia scritto nel decreto con cui il Gip di Catanzaro ha accolto la richiesta di archiviazione della procura generale della città calabrese. Primo: Clemente Mastella ha fatto cadere Prodi dopo l'arresto della moglie Sandra Lonardo per l'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere finita a Napoli nella quale è coinvolto anche l'ex ministro e che, al momento, procede senza nessuna archiviazione. Secondo: mi sembra difficile che il gip Tiziana Macrì possa aver scritto "Mastella non doveva essere indagato". Che il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli sostenga che mancavano assolutamente i presupposti per l'iscrizione dell'ex ministro della giustizia nel registro degli indagati è nel suo diritto ma che sia messo nero su bianco nel documento del gip non mi sembra credibile, anche perchè non mi risulta che i cronisti di Catanzaro lo abbiano letto. Il leader dell'Udeur chiede aiuto al Quirinale e parla di complotto. Voglio solo ricordare che anche il presidente del consiglio Romano Prodi è indagato e, come un qualsiasi cittadino, aspetta serenamente che si concludano le indagini, nel pieno rispetto della magistratura, convinto di essere innocente.
Capisco i tanti delusi dal centrosinistra che ha appena governato e dal Pd di Walter Veltroni. Ma avete letto le ultime minacce dello psiconano? Se le "tasse sono tra il 50 e il 60% come accade per le imprese, è giustificato mettere in atto l'elusione o l'evasione".Già una volta Silvio Berlusconi aveva promesso di ridurre le tasse. A questo giro non promette l'aliquota unica ma applaude solo agli evasori. Che le tasse siano alte non c'è dubbio ma che un candidato premier avalli l'evasione è un pericolo pubblico. Anche quello che ha detto sulle intercettazioni telefoniche è devastante: "Continuo a usare il telefonino con la più ampia libertà, ma se escono di nuovo fuori registrazioni lascio questo Paese". L'anziano leader del popolo della libertà promette di varare una legge in materia che è liberticida e giustifica i fuorilegge: "Permetteremo le intercettazioni solo per reati di terrorismo e criminalità organizzata". Il nuovo provvedimento prevederebbe "cinque anni di carcere per chi le ordina, per chi le fa e per chi le diffonde, oltre a multe salatissime per gli editori che le pubblicheranno. Alla faccia della legalità e della libertà di informare. Evidentemente permane in lui il conflitto di interesse. Perchè si dovrebbero consentire le intercettazioni solo per i reati di criminalità organizzata e di terrorismo? Perchè evitare questo strumento di indagine così importante anche per gli altri reati? Evitiamo che Silvio Berlusconi vinca le elezioni. Per favore.
C'è qualcosa che mi sfugge. L'attuale ministro della giustizia (che, quasi quasi, fa rimpiangere l'ex) ha sgridato il Csm per esser stato troppo blando nei confronti del pm Luigi De Magistris. A Luigi Scotti non è bastata la sentenza con la quale l'organo di autogoverno della magistratura ha condannato il pubblico ministero Luigi De Magistris al trasferimento da Catanzaro. Il ministro, ex magistrato "democratico", ha impugnato la sentenza davanti alle sezioni unite civili della Cassazione perchè il Csm aveva assolto il magistrato di Catanzaro dalle accuse di aver violato i suoi doveri per le fughe di notizie sulle sue inchieste, per i sospetti diffusi su superiori e colleghi, per le dichiarazioni alla stampa su complotti per fermare la sua attività e per non aver informato il suo diretto superiore di un provvedimento importante. Allucinante! Spero proprio che, in tempi brevi, la procura di Salerno che sta indagando sui fatti di Catanzaro, risponda alle questioni sollevate da codesto ministro. Ci sarà un giudice a Berlino! Intanto da Potenza arriva la notizia che sono indagati per il complotto contro la gip di Milano, Clementina Forleo, due magistrati di Brindisi e un ufficiale dei carabinieri che, secondo l'accusa, si erano messi d'accordo "per dare una lezione" alla titolare delle inchieste sulle scalate bancarie. La scomoda Clementina può tirare un sospiro di sollievo. I tre, secondo il pm di Potenza Cristina Correale, avrebbero compiuto una serie di omissioni e violazioni nell'inchiesta relativa alla morte dei genitori di Clementina Forleo, i quali prima dell'incidente automobilistico, avevano ricevuto minacce di morte e attentati. Ad Annozero, Clementina Forleo aveva detto:"Sono stata vittima di tentativi di delegittimazione e discredito da parte di soggetti istituzionali, che non appartengono al mio ufficio, e anche da appartenenti alle forze dell'ordine". Secondo la procura di Potenza costoro sono i pubblici ministeri di Brindisi Alberto Santacatterina e Antonino Negro e il tenente dei carabinieri Pasquale Ferrari. Che farà ora il Csm? Archivierà le accuse contro Clementina Forleo o procederà con il suo trasferimento da Milano?