[ AGLI AMICI DI BEPPE GRILLO...]
Di solito noi non rispondiamo alle critiche che vengono rivolte ad Annozero. Ma questa volta ritengo di dover dare una risposta agli amici di Beppe Grillo, proprio in omaggio alla loro gioventù e inesperienza. Capisco il loro dispiacere per non essere stati citati e per non essere stati ripresi, anche se in quella conferenza stampa loro si sono limitati a fare il saluto iniziale che non è di grande interesse per il nostro pubblico. Vorrei anche dirgli in amicizia che il sottoscritto si è perso il buffet offerto e soprattutto non ha visto le "hostess da capogiro" e se ne rammarica. Vorrei soltanto ricordargli che Annozero al tema dei rifiuti aveva dedicato un'intera puntata la settimana prima e che le questioni sollevate nella manifestazione con Beppe Grillo erano state ampiamente illustrate e dibattute anche con la partecipazione del dottor Marfella, uno degli oratori del "Giorno del Rifiuto". Non solo. Nel corso di quella puntata avevamo detto che due giorni dopo ci sarebbe stata la manifestazione degli amici di Beppe Grillo, annunciando lo sciopero sulle bollette Enel. Erano notizie e le avevamo date per questo motivo, al momento che Annozero non è un ufficio stampa nè di Beppe Grillo nè di Forza Italia o del Partito democratico. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità. Voi quel giorno avevate convocato una conferenza stampa. Noi l'abbiamo seguita. E in piena autonomia abbiamo deciso di mandare in onda ampi spezzoni dell'intervento di Beppe Grillo. La battuta su Veronesi c'era (anche se incompleta), il discorso sugli inceneritori anche. Ovviamente tutte le critiche sono lecite ma è chiaro che non si potevano mandare in onda 120 minuti di Beppe Grillo che parlava di cose di cui ci eravamo già occupati la settimana prima. Modestamente sono anni e anni che noi, in televisione, ci occupiamo di ambiente e sono anni che ci occupiamo di rifiuti a Napoli. Forse, questo lavoro meriterebbe un certo rispetto, rispetto che non si avverte nelle vostre parole che si manifestano con la stessa arroganza che solitamente adoperano i politici di professione. Siccome io spero che voi possiate essere diversi ( vi seguo con simpatia) vi invito a mettere da parte l'arroganza, ovviamente mantenendo le vostre critiche, anche quelle più dure.
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Penso che questa di stasera sarà una puntata interessante. Annozero parlerà di liste pulite (e non solo) con Antonio Di Pietro e con la candidata della Destra, Daniela Santanchè. E il piatto forte sarà il Beppe Grillo della conferenza stampa tenuta sabato scorso a Napoli nel "giorno del rifiuto". Un Beppe Grillo che ha parlato di elezioni, di inceneritori, di riciclo, di nucleare. Insomma, un Beppe Grillo in gran forma. E, a proposito di liste pulite, la notizia del pomeriggio è l'accordo tra la Rosa bianca e l'Udc per correre insieme alle elezioni del 13 e 14 aprile. Che succederà con Cesa e con Cuffaro? Saranno in lista? E Tabacci non aveva detto che non voleva in lista condannati e inquisiti? Sicuramente la gran parte degli elettori non vuole indagati, sotto processo e condannati in primo grado nelle liste. Stasera renderemo pubblico il sondaggio dell'Swg per Annozero che potrete leggere sul sito della trasmissione e su quello "istituzionale" di palazzo Chigi. Come vuole la legge. Vi posso dire che anche i semplici indagati dovrebbero rinunciare a presentarsi. Per non parlare dei condannati in primo grado e di quelli definitivi: risultati bulgari. Ma c'è anche il conflitto di interesse nel nostro sondaggio, nel senso che abbiamo chiesto: "se il partito che ha deciso di votare candidasse persone che controllano grandi aziende e tv e giornali...lei lo voterebbe?". Le risposte sono estremamente interessanti e articolate. Ho una curiosità, vorrei conoscere i nomi dei cittadini che hanno conti in Liechtenstein compresi nella lista attualmente in possesso dell'Agenzia delle Entrate. Il primo politico che ha confessato di averlo è Rocco Buttiglione e la sua giustificazione sembra plausibile ("lavoravo in Liechtenstein"). Ma per un onesto Buttiglione.........
Evidentemente una parte consistente di quel 30 per cento che oggi non sa ancora come e se votare alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile non è da sottovalutare. Anzi, una quota avrebbe, al momento, già deciso di restare a casa perchè ritiene che non valga la pena, essendo "tutti uguali". Mi dispiace perchè tra i tanti che non andranno a votare c'è gente che stimo e con cui ho condiviso e condivido tutt'ora idee, passioni e affetto. Se non ci fossero state elezioni anticipate probabilmente mi sarei sentito libero tra tre anni di non andare a votare. Ma l'interruzione della legislatura ha fatto sì che Silvio Berlusconi restasse sulla scena. Sia chiaro, il mio non sarà solo un voto contro (Silvio Berlusconi) ma è indubbio che, persistendo il conflitto di interesse, non me la sento di far finta di nulla. E poi, essendo a favore del maggioritario, la semplificazione e la riduzione del numero dei partiti, partitini, liste fai da te, mi sembrano essenziali. Non siamo ancora entrati in campagna elettorale. Berlusconi vuole evitare di commettere errori (per ora spara ad alzo zero contro Casini e Di Pietro) mentre Veltroni ha bisogno di "farsi conoscere". Non mi convince il Partito democratico, non mi convince la Sinistra Arcobaleno. Ritengo però che Veltroni abbia detto (e fatto) cose in discontinuità mentre non "avverto" ancora la presenza della Sinistra Arcobaleno. So che tra coloro che non adranno a votare ci saranno tanti che hanno votato a sinistra nelle passate elezioni. Io mi turerò il naso. E sogno che la destra non abbia già vinto la partita. Dice Beppe Grillo che queste sono elezioni illegali. Ma, caro Beppe, la maggioranza degli elettori le convalideranno.
Devo confessarvi che mi aspettavo un'altra reazione da Beppe Grillo quando, l'altra sera a Napoli al "giorno del rifiuto", gli ho chiesto se era soddisfatto del dibattito sui "candidati puliti" che sta animando questo primo scorcio di campagna elettorale. Sapete che lui ha detto che è orgoglioso di non andare a votare perchè ritiene le prossime elezioni "illegali". Sapete anche che io, invece, andrò a votare. Non capisco il grande Beppe perchè ritiene insignificante quello che sta accadendo sul tema del "parlamento pulito". Secondo me è un primo importante successo di quanti (e non sono solo i grillini) si battono per la legalità. Interessante quello che sta succedendo tra la Rosa bianca e l'Udc che non riescono, ancora, a mettersi d'accordo proprio sulla questione delle liste pulite. Savino Pezzotta, presidente della neoformazione centrista, infatti non vuole Cuffaro e Cesa. E Casini gli ribatte che "non ci faremo dettare le liste dalle procure". Anche sullo svecchiamento c'è stata una prima risposta, almeno da parte di Walter Veltroni e del partito democratico. E' vero, Veronesi non è un "giovane" e so anche che non piace al movimento contro gli inceneritori perchè l'oncologo milanese ritiene che non siano pericolosi. Ma Umberto Veronesi non ha alle spalle nè due, nè tre legislature ed è un punto di riferimento sulla laicità. Ritengo che la decisione del partito democratico di non candidare Ciriaco De Mita sia stata giusta.
Straordinario. Unico. Irripetibile. Ricapitoliamo. Il partito democratico decide di non candidare alle prossime elezioni politiche persone condannate in primo grado di giudizio. Lega e An dicono di essere d'accordo. E il cavaliere? Silvio Berlusconi non si pronuncia. Interviene il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, che scrive ai coordinatori regionali per illustrare i criteri nella formazione delle liste e, aprendo il capitolo delle esclusioni per procedimenti penali, sostiene: "Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un'origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione dalle liste, soprattutto per un partito come il nostro che dalla sua nascita ha sempre potuto vantare un'assoluta onesta' da parte di tutti i suoi rappresentanti''. Grande Bondi! Da ora in poi inquisiti di tutto il parlamento fate l'autocertificazione. Dite che siete vittime di un complotto politico e chiedete asilo politico nelle liste di Forza Italia.
"Niento voto se non risolvono il problema dei rifiuti". Parola di Fiorello. Il satirico. E al satirico tutto è permesso, anche violare la par condicio. Ma non a tutti i satirici, come dice il direttore della seconda rete radiofonica della radio Sergio Valzania per il quale: "Fiorello non è Beppe Grillo e non lo vuole essere e non è nemmeno Serena Dandini, ovvero una ortodossa che si è schierata in maniera dichiarata". Bah! Capisco che alla super star Fiorello vada perdonato tutto, anche le eventuali sanzioni dell'Autorithy, ma questa battuta contro la povera Serena Dandini il direttore Valzania se la poteva risparmiare. Alla satira deve esser permesso tutto e non esiste una satira "schierata" e una "non schierata". Non si possono dividere gli autori in buoni e cattivi. Forse, più che autore satirico Fiorello, fino a ieri, era solo un comico e la comicità non c'entra un bel niente con la satira. Non sono d'accordo con quanti propongono l'astensione ma colgo nelle parole di Fiorello un giusto atto d'accusa contro i politici siano essi di centrosinistra e di centrodestra. La verità è che l'emergenza rifiuiti in Campania è ben lungi dall'essere risolta. Proprio l'altro giorno il commissario Gianni de Gennaro ha sostenuto che avevano ragione i cittadini che non volevano la riapertura delle vecchie discariche. Oggi il commissario pensa di portare i rifiuti in Germania. Ma, sperando che i tedeschi dicano si, non si risolve così il problema. Si mette solo una toppa. E l'inverno napoletano sarà ancora lungo.
Si può vincere. Quasi, quasi, comincio a crederci. Questa mattina ho fatto la spesa del sabato al supermercato e sentivo i commenti (più che positivi) all'annuncio di Walter Veltroni, fatto ieri sera al TgUno, di presentarsi solo in tre circoscrizioni e come secondo di lista per dare spazio ai giovani e a "facce nuove". Ho sentito, all'assemblea del partito democratico, Anna Finocchiaro candidarsi alla presidenza della Regione Sicilia se Rita Borsellino sarà con lei, so che si candiderà in Calabria come capolista del partito democratico Luigi De Sena, attuale vicecapo vicario della polizia e superprefetto di Reggio Calabria all'indomani dell'omicidio del vicepresidente della Regione Calabria, Francesco Fortugno. Una persona perbene, un segnale forte in una realtà dove la politica è falcidiata dalle inchieste giudiziarie. Insomma, qualcosa si sta muovendo contro la casta. E l'ottimismo, che è una componente estremamente importante, come ci ricordano gli esperti, nasce non solo dalle prime mosse (d'immagine) azzeccate del leader del partito democratico ma anche da quello che sta succedendo nel campo avverso. Il popolo della libertà sta perdendo pezzi e non convince gli incerti che sono tantissimi. Il centro cattolico-moderato ha preso le distanze da Fini e Berlusconi. Casini, è ufficiale, correrà da solo. Anche Mastella se ne va da solo. E poi c'è la Rosa Bianca che quasi certamente si presenterà con l'Udc. La Destra di Francesco Storace qualcosa toglierà a Silvio Berlusconi. Il distacco tra i due possibili premier è ancora forte. Dipenderà da come si muoverà Walter Veltroni. Sono convinto che Silvio Berlusconi, che si sta presentando come leader moderato, qualche errore lo commetterà da qui al 13 aprile. Già ieri sera ha detto la sua prima bugia sostenendo di non aver cacciato dalla Rai il povero Enzo Biagi e che fu lui stesso ad andarsene per la "liquidazione". Che vergogna!
Dice Pierferdinando Casini che candiderà Salvatore Cuffaro, condannato in primo grado a cinque anni di reclusione per aver favorito singoli mafiosi. Aggiunge il leader dell'Udc che in Italia "la Costituzione prevede la presunzione d'innocenza fino a una condanna definitiva. I partiti devono assumersi la responsabilità delle scelte, noi ce le assumiamo". Non sono d'accordo ma chiedo all'onorevole Casini: e se la Cassazione dovesse confermare la condanna per Cuffaro che cosa significa che "l'Udc si assume la responsabilità della scelta"? Che, in caso di condanna, scioglie l'Udc? Che si dimette dalla politica? Ma il tema dell'etica in politica non può essere delegato alla magistratura. C'è bisogno di una politica "pulita" e mi sembra che Totò Cuffaro, lo ha ammesso egli stesso, abbia chiesto i voti a Cosa Nostra. L'ex governatore della Sicilia sostiene che quando incontrò il ministro dei lavori pubblici di Totò Riina, non sapeva che era un mafioso. Ma dopo aver saputo che Angelo Siino era un mafioso perchè non si è dimesso?
Il segretario del Pd Walter Veltroni non mi è piaciuto quando, a proposito delle intercettazioni telefoniche, ha detto che i magistrati possono usarle ma che non possono essere rese pubbliche: "I magistrati devono potere intercettare chi vogliono, pero' le intercettazioni non devono essere pubblicate sui giornali perche' l'utilizzo di queste carte e' sbagliato". Chi sbaglia è proprio Veltroni. Se non si fossero pubblicate le intercettazioni nell'estate dei furbetti, oggi avremmo ancora al suo posto l'ex governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio. Non solo, in questo modo si dà un potere enorme alla magistratura. Io sono per pubblicare le intercettazioni. Certo, va tutelata la privacy ma non i contenuti di quelle intercettazioni che sono di interesse pubblico. Caro Veltroni, così se ne va a quel paese la libertà di informare e di essere informati. Questa si chiama censura.
E come la mettiamo con l'arresto avvenuto questa mattina dell'esponente calabrese dell'Udeur, ex assessore regionale al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, insieme ad un'altra cinquantina di persone? Anche questo arresto fa parte di un complotto della magistratura per "annientare" il partito di Clemente Mastella? Presunto innocente fino al terzo grado di giudizio. Ma per Tripodi l'accusa è di quelle pesanti: avrebbe aiutato i camorristi del clan dei casalesi e una cosca dell'ndrangheta di cui sarebbe stata documentata anche la diffusa infiltrazione nel settore economico-imprenditoriale, in particolare nell'edilizia e nel mercato immobiliare. Gli inquirenti avrebbero accertato in particolare che gli interessi illeciti dell'organizzazione criminale puntavano sugli appalti legati a centrali idroelettriche, come quella della Vallata dello Stilaro, nel comune di Bivongi (Reggio Calabria), ed infrastrutture turistiche calabresi. Manovre agevolate dalla collusione con esponenti delle amministrazioni pubbliche comunali e regionali. Nei guai sono finiti anche il sindaco di Staiti, il vice sindaco di Brancaleone ed un tecnico comunale dello stesso comune, tutti in provincia di Reggio Calabria. Di Clemente Mastella si sono perse le tracce da alcuni giorni. Venerdì riunirà il vertice del suo partito. Il giorno dopo la decisione dell'Udc che dovrebbe correre da solo con Casini candidato premier. Silvio Berlusconi ha dichiarato di dover essere riconoscente nei confronti di Mastella per la caduta del governo Prodi ma l'elettorato del centrodestra non gradirebbe la presenza del sindaco di Ceppaloni(Bn) nello schieramento del popolo della libertà. E' chiaro che se Casini, Mastella e la neonata rosa bianca si unissero avrebbe qualche chance ma il tempo non gioca a favore di un centro cattolico moderato. Ma domani sera avremo come ospite centrale della puntata il leader dell'Udc Pierferdinando Casini. Insieme a lui saranno ospiti il politologo Gianfranco PAsquino, l'architetto Massimiliano Fuksas, Maurizio Belpietro e il premio Nobel Carlo Rubbia. Intanto buone notizia dal fronte del partito democratico che ha raggiunto l'accordo con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. L'incontro tra Veltroni e Antonio Di Pietro si è concluso con la decisione di apparentare i due simboli in una minicoalizione. Nelle liste ci saranno quindi due simboli però poi un gruppo unico alla Camera. Sarà una coalizione "in senso tecnico" con il Partito democratico, dice Di Pietro al termine dell' incontro con Veltroni. L'Idv farà poi parte dello stesso gruppo parlamentare del Pd. Non ci saranno candidati condannati.
Ho preso nota della delibera di "richiamo" da parte dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per le puntate del 4 ottobre, del 6 e del 20 dicembre 2007 di Annozero. Nessuna sanzione ma un "richiamo". E non voglio certo entrare nel merito del provvedimento. Mi soffermo però alla pagina quattro della delibera quando, a proposito della prima puntata dedicata al caso "De Magistris", si sostiene che "pur essendosi registrata l'esposizione di un ampio arco di opinioni e tesi espresse dagli ospiti in studio, la trasmissione è apparsa squilibrata a favore delle tesi contro l'operato del ministro della giustizia, anche grazie ai collegamenti in esterno con le città di Potenza e di Catanzaro diretti a dare voce ai sostenitori dell'operato del magistrato Luigi De Magistris contro le iniziative del ministro della giustizia e all'intervista realizzata allo stesso magistrato, il quale è stato l'unico a poter spiegare compiutamente le ragioni della vicenda che lo vedeva protagonista". L'intervista a Luigi De Magistris era registrata. Realizzata prima degli eventi in discussione. In studio, invece, c'era l'attuale ministro della giustizia Luigi Scotti che, all'epoca era sottosegretario del ministro, entrò nel merito della vicenda, senza che De Magistris potesse replicare. Volete sapere chi erano gli altri ospiti della puntata secondo quanto scritto nella delibera dell'Agcom? "Pasquale Borsellino, fratello del magistrato Luigi Borsellino...". Cara Autority, il fratello del magistrato si chiama Salvatore. E il magistrato si chiamava Paolo, Paolo Borsellino e non Luigi.
L'ho visto a Sky Tg24. E' sempre lo stesso anche se ha cambiato leggermente look. Non porta più la cravatta ma è già in campagna elettorale. E oggi ha insultato il povero Tabacci con i suoi 700 voti. Parla da onnipotente. Rinvangando il passato da premier, si dà la terza persona. Sa che rappresenta il vecchio e deve dire ai suoi che il partito democratico è vecchio ed è il partito democratico di Romano Prodi. Non di Walter Veltroni contro il quale, come immagine e credibilità, è perdente. E' tutto in movimento. Mastella e Casini non hanno ancora deciso. Storace e la Mussolini si. Rotondi e Nurcara pure. Dini e De Gregorio anche. Per le liste c'è tempo fino al 9 marzo. Dal Pd dicono che non ce la fanno a fare le primarie. I tempi sono troppo stretti. So che in tanti non volete andare a votare. Io non me lo posso permettere. So che vogliono tappare le ali all'informazione. So che vogliono chiudere la partita con quei magistrati che hanno la "schiena dritta". So che nel caso in cui vincesse ci sarebbe bisogno di una forte opposizione. So che nel caso in cui perdesse dovremo farci sentire. L'offerta politica lascia varie opzioni. C'è una semplificazione che fa solo bene al sistema Italia. Il Pd, la sinistra arcobaleno, Di Pietro. Liste civiche sponsorizzate da Beppe Grillo alle amministrative. Votare è utile. P.S. Sono riuscito a non nominare il brianzolo. Eh, Eh, Eh! Ma, tanto, voi avete capito chi è.
E se Casini e Mastella mandassero a quel paese il popolo della libertà di Silvio Berlusconi e Guianfranco Fini? E se Casini e Mastella e la Rosa bianca di Tabacci e Pezzotta formassero quel polo cattolico moderato di cui si parla da tempo? Non è fantapolitica, anche se poco ci manca. E' uno scenario che in queste ore prende corpo nei palazzi che contano. Può darsi che non se ne faccia nulla, che Mastella resti berlusconiano ma, certo, per Casini il gioco si è complicato. La novità del partito democratico ha costretto SIlvio Berlusconi alla svolta. E se l'unità granitica del centrodestra delle ore passate si dovesse sgretolare, l'esito della partita non è scontato. Tutto è in movimento.
La stella di Silvio Berlusconi non brilla più come nel 1994. Alla sua quinta campagna elettorale non entusiasma più. Eppure, quasi certamente, sarà lui a vincere il 13 e 14 aprile. Il proprietario di Mediaset sa bene che la novità di questa competizione elettorale è rappresentata da Walter Veltroni e dal partito democratico. Come capo del governo gli italiani, a prescindere dal loro orientamento politico, sceglierebbero volentieri Walter Veltroni, a maggioranza, perchè ormai Silvio Berlusconi non rappresenta più il nuovo. Vedremo cosa succederà nelle prossime ore. Sembra che il leader di Forza Italia sia tentato dalla sfida lanciata da Veltroni ma alla fine sarà costretto a scendere a più miti consigli con i suoi vecchi e nuovi alleati. Mancano due mesi al voto. La corsa per Veltroni è tutta in salita. Deve, innanzitutto, convincere gli indecisi che, alle passate elezioni avevano votato per l'Unione. Deve convincere che la partita non è già persa. A sinistra si procede con l'ipotesi di Fausto Bertinotti capolista. Resta aperta la questione Di Pietro. Nel centrodestra già ci sono i primi distinguo per l'arrivo di Clemente Mastella. Di Lamberto Dini non si parla più, lui è un pò come Giorgio La Malfa che pur non contando nulla è nel palazzo da una vita.
Prendo atto, comprendo ma vorrei che qualcuno mi convincesse che quella che si è aperta oggi sia una campagna elettorale che non abbia già un vincitore e che, dunque, sia utile impegnarsi. E' legittimo il ragionamento di Walter Veltroni che, prendendo a prestito lo slogan di Obama, "Yes we can", ha deciso di far correre da solo il partito democratico. "Possiamo vincere" assicura il sindaco di Roma. Anche da soli. Da una parte il Pd, dall'altra "i diciotto partiti che formano il centrodestra", che grazie a questa pessima legge elettorale vinceranno, con il premio di maggioranza, alla Camera e al Senato. Alla Camera non c'è partita perchè il Pd dovrebbe ottenere un voto in più di tutto lo schieramento del centro destra capeggiato da Silvio Berlusconi per ottenere il premio di maggioranza e quindi il 55 per cento dei seggi. Chiudendo, legittimamente, le porte alla sua sinistra, ai socialisti, a Di Pietro e ai radicali, il Pd sa che è difficile riproporre al Senato la stessa situazione delle ultime elezioni politiche. Anche a palazzo Madama mi sembra che i giochi siano fatti. Mi sembra che, come nel 2001, si metta nel conto il fatto che vinca la destra. La scelta di non riproporre lo schieramento dell'Unione pagherà? Walter Veltroni ne è convinto, il sottoscritto un pò meno. Ma siamo solo all'inizio della campagna elettorale. Da qui al 13 aprile può succedere di tutto. Unirsi per combattere l'avversario non basta più. Su questo sono d'accordo con Walter Veltroni ma restituire il paese a Silvio Berlusconi mi sembra il male peggiore. Ballare da solo conviene? L'importante non è vincere ma partecipare?
Sono preoccupati a Napoli se si va (e si andrà) alle elezioni anticipate. Vi immaginate la campagna elettorale mentre si devono aprire discariche e siti provvisori di stoccaggio per le (eco)balle? Quale politico esprimerà solidarietà al commissario Gianni De Gennaro che ha un compito così difficile? Da quando è stato nominato agli inizi di gennaio al 10 maggio (i 100 giorni da commissario) dovrà togliere dalle strade un milione di tonnellate di rifiuti. Mi trovo ormai da diversi giorni a Napoli. Mai come in questo periodo la sfiducia nei confronti delle istituzioni è così plebiscitaria. Non ci si fida dei politici, non ci si fida di nessuno. Sono stato a Marigliano, a Santa Maria La Fossa, nei luoghi dove il commissariato per l'emergenza rifiuti ha pensato di sistemare la monnezza . Hanno ragione le popolazioni locali a non volere i rifiuti. Temono che "il provvisorio" diventi "definitivo". Hanno un territorio violentato dalle ecomafie. Ma ha ragione anche il prefetto De Gennaro a dover aprire siti e discariche. Il punto è che le istituzioni sono sempre venute meno agli impegni assunti. E di commissari straordinari Napoli ne ha avuti già tanti. De Gennaro non è il primo. Dovevano e devono bonificare le discariche abusive, illegali, dovevano e devono partire con la raccolta differenziata. Ho visto all'opera i killer dell'ambiente, organizzati per aree, smaltire rifiuti speciali e tossici tra i cumuli di rifiuti solidi urbani. Ho conosciuto chi, a Pianura, ha visto sotterrare nelle discariche "legali" camion e fusti con rifiuti nocivi e tossici. Napoli oggi è il "caso Italia" dove la gente non crede più nel suo futuro.