Sandro Ruotolo


Scrivimi s.ruotolo@rai.it

commenti recenti
utente anonimo in [ CORNUTI E MAZZIATI...
utente anonimo in [ CORNUTI E MAZZIATI...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ SOLIDARIETA' SGRAD...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ SISMA AL SISMI ]No...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
archivio
oggi
giugno 2009
febbraio 2009
--- 2008 ---
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
--- 2006 ---
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
--- 2005 ---
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
categorie

11 settembre
25 aprile
aborto
acqua
afef
agcom
agostino saccĂ 
alemanno
alfredo meocci
andreotti
angelino alfano
anm
anna finocchiaro
annozero
antimilitarismo
antipolitica
antiracket
antonio bassolino
antonio di pietro
antonio manganelli
antonio massari
an
articolo21
autority comunicazioni
base americana vicenza
beppe grillo
beppe lumia
bettino craxi
brigate rosse
brunetta
bruno vespa
calipari
camorra
cannes
carmine schiavone
casini
cassazione
chiaiano
ciampi
cina
clan dei casalesi
clemente mastella
clementina forleo
clientelismo
cluster bombs
cofferati
colletti bianchi
commissione antimafia
confindustria
conflitto di interesse
contingente italiano
corte costituzionale
crisi di governo
csm
daniela santanchè
daniele mastrogiacomo
dario franceschini
deborah bergamini
destra
dico
diritto di cronaca
discariche
discriminazione
docufiction
editto bulgaro
election day
elezioni americane
elezioni amministrative
elezioni anticipate
elezioni francesi
elezioni politiche
elezioni regionali
emergency
emergenza rifiuti
enzo biagi
esercito
evasori fiscali
family day
fannulloni
fascismo
fascisti
fausto bertinotti
fedele confalonieri
film
fiorello
format televisivi
fortugno
franco frattini
g8
gatano pecorella
george w bush
gianfranco fini
gianni alemanno
gianni de gennaro
giovanni falcone
giovanni sartori
giuseppe ciarrapico
giustizia
gomorra
gossip
governo prodi
guardia di finanza
guerra afghanistan
guerra iraq
guido bertolaso
gustavo selva
ignazio la russa
il caimano
il divo
il movimento degli studenti
immigrazione
impregilo
inceneritori
inchiesta berlusconi-saccĂ 
inchiesta sui rifiuti
inchiesta vallettopoli
indulto
informazione
inquinamento ambientale
intercettazioni telefoniche
iran
islam
israele-palestina
istat
lavavetri
lega
legalitĂ 
lega nord
legge 133
leggi ad personam
leoluca orlando
leoni per agnelli
letizia moratti
licio gelli p2
lirio abate
lodo alfano
lodo schifani
londa pisana
lorenzo cesa
luciano violante
luigi apicella procuratore saler
luigi de magistris
mafia
magistratura
malapolitica
mani pulite
mara carfagna
marco rizzo
marco travaglio
mariastella gelmini
massimo dalema
mastella gate
maurizio gasparri
mediaset
medio oriente
michael moore
michela brambilla
michele santoro
missione nato
missione onu
morti bianche
mutui subprime
nanni moretti
napoli
nazismo
ndrangheta
nella valle di elah
neorealismo
nicola calipari
nicola mancino
obama
operai
pace
pacs
paolo borsellino
papa ratzinger
parlamento pulito
partito democratico
par condicio
pena di morte
pentiti
peppino impastato
peter gomez
pierferdinando casini
pierluigi celli
piero fassino
politica
politica estera
popolo dei casalesi
popolo della libertĂ 
poseidone
precari
preti pedofili
primarie
processo mills
processo sme
processo spartacus
procura antimafia
quirinale
raccolta differenziata
raffaele sardo
rahmatullah hanefi
rai-tv
razzismo
recessione economica
reggio calabria
renato schifani
repubblica di salò
riforma elettorale
riforma tv
rita borsellino
rivolta di pianura
rivolta fiscale
roberto castelli
roberto saviano
roberto speciale
romano prodi
rosaria capacchione
rosa bianca
rosa russo iervolino
rutelli
sabina guzzanti
saddam hussein
salute
sandra mastella
sandro bondi
sandro curzi
satira
sciusciĂ 
shoah
sicko
sicurezza
silvio berlusconi
silvio sircana
sinistra arcobaleno
sismi
sondaggi
spionaggio
strage di castelvolturno
strage di ferragosto
stupri
suicidio giorgio nungnes
tano grasso
tasse
telecom
terrosimo
toghe lucane
torture
tossicodipendenza
totò cuffaro
udc
udeur
ultrĂ 
umberto bossi
unione
unitĂ 
v3-day
vasco rossi
vaticano
violenze sulle donne
visco-speciale
vittorio sgarbi
voto di scambio
v day
wall street
walter veltroni
welfare
why not

links
amordimare
annozero
antiracket
articolo21
Generazione Blog
internazionale
jeneregretterien
libera
napoletanitĂ 
sondaggi elettorali
toghe blogspot.com
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
  • Iscriviti a questo blog


  • Sotto licenza Creative Commons di tipo Attribution-NonCommercial 3.0
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Segnala il blog
  • Powered by Splinder
Home » Gennaio 2008
29/01/2008

[ NON C'E' COMPLOTTO...]

sandra lonardo mastellaAdesso che il tribunale del riesame di Napoli ha disposto la scarcerazione con l'obbligo di dimora per Sandra Lonardo Mastella, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie dell'ex ministro della giustizia Clemente Mastella, possiamo sgombrare il capo da alcuni equivoci. Primo: l'inchiesta di  Santa Maria Capua Vetere appare fondata. I magistrati casertani non si sono occupati di malapolitica ma di reati. La decisione del Tribunale sulla presidente del consiglio regionale della Campania si può interpretare col fatto che i giudici ritengono evidentemente tuttora sussistenti le esigenze cautelari, anche se "affievolite" nel corso delle indagini a carico della First Lady. Altro che complotto ai danni dell'Udeur! Seconda osservazione, nei giorni caldi che hanno preceduto la crisi di governo, Clemente Mastella e gli uomini dell'Udeur campano hanno adombrato il sospetto che ci fosse una regia occulta. Se la sono presa anche con l'attuale presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis, parente del procuratore capo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Hanno sostenuto che, inspiegabilmente, Sandro De Franciscis sarebbe uscito indenne dalle inchieste che hanno riguardato la mala amministrazione alla Provincia. De Franciscis proviene dall'Udeur e attualmente è il coordinatore del partito democratico di Caserta. Esponenti dell'Udeur sostengono che dovrebbe essere indagato anche lui per l'inchiesta sulla variante al piano regolatore di Casagiove, comune che confina con Caserta, e per la quale sono finiti in carcere, tra gli altri, due consiglieri provinciali del Campanile. Ebbene, mentre nel giugno dello scorso anno venivano eseguiti dodici provvedimenti restrittivi al riguardo, in procura veniva sentita, per la prima volta, l'assessore provinciale all'urbanistica dell'epoca, la verde Maria Carmela Caiola, che chiamava in causa direttamente il presidente della Provincia. E questo vuol dire che oggi c'è un fascicolo aperto nei confronti di Sandro De Franciscis e che la sua lontana parentela con il procuratore capo Maffei (oggi in pensione) non lo ha aiutato. L'inchiesta giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere è più che mai concreta e prima di gridare ai complotti si abbia fiducia nel lavoro dei magistrati.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 29, 2008 17:24 | Permalink | commenti (43)
categoria:politica, giustizia, clemente mastella, napoli, informazione, legalitĂ , udeur, partito democratico, crisi di governo, sandra mastella, mastella gate
29/01/2008

[ ABBASSO LA MALAPOLITICA ]

Giorgio NapolitanoSperiamo che l'ipotesi di un governo che vari la riforma elettorale prima di andare alle elezioni anticipate prenda corpo in queste ore. Walter Veltroni, dopo aver incontrato il capo dello Stato, ha dichiarato:"Abbiamo presentato due ipotesi: fissare la data delle elezioni per la primavera dell'anno prossimo e poi svolgere ciò che gli italiani si attendono", oppure "fissare la data delle elezioni entro qualche mese, nel primo semestre di quest'anno, e affrontare alcune questioni come la legge elettorale, legge che si può cambiare in breve tempo".Dunque "due governi con scadenza e poi le elezioni".Ma, aspettando che Giorgio Napolitano decida, noi speriamo che gli elettori non votino piu' i partiti che candidano inquisiti, rinviati a giudizio, in odore di malavita. Leggo sulla cronaca di un giornale napoletano che Roberto Conte, il consigliere regionale del partito democratico indagato per aver chiesto e ottenuto a Napoli voti dalla camorra, non puo' essere sospeso dal partito fino all'eventuale rinvio a giudizio. Nessuno vuol criminalizzare nessuno ma dai partiti ci si aspetterebbe comportamenti diversi. Ricordo oggi, dopo l'arresto del consigliere regionale calabrese Domenico Crea, quello che, all'indomani della puntata di Annozero sulla Asl di Locri, disse il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero :"Avete fatto un favore all'ndrangheta". Mi fa piacere, infine, che il pubblico ministero di Napoli abbia chiesto al tribunale del Riesame la revoca degli arresti domiciliari per Sandra Lonardo Mastella per sopravvenuta insussistenza dei motivi cautelari. Per sopravvenuta insussistenza ovvero perche' sono venuti meno i motivi della custodia cautelare. Dunque, nessun complotto contro la famiglia dell'ex ministro di grazia e giustizia Clemente Mastella. Abbasso la malapolitica.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 29, 2008 12:52 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, giustizia, clemente mastella, camorra, legalitĂ , rai-tv, reggio calabria, partito democratico, elezioni anticipate, annozero, crisi di governo, sandra mastella
28/01/2008

[ ANDRO' A VOTARE ]

berlusconi silvioPrendo come spunto il sondaggio dell'Swg per Annozero della scorsa settimana (che potete trovare integralmente sul nostro sito). Domanda: Se Mastella decidesse di schierarsi con l'opposizione, secondo lei il centrodestra sarebbe...indebolito per il 32 per cento degli elettori. E se invece l'uomo di Ceppaloni dovesse rientrare nella maggioranza di centrosinistra? Il 51 per cento dice: no grazie. E ancora, e solo tra gli elettori del centrodestra, l'Swg ha chiesto: Se Berlusconi decidesse di accogliere Mastella nel centrodestra, lei pensa che riconfermerebbe il suo voto al centrodestra? Il 27 per cento ha risposto no. Che fine faranno quelli dell'Udeur? E i Dini e gli Scalera? L'unto del signore è così convinto di stravincere che potrebbe decidere sia di candidarli sia di farne a meno. I sondaggi ma soprattutto il clima che si respira nel Paese sono dalla sua parte. Non c'è dubbio. Ma nel peggiore dei casi si voterà ad aprile e ad aprile mancano tre mesi. La partita è ancora aperta. Del resto proprio oggi, in un'intervista alla Stampa, l'ex segretario della Cisl, Savino Pezzotta, rilancia la Cosa bianca anche nel caso in cui si dovesse votare senza la riforma elettorale. Forse non sono stato chiaro ieri ma io sull'Aventino non ci vado. Ci toccherà di nuovo turarci il naso e votare. Se non ci fosse stato l'uomo di Arcore avrei potuto decidere diversamente ma presentandosi dovremo di nuovo mobilitarci. Avete sentito il suo nuovo programma? Al primo punto c'è il bavaglio all'informazione.   

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 28, 2008 10:08 | Permalink | commenti (34)
categoria:politica, sondaggi, clemente mastella, articolo21, udeur, elezioni anticipate, annozero, crisi di governo
27/01/2008

[ NIENTE AVENTINO ]

quirinaleDicono che si voterà il prossimo 7 aprile. Dicono che nulla sarà come prima. Dicono che "hanno razzolato bene e predicato male". Dicono alcuni che ci sono magistrati "schegge", altri che "il 92 non è mai finito". Non ci meritiamo tutti questi si dice....Penso che il futuro sarà peggiore del passato. Il primo incubo è stato terribile. Ma chi doveva rappresentarmi non mi ha rappresentato. In questi ultimi mesi ho visto il nostro Paese, dal nord al sud. Siamo un Paese malato.  Non me la sento di andare sull'Aventino e non me la sento di mobilitarmi solo "contro" ma se Veltroni e il suo partito democratico continuano a flirtare con il consigliori di Silvio Berlusconi Giuliano Ferrara meglio l'Aventino. O no?

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 27, 2008 10:34 | Permalink | commenti (17)
categoria:elezioni anticipate, crisi di governo
26/01/2008

[ COPPOLA E CANNOLI ]

cuffaroCoppola e cannoli. Si è dimesso il governatore siciliano Totò Cuffaro condannato a cinque anni di reclusione per aver favorito "singoli" mafiosi: "Ho visto diffondersi in questi giorni una crescente ostilità verso la mia persona. E siccome il popolo, più che i salotti o le manovre di palazzo, è sempre stato l'elemento centrale della mia esperienza politica, anche in questa circostanza così delicata non voglio sottrarmi ad un confronto leale con esso".  Aspettiamo tutti con ansia, da un momento all'altro, il decreto che lo sospende da deputato dell'assemblea regionale siciliana. Certo, quella che lo ha condannato a 5 anni di reclusione, è solo una sentenza di primo grado e occorrerà aspettare il verdetto definitivo della Cassazione. Ma decenza vorrebbe che un politico si dimettesse nel momento in cui viene rinviato a giudizio. Così purtroppo non è stato per Cuffaro e non è per gli altri.. Adesso si dovrà votare per il rinnovo della Regione siciliana. Entro tre mesi. Ci sono due possibili candidati per cui tifo. Peppe Lumia e Rosario Crocetta, il primo parlamentare del partito democratico, l'altro sindaco di Gela. Il periodo di Vasa vasa è alle spalle? Nella condanna di primo grado c'è scritto "interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena". L'appello, in teoria, potrebbe ribaltare o modificare il verdetto di primo grado ma la politica, una certa politica, se ne fotte delle regole e così gira voce che lo vogliano candidare come capolista al Senato, secondo quanto si e' appreso da fonti parlamentari del partito. Nel caso in cui si decidesse invece di destinare Cuffaro alla Camera dei deputati, il suo nome verrebbe inserito come capolista o subito dopo il nome del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Sono molto incerto se votare nel caso di elezioni anticipate. Ma, certo, se riscende in campo Silvio Berlusconi e se si candidano personaggi come Cuffaro, restare a casa sarà difficile. Molto difficile. Il punto è: per chi, eventualmente, votare? Dateci almeno la preferenza. Please.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 26, 2008 14:21 | Permalink | commenti (19)
categoria:mafia, giustizia, legalità, totò cuffaro
26/01/2008

[  LA LEGGE DI MANCINO ]

mancino e mastellaNon mi piace il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ex compagno di partito di Clemente Mastella, che all'inaugurazione dell'anno giudiziario di Napoli a proposito degli arresti domiciliari del presidente del consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo Mastella, ha detto:"Io personalmente ritengo che non ci fossero quelle condizioni che legittimano la custodia cautelare". Lui, Nicola Mancino è il vicepresidente dell'organo di auotogoverno della magistratura. Dovrebbe star zitto e aspettare serenamente le tappe del procedimento giudiziario aperto dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La sua affermazione potrebbe apparire come una indebita pressione sul tribunale del riesame che dovrà decidere in un senso o nell'altro. Io mi auguro che la decisione sia favorevole alla signora Mastella. Ma io sono un cittadino che non riveste cariche istituzionali. Pretendono il silenzio dell'informazione, soprattutto quella televisiva, e poi sentenziano senza che ne abbiano diritto. Ma la legge non è uguale per tutti? Io ho fiducia nei magistrati napoletani e casertani.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 26, 2008 12:00 | Permalink | commenti (7)
categoria:clemente mastella, csm , sandra mastella, nicola mancino
25/01/2008

[ IL PUNTO INTERROGATIVO...]

E' caduto Prodi, dunque. Per quattro cialtroni? E ora? Si va al voto anticipato? Si tenta un governo tecnico? Nascerà la cosa bianca? E la cosa rossa? Tra quanti giorni avremo di nuovo al governo Silvio Berlusconi? Ma sarà proprio lui il reuccio ? E Casini? E Mastella che fine farà? Dopo aver visto ieri sera Annozero, l'uomo di Ceppaloni meritava tutta quella solidarietà bipartisan preventiva? E che farà ora il Quirinale così contrario al voto anticipato?  Il Pd, quando si voterà, correrà da solo. Amen.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 25, 2008 11:16 | Permalink | commenti (22)
categoria:
24/01/2008

[ LUIGI DE MAGISTRIS LASCIA L'ANM ]

luigi de magistrisLuigi de Magistris, dopo Ilda Boccassini, si è dimesso dall'associazione nazionale dei magistrati. L'ho conosciuto per lavoro ma penso di esser diventato suo amico. E ne sono felice. E' una persona straordinaria, è un napoletano perbene, ama la giustizia e la legalità. Ma nella definizione di giustizia c'è una frase della sua lettera che mi rende ancor di più partecipe di questa sua battaglia.. E' quando scrive che non si sottrarrà "ad eventuali dibattiti pubblici anche tra i lavoratori, tra gli operai, tra gli studenti, nei luoghi in cui vi è sofferenza di diritti, per contribuire – da cittadino e da magistrato, con la mia forza interiore – al consolidamento di una coscienza civile e per la realizzazione di un tessuto connettivo sinceramente democratico". Caro Luigi non sei solo. Ecco la sua lettera. : "Già da alcuni mesi avevo deciso – seppur con grande rammarico – di dimettermi dall’Associazione Nazionale Magistrati. I successivi eventi che mi hanno riguardato, le priorità dettate dai tempi di un processo disciplinare tanto rapido quanto sommario, ingiusto ed iniquo, mi hanno imposto di soprassedere. Adesso è il tempo che “tutti i nodi vengano al pettine”. Vado via da un’associazione che non solo non è più in grado di rappresentare adeguatamente i magistrati che quotidianamente esercitano le funzioni, spesso in condizioni proibitive, ma sta – con le condotte ed i comportamenti di questi anni – portando, addirittura, all’affievolimento ed all’indebolimento di quei valori costituzionali che dovrebbero essere il punto di riferimento principale della sua azione. L’A.N.M. – che storicamente aveva avuto il ruolo di contribuire a concretizzare i valori di indipendenza interna ed esterna della magistratura – negli ultimi anni, con prassi e condotte censurabili ormai sotto gli occhi di tutti, ha contribuito al consolidamento di una magistratura “normalizzata” non sapendo e non volendo “stare vicino” ai tanti colleghi (sicuramente i più “bisognosi”) che dovevano essere sostenuti nelle loro difficili azioni quotidiane spesso in contesti di forte isolamento; ha fatto proprie tendenze e pratiche di lottizzazione attraverso il sistema delle cosiddette correnti; ha contribuito – di fatto – a rendere sempre più arduo l’esercizio di una giurisdizione indipendente che abbia come principale baluardo il principio costituzionale che impone che tutti i cittadini siano uguali di fronte alla legge. L’A.N.M. è divenuta, con il tempo, un luogo di esercizio del potere, con scambi di ruoli tra magistrati che oggi ricoprono incarichi associativi, domani siedono al C.S.M., dopodomani ai vertici del ministero e poi, magari, finito il “giro”, si trovano a ricoprire posti apicali ai vertici degli uffici giudiziari. È uno spettacolo che per quanto mi riguarda è divenuto riprovevole. Anche io, per un periodo, ho pensato, lottando non poco come tutti i miei colleghi sanno, di poter contribuire a cambiare, dall’interno, l’associazionismo giudiziario, ma non è possibile non essendoci più alcun margine. Lascio, pertanto, l’A.N.M., donando il contributo ad associazioni che, nell’impegno quotidiano antimafia, cercano di garantire l’indipendenza concreta della magistratura molto meglio dell’associazionismo giudiziario. Non vi è dubbio che anche il Consiglio Superiore della Magistratura, composto da membri laici, espressione dei partiti, e membri togati, espressione delle correnti, non può, quindi, non risentire dello stato attuale della politica e della magistratura associata. I magistrati debbono avere nel cuore e nella mente e praticare nelle loro azioni i principi costituzionali ed essere soggetti solo alla legge. So bene che all’interno di tutte le correnti dell’A.N.M. vi sono colleghi di prim’ordine, ma questo sistema di funzionamento dell’autogoverno della magistratura lo considero non più tollerabile. Il C.S.M. deve essere il luogo in cui tutti i magistrati si sentano, effettivamente, garantiti e tutelati dalle costanti minacce alla loro indipendenza. Non è possibile assistere ad indegne omissioni o interventi inaccettabili dell’A.N.M., come ad esempio negli ultimi mesi, su vicende gravissime che hanno coinvolto magistrati che, in prima linea, cercano di adempiere solo alle loro funzioni: da ultimo, quello che è accaduto ai colleghi di Santa Maria Capua Vetere. Non parlo delle azioni ed omissioni riprovevoli – da parte anche di magistrati, non solo operanti in Calabria – sulla mia vicenda perché di quello ho riferito alla magistratura ordinaria competente e sono fiducioso che, prima o poi, tutto sarà più chiaro. Certo, lo spettacolo che mi ha visto in questi giorni protagonista, in un processo disciplinare che mi ha lasciato senza parole, ha contribuito a radicare in me la convinzione che questo sistema ormai è divenuto inaccettabile per tutti quei magistrati che ancora sentono e amano profondamente questo mestiere e che siamo ormai al capolinea. Io sono orgoglioso – sembrerà paradossale – che questo C.S.M. mi abbia inflitto la censura con trasferimento d’ufficio. Era proprio quello che mi aspettavo. Ed anche scritto, in tempi non sospetti. Ho già detto, ad un mio amico antiquario, di farmi una bella cornice: dovrò mettere il dispositivo della sentenza dietro la scrivania del mio ufficio ed indicare a tutti quelli che me lo chiederanno le vere ragioni del mio trasferimento. La mia condanna disciplinare è grave e infondata, nei confronti della stessa farò ricorso alle sezioni unite civili della Suprema Corte di Cassazione confidando in giudici sereni, onesti, imparziali, in poche parole giusti. La condanna è, poi, talmente priva di fondamento, da ogni punto di vista, che la considero anche inaccettabile. Mi viene inflitta la censura, devo lasciare Catanzaro ed abbandonare le funzioni di pubblico ministero in sostanza perché non ho informato i miei superiori in alcune circostanze e perché ho secretato un atto solo ed esclusivamente per salvaguardare le indagini ed evitare che vi fossero propalazioni esterne che danneggiassero le inchieste; senza, peraltro, tenere conto delle gravissime ragioni che hanno necessariamente ispirato alcune mie condotte. Troppo zelo, troppi scrupoli, troppo amore per questo mestiere. Del resto il procuratore generale che rappresentava l’accusa in giudizio, nel rimproverarmi, definendomi anche birichino, ha detto che concepisco le mie funzioni come una missione. Ebbene, questa decisione, a mio umile avviso, contribuisce ad affievolire l’indipendenza della magistratura, conduce ad indebolire i valori ed i principi costituzionali, ci trascina verso una magistratura burocratizzata ed impaurita sotto il maglio e la clava del processo disciplinare. Il rappresentante della Procura generale della Cassazione in udienza, il dr Vito D’Ambrosio, ex politico, il quale per circa dieci anni è stato anche presidente della Giunta della Regione Marche, ha sostenuto, durante il processo, sostanzialmente, che non rappresento, in modo adeguato, il modello di magistrato. Ed invero, il modello di magistrato al quale mi sono ispirato è quello rappresentato da mio nonno magistrato (che ha subito anche due attentati durante l’espletamento delle funzioni), da mio padre (che ha condotto processi penali di estrema importanza in materia di terrorismo, criminalità organizzata e corruzione), dai miei magistrati affidatari durante il tirocinio, dai tanti colleghi bravi e onesti conosciuti in questi anni, da quello che ho potuto apprendere ed imparare, sulla mia pelle in contesti ambientali anche molto difficili, dall’esperienza professionale nell’esercizio di un mestiere al quale ho dedicato, praticamente, gran parte della mia vita.
Il mio modello è la Costituzione repubblicana, nata dalla resistenza. Il modello “castale” e del magistrato “burocrate” non mi interessa e non mi apparterrà mai, nessuna “quarantena” in altri uffici, nessun “trattamento di recupero” nelle pur nobili funzioni giudicanti, potrà mutare i miei valori, né potrà far flettere, nemmeno di un centimetro, la mia schiena. Sarò sempre lo stesso, forse, debbo a questo appunto ammetterlo, un magistrato che per il “sistema” è “deviato ed eversivo”. Pertanto, questa sentenza è, per me, la conferma di quello che ho visto in questi anni ed un importante riscontro professionale alla bontà del mio lavoro. Certo è una sentenza che nella sua profonda ingiustizia è anche intrinsecamente mortificante. Imporre ad un pubblico ministero, che si sa che ha sempre professato e praticato l’amore immenso per quel mestiere, di non poterlo più fare – sol perché ha “osato”, in pratica, indagare un sistema devastante di corruzione e cercato di evitare che una “rete collusiva” ostacolasse il proprio lavoro e, quindi, condannandolo per avere, in definitiva, rispettato la legge – è un po’ come dire ad un chirurgo che non può più operare, ad un giornalista di inchiesta che deve occuparsi di fiere in campagna, ad un investigatore di polizia giudiziaria che deve pensare ai servizi amministrativi. Farò di tutto, con passione ed entusiasmo intatti, nei prossimi mesi, per dimostrare quanto ingiusta e grave sia stata questa sentenza e che danno immane abbia prodotto per l’indipendenza e l’autonomia dei magistrati, ed anche e soprattutto per la Calabria, una terra (che continuerò sempre ad amare comunque finisca questa “storia”) che aveva bisogno di ben altri “segnali” istituzionali. Lavorerò ancor più alacremente nei prossimi mesi – prima del mio probabile allontanamento “coatto” dalla Calabria – presso la Procura della Repubblica di Catanzaro per condurre a termine le indagini più delicate pendenti. Non mi sottrarrò ad eventuali dibattiti pubblici anche tra i lavoratori, tra gli operai, tra gli studenti, nei luoghi in cui vi è sofferenza di diritti, per contribuire – da cittadino e da magistrato, con la mia forza interiore – al consolidamento di una coscienza civile e per la realizzazione di un tessuto connettivo sinceramente democratico. Il Paese deve, comunque, sapere che vi sono ancora magistrati che con onore e dignità offrono una garanzia per la tutela dei diritti di tutti (dei forti e dei deboli allo stesso modo) e che non si faranno né intimidire, né condizionare, da alcun tipo di potere, da nessuna casta, esercitando le funzioni con piena indipendenza ed autonomia, in una tensione ideale e morale costituzionalmente orientata, in ossequio, in primo luogo, all’art. 3 della Costituzione repubblicana.
La lotta per i diritti è dura e forse lo sarà sempre di più nei prossimi mesi: nelle istituzioni e nel Paese vi sono ancora, però, energie e valori, anche importanti. Si deve costruire una rete di rapporti – fondata sui valori di libertà, uguaglianza e fratellanza – che impedisca all’Italia di crollare definitivamente proprio sul terreno fondamentale dei diritti e della giustizia. È il momento che ognuno faccia qualcosa – in questa devastante deriva etica e pericoloso decadimento dei valori – divenendo protagonista per contribuire al bene della collettività e del prossimo, non lasciando l’Italia nelle mani di manigoldi, affaristi e faccendieri".

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 24, 2008 18:56 | Permalink | commenti (18)
categoria:giustizia, legalitĂ , csm , luigi de magistris, anm
23/01/2008

[ CHI DI MASTELLA FERISCE...]

mastellaChe ad aprire la crisi politica sia stato un esponente del cosidetto centro non c'è dubbio. Ferito nei suoi affetti più cari, il leader dell'Udeur Clemente Mastella è uscito dalla maggioranza e la sorte del governo Prodi sembra già segnata. Alla Camera il voto di fiducia era scontato in partenza ma al Senato domani è quasi certo che i numeri saranno contro. Mi è capitato di parlare al telefono con l'ex ministro della giustizia. Occupandoci domani sera ad Annozero dell'inchiesta giudiziaria che riguarda lui, sua moglie che è la presidente del consiglio regionale della Campania, ed altri esponenti campani dell'Udeur, mi ha colpito la sua convinzione di trovarsi di fronte ad un complotto. Io non ci credo come non credo che gli inquirenti di Santa Maria Capua Vetere ce l'abbiano con lui, a prescindere. Si potrà dire peste e corna delle intercettazioni telefoniche ma queste sono delle credibili fonti di prova (l'intercettato non sa di essere intercettato). Certo, procedere agli arresti domiciliari della signora Lonardo lascia aperti degli interrogativi. Ma nessuno, neanche un ministro che si professa innocente, può ritenersi al di sopra della legge. Le carte le abbiamo lette e con altri colleghi abbiamo realizzato un reportage, parlando con i protagonisti dell'inchiesta. C'è un sospetto da parte della "gente di Mastella" che ho incontrato nel casertano che non ci sia stata serenità ed equità nelle valutazioni del procuratore di Santa Maria Capua Vetere perchè parente del Presidente della Provincia Sandro De Franciscis, ex Udeur e oggi del partito democratico. C'è un'inchiesta sulla Provincia che lo vedrebbe solo "persona informata sui fatti" e non indagato come  altri consiglieri provinciali dell'Udeur. Mi auguro che le indagini su quello spezzone di inchiesta non si siano "bloccate" ma che stiano andando avanti. Ci sono troppi veleni in giro. Di certo, quello che emerge da questa inchiesta giudiziaria è la malapolitica e di malapolitica la gente non ne può più. "Chi di Mastella ferisce..." e' il titolo della puntata di Annozero di domani sera. In studio ci saranno Rosy Bindi, Antonio Di Pietro e il capogruppo della Lega nord Roberto Castelli. Presente anche Luigi Annunziata, il dirigente dell'ospedale di Caserta, l'uomo che la moglie di Clemente Mastella voleva "vedere morto" perchè secondo l'accusa non avrebbe ottemperato alla richieste di assumere due primari di fiducia di Sandra Lonardo.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 23, 2008 19:46 | Permalink | commenti (19)
categoria:politica, giustizia, clemente mastella, legalitĂ , michele santoro, udeur, antonio di pietro, partito democratico, intercettazioni telefoniche, annozero, antipolitica, crisi di governo
20/01/2008

[ NEL MEZZO DELLA CRISI...]

Mi sei mancato caro blog. Prima con l'emergenza rifiuti che emergenza non è, poi con il Mastella gate che non è un'inchiesta giornalistica sulla malapolitica ma una robusta inchiesta giudiziaria, insomma sono partito da Roma l'8 gennaio e vi sono rientrato solo stasera. Non so quante telefonate e quanti complimenti ho ricevuto  per aver partecipato alla conferenza stampa del procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere nel corso della quale ho posto alcune domande che hanno fatto il giro del mondo grazie a Youtube. Ma Mariano Maffei, il procuratore del tribunale casertano, il sesto ufficio giudiziario d'Italia, tornerà in onda con Annozero, state tranquilli. Gira voce che il sottoscritto sia stato iscritto nel registro degli indagati per aver divulgato una notizia non autorizzata. Mi auguro che la fonte mi abbia preso in giro. Domani ne sapremo di più. Se non ho capito male non avrei dovuto fare quelle domande "non autorizzate". Siamo alla frutta. La sfiducia nei confronti delle istituzioni sale e oggi Napoli e la Campania sono l'emblema di questa profonda e devastante crisi di democrazia. Ieri sera sono andato a prendere al Vomero, quartiere alto di Napoli, un mio amico di passaggio per la sua e la mia città e avevo deciso di cenare a Pozzuoli, vicino al mare. L'avessi mai fatto: al mio amico gli si è chiuso lo stomaco vedendo quelle montagne di rifiuti sulle strade di cui mi ero, evidentemente, assuefatto vivendoci accanto da due settimane. Sono messo proprio male. Peggio di me solo il governo che, dicono, rischia molto in questa settimana che si apre domani. Può esserci la crisi. E domani il neo commissario straordinario ai rifiuti, Gianni De Gennaro, annuncerà l'apertura di discariche e di siti di trasferenza. C'è un grosso punto interrogativo. Si rischia una nuova Pianura? Anzi tante rivolte?

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 20, 2008 23:33 | Permalink | commenti (17)
categoria:discariche, emergenza rifiuti, governo prodi, annozero, antipolitica, mastella gate
06/01/2008

[ EMERGENZA CONTINUA...]

rifiutiNon è poi tanto difficile capire quello che sta succedendo a Napoli sul fronte dei rifiuti. C'è una responsabilità politica che coinvolge tutti. I governi nazionali che si sono succeduti negli ultimi quindici anni e i governi locali e quindi anche quelli di centrosinistra che governano Napoli e la Campania da più di un decennio. Antonio Bassolino è stato sindaco di Napoli per due legislature e da due legislature è governatore della Campania. Rosa Russo Iervolino è al suo secondo mandato come sindaco di Napoli. E sono loro, ma non solo loro, i responsabili di questo sfascio. Ci sarà anche la vandea a soffiare sul fuoco della protesta di Pianura ma bisogna avere il coraggio di capire perchè si è arrivati a questo punto. Invece di puntare sulla raccolta differenziata dei rifiuti e quindi sul recupero del rifiuto e sulla riduzione delle discariche, hanno approntato un piano che prevedeva sette impianti per realizzare il combustibile che avrebbe dovuto alimentare ben due inceneritori. Gli impianti sono stati costruiti male e quindi le ecoballe (il combustibile)  sono inutilizzabili (di questo aspetto se ne occupa la magistratura) mentre solo uno dei due inceneritori è stato parzialmente costruito. Un fallimento su tutta la linea  in una realtà, la Campania, che ha conosciuto e conosce discariche abusive gestite dalla camorra che hanno inquinato il territorio con sostanze altamente pericolose per la salute degli esseri viventi. Discariche che vanno bonificate al più presto.  Una situazione di "emergenza" che si somma all'altra emergenza che è quella dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani che esplode ogni volta che viene riempita una discarica e si ha la necessità di trovarne una nuova contro il volere delle popolazioni locali. Anch'io penso, come tanti, che la scelta degli inceneritori sia stata sbagliata e che si dovrebbe puntare sulla raccolta differenziata e a sistemi di distruzione "a freddo" del rifiuto irrecuperabile. Occorrerebbe alimentare, attraverso l'informazione, una cultura nuova perchè produciamo troppi rifiuti. Ma come se ne esce nell'immediato? Sono stati spesi milioni e milioni di euro (si parla se non sbaglio di due miliardi) e si vive tra cumuli di spazzatura nelle strade e sono sorte  vere e proprie cittadelle di rifiuti ( ho visitato i centri dove sono tenute montagne di ecoballe). Una situazione non più sostenibile che non puoi affrontare pensando solo all'emergenza. Non mi piacciono i processi di piazza e non mi piacciono i manichini appesi. Ma non si può assolvere questa classe dirigente. Se la gente non si fida delle istituzioni ci deve essere un motivo. O no?

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 06, 2008 23:31 | Permalink | commenti (87)
categoria:discariche, napoli, informazione, camorra, antonio bassolino, raccolta differenziata, emergenza rifiuti, rosa russo iervolino

template by Splinder
Splinder logo
ultimi post | tag | utenti online | foto | video | audio
crea il tuo blog gratis su Splinder | scopri il nuovo cinema.it