Sandro Ruotolo


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Home » Novembre 2007
28/11/2007

[ "VORREI MA NON POSSO"...]

brambillaDietrofront! Ah, la vecchia politica divora anche l'antipolitico per eccellenza, Silvio Berlusconi. Costretto dai malumori, dalla rivolta dei peones di Forza Italia, il signore di Arcore è costretto a far marcia indietro. Adieu partito nuovo, adieu partito della libertà: "Forza Italia non si scioglie più". Il Berlusconi di piazza San Babila che, dal predellino della Mercedes, aveva certificato la morte della casa delle libertà e la fine del suo partito-azienda lascia la scena momentaneamente con un "vorrei ma non posso", annunciando  allo stato maggiore di Fi riunito a palazzo Grazioli che da ora in poi sarà meglio parlare di " partito rete" di cui faranno parte i partiti della Cdl, i circoli e poi chi vuole entrare della società civile. Diefront anche sulla riforma elettorale. Non più modello tedesco ma  spagnolo: " le nostre condizioni però sono di lavorare a un sistema proporzionale con un'alta soglia di sbarramento che non cancelli il bipolarismo ma lo renda più maturo ed efficiente".  Dietrofront anche sul voto anticipato. Nessun ultimatum al leader del partito democratico: "la data delle elezioni non può essere oggetto di trattativa, è competenza esclusiva del capo dello Stato".  Che il centrosinistra stia messo male non c'è dubbio. Ma neanche a destra si scherza. Lunga vita al governo Prodi?

postato da: aleruotolo alle ore novembre 28, 2007 16:00 | Permalink | commenti (25)
categoria:politica, elezioni politiche, riforma elettorale, partito democratico, governo prodi, antipolitica, michela brambilla
27/11/2007

[ VIETATO VIETARE ]

clemente mastella"Le persone più si sentono importanti e meno sono". Cito l'Antonio Bonocore di Totò. Clemente Mastella ne ha cambinate tante in questi quasi due anni di legislatura: dall'indulto alla richiesta di trasferimento cautelare del pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris che stava indagando guarda caso anche su di lui (finanche il "molleggiato" ha criticato il Guardasigilli), dalla riforma dell'ordinamento giudiziario alle sue uscite "politiche": "se non...esco dal governo", "se non...si va al voto" ecc...ecc...E' diventato un appuntamento quotidiano per giornali e tv che dedicano più spazio a lui che ha, appena, l' 1,4 per cento di voti, che non a Rifondazione, Verdi, comunisti italiani, Udc, Lega messi insieme. Il sindaco di Ceppaloni anche oggi ha avuto la sua visibilità: "Mastella chiede di bloccare la fiction su Totò Riina. Ne fa un eroe. Non l'ho vista, ma lo so per certo". L'altro giorno aveva chiesto e ottenuto dalla Rai la sospensione di un'altra fiction: "La vita rubata", ovvero la storia di Graziella Campagna, la ragazza uccisa a 17 anni dalla mafia. Il nostro si difende dicendo che il presidente della Corte d'Appello di Messina gli aveva scritto affermando che la messa in onda di quella fiction rischiava di "turbare la serenità dei giudici che dal prossimo 13 dicembre dovranno decidere sul processo". Mentre per la fiction di Canale 5  Clemente Mastella ha espresso soltanto una sua personale convinzione che lascia il tempo che trova. Proprio giovedì, infatti, andrà in onda l'ultima puntata del "Capo dei capi" e, potete scommetterci che, giustamente, Mediaset manderà in onda il suo prodotto. Ora, neanche sotto tortura, inviterò qualcuno a tacere ma se Clemente Mastella decidesse liberamente e autonomamente lo sciopero della visibilità, lo appoggeremo incondizionatamente.  Vietato vietare. Vale per lui ma vale anche per gli autori delle fiction e soprattutto per il pubblico. O no?

postato da: aleruotolo alle ore novembre 27, 2007 16:44 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, mafia, giustizia, clemente mastella, mediaset, articolo21, indulto, format televisivi, luigi de magistris
26/11/2007

[ L'ECTOPLASMA SILVIO ]

ectoplasma"La casa delle libertà era una specie di ectoplasma", parola di Silvio Berlusconi. E, dunque, sono andato a leggere il significato del termine "ectoplasma". Secondo Wikipedia ectoplasma  "indica una sostanza di natura sconosciuta, che secondo i fautori delle teorie paranormali uscirebbe dal corpo di alcuni medium  in stato di trance e che spesso si materializzerebbe in figure visibili. Esso rappresenterebbe pertanto la forma corporea fluida nella quale talvolta si materializzano gli spiriti o le entità spirituali. La sostanza di cui è composto l'ectoplasma viene generalmente descritta come viscida, morbida o solida, fluida o vaporosa, fredda ma asciutta al tatto. Spesso sarebbe di colore biancastro, a volte con sfumature verdastre e fosforescente". Insomma faceva schifo la creatura paranormale che, presente nella politica italiana per ben 14 anni, si è sciolta in una domenica di novembre in quel di San Babila a Milano. Ma non sembra migliore la sostanza in gestazione lanciata dall'ex presidente del Consiglio: il partito del popolo delle libertà. Progetto che sta promuovendo nientepopodimeno che il senatore Marcello Dell'Utri. La svolta berlusconiana sembra definitiva. Ma, come fanno i  bambini che incolpano gli altri delle loro malefatte,  Silvio Berlusconi accusa An e Udc di avergli fatto perdere le elezioni del 96 e di averlo condizionato mentre era al governo. Eppure, prima o poi, il Cavaliere dovrà ricucire con i suoi ex alleati ma intanto godiamoci questi fuochi d'artificio.

postato da: aleruotolo alle ore novembre 26, 2007 09:00 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica, pierferdinando casini, gianfranco fini, udc , an
25/11/2007

[ AMNESIE GALOPPANTI...]

studio MediasetRaiset continua a tener banco anche se solo in qualche intervista e in qualche editoriale domenicale. Sgombrato il campo dal falso dilemma "pubblicare si pubblicare no le intercettazioni", adesso ci si diletta a sostenere che non c'è nessuno scandalo in vista, che "le chiamate dei politici in Rai ci sono sempre state". Stanno ciurlando nel manico. Sentite cosa sostiene l'ex direttore generale della Rai, Pierluigi Celli: "Due gruppi concorrenti come Rai e Mediaset possono confrontarsi sulle grandi strategie industriali. Succede ovunque". E' vero, ma c'è un piccolo particolare che l'ex dg fa finta di dimenticare. Mediaset era ed è di Silvio Berlusconi che all'epoca era il presidente del Consiglio e la Rai era in mano ai suoi uomini. Ricorda Umberto Eco: "Dal 1994 al 1995 e dal 2001 al 2006 Berlusconi è stato al tempo stesso l'uomo più ricco d'Italia, il presidente del Consiglio e il proprietario di tre reti televisive, avendo inoltre sotto il suo controllo le tre emittenti di Stato". Celli sostiene anche di essersene andato dalla Rai perchè l'allora presidente Roberto Zaccaria l'aveva fatta schierare prima delle urne in chiave antiberlusconiana. Perchè c'erano Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi? Dimentica di citare Bruno Vespa, Agostino Saccà, Clemente Mimun, Fabrizio del Noce e tanti altri dirigenti della Rai. Amnesia, amnesia! La Tv italiana era in mano a Silvio Berlusconi. Controllavano le informazioni mentre l'impero economico di Arcore si moltiplicava. C'è chi propone una commissione d'inchiesta. Non so se questa sia la strada giusta, c'è già un'inchiesta interna ordinata dall'attuale direttore generale della Rai, Claudio Cappon. Che certo non potrà rispondere a tutti gli interrogativi del caso. So che bisogna far presto a cambiare l'assetto radiotelevisivo, a varare norme antitrust, a superare, per sempre, l'anomalia italiana: mai più conflitto d'interesse. Occore un'informazione con la schiena dritta.

postato da: aleruotolo alle ore novembre 25, 2007 10:49 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, bruno vespa, informazione, mediaset, articolo21, rai-tv, enzo biagi, conflitto di interesse, editto bulgaro, pierluigi celli
23/11/2007

[ PUBBLICARE TUTTO...]

studio MediasetPubblicare tutto, altro che censurare la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche.Della questione Raiset mi preme sottolineare un punto che a me sembra centrale. La domanda è se Repubblica ha fatto bene o male a pubblicare le intercettazioni telefoniche. La mia risposta è ovvia anche se nei "palazzi che contano" la pensano diversamente e cioè che i giornalisti non devono fare i giornalisti e che non può esistere il "giornalismo scomodo". L'intervento del Quirinale di ieri ha lasciato di stucco in tanti anche se poi le dichiarazioni del mattino sono state rettificate in serata. Qui non c'entra la segretezza degli atti istruttori dal momento che gli atti dell'inchiesta sul fallimento della società dell'ex sondaggista del Cavaliere sono pubblici. E, anche se nelle telefonate tra i dirigenti Rai e Mediaset non si intravvedono risvolti penali, è stato doveroso rendere pubblici i contenuti di quelle telefonate perchè riguardavano tutti noi. Ha spiegato bene l'ex procuratore di Milano (oggi parlamentare) Gerardo D'Ambrosio: "Non pubblicare quelle conversazioni sarebbe un ritorno alla censura fascista". Ma, come vi ricorderete, quando sono uscite le prime notizie ho subito detto: "Hanno scoperto l'acqua calda". Noi che ne abbiamo fatto le spese con l'editto bulgaro lo sapevamo e a saperlo erano in tanti nella cosidetta società civile. Lo sapevano anche i politici dei due schieramenti. Con l'aggravante, per quello del centrosinistra, che hanno fatto la campagna elettorale, un anno e mezzo fa, dicendo che andava approvata subito una legge sul conflitto d'interesse e che la Rai andava riformata. Ma se Repubblica non avesse pubblicato le telefonate non ci sarebbe stata la reazione che c'è stata e non sarebbe intervenuto il governo che, finalmente,  ha deciso di mettere in calendario in Parlamento, dopo le festività di Natale, l'iter sulla riforma del sistema radiotelevisivo. Io penso che accanto alla Gentiloni che va "aggiustata" si debba procedere alla legge sul conflitto d'interesse.  Ci vuole coerenza!

postato da: aleruotolo alle ore novembre 23, 2007 16:12 | Permalink | commenti (23)
categoria:informazione, mediaset, articolo21, rai-tv, quirinale, conflitto di interesse, editto bulgaro
22/11/2007

[LA LOGGIA DI LENIN... ]

leninDa Lenin alla P2. Non smette mai di stupire Fedele Confalonieri, il presidente Mediaset. Paragonare la boutade del Berlusconi Silvio sul nuovo partito del popolo nientepopodimenoche a Vladimir Illich? Suvvia, "Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera", come direbbe Totò. E non contento, il Fidel fedele rilancia con la P2 perchè le intercettazioni pubblicate su Raiset farebbero parte di una guerra che è appena agli inizi per fermare il dialogo tra "Silvio e Walter". Dice Fidel:"Mi sembra di essere tornato ai tempi della P2". Ma perchè quando ne siamo usciti? Lo chieda al suo amico Silvio tesserato P2, si faccia la domanda e si dia la risposta. "E questa sarebbe la svolta a sinistra? Ma mi faccia il piacere! Svolti a destra e prenda il treno!",avrebbe detto la buonanima di Totò. Alla luce di questo verminaio è forse precondizione necessaria, per ogni riforma elettorale o istituzionale che sia, la riforma del sistema radiotelevisivo che liberi la Rai dalla politica e una seria e giusta legge sul conflitto di interesse.

postato da: aleruotolo alle ore novembre 22, 2007 11:05 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, informazione, mediaset, walter veltroni, rai-tv, partito democratico, conflitto di interesse, fedele confalonieri, licio gelli p2, editto bulgaro
21/11/2007

[ A RETI UNIFICATE...]

bbbbNon eravamo così faziosi quando denunciavamo il monopolio televisivo ai tempi del governo di centrodestra, quando parlavamo del rischio per la nostra democrazia.  L'uomo di Arcore possedeva l'impero Mediaset e controllava la Rai. Erano i tempi dell'editto bulgaro e della "dittatura morbida" (termine tanto caro a Enzo Biagi) del leader di Forza Italia. Silvio Berlusconi aveva messo uomini e donne dentro viale Mazzini che "concordavano le strategie informative", "si scambiavano informazioni sulla programmazione" con quelli che dovevano essere i concorrenti, come emerge dall'inchiesta milanese sul fallimento della holding dell'ex sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. E' la Guardia di Finanza che ascolta le telefonate tra alcuni dirigenti Rai e gli uomini del Biscione. Nomi che ancora oggi contano a viale Mazzini come Deborah Bergamini, ex segretaria particolare di Silvio Berlusoni, dirigente Rai e come Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno. Non so se nel futuro politico italiano ci sarà ancora Silvio Berlusconi, so che la politica dovrà fare di tutto perchè non si ripeti la storia con l'approvazione in tempi rapidi di una legge sul conflitto di interesse. So che anche in Rai le cose devono cambiare. E la notizia è che, dopo la pubblicazione di queste intercettazioni telefoniche, è scattata un'indagine interna e autorevoli esponenti del consiglio di amministrazione della Rai come Nino Rizzo Nervo chiedono le dimissioni dei dirigenti "infedeli": "Dai dirigenti e dai giornalisti della Rai coinvolti nelle intercettazioni telefoniche pubblicate oggi da Repubblica mi attendo adesso le dimissioni. Si profila, infatti, un quadro assai inquietante, che l'azienda deve approfondire con rigore, di infedelta' e slealta' aziendale". Certo, adesso è il momento del confronto tra i due schieramenti sulla riforma elettorale. Che non si baratti un eventuale accordo sul proporzionale con un "lasciamo le cose come stanno" sul fronte televisivo. L'eventuale legge non dovrà essere contro qualcuno ma a favore di tutti. Della libertà di informazione e di pensiero che come potrete leggere su Repubblica di oggi, era ed è messa a repentaglio. 

postato da: aleruotolo alle ore novembre 21, 2007 11:23 | Permalink | commenti (21)
categoria:informazione, articolo21, rai-tv, partito democratico, conflitto di interesse, annozero, editto bulgaro
21/11/2007

[ http://www.radioondapazza.it/ ]

peppino impastatoChe bella idea! A San Giovanni a Teduccio, quartiere della periferia orientale di Napoli, è nata Radio Onda Pazza, prima web radio anticamorra nata su iniziativa del circolo Arci intitolato a Peppino Impastato. L'hanno messa sù otto ragazzi tra i 15 e i 25 anni d'età: "Ci schiereremo contro la camorra ma prima ancora a favore della legalità". Diamogli tutti una mano.

postato da: aleruotolo alle ore novembre 21, 2007 10:04 | Permalink | commenti (6)
categoria:napoli, informazione, camorra, legalitĂ , peppino impastato
20/11/2007

[ PRODI SI E' SVEGLIATO? ]

prodi dimissionarioFinalmente si e' svegliato! Romano Prodi era rimasto silente ai funerali di Enzo Biagi quando gli posi la domanda sul conflitto d' interesse. Ma e' bastato che Silvio Berlusconi sparigliasse le carte con l'annuncio del partito del popolo delle liberta' e la proposta sul proporzionale, che il presidente del Consiglio in un'intervista a tutto campo sul quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si ricordasse che il "monopolio mediatico" di Silvio Berlusconi è "un pericolo per la democrazia e di conseguenza deve essere corretto dalla legge". Romano Prodi se ne e' accorto con quasi due anni di ritardo, ma la questione che ripone oggi e' giusta e, dunque, facciano presto ad approvare una seria e giusta legge sul conflitto d'interesse.  Prima che il nostro Paese corra il rischio di ritrovarsi di nuovo un Silvio Berlusconi (reale o virtuale) a capo del futuro governo o a capo del Quirinale mentendo il controllo di un impero economico e/o mediatico.

postato da: aleruotolo alle ore novembre 20, 2007 15:59 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, informazione, enzo biagi, conflitto di interesse, governo prodi
19/11/2007

[ L'ULTIMO IMBROGLIO...]

partito del popolo italianoDoveva cadere Romano Prodi e, invece, è finita miseramente la casa delle libertà. Silvio Berlusconi ne ha preso atto annunciando la costituzione del partito del popolo sulle ceneri di Forza Italia. Ha ben ragione Walter Veltroni a sottolineare il "ci copia" ma con una differenza: il partito democratico ha unito due forze politiche mentre la nuova creatura di Silvio Berlusconi ha spaccato quella che era la sua coalizione. Fini, sempre più  preoccupato per la nascita della Destra di Storace e della Santanchè, ha detto che Alleanza Nazionale non entrerà nel nuovo partito. Umberto Bossi che non è interessato, Pierferdinando Casini, in partenza per gli Stati Uniti gongola perchè aveva anticipato  la vera novità: la disponibilità di Silvio Berlusconi al confronto sulla riforma elettorale. Con un cambio di strategia sostanziale. L'ex presidente del Consiglio abbandona definitivamente il maggioritario sostenendo che il bipolarismo è finito e si schiera per il sistema tedesco ovvero per il proporzionale: "Ognun per sè e poi si vedrà". Convinto di aver dalla sua il popolo italiano. Ma se per il centrosinistra la scelta di Walter Veltroni a segretario del partito democratico è stata l'unica chance, al centrodestra la mossa di Silvio Berlusconi si dimostra estremamente pericolosa. Certo all'ex presidente del Consiglio non restava altro da fare che sparigliare le carte per rimettersi al centro della scena dopo la cocente sconfitta della settimana scorsa al Senato. Ma se Berlusconi pensa che sarà lui a sfidare alle prossime elezioni politiche Walter Veltroni vuol dire che è tramontato il mito dell'uomo invincibile. E aver parlato con esponenti di primo piano della stessa Forza Italia mi conferma il giudizio e il titolo di questo scritto: "L'ultimo imbroglio". Il sogno berlusconiano di stravincere si può trasformare in un incubo. 

postato da: aleruotolo alle ore novembre 19, 2007 12:35 | Permalink | commenti (27)
categoria:politica, gianfranco fini, walter veltroni, riforma elettorale, partito democratico
17/11/2007

[ AREZZO E GENOVA ]

genova manifestazione g8Belle parole  ha pronunciato oggi a Bologna il capo della polizia Antonio Manganelli: Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un agente della polizia stradale domenica scorsa all'autogrill dell'autostrada all'altezza di Arezzo, è stato "vittima di una leggerezza imperdonabile". Questa vicenda chiede "una risposta tempestiva e trasparente". Inoltre, il fatto che la vittima avesse o meno una pietra in tasca "non cambia assolutamente le colpe della polizia". Il prefetto Manganelli le ha pronunciate nel giorno in cui a Genova migliaia di persone scendono in piazza per chiedere verità e giustizia e l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare sui fatti del luglio di sei anni fa quando i potenti del mondo si riunirono a Genova e il movimento no global gridò che un altro mondo era possibile. Ma in quel luglio di 6 anni fa persero tutti perchè la città divenne un vero e proprio teatro di guerra. Decine di arresti, centinaia di feriti, un morto, un ragazzo di Genova: Carlo Giuliani. Persero le forze dell'ordine che non seppero garantire la sicurezza e l'ordine  e perse l'innocenza un'intera generazione vittima delle violenze e degli abusi di uomini in divisa. Ci furono violenze che non furono fermate, quelle dei black bloc; ci furono decisioni (la carica di un contingente di carabinieri al corteo autorizzato delle tute bianche) che misero in ginocchio la città; ci furono abusi e torture alla scuola Diaz e nella struttura detentiva di Bolzaneto. Vorrei essere chiaro. Non penso ad un complotto (si era appena insediato il governo di Silvio Berlusconi) ma quei  fatti hanno dimostrato che chi doveva non fu capace di garantire l'ordine e la sicurezza non solo dei capi di stato ma anche di quelle decine di migliaia di persone che pacificamente volevano manifestare. Aldilà delle eventuali responsabilità penali dei singoli imputati sulle quali sono chiamati ad esprimersi i magistrati titolari dei processi in corso, vorrei che la ferita di Genova si potesse rimarginare ma perchè ciò sia possibile occorrono gesti forti da parte di tutti. 

postato da: aleruotolo alle ore novembre 17, 2007 15:17 | Permalink | commenti (13)
categoria:giustizia, sicurezza, legalitĂ , ultrĂ , g8 , antonio manganelli
13/11/2007

[ WHY NOT?] 

clemente mastellaMascalzoni! Aveva ragione Luigi de Magistris e, con lui, avevano ragione quelle migliaia di calabresi che si erano schierati con il pubblico ministero di Catanzaro che stava indagando sul malaffare. Vi ricordate l'inchiesta Why Not quella nella quale sono indagati il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro di grazia e giustizia Clemente Mastella? Vi ricordate il  Procuratore generale "reggente" di Catanzaro Dolcino Favi che aveva avocato l'inchiesta mandandola al Tribunale dei Ministri? Ebbene,  non è stato accertato al momento alcun reato di competenza del Tribunale dei Ministri per quanto riguarda la posizione di Clemente Mastella perchè dopo aver vagliato gli atti, i magistrati romani  hanno stabilito che non contengono ipotesi di reato riconducibili al periodo in cui Mastella era già ministro. Le famose telefonate con l'indagato numero uno Antonio Saladino risalivano a prima delle elezioni. Lo sapevamo tutti, ma chi doveva ha fatto finta di non sapere e così le carte che torneranno a Catanzaro  non torneranno in mano a Luigi De Magistris ma ad un altro magistrato della Procura di Catanzaro "applicato" dal reggente Favi. Che vergogna! Questa è una ferita che sarà difficile da rimarginare. E, intanto, si avvicina quel 17 dicembre giorno in cui il Csm dovrà decidere se trasferire in maniera cautelare Luigi De Magistris, come aveva chiesto l'indagato Clemente Mastella in qualità di ministro.

postato da: aleruotolo alle ore novembre 13, 2007 14:50 | Permalink | commenti (29)
categoria:giustizia, clemente mastella, csm , annozero, luigi de magistris
11/11/2007

[ NOTIZIA(?) DEL GIORNO...]

tifoso laziale uccisoSono appena tornato a casa. In tempo per vedere il telegiornale delle ore 13. Per sapere di più sulla notizia di oggi. La morte del tifoso laziale sull'autostrada del sole all'altezza di Arezzo.  Si collegano con il corrispondente di Firenze. Il giornalista, a braccio, da le prime notizie. Bravo, asciutto. Dice, giustamente, che potrebbe essere stato un agente della polizia stradale. Subito dopo il direttore del telegiornale in studio con due esperti sportivi, un giornalista e un ex arbitro. E, in uscita, le dichiarazioni del premier Romano Prodi. Apro il computer, mi collego con internet. Guardo la Repubblica on line e il Corriere della Sera. Alle 12 e 20 c'è la foto e il nome del tifoso ucciso. Anche la dinamica parziale dei fatti. Da prendere con il "condizionale". Ma quelle notizie non le ho sentite in tv. Commenti tanti, fatti pochi. Che avesse ragione Sabina Guzzanti?

postato da: aleruotolo alle ore novembre 11, 2007 13:19 | Permalink | commenti (18)
categoria:informazione, rai-tv, ultrĂ , diritto di cronaca
09/11/2007

[ SENZA PAROLE...]

annozerodemagistrisChe indecenza! Lascia senza parole la decisione della procura generale della Cassazione con la quale dichiara inammissibile il reclamo proposto dal pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris contro il provvedimento del 19 ottobre scorso con il quale il Procuratore generale di Catanzaro ha avocato a sé l'inchiesta Why not. Il motivo? Che l'unico legittimato al reclamo era il Procuratore capo di Catanzaro. Quel Mariano Lombardi  sospettato da Luigi De Magistris di essere una delle talpe, amico degli indagati proprio delle inchieste "scippate". Nell'inchiesta Why Not il principale indagato è Antonio Saladino. uno stralcio dal verbale della principale testimone: "Il Saladino ha, comunque, rapporti molto stretti con diversi Magistrati. In particolare (...) con il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Mariano Lombardi...". Da uno stralcio dal reclamo opposto da De Magistris: "... il procuratore è anche, in qualche modo, "interessato" dalla vicenda procedimentale, comparendo il suo nominativo in una rilevante intercettazione telefonica, nonchè in un verbale di sommarie informazioni testimoniali, trovandosi, quindi, in una situazione di conflitto d'interessi".  Povera giustizia! 

postato da: aleruotolo alle ore novembre 09, 2007 15:53 | Permalink | commenti (20)
categoria:cassazione, annozero, luigi de magistris
06/11/2007

[ CIAO ENZO...]

enzo biagiE' morto un grande giornalista, Enzo Biagi. Un maestro per tutti noi. Quando ci fu l'editto bulgaro dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "Il Fatto" andò in onda prima di Sciuscià (della famosa puntata  del "bella ciao" stonato di Michele). Sentimmo le parole di Enzo Biagi e ci rincuorammo. Lui un moderato, noi border line: la pensavamo nello stesso modo. Avevamo due modi diversi di concepire il giornalismo, nel passato c'erano stati anche degli screzi, ma c'era una stima di fondo che non mai era venuta meno. Enzo Biagi  parlò di regime, scandalizzando i riformisti del centrosinistra, a proposito del governo Berlusconi. Un premier che controlla le televisioni: "È un regime. Ma certo, dal punto di vista televisivo non c'è altra definizione. Quando una sola persona ha praticamente sei televisioni, tre di proprietà privata e tre di servizio, quale spazio rimane agli altri?". E così ci siamo ritrovati insieme nella battaglia contro la censura, per la difesa dell'articolo 21 della nostra Costituzione. Così diversi, ognuno a modo suo. Lui scrivendo, rilasciando interviste, noi in giro per l'Italia, a fare dibattiti e assemblee. Nelle grandi come nelle piccole città. Da Nord a Sud.  Io, alcune volte insieme a Loris Mazzetti, il braccio destro di Enzo Biagi. Questo grande giornalista ci ha insegnato tante cose ma quella a cui tengo di più è il saper tenere "la schiena diritta", non aver paura delle proprie idee, amare questo mestiere.

postato da: aleruotolo alle ore novembre 06, 2007 09:08 | Permalink | commenti (34)
categoria:informazione, articolo21, rai-tv, enzo biagi, michele santoro, annozero, editto bulgaro
05/11/2007

[ "LA FOSSA DI ROMA"...]

tor di quintoSono stato incerto se scrivere sulla crisi di Roma dopo l'orrendo omicidio di Tor di Quinto. Tutti hanno detto la loro. Destra, centro e sinistra. Mi ha scioccato quello che è accaduto subito dopo, con la decisione di mandare le ruspe nel campo rom e il raid punitivo fascista di Tor Bella Monaca. Ma poi mi ha scritto Jennifer, una ragazza nordafricana che legge questo blog e ho deciso di pubblicare le sue riflessioni che riguardano anche il nostro lavoro di giornalisti. Lei se la prende con i colleghi di Repubblica che scoprono "la fossa di Roma" solo dopo questi orrendi fatti. Non mi voglio autoassolvere ma penso che tutti dovremmo riflettere su cosa sia oggi il giornalismo d'inchiesta. Noi di Annozero siamo solo due ore settimanali di un palinsesto che dura sette giorni a settimana, 24 ore al giorno. Per sgombrare il campo dagli equivoci, io penso che Veltroni e il centrosinistra arrivino in ritardo sulla questione sicurezza. Penso che occorra anche il livello repressivo (il campo che hanno raso al suolo dopo l'omicidio della signora Reggiani dove sopravviveva il presunto assassino se era abusivo e illegale andava distrutto prima  trovando una sistemazione per coloro che ci vivevano). Penso che il clima xenofobo non sia da sottovalutare ma che occorra una forte iniziativa politica. Penso che Gianfranco Fini sia definitivamente tornato ad essere il leader del Msi.Ma ecco cosa scrive Jennifer: " Io sono una 20enne africana cresciuta a Tor Bella Monaca. Ho letto l’articolo su La Repubblica del 4 novembre e dopo l’iniziale indignazione mi è venuto da ridere. Questo è il vostro lavoro? Sparare a zero con magnifica eloquenza cavalcando l’onda delle facili emozioni? A Tor Bella non esiste senso civico, i vigili non girano per le strade con la puerile scusa di aver paura, gli anziani sono abbandonati a se stessi, non ci sono piste ciclabili, i ragazzini spacciano, i bambini bidonano la scuola per girare sui mezzi di trasporto perennemente in ritardo, gratis come gli adulti, senza che ci sia un controllore. I tanti cani randagi sporcano le strade già schifose e spaventano la gente. Ma non è una novità. E’un quartiere di cui il Pd si è ricordato quando aveva bisogno di voti, mettendo addirittura uno stand per le primarie| Eppure non c’è nessuno che organizzi in piazza una conferenza, per dire, sulla legalità. Nessuno che si interessi della scuola in via dell’Archeologia per esempio. Veltroni, anziché fare un mea culpa, si arrabbia con Bucarest. Ma voi glielo avete chiesto al signor sindaco, cosa ha fatto davvero per le periferie quando è ritornato dall’Africa, dopo essere passato a raccattare i voti per la sua prima elezione? Il parco di cemento con due alberi? O cos’altro? L'autobus numero 20 che finalmente collega Tor Bella Monaca all’Anagnina? E’ questo ciò di cui la gente ha bisogno? Non un solo giornalista si è mai degnato di andare a girare per questi quartieri malfamati e degradati che in Italia sono molti. Fate la fila per raccogliere inutili pseudo-confronti fra politici e politologi che si sono persi nelle loro stesse arcaiche ideologie. Accorrete per sapere di che forma era la macchia di sangue sull’abito di Chiara Poggi. Ma chi di voi è andato da Veltroni a chiedergli: come mai il commissariato di Tor Bella Monaca ha un solo computer per altro vecchio? Perché girano di rado i poliziotti? Perché la gente non si fida della legge e riuscire a terminare gli studi pare un miracolo? No, meglio di no. Ma chi ve lo fa fare questa fatica quando lui dalle sue conferenze vi fornisce già il titolo del vostro prossimo pezzo? Ci voleva il morto perché scopriste quella che Repubblica definisce “una Roma che sembra una fossa (…) un pezzo d’Italia in provincia di Bucarest”? Una sera mia madre e mio fratello di 9 anni sono stati insultati e picchiati sul 59 da un gruppetto di ragazzi italiani al suono di “brutti negri, andatevene via”. Vi posso assicurare che, di “negri” a Tor Bella Monaca  se ne contano sulla punta delle dita perciò non si tratta di un pattugliamento fai da te, ma di mal costume, violenza gratuita. Ineducazione. Non metto in dubbio la gravità delle azioni commesse da parte di molti rumeni o extracomunitari. Mi da fastidio che siano il capro espiatorio del collasso della società quando la prima causa é la mala gestione delle risorse destinate alla tutela del cittadino".

postato da: aleruotolo alle ore novembre 05, 2007 20:21 | Permalink | commenti (13)
categoria:sicurezza, gianfranco fini, immigrazione, informazione, primarie, legalitĂ , walter veltroni, fascisti, governo prodi, annozero

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