Sandro Ruotolo


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Home » Settembre 2007
28/09/2007

[ "CHE MONDO SAREBBE SENZA MASTELLA?"]

mastellaEccomi a Catanzaro. Sto seguendo per Annozero la vicenda che coinvolge un magistrato della procura della repubblica del capoluogo calabrese, Luigi de Magistris, e il ministro più amato dagli elettori del centrosinistra, Clemente Mastella. E' incredibile quello che sta succedendo qui. C'è una regione, anzi due regioni che si stanno mobilitando a favore del pubblico ministero, titolare di numerose inchieste che riguardano la corruzione e che vede protagonisti pezzi della magistratura, delle istituzioni, faccendieri e imprenditori. Calabria e Basilicata, ovvero Catanzaro, Potenza e Matera. C'è il ministro "dell'ingiustizia" che ha chiesto al Csm di trasferire preventivamente il magistrato  che in una delle inchieste ha riscontrato numerosi contatti tra il "nostro di Ceppaloni" e gli indagati e nella quale compare il nome di Romano Prodi. Migliaia e miglia di firme sono state già raccolte in pochi giorni e l'8 ottobre quando il Csm dovrà decidere sulla richiesta del ministro, dalla Calabria e dalla Basilicata (Regione interessata dall'inchiesta sulle toghe lucane del Pm) partiranno pullman con destinazione la sede del Csm. I numeri, forse, potranno far sorridere ma vedere mille ragazzi a Catanzaro partecipare ad una manifestazione di solidarietà per un magistrato è una cosa straordinaria. Certo, la gente è scesa in piazza ai tempi di Mani pulite per difendere il pool di Milano quando il governo Berlusconi voleva "la resa". Ma oggi c'è una "Casta" che comprende quasi tutti e che vuole difendersi dai pochi magistrati che fanno il loro dovere e che perciò sono diventati loro i"deviati". Non si era mai visto che un ministro chiedesse l'allontanamento "preventivo" di un sostituto procuratore  mentre fa  un'indagine. La politica che controlla la magistratura?  C'è un filo che lega il Vaffanculo day di Beppe Grillo a questa mobilitazione calabrese e lucana. Il bisogno di giustizia reale.Il  "Si al Parlamento pulito" di Beppe Grillo, in Calabria dove ci sono ben 32 consiglieri regionali inquisiti a vario titolo. vuol dire che per un lavoro bisogna passare da un politico. E la gente non ne può più.  Ma c'è, anche, la percezione che tutti i politici siano uguali. .

postato da: aleruotolo alle ore settembre 28, 2007 20:43 | Permalink | commenti (87)
categoria:clemente mastella, mani pulite, beppe grillo, antipolitica, luigi de magistris
26/09/2007

[ DA FORTE BRASCHI...]

Per leggere questo scritto "anonimo" che mi giunge da Forte Braschi, dal cuore dell'intelligence, bisogna leggere l'articolo di Giuseppe D'Avanzo di ieri su Repubblica. E' una risposta amara di chi sta in prima linea e usa questo spazio di libertà perchè non ha voce. E' un signor nessuno. "Ieri, 25 settembre, sulle colonne della "Repubblica" ("Soluzione obbligata"), riferiva di una non meglio specificata "elementare logica di sicurezza" che, a suo dire, sarebbe stata ignorata da Nicola Calipari, il quale era evidentemente felice di rischiare la propria vita alla quale era peraltro legata anche quella di sua moglie e dei due figli adolescenti. Oggi ("Quegli agenti Nessuno"), sullo stesso quotidiano già fautore di allegre "Strategie di trattattive" per salvare il loro Daniele Mastrogiacomo (allegro anchegli sulla scaletta dell'aereo dei vituperati Servizi che lo riportava a Roma, e chi se ne frega dei collaboratori morti per la sua superficialità), il Nostro si lancia in una non richiesta elegia della "divisione operazioni internazionali" del Sismi (peraltro mai esistita sotto tale denominazione) guidata dallo stesso Calipari che solo ieri era un inguaribile imprudente. Quindi quest'uomo dei Servizi, così capace nello smascherare le menzogne che portavano alla guerra contro l'Iraq, era poi lo stesso che metteva a repentaglio la sua vita e quella dei suoi uomini (e dell'ostaggio che tanto si era prodigato per liberare). Quest'uomo, che il generale Pollari aveva investito di così alti e prestigiosi compiti, tradiva poi il suo mentore che poi, sembra di capire dalle parole del D'Avanzo, era invece funzionale al progetto della "Grande Menzogna" sponsorizzata dall'imperialismo americano e (perchè no?) dai sempre presenti ma mai identificabili "poteri forti". Senza contare che le stesse gerarchie del Servizio Segreto che operavano allora, e tali erano per scelta del Generale Pollari, operano tuttoggi ed esprimono quelle professionalità che la confusione mentale dell'illustre articolista/fustigatore a volte esalta e altre volte condanna, in funzione non già dei risultati conseguiti ma della adattabilità o meno dei risultati stessi alla verità che il "Nostro" si è già precostituito come teorema e nella quale vanno inseriti, anche a forza, gli elementi oggettivi della cronaca, talvolta la storia, presenta. E a proposito di storia, peccato che tra gli italiani dei Servizi Segreti che negli anni passati operavano in Africa e Medio Oriente (che "offrivano da bere, pagavano qualche donna, rubacchiavano un po' di fondi riservati") ci fossero persone come il Colonnello Giovannone, che con sagacia ed abilità intesseva una rete di contatti di tale livello da salvaguardare il territorio italiano da attacchi terroristici che, negli stessi tempi, affliggevano altre nazioni occidentali. O come il Maresciallo Li Causi, morto in Somalia non di diarrea ("come abituale inconveniente da mettere nel conto", secondo la simpatica espressione dell'arguto articolista) ma ucciso a colpi d'arma da fuoco su un mezzo militare mentre tornava da un incontro con un capo tribù locale, finalizzato alla protezione de nostro contingente. Quanto agli "ufficiali pagatori", forse non è chiaro alla nostra Penna Illuminata che bisogna sapere a chi, come e dove pagare se si vuole adempiere alla volontà del Governo (compito istituzionale di ogni Servizio nel mondo) per salvare vite umane; e per far ciò non si va in una banca del centro di Milano con adeguata scorta, ma in territorio ostile a trattare con tagliagole. E se è vero che alcuni capi divisione preferiscono frequentare piazza Montecitorio piuttosto che i teatri bellici, è vero anche che un Capo Dipartimento come Calipari operava in territorio ostile alla guida dei suoi uomini indipendentemente dalla persona del Direttore del Servizio pro tempore e dal colore del Governo in carica. Perchè - non se ne abbia il Nostro - sono gli uomini che fanno la storia, e non viceversa; ed in ogni ambiente, anche nel giornalismo, ci sono persone per bene e gaglioffi, gente che adempie al proprio dovere ed altra che risponde a logiche e progetti estranei agli scopi per cui viene retribuita. E' troppo facile prendersela con chi non ha voce, non può rispondere, non ha la gratificazione pubblica del proprio operato; ed è inelegante farlo nel momento in cui uno di loro, uno bravo e coraggioso, sta lottando per non morire. Non se ne abbia a male, il nostro illustre articolista/fustigatore, depositario delle verità più nascoste della politica intelligence italiana ed internazionale: anche stavolta, dalle pagine della "Repubblica", un altro teorema sballato".

postato da: aleruotolo alle ore settembre 26, 2007 19:24 | Permalink | commenti (8)
categoria:sismi, guerra afghanistan
26/09/2007

[ TRA GUARDIE E LADRI VINCONO I LADRI...]

Mi è arrivata una email da un agente di polizia di una qualsiasi città italiana. La pubblico perchè mi ha emozionato, perchè ci sono tante persone perbene che hanno bisogno di sentirsi meno sole. Perchè questo senso di impotenza che sta contagiando tutti.

"Sono un semplice Poliziotto di quelli che girano per le strade, oramai da quasi vent'anni e che si illudono di fare qualcosa. Il carcere è pieno e tra poco sarà strapieno, anche perché ogni giorno arrestiamo  qualcuno, quasi tutti per spaccio. Poi vado a fare un giro in certe zone della città e trovo uno spacciatore ogni 20 metri che offre ogni tipo di droga per quattro soldi, oramai in giro ci sono più spacciatori che drogati, anche se da quello che vedo...si drogano tutti! Sali su un e ti ritrovi almeno un paio di borseggiatori che ho arrestato almeno due volte e se mi vedono non scappano, mi salutano...neanche fossimo amici. Se poi entro in qualche giardino pubblico mi salutano tutti, tranne le mamme con i bambini perché credono che sia un drogato o un ladro. Ma il carcere è pieno. C'è qualcosa che non va, i conti non tornano, se sono tutti dentro come fanno ad essere tutti fuori? La risposta è molto semplice...In questo paese siamo riusciti a creare la "criminalità disorganizzata". In pratica non c'è bisogno di appartenere a chissà quale cosca mafiosa per spacciare droga, basta volerlo fare. Perché? Perché nessuno te lo impedisce seriamente. I delinquenti disorganizzati sono quasi tutti stranieri senza documenti e la tanto famosa legge che ne prevede l'arresto di fatto non trova applicazione, io lo fermo, lo arresto, il giorno dopo lo porto davanti al giudice  e dopo aver perso tutta la giornata ad aspettare che si faccia il processo, l'esito è scontato, o viene condannato e rimesso in libertà con la condizionale o addirittura assolto per tutta una serie di motivi strettamente giuridici. Morale....basta, per questo reato non arresto più nessuno, mi sento ridicolo. Risultato, in questo paese si può stare senza documenti. Alla faccia di chi una volta si era specializzato nella fabbricazione di documenti falsi....Allora lo arresto quando vende la dose di eroina o cocaina in giro per la città, il giorno dopo lo porto davanti al giudice e dopo aver perso tutta la giornata stavolta lo condannano...con la condizionale perché è la prima volta, quindi è libero. Morale, io vado a casa perché si è fatta sera e sono in giro dalla mattina e lui torna a vendere le sue dosi per strada. Ma io lo arresto ancora, il giorno dopo lo porto davanti al giudice, perdo tutta la giornata ma stavolta gli appioppano un, tiè. Morale, io vado a casa sempre più tardi e lui fra quattro mesi è fuori! E' un gioco. E' soltanto un gioco. Vorrei fare James Bond che insegue un membro della spectre, in realtà sono De Sica che insegue Totò. Allora arresto un trafficante serio, di quelli che vendono i chili. L'ultimo due anni fa è stato condannato a otto anni e ne aveva altrettanti da fare per un'altro arresto di alcuni anni prima . E' agli arresti domiciliari con permesso di assentarsi durante il giorno, vendeva 10 chili di eroina al mese a 12000 euro al chilo....E' un gioco è soltanto un gioco. Il mio è diventato un lavoro inutile. Allora vado a casa, accendo la tv, faccio zapping e come da almeno 15 anni a questa parte, trovo il politico ti turno che dice "ci vuole la certezza della pena". Allora spengo la tv, prendo una pillola per la gastrite e vado a dormire, domani è un'altro gioco. Dimenticavo...la Franzoni non aveva ucciso il figlio a martellate? Boh forse quello che abbiamo visto in tv era un reality....ma si dai...era un gioco! Ciao Sandro, fai un bel lavoro...come sai fare tu.

postato da: aleruotolo alle ore settembre 26, 2007 18:42 | Permalink | commenti (11)
categoria:giustizia, legalitĂ 
26/09/2007

[GOOD BY MISTER PRODI?]

prodi dimissionarioPrima pagina della Corriere della Sera di oggi: "Prodi: se cado faro' i nomi", "Effetto Grillo, l'Unione cala ancora","Luca Cordero di Montezemolo: Non credo che i problemi possano essere risolti con il vaffa...". Io penso che questo sia il momento peggiore da quando il centrosinistra ha vinto le elezioni politiche. L'effetto Walter si e' ben presto esaurito. Il Pd sta nascendo con le liste bloccate, "forse De Mita non ce la fa" invece di essere valutato positivamente lo interpretano con "tristezza". L'onda lunga del V-Day sta entrando nelle fabbriche dove i vaffanculo si moltiplicano e sara' interessante leggere i risultati del referendum che si terra' a giorni sull'accordo governo-sindacati sul welfare. L'esito piu' probabile sara' la fine anticipata della legislatura. I leader del centrosinistra avevano una chance che non hanno sfruttato. Dovevano segnare subito una discontinuita' con il governo precedente e non lo hanno fatto. Pensano che anche gli elettori "piu' delusi", alla fine voteranno  per loro giocando sul fattore Berlusconi. Un secolo fa Nanni Moretti dal palco di piazza Navona disse che con questi laeder "non si andava da nessuna parte". Erano gli anni in cui si chiedeva a Massimo D'Alema di dire "qualcosa di sinistra". Oggi Beppe Grillo vuole la distruzione dei partiti e contro "la Casta" c'e' un clima generalizzato di vaffanculo.

postato da: aleruotolo alle ore settembre 26, 2007 10:44 | Permalink | commenti (11)
categoria:politica, sondaggi, unione, beppe grillo, partito democratico, governo prodi, antipolitica, v day
25/09/2007

[ TRASFERIAMO CLEMENTE...]

mastellaHo letto l'atto di accusa nei confronti del pubblico ministero di Catanzaro Luigi De Magistris, firmato dagli ispettori del ministero di grazia e giustizia. L' 8 ottobre il Csm dovra' decidere se trasferire cautelativamente ad altra sede e ad altra funzione, come chiede il ministro Clemente Mastella, il magistrato titolare dell'inchiesta sulle "toghe lucane" di Potenza e Matera. Poche paginette di quel rapporto girano nelle redazioni: "Perche' andava smarrito l'intero sottofascicolo delle intercettazioni effettuate nell'ambito del procedimento sopraindicato"; perche' "veniva sottratto il computer portatile di uno dei suoi piu' stretti collaboratori, un maresciallo della guardia di finanza di Catanzaro, contenete tutti gli atti della suddetta indagine". Mi fermo a queste due contestazioni. Ma ci rendiamo conto dell'assurdita'? Di cosa sarebbe colpevole il povero De Magistris? Di non aver "badato" a sufficienza al suo sottoufficiale? Di non aver messo una sentinella davanti al sottofascicolo? Suvvia! Pensar male certe volte s'azzecca. Venerdi', dunque, tutti a Catanzaro alla manifestazione indetta a favore del magistrato. Sabato si scende in piazza a Matera. La settimana prossima a Potenza. Tutti vorrebbero che Clemente Mastella lasciasse il ministero di via Arenula: "Trasferiamo Clemente".

postato da: aleruotolo alle ore settembre 25, 2007 15:51 | Permalink | commenti (14)
categoria:giustizia, clemente mastella, legalitĂ , governo prodi, antipolitica, toghe lucane, luigi de magistris
24/09/2007

[ SI CONTINUERA'...]

burka panshE' finito nel sangue il rapimento dei due "funzionari" italiani rapiti in Afghanistan, nell'ovest che confina con l'Iran. Non conosciamo i loro nomi, sappiamo che uno dei due è rimasto gravemente ferito e che nell'irruzione dei soldati della Nato sono stati uccisi tutti i nove rapitori. Forse è stata l'unica chance che avevano per liberare i due ostaggi italiani. Di certo, i nostri connazionali non erano giornalisti nè cooperanti. Militari, quasi certamente della nostra intelligence. Solo così si spiega il motivo per cui non sono state fornite le loro generalità. Gli occhi sono di nuovo puntati sull'Afghanistan dove si combatte una guerra che "non interessa" più nessuno. L'opinione pubblica è stanca ma la diplomazia non è da meno. . I Taleban sono tornati. Il Paese è diviso, il governo Karzai (che è corrotto) controlla sempre meno il territorio, la Nato è sempre più in difficoltà. L'unica via di uscita è la trattativa ma forse se tra due giorni dell'Afghanistan non si occuperanno più i media, questa guerra dimenticata continuerà ad uccidere, soprattutto civili, nel silenzio più assoluto.

postato da: aleruotolo alle ore settembre 24, 2007 09:44 | Permalink | commenti (8)
categoria:pace, iran, politica estera, 11 settembre, guerra afghanistan, missione nato
23/09/2007

[ ADESSO...TRASFERITECI TUTTI ]

luigi de magistrisIl vero antipolitico? E' il palazzo. Mai titolo fu più azzeccato dell'editoriale di oggi della Stampa firmato da Barbara Spinelli. Prendiamo il ministro più "amato" dagli elettori del centrosinistra, Clemente Mastella. Anche ieri, con la richiesta al Csm di spostare "cautelativamente" da Catanzaro il pm  Luigi De Magistris, il responsabile del dicastero di via Arenula ha  fornito un ulteriore motivo  a quanti si battono per cambiare questa vecchia classe politica italiana. Se fossi un cittadino calabrese firmerei subito la petizione a favore del magistrato di Catanzaro. "Adesso... trasferiteci tutti". Quanta solerzia!, quanta rapidità da parte del ministro Mastella, il cui nome, guarda caso è finito in una delle inchieste del pubblico ministero che non guarda in faccia a nessuno e che fa soltanto il suo lavoro. Purtroppo da solo, in una terra dove c'è anche una magistratura connivente che fa finta di non sapere quello che tutti sanno e cioè che esiste un comitato d'affari, spesso bipartisan, dove finanza, imprenditoria, istituzioni e massoneria la fanno da padrone. Ho ricevuto una telefonata, l'altro ieri sera, quando si era appena sparsa la notizia. All'altro capo del telefono c'era Don Marcello, un prete straordinario di Potenza, punto di riferimento di Libera:"Non lasciateci soli". Dovete sapere che è De Magistris il magistrato che ha aperto il fascicolo sulle "toghe sporche" della Basilicata. Dovete anche sapere che era già in corso un'istruttoria al Csm sul pubblico ministero di Catanzaro e, dunque, perchè Clemente Mastella ha chiesto al Csm di trasferire "preventivamente" Luigi De Magistris? 

postato da: aleruotolo alle ore settembre 23, 2007 11:07 | Permalink | commenti (23)
categoria:giustizia, clemente mastella, mani pulite, conflitto di interesse, antipolitica, luigi de magistris
22/09/2007

[ PUNTO A CAPO...]

mastellaContento lui! Sentite cosa dice il Mastella detto Clemente, così clemente che è diventato uno dei politici meno amati ( è un eufemismo) dagli elettori del centrosinistra (e non solo), attuale ministro di grazia (senza giustizia) del governo Prodi: "Il tasso di recidiva non è aumentato dopo l'indulto. Prima era al 48 per cento ora è al 42 per cento". In un anno e passa sono stati riarrestati in 6194, il 22 per cento degli indultati. Se aspettiamo ancora qualche mese vedrete quanti indultati rientreranno in prigione! Ma il punto vero è che le carceri sono di nuovo piene. Oggi i detenuti sono 45985. Tremila in più della capienza massima. Siamo di nuovo punto a capo. Delle due l'una: o si costruiscono nuove carceri o depenalizzare e ridurre le pene di o per alcuni reati. Decidete voi. Ma se non si affronta il problema  tra qualche anno ci ritroveremo  a prima dell'indulto quando negli istituti di pena c'erano più di 60 mila detenuti.

postato da: aleruotolo alle ore settembre 22, 2007 09:27 | Permalink | commenti (10)
categoria:giustizia, sicurezza, clemente mastella, legalitĂ , indulto, governo prodi
20/09/2007

[ COERENZA ]

prodi dimissionarioSono appena rientrato a Roma per la prima puntata di Annozero della stagione 2007-2008. Parliamo di Beppe Grillo e del V-Day. A dodici giorni dall'iniziativa bolognese l'onda è più che mai lunga. La "politica" e "l'informazione" che avevano sottovalutato l'evento, in questi giorni, hanno provato a metterci le pezze. A Roma sono sempre più forti i boatos che dicono: "il governo Prodi non ce la farà a concludere la legislatura". Sulla Rai, oggi, al Senato il governo ha rischiato di andar sotto. Nel merito non c'è dubbio che prima di fare delle nomine in Rai si debba approvare il piano industriale dell'azienda. Ma è mai possibile che sia la politica a dettar legge? E che per delle nomine aziendali rischi di cadere il governo della Repubblica? Tutti i partiti dicono che la Rai deve essere autonoma, alcuni che bisogna privatizzarla ma, poi, tutti i "politici" si occupano di Rai.  L'onda è lunga, dicevo prima, ma se i partiti continuano a dire delle cose a farne delle altre, il mare li travolgerà.

postato da: aleruotolo alle ore settembre 20, 2007 18:30 | Permalink | commenti (21)
categoria:politica, informazione, beppe grillo, rai-tv, governo prodi, annozero, antipolitica, v day
14/09/2007

[ VAFFANCULO A TUTTI? ]

vdayNon volevo intervenire sul V-Day di Beppe Grillo. A Bologna c'ero anch'io ma con la troupe per realizzare un reportage. Come Annozero pensavamo, e i fatti ci hanno dato ragione, che sarebbe stato un evento. Non mi sembra giusto, quindi, dire la mia anche se nelle domande che ho posto a Beppe Grillo e a Sabina Guzzanti ci sono i miei interrogativi. Non entro nel merito della proposta di legge di iniziativa popolare sul "Parlamento pulito". So che quella piazza, come tutte le piazze, vanno rispettate e bisogna cercare di interpretarle. Cosa è stata Bologna? Non c'era solo Mani Pulite, non c'erano solo i girotondini ma qualcosa  di più cattivo. L'esasperazione per un ceto politico (destra e sinistra tutti uguali) anche se poi Ilvo Diamanti ci dice (e concordo con lui) che c'era molto elettorato del centrosinistra anche se non mancavano gli elettori di Forza Italia, di An e della Lega. Non mi stupiscono le reazioni di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi piuttosto "moderate". Ma questi leader sbagliano se pensano che quella piazza esprimesse l'antipolitica. C'era qualcosa di diverso dall'antipolitica. La rabbia e la delusione verso la politica. Quei girotondini più cattivi che volevano mandare a casa Silvio Berlusconi sono rimasti delusi dal governo di centrosinistra. Si aspettavano che fossero cancellate le "leggi vergogna". Quelli di Mani Pulite non si ritrovano in questa "Seconda Repubblica" dove impera ancora l'immoralità. Quanti di voi vi state indignando con Clemente Mastella che va all'autodromo con l'aereo di stato? Beppe Grillo e con lui Marco Travaglio sono i catalizzatori di questa insofferenza più che giustificata. Ma Beppe Grillo non mi convince quando dice:"sono per la distruzione dei partiti". Ha gioco facile Massimo D'Alema a rispondergli che i partiti sono già distrutti. Il punto è che la politica va cambiata, non abolita. E Beppe Grillo fa politica. Dice che lo sbocco di questo movimento non è un partito, il partito di Beppe Grillo. Io gli credo, sarebbe un autogol. Del resto il ripristino della preferenza altro non è che la sacrosanta richiesta di poter scegliere il proprio candidato. Sbaglia D'Alema a sottovalutare Bologna e sbagliano coloro che etichettano Bologna come l'antipolitica. Dovrebbero prendersela con loro stessi se oggi parte dei loro elettori denunciano quel "vuoto"  e accusano la "Casta". 

postato da: aleruotolo alle ore settembre 14, 2007 10:01 | Permalink | commenti (41)
categoria:politica, mani pulite, beppe grillo, leggi ad personam, annozero, antipolitica, v day
13/09/2007

[ SIAMO TUTTI INSICURI...]

beppe grilloMi mancavate...Sono appena rientrato da Bologna. Un'esperienza unica: il V day di Beppe Grillo di sabato scorso di cui parleremo giovedì prossimo nella prima puntata di Annozero. Ma a Bologna ci sono rimasto fino a ieri sera per realizzare un reportage sul tema della sicurezza che vuol dire rispetto delle regole, legalità. Bologna è la città dove è sindaco Sergio Cofferati che su questo terreno ha caratterizzato la sua sindacatura ben prima dell'ordinanza sui lavavetri della giunta di Firenze. "Un fatto è sicuro è che ci sentiamo tutti insicuri" Ho cercato di capire le ragioni di questo malessere. Sono andato in un quartiere storico della città, Borgo Panigale, dove il centrosinistra ha più del 70 per cento dei voti. Ho parlato con i delegati della Ducati che tifano per Stoner e sorridono alle disavventure di Valentino Rossi. Gli ho chiesto quali sono le loro priorità. Sarà per la campagna mediatica, sarà anche perchè le città stanno cambiando, ma all'unisono mi hanno detto: Lotta alle mafie, evasione fiscale, stato sociale (pensioni, lavoro e precariato). Due sono le emergenze per Borgo Panigale. Il punto di smistamento del lavoro nero e la presenza dei rom e dei rumeni che "danno fastidio". Ma  il dato che mi ha "sconvolto" è che tutti hanno "paura", si avverte una sottile insofferenza.Ho partecipato ad una riunione di un piccolo comitato di cittadini infastiditi dai rumeni che si ritrovano a bere birra davanti ad un discount perchè provocherebbero risse e le mamme hanno paura di andare a fare la spesa con i loro bambini. Non si tratta di prendersela con gli extracomunitari. Da gennaio la Romania è entrata nell'Unione europea. Ho visto le prostitute che "danno fastidio". Sono tutte rumene. Molte sono minorenni che quando vengono identificate vengono portate nelle strutture comunali di prima accoglienza. Strutture "aperte". L'80 per cento di loro si fermano soltanto per una doccia e un pasto. Ho visto ragazzini rom di 15 anni prosituirsi. Ho sentito dire davanti alla sezione dei Ds che gli immigrati che non lavorano e che non sono regolari devono tornare nei loro paesi. C'è un bisogno di sicurezza che non può essere sottovalutato e sbagliano coloro che pensano alle grandi emergenze e condannano chi se la prende con i lavavetri e i graffitari. Non sono alternative, non c'è un prima e un dopo. Se il cocchiere sbaglia va sanzionato. Se anche l'ultima ruota del carro deraglia non possiamo prendercela solo con il cocchiere. Diceva Gesualdo Bufalino: "Questo Paese diventerà più civile quando gli automobilisti smetteranno di segnalare con gli abbaglianti la presenza delle forze dell'ordine".

postato da: aleruotolo alle ore settembre 13, 2007 13:34 | Permalink | commenti (15)
categoria:mafia, sicurezza, immigrazione, legalitĂ , cofferati, lavavetri, annozero, antipolitica, v day
05/09/2007

[ PENE CERTE E BARRA AL CENTRO...]

dietro le sbarrePrendo da una bella inchiesta di Lavoce.info l'analisi dei "crimini e misfatti" a un anno dall'indulto. Le statistiche dicono che dopo l'indulto le rapine in banca sono quasi raddoppiate e che, più in generale, varie tipologie di crimine subiscono improvvise impennate nei periodi successivi ai provvedimenti di clemenza. Reati predatori e reati di sangue. Ma era così ovvio che accadesse quello che è accaduto eppure è successo con le conseguenze che ben conosciamo. Le carceri sono di nuovo piene. Erano 60 mila prima dell'indulto. Sono quasi 45 mila oggi e, in un domani assai vicino, si riproporrà la questione del sovraffollamento. O si costruiscono nuovi istituti penitenziari o si depenalizzano alcuni reati. Ci può essere anche una terza soluzione che comprenda le precedenti due. Il punto è che oggi cresce l'insicurezza tra i cittadini e, come sostiene giustamente Giovanni Salvi, è ora di finirla con la politica del pendolo: "Quella che oscilla dall'aggravamento delle misure all'indulto".

postato da: aleruotolo alle ore settembre 05, 2007 14:54 | Permalink | commenti (49)
categoria:giustizia, sicurezza, legalitĂ , indulto
03/09/2007

[ LA QUESTIONE MORALE...]

luca di montezemoloFinalmente. Con 16 anni di ritardo la Confindustria siciliana si è svegliata e, dopo l'escalation di intimidazioni nei confronti dell'imprenditore catanese Andrea Vecchio, ha deciso di espellere dall'organizzazione chi paga il pizzo. E' un messaggio forte che va accompagnato e sostenuto da una serie di iniziative da parte dello Stato. La prima, legislativa, è che chi paga il pizzo va sanzionato. So bene che da sola la risposta repressiva non può bastare ma è indubbio che gli imprenditori che pagano le mafie sono i responsabili del mancato sviluppo del loro territorio. Non c'è mercato, non ci sono diritti, c'è povertà. Imprenditori e commercianti sono gli unici che, fisicamente, conoscono gli uomini delle mafie.Non denunciarli significa "favorirli". Pagare in nero vuol dire evadere il fisco, vuol dire negare uno degli elementi essenziali del mercato: la libertà d'impresa. Ci si può organizzare nelle associazioni antiracket, si può evitare di rimanere soli. Ha ragione il ministro Di Pietro quando sposta l'asticella in avanti e chiede a Luca di Montezemolo di espellere dalla Confindustria anche quegli imprenditori corrotti che pagano le tangenti a politici, pubblici amministratori, alla burocrazia. Anche i partiti dovrebbero comportarsi nello stesso modo. Espellere e non ripresentare candidati condannati anche se non "interdetti dai pubblici uffici". Se questo Paese vuole ripartire deve fare i conti con la grande e irrisolta questione morale, ripristinando le regole a tutti i livelli. 

postato da: aleruotolo alle ore settembre 03, 2007 09:14 | Permalink | commenti (32)
categoria:politica, sicurezza, legalitĂ , confindustria, antiracket

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