[ DA FORTE BRASCHI...]
Per leggere questo scritto "anonimo" che mi giunge da Forte Braschi, dal cuore dell'intelligence, bisogna leggere l'articolo di Giuseppe D'Avanzo di ieri su Repubblica. E' una risposta amara di chi sta in prima linea e usa questo spazio di libertà perchè non ha voce. E' un signor nessuno. "Ieri, 25 settembre, sulle colonne della "Repubblica" ("Soluzione obbligata"), riferiva di una non meglio specificata "elementare logica di sicurezza" che, a suo dire, sarebbe stata ignorata da Nicola Calipari, il quale era evidentemente felice di rischiare la propria vita alla quale era peraltro legata anche quella di sua moglie e dei due figli adolescenti. Oggi ("Quegli agenti Nessuno"), sullo stesso quotidiano già fautore di allegre "Strategie di trattattive" per salvare il loro Daniele Mastrogiacomo (allegro anchegli sulla scaletta dell'aereo dei vituperati Servizi che lo riportava a Roma, e chi se ne frega dei collaboratori morti per la sua superficialità), il Nostro si lancia in una non richiesta elegia della "divisione operazioni internazionali" del Sismi (peraltro mai esistita sotto tale denominazione) guidata dallo stesso Calipari che solo ieri era un inguaribile imprudente. Quindi quest'uomo dei Servizi, così capace nello smascherare le menzogne che portavano alla guerra contro l'Iraq, era poi lo stesso che metteva a repentaglio la sua vita e quella dei suoi uomini (e dell'ostaggio che tanto si era prodigato per liberare). Quest'uomo, che il generale Pollari aveva investito di così alti e prestigiosi compiti, tradiva poi il suo mentore che poi, sembra di capire dalle parole del D'Avanzo, era invece funzionale al progetto della "Grande Menzogna" sponsorizzata dall'imperialismo americano e (perchè no?) dai sempre presenti ma mai identificabili "poteri forti". Senza contare che le stesse gerarchie del Servizio Segreto che operavano allora, e tali erano per scelta del Generale Pollari, operano tuttoggi ed esprimono quelle professionalità che la confusione mentale dell'illustre articolista/fustigatore a volte esalta e altre volte condanna, in funzione non già dei risultati conseguiti ma della adattabilità o meno dei risultati stessi alla verità che il "Nostro" si è già precostituito come teorema e nella quale vanno inseriti, anche a forza, gli elementi oggettivi della cronaca, talvolta la storia, presenta. E a proposito di storia, peccato che tra gli italiani dei Servizi Segreti che negli anni passati operavano in Africa e Medio Oriente (che "offrivano da bere, pagavano qualche donna, rubacchiavano un po' di fondi riservati") ci fossero persone come il Colonnello Giovannone, che con sagacia ed abilità intesseva una rete di contatti di tale livello da salvaguardare il territorio italiano da attacchi terroristici che, negli stessi tempi, affliggevano altre nazioni occidentali. O come il Maresciallo Li Causi, morto in Somalia non di diarrea ("come abituale inconveniente da mettere nel conto", secondo la simpatica espressione dell'arguto articolista) ma ucciso a colpi d'arma da fuoco su un mezzo militare mentre tornava da un incontro con un capo tribù locale, finalizzato alla protezione de nostro contingente. Quanto agli "ufficiali pagatori", forse non è chiaro alla nostra Penna Illuminata che bisogna sapere a chi, come e dove pagare se si vuole adempiere alla volontà del Governo (compito istituzionale di ogni Servizio nel mondo) per salvare vite umane; e per far ciò non si va in una banca del centro di Milano con adeguata scorta, ma in territorio ostile a trattare con tagliagole. E se è vero che alcuni capi divisione preferiscono frequentare piazza Montecitorio piuttosto che i teatri bellici, è vero anche che un Capo Dipartimento come Calipari operava in territorio ostile alla guida dei suoi uomini indipendentemente dalla persona del Direttore del Servizio pro tempore e dal colore del Governo in carica. Perchè - non se ne abbia il Nostro - sono gli uomini che fanno la storia, e non viceversa; ed in ogni ambiente, anche nel giornalismo, ci sono persone per bene e gaglioffi, gente che adempie al proprio dovere ed altra che risponde a logiche e progetti estranei agli scopi per cui viene retribuita. E' troppo facile prendersela con chi non ha voce, non può rispondere, non ha la gratificazione pubblica del proprio operato; ed è inelegante farlo nel momento in cui uno di loro, uno bravo e coraggioso, sta lottando per non morire. Non se ne abbia a male, il nostro illustre articolista/fustigatore, depositario delle verità più nascoste della politica intelligence italiana ed internazionale: anche stavolta, dalle pagine della "Repubblica", un altro teorema sballato".
postato da: aleruotolo alle ore settembre 26, 2007 19:24 |
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sismi,
guerra afghanistan