Sandro Ruotolo


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Home » Aprile 2007
28/04/2007

[ SENZA PUDORE..]

silvio berlusconiNon cambia mai Silvio Berlusconi. Un grande attore: "Quanta sofferenza", "sono emozionato", "sono 12 anni che attendo giustizia e ora, finalmente è arrivata, anche se con ritardo".  L'ex presidente del Consiglio può cantar vittoria dopo la sentenza della seconda Corte di Appello di Milano che lo ha assolto nel processo Sme dall'accusa di corruzione perchè "manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova" e "perchè il fatto non sussiste". Ma, aspettando di leggere le motivazioni, è una sentenza che lascia perplessi. E' accertato  che 434 mila dollari siano usciti dai conti Fininvest, passati per Cesare Previti e finiti nelle tasche del giudice Squillante. Ma per conto di chi? Misteri di un collegio giudicante! Le sentenze si rispettano ma si possono anche criticare. Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi idem.  Il proprietario di Mediaset come fa a gioire dopo "12 anni" di sofferenza? Il fatto è stato commesso nel 91, scoperto nel 95 e se "si può giudicare solo nel 2007 lo si deve proprio ad una norma ad hoc che è stata recentemente dichiarata incostituzionale", ha ricordato l'ex procuratore milanese Gerardo D'Ambrosio. Silvio Berlusconi prima ha fatto approvare una legge ad personam e poi si lamenta dei tempi lunghi della giustizia! Non c'è ritegno. A Milano sono convinti che la procura generale farà ricorso in Cassazione.

postato da: aleruotolo alle ore aprile 28, 2007 09:09 | Permalink | commenti (20)
categoria:giustizia, processo sme, leggi ad personam
23/04/2007

[ RAHMATULLAH RISCHIA LA PENA DI MORTE ]

una chiave per RahmatEccolo l'ordinamento giudiziario afgano che noi italiani stiamo contribuendo a riformare: Rahmatullah Hanefi rischia la pena di morte e non ha diritto neanche all'assistenza di un legale. L'uomo di Emergency è accusato di concorso in omicidio. Sono notizie drammatiche queste che provengono da Kabul. Secondo i servizi segreti afghani, che lo avevano arrestato per partecipazione al sequestro di Daniele Mastrogiacomo, sarebbe stato lui a consegnare ai talebani guidati dal mullah Dadullah, Adjmal Nashkbandi, l'interprete sgozzato dai terroristi venti giorni dopo la liberazione dell'inviato di Repubblica. Invece di portarlo in salvo come era stato stabilito, dicono, lo ha lasciato nelle mani della banda che alla fine lo ha ammazzato. Falso, tutto falso! "Gli hanno tolto le catene, l'ho visto andare via" così mi disse al telefono, a proposito di Adjmal, Daniele Mastrogiacomo, qualche giorno dopo esser tornato in Italia. "E' libero, è libero. E' andato via". affermò Rahmatullah quando sentì al telefono Marina, la responsabile dell'ospedale di Emergency di Lashkar Gah, rientrata in Italia a dicembre dello scorso anno, subito dopo aver riportato Daniele nella capitale dell'Helmand. Rahmatullah, poche ore prima che i talebani liberassero Daniele, aveva paura di essere ucciso dalla banda di Dadullah. Me lo ha raccontato la stessa Marina quando è stata ospite della puntata di Annozero dedicata a Emergency. Successe che i talebani si accorsero che a Lashkar Gah c'era un movimento strano di "stranieri" e pensarono che l'uomo di Emergency li avesse venduti. Nessuno in Italia crede alla tesi dei servizi segreti afgani. Nessuno può vedere il povero Rahmatullah. Nè quelli di Emergency nè il nostro ambasciatore a Kabul. Certo, sentire la testimonianza di Rahmatullah sarebbe fondamentale anche per i magistrati della Procura di Roma che stanno conducendo le indagini. Chiediamo al governo afgano di consegnare all'Italia Rahmatullah e la sua famiglia. Qualche mese fa l'Italia salvò la vita a un cittadino afgano condannato al patibolo perchè si era convertito al cristianesimo portandolo nel nostro Paese. Faccia la stessa cosa per Rahmatullah.

postato da: aleruotolo alle ore aprile 23, 2007 09:59 | Permalink | commenti (15)
categoria:emergency, pena di morte, guerra afghanistan, annozero, daniele mastrogiacomo, rahmatullah hanefi
20/04/2007

[ OPERAI IN TV...]

operaiNon mi piace parlare di noi ma la puntata di ieri sera di Annozero mi "costringe".  Non vi posso mica dire che mi è piaciuta, a Napoli c'è il detto:"ogni scarrafone è bello a mamma soia", ma posso dirvi che è stata un successo clamoroso. Parlavamo della condizione operaia. In prima serata sulla seconda rete Rai. Contro, su Canale 5 c'era la finale del "Grande Fratello" e  su Rai Uno la fiction "Un medico in famiglia". Eppure più di tre milioni e cinquecentomila spettatori hanno visto il nostro programma. Lo share è stato del 13,65 per cento. Un'inchiesta filmata  di Stefano Maria Bianchi, Luca Bertazzoni e Viola Rispoli, sulla condizione operaia a Sesto San Giovanni, l'ex Stalingrado d'Italia, in studio operai. Giovani operai. La realtà contro la tv dei reality. Penso a quei mille euro al mese, allo sfratto di quel lavoratore, alla parola "dignità" di quella giovane ragazza di 29 anni con due figli che la pronunciava e la scandiva con orgoglio. Penso a quel giovane "interinale" il cui sogno è quello di diventare operaio. Esistono, eccome se esistono gli operai. E parlare con loro e della loro condizione in prima serata è stata una bella sfida. Ne valeva la pena. 

postato da: aleruotolo alle ore aprile 20, 2007 10:20 | Permalink | commenti (29)
categoria:informazione, rai-tv, operai, annozero
19/04/2007

[ MANI SPORCHE...]

taceteSono alle prese con il "verminaio" calabro-lucano. Storie di magistrati e politici corrotti, di grembiulini sporchi, di affari e mazzette. Non immaginavo che a 15 anni da "mani pulite" la situazione fosse così degenerata. A Nord come a Sud. Con l'aggravante che al Sud c'è il convitato di pietra che è la criminalità organizzata. Quella della legalità non è ancora una partita persa. Ci sono spezzoni di società civile (a Potenza ho conosciuto una persona speciale, un prete. Don Marcello impegnato con Libera contro l'usura e il racket), magistrati che nonostante tutto fanno il loro dovere, ci sono giornalisti, anche a livello locale, che imperterriti denunciano e fanno inchieste. Ma, dovunque, la politica  è contro. Anche quella che dovrebbe esserti "amica", interlocutrice di chi si batte per la legalità,  al massimo  è "neutrale".  Sembra un secolo fa quando furono approvate la legge antiracket e la Rognoni-La Torre. In nome del "paese normale" il parlamento sta per licenziare il disegno di legge del ministro Mastella sulle intercettazioni che punisce i giornalisti che pubblicheranno atti di indagine fino all'inizio del processo penale. E' la fine del diritto di cronaca. Coi tempi della giustizia, se  questa legge repressiva fosse già stata approvata non sapremmo ancora delle accuse all'ex capo del Sismi Pollari e all'ex numero due Mancini o delle nefandezze di Calciopoli.  Potrà fare ben poco il "giudice di Berlino" se si spegneranno i riflettori e se i giornali lasceranno ampi spazi bianchi nelle pagine di cronaca. 

postato da: aleruotolo alle ore aprile 19, 2007 09:34 | Permalink | commenti (10)
categoria:politica, giustizia, mani pulite, informazione, legalitĂ , diritto di cronaca
16/04/2007

[ PRESI IN GIRO...]

berlusconicolaninnoFermi tutti. Abbiamo scherzato. Del conflitto di interesse non ci importa niente. Anni e anni spesi invano. Nelle piazze di tutta Italia. Siamo andati finanche a Bruxelles a spiegare l'anomalia italiana di Silvio Berlusconi. Copertine dei settimanali di tutto il mondo, articoli su articoli. Documentari. e che scopriamo oggi? In piena era Romano Prodi? Secono l'Unità on line:"Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno entrano nella partita Telecom. Questi due protagonisti della politica e dell´imprenditoria sono interessati a partecipare come azionisti e a contribuire alle scelte strategiche dell´ex monopolista se, naturalmente, ci sarà la possibilità di dare una soluzione italiana all´attuale fase di incertezza. Ma se l´interesse teorico di Berlusconi e di Colaninno per un´impresa del valore di Telecom può essere comprensibile, quasi scontato, la vera novità è che i due condividono l´iniziativa, uno accanto all´altro, in uno spirito di collaborazione che potrebbe preludere ad altri progetti. I due hanno parlato con Mediobanca che tira le fila di questo progetto, si sarebbero confrontati direttamente e fonti vicine giurano sul loro accordo: avrebbero addirittura scherzato sui posti da occupare e su cosa fare de La7". Senza parole. Che vergogna! Che delusione!

postato da: aleruotolo alle ore aprile 16, 2007 13:29 | Permalink | commenti (29)
categoria:politica, telecom, conflitto di interesse, governo prodi
16/04/2007

[ ALLARME ROSSO...] 

cantiereLe morti bianche. C'era un tempo che non faceva notizia la morte in un cantiere di lavoro. Poche righe, di nascosto, nelle ultime pagine dei quotidiani  quando non se ne poteva fare a meno. E anche la Tv taceva. Oggi, come ci informa ogni giorno il sito di Articolo21, sappiamo che dall'inizio dell'anno ad ora, per lavoro, ci sono: 303 morti, 303.436 infortuni e 7.585 invalidi. Nel 2006 sono morti per lavorare in 1280.  Dopo gli ultimi omicidi, giornali e televisioni hanno registrato l'allarme. Sindacati e governo, politici di maggioranza e di opposizione e infine il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, hanno sollevato la questione. Dietro alle "morti bianche" c'è il lavoro nero, c'è un mercato del lavoro senza regole. Si muore nel ricco Nord, si muove nel povero Sud. Giovani, minori, adulti e immigrati.  "Il Governo destini i mezzi necessari al rafforzamento di ispezioni e controlli", aveva detto Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Romano Prodi da Tokyo ha garantito la massima severita' nell'applicazione della legge esistente sottolineando che non serve un decreto legge per affrontare l'emergenza: " La legge c'e' gia' ma le tragedie avvengono in violazione delle norme". E, dunque la questione è quella dei mancati controlli. Di Asl e ispettorato del lavoro. Quando si contano sul palmo delle mani gli addetti ai controlli in realtà dove il lavoro "sommerso" la fa da padrone, quando si chiude un occhio in nome del "mercato" e non si vedono aziende dove mancano le ben più modeste misure di sicurezza, si rischia solo di far retorica. Occorrono uomini e mezzi, investimenti nella sicurezza. Ecco: da Montezemolo e da Prodi vorremmo vedere i fatti. E i fatti sono semplici. Non si possono ipotizzare controlli di massa. I controlli si fanno a campione ma una volta che si accertano le irregolarità (lavoro nero, immigrati clandestini, assenza di misure di sicurezza) si chiudono questi cantieri e quindi occorrono strumenti normativi adeguati.

postato da: aleruotolo alle ore aprile 16, 2007 09:00 | Permalink | commenti (15)
categoria:legalitĂ , morti bianche, confindustria, governo prodi
11/04/2007

[ E IO PAGO! ]

logo fissoStiamo preparando la puntata di domani sera di Annozero. Interamente dedicata a quello che è successo in Afghanistan con la liberazione del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo. Alle polemiche degli ultimi giorni e il titolo è: "E io pago!" E' giusto o meno pagare un riscatto ai terroristi per salvare la vita di un cittadino italiano? Ma intanto proprio oggi lostaff internazionale di Emergency ha lasciato l'Afghanistan. Di seguito pubblico il comunicato dell'organizzazione umanitaria italiana. "A seguito delle vergognose affermazioni del Sig. Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, che in una intervista a un quotidiano italiano ripresa dalla stampa internazionale ha definito Emergency una organizzazione che “fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan”, facciamo appello ai tanti cittadini afgani che hanno conosciuto il lavoro di Emergency nei Centri Chirurgici di Anabah, di Kabul, di Lashkargah, nel Centro medico e di Maternità del Panjsheer, nelle 25 Cliniche e Posti di Pronto Soccorso, nelle 6 Cliniche all’interno delle prigioni. Dal 1999, le strutture sanitarie di Emergency hanno fornito assistenza gratuita e di alto livello a oltre 1.400.000 cittadini afgani. Facciamo appello a loro, alle loro famiglie, ai cittadini dell’Afghanistan perché si uniscano a noi nel ricordare al Governo afgano il carattere umanitario e neutrale del lavoro di Emergency in Afghanistan, volto a fornire cure a tutti, senza discriminazione politica, etnica, di genere, religiosa. Il Governo afgano sta invece ricorrendo a ogni mezzo perché Emergency lasci l’Afghanistan: non solo con le terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh - che suonano come un aperto invito a colpire la nostra organizzazione - ma anche attraverso la scandalosa e immotivata detenzione del capo del personale dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che a nome di Emergency ha messo a rischio la propria vita per salvare quella altrui. Oggi, 11 aprile 2007, Emergency é stata costretta a ritirare temporaneamente il proprio staff internazionale dall’Afghanistan per ragioni di sicurezza. Per il momento, le strutture sanitarie di Emergency continuano a funzionare grazie alla competenza e alla dedizione dello staff afgano. Se in futuro le strutture di Emergency non saranno più in grado di fornire gli stessi servizi, sappiano i cittadini afgani che la  responsabilità è interamente del loro Governo che ha gettato accuse infamanti sulla nostra organizzazione, mettendo a rischio la sicurezza dei nostri pazienti, del nostro staff afgano e internazionale. target emergencyEmergency continuerà ad essere vicina alle sofferenze del popolo afgano, a quei milioni di civili innocenti che da decenni subiscono la atrocità della guerra".

 
postato da: aleruotolo alle ore aprile 11, 2007 21:35 | Permalink | commenti (13)
categoria:informazione, emergency, rai-tv, governo prodi, guerra afghanistan, annozero, daniele mastrogiacomo
10/04/2007

[ SENZA LUCE...]

pansh valleMi sembra che ormai Emergency abbia pochi margini per restare in Afghanistan. Peccato! La decisione del governo Karzai di far arrestare e "di voler processare" Rahmatullah Henefi, il dirigente dell'organizzazione umanitaria italiana che ha avuto un ruolo fondamentale nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, l'inviato di Repubblica rapito dai talebani,  è un esplicito atto ostile nei confronti della Ong di Gino Strada. Per gli operatori di Emergency si sono ridotti i margini di lavorare "in sicurezza". Tutto il personale internazionale dell'ospedale di Lashkar Gah è  rientrato a Kabul mentre una dozzina di dipendenti afgani dell'ospedale di Lashkar Gah si sono licenziati. La forza di Emergency è sempre stata la sua neutralità, quella di poter curare civili e i feriti di tutte le guerre a condizione che negli ospedali non entrassero armi. Ma se una delle due parti in conflitto, in questo caso il governo Karzai,   non riconosce più la natura "terza", il rischio che la situazione degeneri è molto probabile. Emblematica è l'intervista di oggi rilasciata al Corriere della Sera dal direttore dei servizi segreti afgani Amirullah Saleh: "L'errore è stato sin dall'inizio coinvolgere nella trattativa Emergency, che in realtà non è una vera organizzazione umanitaria, bensì un fiancheggiatore dei terroristi e persino degli uomini di Al Qaeda in Afghanistan". Un'infamia, ve lo assicuro. Ve lo dice chi è stato testimone dell'impegno di Emergency in Afghanistan. Presente in tutte le zone del paese con tre ospedali. Il primo nella valle del Panshjr ovvero dei "vincitori" della guerra contro i talebani. Il secondo a Kabul, dove non mi sembra che governino i talebani. Il terzo nell'Helmand, nella regione dove gli insorti combattono contro le forze della Nato. In sette anni, sono stati curati un milione e trecentomila afgani. Gratuitamente e con uno standard qualitativo eccellente. Tanto per capirci, nell'ospedale di Kabul c'è una Tac e l'unica sala di rianimazione della capitale. Ma questa "terzieta" non piace agli uomini di Hamid Karzai: "Gli italiani devono sapere che i suoi ospedali curano quegli stessi terroristi che uccidono i soldati del contingente italiano. Strada ha già interferito nei negoziati, ora vuole cambiare anche il nostro sistema giuridico?".   Non mi sono piaciute le ultime dichiarazioni di Gino Strada anche se comprendo la sua rabbia, la sua preoccupazione per l'ingiusta detenzione di Rahmatullah Henefi. L'aver svelato il pagamento del riscatto per la liberazione di Gabriele Torsello (2 milioni di dollari consegnati proprio da Rahmatullah ai rapitori del fotografo pugliese), l'aver accusato il presidente Karzai e il presidente Prodi di essere responsabili della situazione in cui si trova oggi Rahmatullah, non penso che giovi ad una soluzione positiva del caso. Ma, certo, dal governo italiano mi aspettavo  di più. L'uomo di Emergency si è mosso per conto di palazzo Chigi, convinto a "rischiare" per liberare tre vite umane. Era lapalissiano che Rahmatullah entrasse in contatto con i "tagliagola". Eppure vogliono fargliela pagare per aver fatto liberare Daniele Mastrogiacomo.                  

postato da: aleruotolo alle ore aprile 10, 2007 13:31 | Permalink | commenti (15)
categoria:emergency, governo prodi, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
08/04/2007

[ LA MORTE DI ADJMAL ]

adjmalChe tristezza! Siamo tutti sconfitti. Hanno perso tutti.  La morte di  Adjmal Nashkbandi, l'interprete afgano del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, decapitato dai suoi carcerieri talebani,  lascia sgomenti.  Adjmal era un giornalista. E' stato ucciso mentre faceva il suo lavoro. Come l'autista Saeed è stato decapitato dai talebani mentre il postino di Emergency, Rahmatullah Henefi , che per conto del governo italiano ha tenuto le fila delle trattative che hanno consentito la liberazione dell'inviato di Repubblica, è tenuto prigioniero dai servizi segreti afgani che lo accusano addirittura di aver organizzato il sequestro del giornalista italiano suscitando le ira di Gino Strada e di Emergency. La linea dura del presidente Karzai, di non trattare più con i talebani, ha deciso il verdetto "ventiquattro ore prima della scadenza dell'ultimatum  perché il governo afgano non ha liberato, in cambio dell'ostaggio, alcuni guerriglieri detenuti. Abbiamo aspettato tanto - ha detto il portavoce talebano Aatil - ma il governo non ha risposto alle nostre richieste, poco importa che sia oggi o domani, tanto sappiamo che non ci contatterà".  Ma anche le accuse dei servizi segreti contro Rahmatullah definiti una "cricca di assassini" dal fondatore dell'ong italiana, testimoniano la gravità della situazione. Qualcosa non ha, dunque, funzionato ma questa vicenda segna ormai uno spartiacque. L'Afghanistan è sempre più Iraq. Oggi nei combattimenti sono stati uccisi sette soldati della Nato. Tra autobombe e "insorti", tra talebani e terroristi di Al Queda. Ormai diventa sempre più difficile poter raccontare questa guerra.  Con Adjmal muore quel che restava della libertà di informazione. 

postato da: aleruotolo alle ore aprile 08, 2007 20:15 | Permalink | commenti (13)
categoria:emergency, guerra iraq, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
08/04/2007

[ VOTO O NON VOTO? ]

prodiiiiiiiiiiiDicono alcuni sondaggisti come Roberto Weber dell'Swg che il governo Prodi "ora piace di più". Cioè se si andasse ora al voto politico l'opposizione vincerebbe a man bassa ma, rispetto a qualche settimana fa, per il governo "le cose iniziano ad andare leggermente meglio". E' evidente che, anche il più critico degli elettori del centro sinistra, non potrà mai dire "ha governato meglio Silvio Berlusconi", piuttosto sarà "deluso" perchè si aspettava di più dal suo "governo amico". Sulle questioni economiche soprattutto.  Ma, siccome, le elezioni politiche sono lontane,  gli elettori critici si esprimono, in questo momento,  per "il non voto". E, oggi, a boccie ferme, anch'io sono tra questi. Non c'è campagna elettorale, i cuori non sono ancora "caldi". Il sottoscritto, che ha firmato il manifesto per Romano Prodi,  non è iscritto a nessun partito del centrosinistra, anche se ha sempre votato per il partito più rappresentativo della sinistra. Ma oggi il sottoscritto è deluso. Il nascente partito democratico non è quello in cui sperava: i promotori hanno una età media da "pensionati", non ha nulla a che fare con tal Binetti e tal De Mita; non si accontenta di un buon amministratore di condominio, vorrebbe "sognare", riconoscersi in dei valori comuni che non ritrova in questi gruppi dirigenti ( la pace, la solidarietà, la legalità, la trasparenza, solo per fare alcuni esempi). Leggo che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, spinge per "andare avanti spediti" sulla legge elettorale. Le ipotesi di accordo ci sono ma entrambi gli schieramenti non vogliono cancellare uno dei maggiori obbrobbi del "porcellum": niente preferenze. E al sottoscritto non poter scegliere il "suo" candidato non va proprio giù. Ecco, a bocce ferme,  prevale l'intenzione di non andare a votare. Spero di sbagliarmi. Mii dispiacerebbe assai disertare le urne. Buona pasqua a tutti.

postato da: aleruotolo alle ore aprile 08, 2007 10:27 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, elezioni politiche, riforma elettorale, governo prodi
05/04/2007

[ UCCIDERSI PERCHE' GAY ]

Marco aveva 16 anni. Si è ucciso martedì scorso, a Torino. Ha lasciato una lettera nella quale ha scritto: "non ce la faccio più".  Dicono che si sia ammazzato perchè era tormentato dai suoi compagni di scuola che lo prendevano in giro.  "I problemi — racconta  la madre, tra le lacrime — sono cominciati più di un anno fa, in prima superiore. Mio figlio era dolce, sensibile, non alzava mai la voce, non partecipava a certi giochi e non litigava con nessuno. I compagni l’hanno preso di mira, ce l’avevano con Jonathan, quello del Grande Fratello. Era un modo per dirgli che era gay, poi aggiungevano altre cose..". Nessun sermone. Una sola considerazione: ma che paese di merda!

postato da: aleruotolo alle ore aprile 05, 2007 08:49 | Permalink | commenti (56)
categoria:discriminazione
03/04/2007

[ ANTIMAFIA SUL SERIO...]

vota antonioFinalmente. Un codice di autoregolamentazione che, alla vigilia delle elezioni amministrative, impegna i partiti e le formazioni politiche a non presentare come candidati alle elezioni di Consigli provinciali, comunali e circoscrizionali uomini e donne rinviati a giudizio o condannati, anche in via non definitiva, per reati di associazione mafiosa, narcotraffico, estorsione, usura, riciclaggio, traffico
illecito dei rifiuti. Lo ha approvato all'unanimita' la commissione parlamentare Antimafia presieduta da Francesco Forgione. "Si tratta - ha spiegato Forgione - di un atto politico forte che chiama i partiti, le formazioni politiche e le liste civiche ad assumere, su base politica e non penale, la responsabilita' della trasparenza delle liste, della pulizia dei candidati, della bonifica dei possibili punti di contatto
con la criminalita' organizzata negli enti locali che possono essere sciolti per infiltrazione mafiosa. I partiti che non aderiranno al codice, dovranno rendere pubblicamente conto della loro scelta. Sara' l'opinione pubblica a giudicarli". Mi sembra un ottimo primo passo.

postato da: aleruotolo alle ore aprile 03, 2007 18:30 | Permalink | commenti (20)
categoria:mafia, giustizia, camorra, legalitĂ , ndrangheta, commissione antimafia
03/04/2007

[ SENZA CASCO...]

agguato camorraNon riesco a sorridere ad una notizia che riguarda la mia città, Napoli: "Vai in moto senza casco perchè sei depresso? La multa è annullata. È quanto hanno deciso, in almeno dieci casi, i giudici di pace a Napoli che hanno accolto altrettante richieste di annullamento di verbali della polizia municipale. Preoccupato - secondo quanto riferisce il quotidiano Il Mattino che ha dato la notizia - si dice il comandante dei vigili urbani di Napoli, Carlo Schettini, per il quale si rischiano sentenze fotocopia. I ricorrenti, in particolare, hanno dimostrato, attraverso l'esibizione di certificati medici, di trovarsi, al momento della notifica della contravvenzione, in uno stato di depressione o forte stress". No, i giudici di pace avrebbero dovuto vietare ai "depressi" di andare in moto, non di infrangere le regole. Ha ragione il prefetto di Napoli, Alesandro Pansa quando afferma che "la borghesia, l'intelligenza della città, dopo tante delusioni, si è ritirata sull'Aventino in atteggiamento disfattista e rinunciatario". Anzi, il prefetto è stato fin troppo misurato.  La verità è che il ceto dirigente della città è responsabile della situazione di oggi. C'è chi non vuol vedere e chi invece è partecipe della illegalità della città. Mentre la "plebe" si ammazza, anche oggi a Napoli un morto e un ferito di camorra, la borghesia si gira dall'altra parte e  infrange la legge impunemente.

postato da: aleruotolo alle ore aprile 03, 2007 16:18 | Permalink | commenti (4)
categoria:giustizia, napoli, camorra, legalitĂ 
01/04/2007

[ MANI PULITE...]

papa ratzingerSeguo distrattamente quello che dice questo Papa. Non l'ho mai sentito parlare di pace, più uomo di crociata che attento alle ragioni degli altri. Ma questa mattina sul mio cellulare, dove mi arrivano le notizie urgenti, mi ha colpito quello che Benedetto XVI ha detto nell'omelia della domenica delle Palme: "Può stare nel luogo santo chi ha mani innocenti e cuore puro. Mani innocenti sono mani che non vengono usate per atti di violenza, sono mani che non sono sporcate con la corruzione e con tangenti. Cuore puro, quando il cuore è puro ? E' puro un cuore che non si macchia con menzogna e ipocrisia, un cuore che rimane trasparente come acqua sorgiva perchè non conosce doppiezza".  Penso al brivido di terrore che avrà scosso gli onorevoli cattolici del parlamento italiano. Quelli direttamente interessati dalle parole di papa Ratzinger. Mica saranno scomunicati? Se si pentissero sarebbero assolti ma dubito che si pentiranno. E non penso neanche che saranno scomunicati.

postato da: aleruotolo alle ore aprile 01, 2007 16:17 | Permalink | commenti (11)
categoria:giustizia, mani pulite, papa ratzinger

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