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Home » Marzo 2007
31/03/2007

[ PRODI SI IMPEGNI DI PIU'...]

daniele e ginoLa telefonata di Gino Strada arriva in chiusura della manifestazione di piazza Navona per la liberazione  di Adjmal e Rahamatullah: "Non ci fidiamo di ciò che si dicono fra loro governo italiano e afgano. Sono 11 giorni che chiediamo una richiesta ufficiale e ci sentiamo rispondere: 'Stiamo facendo il possibile'. Noi vogliamo sapere se la liberazione rientra nel possibile o è esclusa. È un insulto sapere che a pagare per le beghe tra governi sia un cittadino afgano". La risposta di Romano Prodi, presidente del Consiglio, non si fa attendere: "Quello per Mastrogiacomo  è stato un lavoro serio, da governo a governo, come fanno i governi seri, e voglio dire che un lavoro altrettanto serio, da governo a governo, lo stiamo facendo per il collaboratore di Emergency, che è stato trattenuto e non capiamo con quali accuse, e questo ci turba. Ci auguriamo possa essere presto rilasciato. Ho chiesto a Karzai con la stessa intensità con cui avevo chiesto per Mastrogiacomo". Ma sbaglio a dire che il volontario di Emergency ha agito per conto del governo italiano? Se è così, il suo fermo da parte dei servizi segreti afgani è da considerarsi come un atto ostile nei confronti di un governo "amico", quello italiano. Non basta chiedere a Karzai, "con la stessa intensità" con cui aveva chiesto per Mastrogiacomo, forse alzare la voce non guasterebbe, caro presidente Prodi: Meno turbamenti e più risultati, please.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 31, 2007 19:49 | Permalink | commenti (9)
categoria:emergency, governo prodi, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
30/03/2007
LIBERI ANCHE LORO!

Lo chiedono Davide Riondino, Vauro Senesi, Ascanio Celestini, Dario Fo, Franca Rame, Beppe Grillo, Jacopo Fo, Furio Colombo, Antonio Tabucchi, Sandro Portelli, Antonio Cipriani ed altri ancora insieme alla presidente di Emergency Teresa Sarti
 
Sabato 31 Marzo 2007
ore 14.30
Roma, Piazza Navona
 
Sulla spinta dell’appello lanciato da Emergency e che in soli tre giorni ha avuto oltre 90.000 adesioni, amici del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione insieme a tanti cittadini si riuniscono sabato a Roma, in Piazza Navona, per chiedere tutti insieme la liberazione di Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi scomparsi in Afganistan successivamente alla liberazione del giornalista italiano Daniele Mastrogiacomo.
 
Sono molte le Amministrazioni Locali, Prefetture, Associazioni ed i cittadini comuni che in queste ore drammatiche si stanno mobilitando. A loro Emergency chiede di partecipare anche in questa occasione, la prima a carattere nazionale.
 
Adjmal Nashkbandi interprete di Daniele Mastrogiacomo con il quale aveva condiviso i lunghi giorni del sequestro e con lui liberato, si sono perse le tracce il giorno stesso.

Rahmatullah Hanefi, responsabile afgano dell’ospedale di Emergency a Lashkar-gah ed il cui ruolo è stato determinante nella liberazione del giornalista italiano, è stato invece prelevato dai servizi segreti afgani all’alba del 20 marzo senza alcuna giustificazione. Emergency ha ripetutamente chiesto al Governo italiano di impegnarsi al pari di quanto fatto per Daniele Mastrogiacomo perché siano rispettati i Diritti Umani di queste persone, compreso quello a tornare subito in libertà.
 
Siamo convinti che tanti di coloro a cui sta a cuore la pace e che credono che la via della solidarietà sia l’unica percorribile, vorranno partecipare portando così il proprio importante contributo alla definitiva conclusione di questa drammatica vicenda.
 
Per Rahmatullah e Adjmal, per poter chiedere per la prima volta insieme: “liberi anche loro!”.

EMERGENCY
postato da: aleruotolo alle ore marzo 30, 2007 10:26 | Permalink | commenti (6)
categoria:pace, emergency, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
29/03/2007

[ IL SILVIO FURIOSO... ]

bbbbSilvio Berlusconi il colpo lo ha accusato. Decidendo di astenersi e quindi di votare contro il rifinanziamento delle missioni all'estero,  la sua credibilità in sede internazionale si è ridimensionata di parecchio. Ma quello che lo preoccupa di più, in questo momento, è che la sua casa della libertà non esiste più. Lui, An e Lega da una parte, l'Udc dall'altra. Due opposizioni che sanciscono la fine di un'epoca, quella berlusconiana. "Prendiamo atto che questa forza politica per il momento non consente di considerarla schierata al nostro fianco", dichiara l'ex presidente del Consiglio che aggiunge: "Se non fossimo stati certi che il decreto sarebbe stato approvato, avremmo votato in maniera differente: su questo non c'è il minimo dubbio". Il Silvio furioso  attacca frontalmente  Pierferdinando Casini che "pensa di porsi come ago della bilancia come faceva Craxi. Ma il grande centro c'è già: è Forza Italia".  Insomma, l'uomo di Arcore  è in grande difficoltà. La sua fortuna è che il centrosinistra, almeno nei sondaggi, non sembra averne approfittato della debolezza dei suoi avversari. Ma quando Silvio è in difficoltà se la prende, come al solito, con i media. "C'è solo Vespa che nonostante gli attacchi cerca di essere equilibrato, tutti gli altri, da 'Che tempo che fa?, a 'Primo piano', per non parlare di Santoro, sono programmi faziosi e partigiani per la sinistra". Rispetto all'editto bulgaro, la lista è un pò cambiata ma il concetto no.  Il punto è che non è più il solo Berlusconi a fare gli elenchi dei buoni e dei cattivi. Altri politici hanno intrapreso la stessa strada. Da destra e dal centro sinistra. Non è giunta l'ora che la smettano tutti?

postato da: aleruotolo alle ore marzo 29, 2007 15:06 | Permalink | commenti (79)
categoria:casini, bruno vespa, informazione, udc , rai-tv, michele santoro
29/03/2007

[ TUTTI A CASA! ]

Ancora spari contro i soldati italiani in Afghanistan. Ferito leggermente ad un braccio un incursore della Marina. A una settantina di chilometri a sud di Herat. Nell'Afghanistan occidentale. Questo è l'ultimo di una serie di attacchi. E, purtroppo, non sarà l'ultimo. Io e RahmatullahVi chiedo scusa ma non riesco a non pensare a Rahmatullah, torturato e sequestrato dai servizi segreti afgani e ad Adjmal, l'interprete di Daniele Mastrogiacomo di cui non si sa con certezza che fine abbia fatto. Scorro le foto che ho scattato a Lashkar Gah lo scorso luglio e ritrovo Rahmat, con il suo vestito bianco e il suo sorriso.  L'altro giorno ho rapidamente parlato a telefono con Daniele Mastrogiacomo, l'inviato di Repubblica che è tornato a casa una settimana fa, dopo quindici giorni di prigionia in mano ai talebani: "Quando mi hanno tolto le catene, le hanno tolte anche ad Adjmal. Ero convinto che fosse stato liberato anche lui. E invece..". Secondo quello che risulta, l'interprete afgano avrebbe parlato cinque giorni fa a telefono con i suoi familiari dicendo  loro di aver paura e di stare ancora nelle mani dei talebani. Sabato a Roma ci sarà una manifestazione per chiedere la liberazione dell'interprete e del mediatore di Emergency. A piazza Navona dalle ore 14 in poi. Io ci sarò, con il mio amico Vauro e con tutti coloro che si battono per chiedere al governo italiano di fare tutto il possibile. Questa sera ad Annozero parleremo di violenza sulle donne, sugli integralismi. Ricorderemo, a modo nostro, che il caso non è chiuso. Nei prossimi giorni l'ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi, ottimo diplomatico, insieme ad un rappresentante di Emergency, andrà a trovare in carcere Rahmatullah che dal carcere di Lashkar Gah è stato trasferito a Kabul. L'appello di Emergency ha già raccolto più di 90 mila adesioni. In tre giorni. Da tutto il mondo. Teniamo accesi i riflettori fino a quando i due non torneranno uomini liberi. In Afghanistan non servono le truppe italiane, in Afghanistan c'è bisogno di stare da parte della popolazione civile, delle vittime di una guerra mai finita. Da quando le nostre truppe sono andate via dall' Iraq facciamo finta che non ci interessi più quello che sta succedendo a Bagdad. Ogni giorno muoiono decine e decine di civili. Ma anche a Washington il clima sta cambiando. Senatori e deputati chiedono il ritiro delle  truppe dal 2008 (la Camera da settembre 2008, il Senato da marzo 2008). Anche la fidata alleata Arabia Saudita parla ormai di "illegittima occupazione straniera" in Iraq. George W. Bush è sempre più solo. Adesso che il governo Prodi ha superato lo scoglio del voto al Senato sul rifinanziamento delle missioni all'estero chiedo che qualcuno mi spieghi se le truppe italiane in Afghanistan stanno per una missione di pace o se invece si trovano, come operarono in Iraq, in una situazione di guerra. Se in Afghanistan c'è la guerra, e la guerra c'è, gli italiani in armi dovrebbero tornare a casa.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 29, 2007 08:44 | Permalink | commenti (5)
categoria:pace, emergency, guerra afghanistan, annozero, daniele mastrogiacomo
27/03/2007

[ L'OPPOSIZIONE SPACCATA...]

Leggete questa dichiarazione dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Quella dell'astensione è stata una scelta assunta in pieno accordo tra An, Forza Italia e la Lega Nord: la Casa della libertà, tranne l'Udc, è compatta".  Sarebbe stato più onesto dire che ormai ci sono due opposizioni. Ma non possiamo chiedere l'impossibile. E così il centro destra si è spaccato questa sera al Senato nella votazione per il rifinanziamento delle missioni all'estero. L' Udc  non è stata determinante. 180 si, 132 astenuti, 2 no. Se l'Udc avesse votato come chiedeva l'ex leader del centrodestra, il decreto sarebbe passato comunque con 160 voti contro 154. Dunque, in questo momento, i maggiori problemi sono nel centrodestra. 

postato da: aleruotolo alle ore marzo 27, 2007 21:39 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, politica estera, udc , governo prodi, guerra afghanistan, missione nato
25/03/2007

[ IO STO CON EMERGENCY...]

casa distruttaSe non ci fosse stato Rahamatullah, Daniele Mastrogiacomo non sarebbe tornato a casa. Io l'ho conosciuto Rahamatullah. L'estate scorsa. A luglio. Quando sono andato nel sud dell'Afghanistan in fiamme. Ho vissuto con lui alcuni giorni. Indimenticabili. Lui, responsabile dell'ospedale di Emergency di Lashkargah, mi ha consentito di poter parlare con la gente, di potermi spingere fino a Grishk, la cittadina oggi al centro dei combattimenti tra le forze Nato e gli "insorti", in piena sicurezza. Persona perbene, di grande umanità, ho di lui un ricordo bellissimo. Vorrei che tornasse dalla sua famiglia, nel "suo ospedale".  Sono angosciato per la sua sorte, per quella dell'interprete di Daniele Mastrogiacomo. Penso che il governo italiano debba tutto a Emergency per la liberazione dell'inviato di Repubblica. Non mi piace il silenzio di palazzo Chigi.  "Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi", scrive Teresa Sarti, presidente di Emergency in un comunicato. "Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani.

Da allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando "con i cavi elettrici". "Rahmatullah Hanefi - continua il comunicato - è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia. Oggi, domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un "alto meeting sulla sicurezza nazionale"presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove. Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi cinque giorni, di impegnarsi per l'immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l'avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data". Fin qui il comunicato di Emergency. Mobilitiamoci tutti.

E, per prima cosa, aderiamo all'appello di Emergency

postato da: aleruotolo alle ore marzo 25, 2007 17:31 | Permalink | commenti (15)
categoria:pace, emergency, governo prodi, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
25/03/2007

[ CLEMENTE VA ALLA GUERRA...]

attentato suicida afghanistanDavvero servono nuove regole di ingaggio per garantire la sicurezza dei soldati italiani in Afghanistan? L'Udc dice si e il solito Clemente Mastella, non come guardasigilli ma come leader dell'Udeur, si accoda. Che l' Afghanistan stia diventando sempre più pericoloso per il contingente italiano non c'è dubbio. Questa mattina un ordigno è esploso al passaggio di un convoglio di mezzi militari italiani nella provincia di Farah, nell'Afghanistan occidentale: nessun soldato è rimasto ferito. Farah è uno dei distretti sotto il comando italiano di Herat. Un'area che, fino a poco tempo fa,  sembrava tranquilla ma che invece sta diventando sempre più "instabile", con le autobombe e gli ordigni ai cigli delle strade che esplodono e uccidono militari e civili.  L'Udc di Pierferdinando Casini  alla vigilia della votazione al Senato sul rifinanziamento delle missioni all'estero ha deciso di votare a favore del decreto (rompendo il fronte del centrodestra desideroso di far cadere il governo Prodi)  presentando anche un ordine del giorno per equipaggiare il contingente italiano con nuovi armamenti e inserire nuove regole d'ingaggio. Proposte entrambe inutili come sostiene il "mitico" generale Fabio Mini che su Repubblica di oggi scrive: "Se non si prevede la decisione politica di inviare altri uomini con ben altro addestramento e assetti per intervenire al fianco degli alleati al sud, parliamo a vuoto". Il punto è che noi italiani non vogliamo fare la guerra e quindi questi discorsi sono  senza senso. Servono al Casini di turno per avere  un pò di visibilità in più e a Clemente Mastella di alzare la posta. L'uomo di Ceppaloni è sempre  insopportabile.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 25, 2007 11:28 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, pace, politica estera, governo prodi, guerra afghanistan, contingente italiano, missione nato
25/03/2007

[ IL BIS DELL'UNITA'...]

Ogni giorno, da tantissimi anni, leggo l'Unità. Anche questa mattina come ieri mattina. Nella pagina dei commenti ieri mi aveva colpito la lettera di un telespettatore di Annozero. Tal Aldrigo Grassi di Bologna che si chiedeva "perchè mai Santoro ha evitato di chiedere a Belpietro che cosa avrebbe fatto se fosse venuto in possesso di foto "compromettenti" riguardanti il portavoce di Berlusconi?". La stessa lettera con la stessa firma l'ho ritrovata anche oggi. E' cambiato solo il titolo. Domanda retorica, quella del lettore del quotidiano fondato da Antonio Gramsci il 12 febbraio del 1924, che lascia il tempo che trova. Ma voglio assicurare l'Unità che noi la leggiamo ogni giorno e che poteva evitare di fare il bis.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 25, 2007 10:27 | Permalink | commenti (4)
categoria:informazione, unitĂ , annozero, inchiesta vallettopoli
24/03/2007

[ NAPOLI SPARA...]

mortnapoliDi nuovo alla Sanità. L'ultimo morto ammazzato di Napoli nel quartiere dove Eduardo De Filippo ambientò uno dei suoi capolavori. Nel cuore della città dunque si torna a sparare e come al solito per una faida interna ad un clan. Quello del potente Misso e del fuoriuscito Salvatore Torino. Ma regolamenti di conti stanno avvenendo anche a Secondigliano  dove a fine 2004 si consumò una delle più feroci guerre di camorra, con decine di morti ammazzati. Nell'ultimo agguato, quello di ieri, è rimasta ferita la moglie della vittima. Siamo a 30 morti ammazzati dall'inizio dell'anno (e non 28 come pubblicato dai giornali). 66 i tentati omicidi e un centinaio i feriti. La sindaca Rosa Russo Jervolino è preoccupata. Proprio lei che ogni volta che i media lanciano l'allarme, sostiene che viene offesa l'immagine della sua città. Pazienza! La sindaca sostiene che vanno potenziate le risorse info-investigative mentre il Procuratore della Repubblica  Lepore chiede più agenti. Ma che fine ha fatto il patto per la sicurezza operativo dallo scorso novembre quando scese a Napoli il ministro dell'interno Giuliano Amato? Procede ma chi si aspettava risultati immediati è rimasto deluso. Mi rendo conto di quanto sia complicata la questione "legalità" a Napoli. Sono tanti i provvedimenti che andrebbero presi immediatamente. Sul terreno della prevenzione, consentendo alla macchina della giustiza di poter funzionare decentemente, inviando mezzi e risorse, agenti e "intelligence". Ma soprattuto il vero punto dolente sta nella rassegnazione di chi vive a Napoli e ha perso ogni speranza.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 24, 2007 08:44 | Permalink | commenti (5)
categoria:napoli, camorra, legalitĂ 
22/03/2007

[ IL CAMORRISTA RUOTOLO ]

Mi telefona mia cugina Michela. La sorella di Silvia Ruotolo uccisa l'11 giugno di dieci anni fa. Dalla camorra. Due clan  si sparavano per strada. Al Vomero. A Napoli. Salita Arenella. Mia cugina stava tornando a casa sua. Con il figlioletto di 5 anni. Francesco. Un solo colpo, una "pallottolla vagante" la colpisce sotto lo zigomo  sinistro (se non ricordo male). Muore sul colpo. Mentre teneva per mano suo figlio e dal balcone di casa l'altra figlia, Alessandra, vedeva la scena. Una morte che ha cambiato la vita di tutti noi e anche di una parte di Napoli. Che si indignò, che partecipò ai funerali. Silvia Ruotolo non è stata dimenticata. Lei come tante altre vittime innocenti di Napoli. Ma Michela questa mattina era sconvolta perchè ieri sera aveva visto su Rai Tre un episodio della Squadra, la fiction prodotta dalla Rai di Napoli. Il "cattivo", il camorrista si chiamava Ruotolo. E per mia cugina, come per me, è una cosa insopportabile.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 22, 2007 09:58 | Permalink | commenti (18)
categoria:
21/03/2007

[ UNA STUPIDA CURIOSITA'...]

sircanaE' il caso di dire: non siamo britannici, non siamo americani. Eccola la foto che ritrae il portavoce di palazzo Chigi, Silvio Sircana mentre, lo scorso settembre, si ferma con la sua macchina in un viale romano frequentato da prostitute e transessuali. "Una stupida curiosità". "E' stata una stupida deviazione di percorso di una sera d'estate. Ma perchè dovrei dimettermi per questo?", si chiede nell'intervista rilasciata a Repubblica di oggi l'uomo della comunicazione del governo Prodi. In Gran Bretagna e negli Stati Uniti l'avrebbero pensata allo stesso modo? Ma noi siamo in Italia. Le foto pubblicate dai giornali di oggi sono cinque. Il settimanale Oggi ne ha comprate una dozzina, pagandole almeno 100 mila euro, per non pubblicarle. Silvio Sircana è tranquillo, sa che anche gli altri scatti sono "una non notizia" e che in una analisi processuale ciò che è successo verrebbe giudicato così: il fatto non sussiste. Le conseguenze del "non caso Sircana" sono, comunque, deleterie per il giornalismo italiano. Con la decisione del Garante della privacy di vietarne la pubblicazione e con la legge che il solerte Clemente Mastella sta preparando per impedire ai cronisti di fare il loro mestiere che è quello di informare. Vogliono evitare che si pubblichino le intercettazioni telefoniche. Guarda caso per proteggere soprattutto i politici.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 21, 2007 08:36 | Permalink | commenti (40)
categoria:informazione, inchiesta vallettopoli, silvio sircana
19/03/2007

[ SMS DA LASHKARGAH ]

vauro e daniele liberoChe felicità! Mi è arrivato un sms dall'Afghanistan. Daniele "è libero". Ho immaginato la sua gioia quando è entrato nell'ospedale di Emergency di Lashkar Gah, il capoluogo dell'Helmand dove è in corso l'offensiva della Nato. Ci sono due ingressi, un vialetto e poi si entra nella struttura principale. All'esterno, una targa che ricorda Tiziano Terzani.  Lui e il suo interprete, finalmente liberi. L'inviato di Repubblica ha avuto paura di essere ucciso. Le prime ore devono essere state terribili. Lo avevano scambiato per una spia. Poi man mano che si sono presi i contatti, il clima deve essere cambiato. Emergency con i suoi tre ospedali, i suoi 28 centri di primo soccorso, è una realtà che conoscono tutti in Afghanistan. Tagiki e Pasthun, vincitori e vinti. Più di un milione e trentomila afgani sono stati curati in tutti questi anni. Prima e dopo il potere dei Talebani. E ora, mentre infuria la guerra, una guerra che uccide soprattuto civili inermi, i volontari di Emergency sono lì a curare i feriti di tutte le parti.  E Daniele ha detto grazie a Gino Strada. Emergency ha fatto da intermediaria. La trattativa l'hanno fatta altri ed è andata a buon fine. Liberi alcuni prigionieri talebani, libero il giornalista di Repubblica. Adesso bisogna mobilitarsi perchè la proposta avanzata dal segretario dei Ds, Piero Fassino, di includere i talebani al tavolo dei negoziati, diventi concreta.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 19, 2007 18:38 | Permalink | commenti (18)
categoria:pace, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
17/03/2007

[ DANIELE PRESTO LIBERO? ]

daniele mastrogiacomoQueste sono ore decisive per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Forse, e lo speriamo con tutto il cuore, quando ci sveglieremo domani Daniele potrebbe già essere libero. C'è ottimismo, la trattativa dovrebbe essersi conclusa positivamente. Ma, a proposito di Afghanistan, c'è da registrare l'intervista che ha rilasciato all'Unità, il segretario dei ds, Piero Fassino. Finalmente ho sentito dire una cosa intelligente: "Un vecchio aforisma della diplomazia dice che la pace si fa con il nemico ed è difficile pensare a una Conferenza di pace che non veda sedere intorno allo stesso tavolo tutti i protagonisti. In modo che questi possano guardarsi negli occhi e decidere insieme come uscire da una situazione così drammatica". Dunque, anche i demoni, ovvero i talebani. Ma non sono ottimista  perchè americani e inglesi nicchiano sulla conferenza di pace. Ma in Afghanistan come in Iraq le guerre finiranno solo quando i nemici troveranno un accordo.  

postato da: aleruotolo alle ore marzo 17, 2007 22:47 | Permalink | commenti (9)
categoria:guerra iraq, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
13/03/2007

[ E SILVIO PAGA... ]

barbara berlusconiRieccomi.Leggo gli atti dell'inchiesta giudiziaria di Potenza che racconta il mondo delle vallette, dei vip, di Lele Mora e di Fabrizio Corona e scopro che anche l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era sotto ricatto e come altri pagò. La storia riguarda la figlia Barbara fotografata ubriaca all'Hollywood (locale notturno di Milano). Dice Fabrizio Corona: "Le foto ritraggono Barbara con un abito stretto aderente bianco, in atteggiamento molto allegro, sorride insieme a questo ragazzo alto con la camicia azzurra....si baciano appassionatamente, lui le tocca il sedere....". Morale della favola: 20 mila euro per non veder pubblicate le foto. Mi chiedo: un presidente del Consiglio non dovrebbe denunciare un estorsore? Bell'Italia!

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categoria:giustizia, inchiesta vallettopoli
08/03/2007

[ ORGOGLIO E PREGIUDIZIO ]

cilicioRieccoci in onda. Questa sera riparte Annozero dopo una pausa di alcune settimane. Testardi come siamo noi,  vogliamo riproporre in prima serata i reportage. Proviamo a fare una televisione che fa vedere la realtà. E questa sera con "Orgoglio e pregiudizio"  affrontiamo il tema dei Dico, delle unioni di fatto, in particolare quelle che più di altre spaccano il mondo politico: le coppie dello stesso sesso. Mentre si discute di cilicio  (il cuore e la mente sono rivolte all'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo, sequestrato dai talebani nel sud dell'Afghanistan) la cronaca racconta di omosessuali vittime di violenze e la spaccatura all'interno delle stesse coalizioni. Proprio il ministro della giustizia Clemente Mastella aveva detto nei giorni scorsi che il disegno di legge delle ministre Bindi e Pollastrini non sarebbe mai passato. E stasera Clemente Mastella si confronterà con i gay e vedrà insieme a noi il Gay pride, il reportage girato a Roma nell'anno del giubileo da Giovanna Botteri, Corrado Formigli e Lello Fabiani. Tante sono le riflessioni da fare su questo tema, per esempio sul rapporto tra il Vaticano e l'Italia ma il dato certo è che il paese reale è più avanti del ceto politico. Meno bacchettone e più tollerante. Più laico insomma. L'Swg di Trieste sta elaborando in queste ore il sondaggio per Annozero. La maggioranza relativa degli italiani è per il riconoscimento delle coppie omosessuali.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 08, 2007 09:01 | Permalink | commenti (111)
categoria:dico, informazione, rai-tv, annozero
07/03/2007

[ TRATTARE ]

daniele mastrogiacomoLeggo la cronaca dell'inviato del Corriere della Sera e mi vengono i brividi. Daniele Mastrogiacomo nell'ultima telefonata ai suoi colleghi prima di essere arrestato dai talebani  chiede di verificare "se quelli di Emergency a Lashkar Gah hanno da dormire".  Era appena atterrato a Kandahar. Con lui l'autista e un interprete. Secondo quanto abbiamo capito lo avrebbero catturato a metà strada da Kandahar e Lashkar Gah, la capitale della provincia dell'Helmand, la regione dove si è concentrata l'offensiva della Nato contro i talebani scattata all'alba di ieri. Rivivo il mio viaggio da Kabul all'ospedale di Emergency del Sud dell'Afghanistan. Ricordo i segni della guerra che lo scorso luglio era già in pieno svolgimento. Le carcasse di quel convoglio occidentale attaccato dagli insorti, il responsabile della logistica di Emergency al quale avevo chiesto perchè gli autisti del nostro convoglio (tre fuoristrada bianche con il logo di Emergency e le bandiere che sventolavano sulle jeep) avevano accellerato e lui: "questo è tratto di strada, terra di nessuno". Forse, qualcuno lo ha tradito dice la nostra intelligence. Può darsi.carcassa inglese Ma se a luglio era pericoloso avventurarsi da soli (noi abbiamo impiegato otto ore per percorrere 700 chilometri e passa da Kabul a Lashkar Gah) la conferma dell'alto rischio  avvenne ad ottobre quando fu rapito il  fotoreporter pugliese Gabriele Torsello proprio sul tratto di strada tra Lashkargah e Kandahar, liberato agli inizi di novembre, dopo che i rapitori avevano contattato il centro di "Emergency"  indicando che il giornalista era stato liberato e lasciato sulla strada per Kandahar. in viaggioCerto, il lavoro di inviato nelle zone di guerre è rischioso. Daniele, evidentemente, si sentiva tranquillo. Dicono gli esperti che il momento più pericoloso è quando avviene l'atto di forza. Che l'inviato di Repubblica sia vivo è, dunque, una buona notizia. La vicenda si complica perchè cade in un momento assai difficile mentre è in atto l'offensiva della Nato e nelle ore in cui mezzo Afghanistan si rivolta contro le truppe di occupazione che hanno fatto stragi di civili. L'importante ora è che si attivino i canali giusti per una trattativa. Ci sono e speriamo che funzionino presto. Le analisi aggiornate della nostra intelligence sono allarmanti. I nostri soldati sono a rischio elevato di attentati a Kabul ma anche ad Herat, ai confini con l'Iran, il clima incomincia a farsi pesante. Speriamo che i talebani si accontentino di un riscatto economico per rilasciare il giornalista italiano.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 07, 2007 08:58 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, pace, politica estera, guerra afghanistan, daniele mastrogiacomo
06/03/2007

[ FORZA OSTILE ]

casa distruttaHa ragione il ministro Massimo D'Alema a preoccuparsi per la piega che sta prendendo la "missione di pace" in Afghanistan. La storiella che andavamo a dare "caramelle ai bambini" non regge più. Mentre nel sud del Paese (dove le condizioni meteo lo consentono già) è scattata l'offensiva della Nato sotto comando americano, centinaia di studenti hanno manifestato a Jalalabad, nel'Afghanistan orientale, per chiedere il ritiro delle truppe straniere dopo le uccisioni di civili dei giorni scorsi e  hanno accusato  i soldati Usa e gli altri militari stranieri di non aver saputo garantire la stabilita' e la sicurezza del Paese. Siamo considerati forze ostili. Più di duemila persone. secondo le agenzie di stampa,  hanno bloccato la strada verso Kabul, principale arteria di collegamento con il Pakistan, urlando "Morte agli americani" e chiedendo al governo afgano di intervenire affinche' i soldati responsabili delle uccisioni di civili siano processati. "Smettere di uccidere i civili sarebbe già un bel passo in avanti", sostiene D'Alema. Il ministro degli esteri dovrebbe anche aggiungere che  l'unico modo è quello di smetterla di fare la guerra. Aerei intelligenti non ne sono stati ancora costruiti. Quando si colpiscono le case si uccidono i civili. Quando le bombe finiscono sulle auto muoiono civili. Quando si spara nelle strade ad alzo sero muoiono e restano feriti civili.  Non esiste il  fronte, non ci sono truppe da una parte e truppe dall'altra. Non ci sono "duellanti". E' una guerra asimmetrica. E che faranno i nostri soldati quando la guerra entrerà nell'Ovest del Paese dove la struttura Nato è sotto comando italiano e dove operano i nostri soldati? Davvero siamo convinti che la nostra linea, quella che aspira ad una soluzione politica, passi per la partecipazione alla guerra? E' rischiosa la carta della conferenza di pace. Americani e britannici  sono i fautori della linea militare e, dunque, come nel caso iracheno, l'Italia dovrà decidere se restare con truppe ben armate e "combattenti" oppure scegliere di non partecipare alla guerra. La  strategia di restare ma di non combattere non è convincente. Come ha scritto Renzo Guolo "lo spazio per una terza via sarà sempre più stretto". 

postato da: aleruotolo alle ore marzo 06, 2007 11:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:pace, governo prodi, guerra afghanistan
05/03/2007

[ STRAGE NATO ]

afgani in rivoltaPerchè mi colpiscono tanto le notizie che provengono dall'Afghanistan? Perchè ci sono stato? Perchè ho visto gli effetti delle mine, dei proiettili, dei raid aerei sulla popolazione civile? Forse, ma soprattutto perchè non mi capacito per la miopia del nostro governo che fa finta di non vedere quello è sotto gli occhi di tutti.  Parlano del rischio di un ritorno dei talebani al potere quando sanno benissimo che in Afghanistan i talebani già ci sono e già controllano pezzi importanti ed estesi del territorio.  Non è ancora primavera ma la guerra in Afghanistan si sta estendendo in tutto il Paese e, inevitabilmente, già conta i suoi morti e i suoi feriti.  Non sono passate neanche ventiquattro ore dalla strage di Jalalabad ad opera dei soldati americani che  gli aerei della Nato hanno ucciso  a nord di Kabul altri 9 civili.  Il raid sarebbe avvenuto durante una sparatoria tra soldati della Nato e "ribelli". Le "bombe intelligenti" hanno centrato una casa nella provincia di Kapisa uccidendo un uomo, tre ragazzi e cinque donne.  E così quel "morte all'America!" e quel "morte a Karzai!" che si udivano ieri nelle proteste contro l'eccidio di Jalalabad oggi si estendono  contro la Nato. Certo, nessuno vuole il ritorno al potere degli studenti del corano ma ci torneranno al potere se l'occidente non cambierà subito la sua strategia. Le truppe Nato come quelle americane sono truppe di occupazione. I quotidiani "effetti collaterali" spingono la gente nelle mani dei ribelli.   La verità è che la coalizione internazionale  ha sbagliato tutto da quando ha cacciato cinque anni fa i talebani.  L'offensiva  di  primavera dei talebani  è già cominciata e l'annunciata controffensiva Nato comincia nel peggiore dei modi. L'Italia sta spingendo molto sul tasto della conferenza internazionale di pace. E' l'unica strada percorribile ma il prezzo rischia di essere molto alto per i nostri soldati. Noi italiani non amiamo la guerra e all'estero veniamo apprezzati quando portiamo aiuti alle popolazioni civili. E' una semplice constatazione che nei piani alti della politica si fa finta di non sapere.

 

postato da: aleruotolo alle ore marzo 05, 2007 09:56 | Permalink | commenti (4)
categoria:pace, governo prodi, guerra afghanistan
04/03/2007

[ ECCIDIO AL BUIO ]

attentato suicida afghanistanQuello che è accaduto oggi in Afghanistan può essere considerata una rappresaglia? In gergo militare rappresaglia vuol dire:"Tutto ciò che si fa contro il nemico, per avere  soddisfazione di qualche ingiuria, di qualche violenza, di qualche danno". Ora che c'entrano i sedici civili afghani  uccisi e gli altri 29 feriti con l'esplosione di un'autobomba condotta da un kamikaze al passaggio di un convoglio americano sulla strada Jalalabad-confine pakistano nella provincia orientale di Nangharar? Nulla a meno che il clima non sia diventato così "ostile" agli americani che tutti anche i vecchi, i bambini e le donne vengono considerati "nemici". Ma si dimentica il fatto che sono civili.  Neanche la precisazione successiva che gli autori della strage di oggi non fanno parte della missione della Nato ma dell'Enduring freedom ci può rassicurare. Il comandante della missione Nato è un americano. E americani e Nato sono quelli che danno la caccia ai talebani. Secondo fonti locali, i militari statunitensi avrebbero aperto il fuoco subito dopo l'attacco mentre il comando americano spiega invece che le truppe americane hanno risposto al fuoco per difendersi, e non chiarisce come siano stati uccisi i civili. Ma non c'erano mica truppe talebane. C'era un kamikaze che si è fatto esplodere al passaggio del convoglio. L'attentato non ha fatto vittime tra i soldati stranieri  Forse, non sapremo mai come sono andate davvero le cose. Di certo, subito dopo il massacro, centinaia e centinaia di persone hanno manifestato contro "i liberatori" americani.  Come accadde lo scorso 29 maggio a Kabul quando la capitale si rivoltò contro i soldati a stelle e strisce che avevano ucciso degli automobilisti e che "per reazione" alla spontanea protesta fecero fuoco contro i manifestanti uccidendo e ferendo decine di persone.  I soldati statunitensi oggi hanno cancellato foto e video realizzati da personale dell’Associated Press sul luogo dell’attacco kamikaze. Un fotografo dell’Ap e un operatore dell’Aptn hanno inoltre denunciato che sono state cancellate le riprese girate da altri giornalisti afgani. Ma noi italiani dobbiamo restare in Afghanistan anche se la maggioranza dei cittadini del nostro Paese è contraria.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 04, 2007 18:14 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica estera, guerra afghanistan
04/03/2007

[ CHIAREZZA, CHIAREZZA...]

calipariDue anni fa. Era sera e ricordo, come se fosse ieri,  quando mi giunse la notizia che a Bagdad era stato ucciso da "fuoco amico" Nicola Calipari mentre stava riportando a casa Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto sequestrata dai terroristi iracheni. Lo avevo sentito a telefono qualche giorno prima perchè si era sparsa la notizia che  Giuliana stava per essere liberata da un momento all'altro: "Magari, non vedo l'ora di tornare a casa". Due anni sono passati e  ieri il ministro degli esteri, Massimo D'Alema, ricordando l'eroe Nicola, ha accusato gli Stati Uniti d'America di aver "perso un'occasione" perchè "la domanda di verità e di giustizia non ha avuto risposte adeguate". Parole che pesano ma che non convincono. Per Washington, come sapete, il caso è chiuso. La magistratura italiana, invece, ha messo sotto processo il soldato americano che sparò quella sera e lo giudicherà in contumace. Ma D'Alema non può non sapere che il governo italiano sta ostacolando quella "sete di verità e giustizia" opponendo il segreto di stato ai magistrati romani che vorrebbero conoscere i risvolti delle trattative per risalire ai rapitori. Ci sono funzionari e ufficiali del Sismi che sanno come sono andate le cose e  non possono testimoniare. Ci sono episodi oscuri che vanno chiariti. Una contraddizione non da poco. Certo, quello che ha detto ieri D'Alema è sacrosanto ma il governo italiano per essere coerente  dovrebbe consentire alla procura di Roma di fare chiarezza fino in fondo.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 04, 2007 09:59 | Permalink | commenti (6)
categoria:sismi, nicola calipari, guerra iraq, governo prodi
02/03/2007

[ DIRITTI IN FRIGO? ]

gay prideChiedo ai moderati riformisti dell'Unione: è giusto mettere in frigorifero  i Dico per non turbare i sogni del Vaticano, di Andreotti, di Mastella e di tal Paola Binetti? E' un prezzo che si deve pagare per tenere in vita il governo di Romano Prodi? Quel "lascio la libertà di coscienza, non è più un problema del governo ma è del parlamento" pronunciato dal presidente del Consiglio non mi è piaciuto. Sono diventato un qualunquista? Repubblica online pubblica oggi un sondaggio su varie questioni tra cui i Dico. La maggioranza dei cittadini, secondo il sondaggio,   è per l'estensione dei diritti e dei doveri delle coppie conviventi. Ho contattato altri sondaggisti e concordano anche loro. Il paese reale è più moderno delle vecchie cariatidi che siedono in parlamento. Il 10 marzo c'è la manifestazione nazionale dei gay. Se posso ci vado.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 02, 2007 12:25 | Permalink | commenti (19)
categoria:dico

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