Sandro Ruotolo


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Home » Febbraio 2007
28/02/2007

[ E ORA? ]

fiducia senatoMeno male. Romano Prodi ha ottenuto la fiducia al Senato. I numeri ci sono stati. 162 i si. 157 i no. I senatori a vita non sono stati determinanti. Fuori dalla maggioranza il dipietrista Sergio De Gregorio, dentro la formica Marco Follini (meglio l'acquisto della cessione. O no?).  Dunque, l'unica maggioranza politica era e resta quella del centrosinistra. Le opposizioni sono  ormai due  favorendo il fronte unionista. Ma quello del centrosinistra appare appunto un fronte più che una coalizione. Certo, la new entry Follini ha fatto arrabbiare i berluscones che parlano di "trasformismo" dimenticandosi di citare il "loro" De Gregorio. Adesso spetta al governo recuperare quella fiducia che non ha più nel paese reale. Non si tratta dei "perdenti radicali" ma di cittadini che non si sentono più rappresentati.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 28, 2007 21:57 | Permalink | commenti (19)
categoria:governo prodi, crisi di governo
23/02/2007

[ AMICIZIE PERICOLOSE...]

IMGP0146Le agenzie di stampa hanno battuto la seguente notizia: "Gli Stati Uniti sono contrari all'accordo raggiunto a Oslo per la messa al bando delle cluster bombs, le bombe a grappolo, a partire dal 2008. Il dipartimento di Stato di Washington ha ribadito oggi la convinzione che le munizioni debbano rimanere in dotazione agli eserciti". Amina ha 12 anni. L'ho incontrata lo scorso luglio a Kabul nell'ospedale di Emergency. Amina  è una delle migliaia di vittime delle cluster bombs. Ogni giorno, bambini, donne, vecchi, in Afghanistan come in Iraq o come in Libano vengono uccisi o restano mutilati da questi ordigni. Gli americani non vogliono metterle al bando, dunque. E non sono soli. Noi siamo contro la guerra e contro le mine. Ma, per rispettare i patti internazionali, restiamo in Afghanistan dove la guerra non è mai finita.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 23, 2007 22:32 | Permalink | commenti (15)
categoria:pace, cluster bombs, george w bush, guerra iraq, guerra afghanistan
23/02/2007

[ PRODI AI PUNTI?]

prodi dimissionarioNon poteva non alzare la voce Romano Prodi che non poteva non dare la colpa ai partiti e ad alcuni ministri per la litigiosità che ha "provocato solo danni". Ma siamo certi che questa sia la mossa giusta per recuperare credibilità e autorevolezza? Più passano le ore e più si ha contezza della difficoltà della crisi. Una crisi di sistema più che politica nel senso che non c'è stato un soggetto politico a mettere in discussione il governo (l'altra volta fu Rifondazione a determinare il fallimento di Romano Prodi) ma due singoli senatori dello schieramento di maggioranza e due senatori a vita. Dunque, occorre più che mai procedere ad una riforma del sistema elettorale. Il presidente del Consiglio dimissionario ieri sera ha dettato le sue condizioni per "riprovarci". Dodici punti, un programma "blindato" (ah! e pensare che il programma dell'Unione era di duecento e passa pagine..) . Mancano tante questioni e quelle che ci sono, per come sono state comunicate, non sono sufficienti a far esprimere un'opinione. Che vogliono dire Tav o riforma delle pensioni? Che si fa il tunnel? Che si alza l'età pensionabile? L'impressione è che questa lista programmatica debba servire ad  intercettare qualche voto dell'area centrista e non è un caso che, come chiedeva Clemente Mastella, sono scomparsi i Dico. Ma ci saranno i numeri sufficienti per la fiducia al Senato? Andranno in porto le "operazioni mirate" individuali? Mi sembra difficile ma aspettiamo gli eventi.Lo sconcerto è alto tra gli elettori dell'Unione preoccupati del rischio che si riconsegni il Paese a Silvio Berlusconi. Si tratta per gli acquisti: la posta in gioco è il reincarico a Romano Prodi. Ma se non si dovessero raggiungere i 161 voti, l'ipotesi di queste ore (l'ho raccolta da un esponente del centrodestra) è quella di un governo istituzionale presieduto da Franco Marini con eventuale presidente del Senato Beppe Pisanu. Voci (che mi provengono da esponenti del centrosinistra) dicono invece che Giulio Andreotti voterebbe a favore (dopo l'esclusione dei Dico dal miprogramma) e si aggiungerebbero  i voti di due senatori, uno  siciliano, tal Pistorio e l'altro ligue, tal Saro. Insomma la fatidica quota 161. 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 23, 2007 11:13 | Permalink | commenti (11)
categoria:politica, dico, governo prodi, crisi di governo
22/02/2007

[ RIPRODI? ]

votazioni senatoSarà  estremamente difficile ricomporre i cocci, ma in politica mai dire mai. Prima osservazione. Dicono autorevoli esponenti del centrosinistra, come il diessino Nicola Latorre, che quella che si è consumata ieri al Senato è stata  "un'operazione di vecchio stampo democristiano nella quale si incrociano i voleri del Vaticano e di altri all'estero. Perché fino a un minuto prima del voto, Andreotti aveva garantito il suo appoggio". Sostengono altri "autorevoli" opinion leader della sinistra riformista  che a Washington hanno tirato un sospiro di sollievo per la caduta del governo Prodi. Dunque, c'è poco da stare allegri. E certo, il sondaggio di ieri sera in diretta su Ballarò dell'istituto di Nando Pagnoncelli, conferma lo stato comatoso del centrosinistra. Seconda riflessione. Se è vera la tesi della congiura, dove troveranno le singole personalità della casa delle libertà disposte a votare a favore dell'eventuale riconferma di  Romano Prodi? Si parla di  Marco Follini e dell'autonomista siciliano Raffaele Lombardo. Vedremo. Gli eventuali "acquisti" potrebbero garantire "ossigeno" alla coalizione di centrosinistra ma per quanti mesi? Il Senato è quotidianamente a rischio imboscata. Di certo, nè i partiti nè l'opinione pubblica vogliono le elezioni anticipate. Romano Prodi vuole riprovarci ma chiede un "accordo blindato" che tutti gli daranno ma che tutti sanno di non essere in grado di garantire. Bisognerà capire se il presidente del Consiglio dimissionario si presenterà alle Camere per la fiducia con gli stessi ministri o con una compagine diversa. Se dovesse fallire, l'alternativa è un governo di transizione con pochi punti di programma tra i quali la riforma del sistema elettorale. E poi, voto anticipato.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 22, 2007 13:37 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, elezioni politiche, governo prodi, crisi di governo
21/02/2007

[ CHI SEI ROMANO PRODI? ]

vauro governo battutoAllora crisi? Appare inevitabile dopo l'ultimatum lanciato ieri da Massimo D'Alema ("o siamo uniti o tutti a casa") e dopo la bocciatura di oggi al Senato per soli due voti della mozione sulla politica estera della maggioranza. Ma non significa che si va a votare subito. Dipende da tante variabili. Lo scenario più probabile è che intanto Prodi torni alle Camere e chieda la fiducia. Poi si vedrà. Ma è indubbio che si è aperta la crisi. E' colpa di quei due senatori della cosidetta sinistra radicale che hanno fatto mancare il loro voto o di quei senatori a vita che si sono astenuti e quindi hanno votato contro? Certo, i numeri sono numeri. Ne sono mancati proprio due per raggiungere quota 160. Non può essere certo la piazza a determinare la politica estera di un Paese. Ma non capire quella piazza (Vicenza) e non tener conto di un Paese che non ama le guerre (il sondaggio di ieri di Repubblica online: si alla politica estera, no alle truppe in Afghanistan) aldilà degli schieramenti politici, non poteva non avere delle conseguenze. Berlusconi non ascoltava le piazze. Prodi, invece, doveva ascoltarle. Forse, con la bocciatura al Senato,  è esplosa la vera questione che è quella della leadership di Romano Prodi prigioniero delle contraddizioni interne alla coalizione. Privo di un partito alle spalle della sua debolezza ha fatto fino ad oggi la sua forza; ma quando si è messo contro l'elettorato (deluso in maggioranza e contrario sui temi della guerra) ha mostrato di non avere la statura di leader. Ritiro dall'Iraq ma tenuta in Afghanistan, quando la guerra in Iraq è figlia della guerra in Afghanistan. Pacifista a metà con l'ampliamento della base di Vicenza. Non puoi dire ai vicentini: di voi non mi importa nulla perchè i vicentini poi diranno che a loro di Prodi non importa nulla. Non puoi essere liberista con Bersani e contemporaneamente con Padoa Schioppa aumentare le  tasse, scontentando i lavoratori dipendenti (vi ricordate i fischi di Mirafiori per la finanziaria?)  e le corporazioni. Nessuno rivuole Silvio Berlusconi ma non può più bastare. La gente, i cittadini che hanno creduto nell'Unione, in Romano Prodi, non amano stare "in mezzo al guado". C'era è c'è la necessità di un chiarimento. Chi sei Romano Prodi? 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 21, 2007 17:27 | Permalink | commenti (18)
categoria:politica, pace, politica estera, elezioni politiche, guerra iraq, governo prodi, guerra afghanistan, base americana vicenza
18/02/2007

[ SE SBAGLIO  CORRIGETEMI...]

vauro manifestazione vicenzaNon poteva essere peggiore la risposta del presidente del Consiglio al popolo della pace che ieri da Vicenza gli chiedeva di ripensarci. "Diceva papa Wojtla: se sbaglio corrigetemi", c'era scritto su uno dei tanti cartelli ripresi dalle telecamere di Sky e La7  ma Romano Prodi ha fatto orecchio da mercante sottolineando che "il programma non cambia" mentre era ancora in corso la bellissima manifestazione  contro l'ampliamento della base americana e contro la guerra. In piazza c'era  la gente che  ha votato per il centrosinistra e che si è sentita tradita e presa in giro da coloro che oggi governano.  Il segretario dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, ha detto che non sarà Vicenza a far cadere il governo. L'unica preoccupazione che sembra tenere uniti tutti  è quella di non riconsegnare il Paese a Silvio Berlusconi. Ma non può essere questo il collante che tiene insieme Mastella e Pecoraro Scanio.  Nessuno può far finta di non capire che si è creata una frattura profonda tra questo "movimento di comunità" e i partiti romani.  Ci dice Alberto Statera sulla Repubblica di oggi che Vicenza ha cancellato in un colpo solo gli applausi degli industriali a Berlusconi e le adunate del centrodestra e  oggi esprime il sacrosanto diritto di una comunità contro ogni centralismo. Il laboratorio del Nord-est, ancora una volta, si è messo in movimento. La crisi nel rapporto tra partiti e cittadini  è esplosa fragorosa: "Veronica, scrivi una lettera anche a Prodi".

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 18, 2007 11:42 | Permalink | commenti (21)
categoria:politica, pace, governo prodi, base americana vicenza
16/02/2007

[ VICENZA IN PACE ] 

vicenzaMai vigilia fu più tesa: a ventiquattr'ore dalla manifestazione contro l'ampliamento della base americana di Vicenza c'è chi teme  scontri (Amato) e chi invita ad esprimere la sua radicalità in modo non violento (Bertinotti). Di certo, quello di domani  è diventato l'appuntamento più importante da quando il centrosinistra è al governo del Paese. La partita che si sta giocando, infatti, è tutta dentro lo schieramento dell'Unione: è tra i vertici romani e la sua base elettorale. In gioco non c'è solo una questione "urbanistica". C'è il futuro di una città che vorrebbe mantenere la sua caratteristica di città d'arte mentre rischia di diventare la base americana più imponente d'Europa. Per surriscaldare il clima già teso  si è messo pure George W. Bush che ieri  ha annunciato la decisione di inviare più soldati americani in Afghanistan in previsione dell'offensiva primaverile dei talebani. E, guarda caso, saranno inviati da Vicenza gli uomini della 173 brigata aviotrasportata. Anche le tirate d'orecchio agli alleati europei poco propensi ad inviare più truppe nel teatro di guerra afgano sono state mal recepite da palazzo Chigi impegnato in questo momento in un'opera di mediazione con l'area pacifista della sua coalizione. La replica piccata al presidente americano del ministro degli esteri Massimo D'Alema non sembra convincente: "All'ultima riunione della Nato il segretario generale non ha annunciato nessuna offensiva e, siccome la Nato è un organismo in cui le decisioni vengono prese all'unanimità, non ho dubbi che se qualcuno dovesse proporre un'offensiva se ne discuterà nelle sedi proprie". In Afghanistan opera la Nato al comando di un generale americano  e, in alcune aree del Paese, è ancora attiva la missione Enduring Freedom. C'è il rischio concreto che la controffensiva americana in Afghanistan coinvolgerà la Nato. Tutti parlano ormai di una imminente escalation militare. Dunque, la questione di Vicenza è diventata oggettivamente prioritaria. Il fatto che domani la Cgil garantirà un forte servizio d'ordine (si parla di 1500 persone) rassicura. E, soprattutto, rassicura che gli organizzatori pensano di portare in piazza decine di migliaia di persone. In modo pacifico e per la pace.   

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 16, 2007 16:46 | Permalink | commenti (7)
categoria:george w bush, governo prodi, guerra afghanistan, base americana vicenza
15/02/2007

[ CHI SOFFIA SUL FUOCO? ]

vauro vicenzaI terroristi delle brigate rosse sono i primi nemici del popolo che sfilerà sabato a Vicenza. Bene ha fatto il ministro Giuliano Amato a precisare che, nelle sue parole, non c'era "alcun accostamento tra terroristi e pacifisti" ma solo la denuncia di possibili "infiltrazioni" nella manifestazione di chi è ostile comunque alle forze dell'ordine. Penso che il rischio ci sia. E' ancora viva nella memoria quello che fecero  i black block a Genova e cosa fecero le forze dell'ordine. Spero che il corteo di sabato prossimo abbia un suo servizio d'ordine ( la Cgil potrebbe garantirlo)che tenga lontano gli eventuali provocatori. La destra è sempre la solita destra. Bisogna che si abbassi la temperatura. La dichiarazione del vicepremier Rutelli è così stupida e lapalissiana da confondersi al  Sandro Bondi o al Maurizio Gasparri di turno: "Confido che non ci saranno disordini, ma se si verificassero dovranno essere prevenuti e repressi con estrema severità". Anche la decisione del prefetto di Vicenza di chiudere le scuole in concomitanza con la manifestazione di sabato non aiuta. Tutti guardano con apprensione a Vicenza. Ma sono convinto che sarà una grande dimostrazione di democrazia. Romano Prodi ha ribadito quanto sia "forte, legittimo e democratico" il diritto di manifestare nel nostro Paese. Chi si batte per la pace non può essere amico dei violenti.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 15, 2007 11:12 | Permalink | commenti (20)
categoria:pace, brigate rosse, base americana vicenza
13/02/2007

[ E SE A VICENZA FOSSERO IN TANTI?]

vicenza protesta contro l"Il governo non manifesterà contro se stesso". Parola di Romano Prodi, l'indiano. Nel senso che il presidente del Consiglio ha esternato da Mumbai sulla manifestazione di venerdì prossimo a Vicenza contro l'ampliamento della base americana. Ha intimato ai suoi ministri e sottosegretari di non scendere in piazza: "La decisione è stata presa da un governo molto serio, non vi sono elementi per dare altri giudizi prima della manifestazione che mi auguro sia pacifica". Dunque, nessun ripensamento al momento. Ma se a scendere in piazza saranno in tanti come farà Romano Prodi a far finta di nulla? Certo, la politica italiana ci ha insegnato che la coerenza non esiste. Prendete gli ultrà di papa Ratzinger. Sono contro i Dico, a favore della famiglia "cattolica" quei politici che hanno alle spalle matrimoni falliti, divorzi e amanti. Ma gli elettori dell'Unione si indignano ancora, la ferita che si è aperta con i vertici del centrosinistra è profonda. Non sono convinti che bisognava mantenere gli impegni assunti dal precedente governo (pare solo verbali) con l'amministrazione americana.  Ad essere sconfitto non è solo  Palladio ma noi tutti che ripudiamo la guerra e che, in nome dell'atlantismo, facciamo finta di nulla. Cediamo un pezzo del nostro territorio a Washington pur essendo contrari alla politica estera di George W. Bush. Nessuno ha risposto alla domanda: per quale motivo gli americani vogliono riunire i paracadutisti della 173 brigata aviotrasportata a due passi da Aviano? Queste sono  truppe d'assalto, d'élite. Migliaia di soldati  pronti ad intervenire nei teatri di guerra medio orientali. E noi saremo più esposti al rischio del terrosimo islamico.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 13, 2007 21:57 | Permalink | commenti (13)
categoria:george w bush, guerra iraq, governo prodi, base americana vicenza
12/02/2007

[ LE MORTI DIMENTICATE ]

bagdadNessuno più dice nulla. Le truppe italiane hanno lasciato l'Iraq nel 2006. E in Italia ormai facciamo finta di nulla. Quello che accade in Iraq non ci riguarda più. I sei ambasciatori filoamericani possono intervenire nelle faccende di casa nostra mentre noi taciamo sulla carneficina quotidiana di Bagdad. Stanno morendo centinaia e centinaia di uomini, donne, bambini e vecchi quasi quotidianamente per una guerra fuorilegge. Nel silenzio più assordante della comunità internazionale. Oggi,  almeno cento persone, secondo un bilancio provvisorio, sono morte per l'esplosione di due bombe nel mercato di Shorja, uno dei più frequentati della capitale, e per un altro attentato che ha colpito il mercato di Bab al-Sharji. I feriti sarebbero 164. A Roma come nelle altre capitali del mondo occidentale la vita continua. State certi che le prime pagine dei giornali  di domani saranno piene di "Dico" e "brigate rosse". Ma quando avremo il coraggio di dire  a Washington di smetterla?

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 12, 2007 16:34 | Permalink | commenti (12)
categoria:pace, george w bush, guerra afghanistan
12/02/2007

[  IL PASTORE TEDESCO ESAGERA... ]

papa ratzingerFaccio mia l'opinione di Eugenio Scalfari: "E' singolare che nel dibattito in corso tra il Vaticano e il governo italiano nessuno (salvo i radicali) abbia menzionato il Concordato come se non esistesse più...Infatti è caduto in desuetudine. O meglio: sta in piedi soltanto a tutela dei benefici che ne riceve la Chiesa. I limiti che la Chiesa ha pattuito con lo Stato sono stati invece superati".  Non se ne può più. Del Vaticano che interferisce nella vita del nostro Paese. Prima il cardinal Camillo Ruini che addirittura chiama a raccolta i cattolici perchè si oppongano ad una legge dello Stato, annunciando "una parola meditata, una parola ufficiale, che sia impegnativa per coloro che accolgono il magistero della Chiesa e che possa essere chiarificatrice per tutti". Poi il pastore tedesco ovvero papa Ratzinger che ha affermato: "Sovvertendo il matrimonio si mette a rischio la società". I Dico, ovvero i diritti e i doveri dei conviventi, sono diventati terreno di scontro, occasione di una battaglia clericale che non si vedeva dai tempi del divorzio. Mi piacerebbe che tutte le persone laiche e cattoliche dicano no a questa invasione di campo. L'Italia non è più quella di Guareschi di Don Camillo e Peppone perchè Peppone non c'è più. Proprio oggi l'Istat  rivela che nel nostro Paese ci si sposa di meno (nel 2005 i matrimoni sono stati 250 mila, un terzo con rito civile) mentre le unioni libere sono ormai 500 mila e l'incidenza delle nascite all'interno di queste famiglie è del 15 per cento. C'è un solo modo per reagire a questa campagna clericale: non devolvere l'8 per mille alla chiesa cattolica.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 12, 2007 11:30 | Permalink | commenti (26)
categoria:politica, dico, papa ratzinger
12/02/2007

[ I SOLITI CENSORI...]

luca casariniAl presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, l'aennino Mario Landolfi, l'intervista di Lucia Annunziata a Luca Casarini non è piaciuta. E chissenefrega! Neanche al presidente del Veneto, l'ex dipendente di Silvio Berlusconi, Giancarlo Galan la trasmissione di Rai Tre è piaciuta. In una nota, Galan si è chiesto "dov'era il direttore generale della Rai Claudio Cappon mentre la trasmissione dell'Annunziata è stata occupata dal pluralismo antiamericano e antioccidentale?". Questi signori non perdono mai il vizio. Liberali con quelli che la pensano come loro, fascisti e censori quando la Rai fa sentire opinioni diverse. Nel merito ho capito da Luca Casarini, portavoce dei disobbedienti del Nord est, che quella di sabato a Vicenza contro l'ampliamento della base americana sarà una manifestazione pacifica e di massa. Moderati e radicali insieme. Dov'è lo scandalo? Bene ha fatto Lucia Annunziata a dare la voce a Luca Casarini, giornalisticamente ospite azzeccato del suo programma. Speriamo che quel sì irrevocabile di Romano Prodi agli americani diventi no.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 12, 2007 09:45 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, informazione, articolo21, rai-tv, base americana vicenza
10/02/2007

[ VEDI NAPOLI E POI MUORI...]

La provincia napoletana è quella che fa più paura. E' quella dove si vive nelle condizioni peggiori, abbandonati dagli uomini e da Dio. Dove si muore CAMORRA1ae la morte non fa notizia. Siamo a 15 morti ammazzati in questi primi quaranta giorni del 2007. 95 il bilancio finale del 2006 nel solo napoletano. Gli ultimi tre morti di camorra oggi, per la faida di Ercolano, la città degli scavi  dove tre clan della camorra sono in guerra. E' Napoli ma non è considerata come Napoli. Anche il piano varato lo scorso novembre dal ministro Amato per fronteggiare l'emergenza criminalità si è fermato nel centro della città. Mi hanno detto che nei comuni dell'hinterland a nord di Napoli, dove vivono 370 mila persone, c'è una sola volante. Ci sono stazioni di carabinieri con 6 uomini. E anche nella periferia che guarda il Vesuvio, dove si contano morti e feriti, mancano uomini e mezzi.  Lo Stato così ha perso in partenza. Servono forze dell'ordine per strada ma servono soprattutto squadre investigative. C'è un bel docufilm appena uscito nelle sale che si chiama "Vedi Napoli e poi muori". Mai titolo più azzeccato.  Napoli è la capitale italiana degli omicidi eppure non si è ancora in grado di fronteggiare gli squadroni della morte. I riflettori si sono spenti troppo presto.  

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 10, 2007 22:50 | Permalink | commenti (4)
categoria:camorra, legalitĂ 
06/02/2007

[ LO SCHIAFFO DI CONDOLICE ]

talebaniLo schiaffo è arrivato a segno. Da Washington. Diretto a Romano Prodi e Massimo D'Alema irritati per la lettera dei sei ambasciatori inviata nei giorni scorsi, con in testa quello americano, con la quale si chiedeva agli italiani di mantenere le loro truppe in Afghanistan. Chi si aspettava una presa di distanza dal Dipartimento di Stato è rimasto deluso: "Lodevole iniziativa". Insomma, erano stati proprio gli americani a sollecitare i 6 ambasciatori. Ed è chiaro il perchè: il fronte iracheno è troppo importante e gli Stati Uniti hanno bisogno che a combattere i talebani siano i militari della Nato. Non c'è dubbio che al vertice di questa sera indetto dal presidente del Consiglio Romano Prodi sulla politica estera dell'Unione, il minimo che si dovrebbe fare è rispondere pan per focaccia. Resterà il dissenso per questa "irrituale" iniziativa ma niente di più.  Non penso che Prodi voglia, a questo punto, fare un passo indietro rispetto agli impegni presi con gli Stati Uniti e con gli altri Paesi impegnati nel conflitto afgano. Sull'ampliamento della base americana a Vicenza il governo italiano ha già detto che la questione è chiusa mentre sulla partita afgana potrebbero esserci margini di trattativa con coloro che pensano al ritiro delle truppe da Kabul. Certo, essere considerati un piccolo tassello della strategia americana e non alleati è una questione politica che non può essere archiviata così facilmente. In Afghanistan la primavera è arrivata in anticipo. I talebani non hanno aspettato che si sciogliesse la neve. Saranno settimane e mesi di guerra. 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 06, 2007 11:40 | Permalink | commenti (12)
categoria:governo prodi, guerra afghanistan, base americana vicenza
05/02/2007

[ DIMENTICARE CATANIA? ]

feretro ispettore racitiRiflessioni ad alta voce dopo questo brutto week end. Mi telefonano da Catania e mi chiedono di pubblicizzare la manifestazione che vogliono organizzare per venerdì prossimo per ricordare l'ispettore di polizia Filippo Raciti assassinato davanti allo stadio: "L´imbarbarimento della società catanese pone con forza la QUESTIONE DEMOCRATICA nella nostra città; cultura e senso di solidarietà hanno lasciato il posto a egoismo sociale e violenza. E´ fondamentale che ogni cittadino onesto e democratico, preoccupato delle sorti civili e sociali di Catania, reagisca e si impegni per far rinascere la città". L'appuntamento è alle 18, in piazza.  Si parla di disagio sociale. Non è solo sottoproletariato giovanile. Come si spiega, altrimenti, che tra i fermati dopo gli scontri ci siano anche figli di medici e di poliziotti?  L'ipotesi tra gli investigatori  è che l'obiettivo di questi ultrà non erano i tifosi del Palermo ma la polizia. Leggo la cronaca del Corriere della  Sera sull'omelia dell'arcivescovo di Catania:  "Coraggio anche alle forze dell'ordine. Anche su questo vorrebbe l'assenso e gli applausi dei fedeli, ma la cattedrale resta muta". Mafia e fascisti dietro il calcio violento, come titola l'Unità? Penso a quelli della Lega Calcio che vorrebbero già archiviare quello che è successo venerdì sera nella città etnea. Gli affari sono affari. Di solito il lutto finisce dopo il funerale. E i funerali del povero Raciti si tengono oggi. Spero che il governo mantenga la linea dura.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 05, 2007 10:39 | Permalink | commenti (12)
categoria:ultrĂ 
02/02/2007

[ PAROLA DI GENERALE ]

vauro vicenzaChe figuraccia! E il vice premier Francesco Rutelli non trova meglio da dire, dopo quello che è successo ieri al Senato sull'allargamento della base americana di Vicenza,  che "la misura è stata superata". Siamo d'accordo. Ma chi ha superato  l'asticella? I cittadini di Vicenza, i partiti del centrosinistra della città veneta, contrari alla base  o l'oscena linea adottata da Romano Prodi? Che c'entra l'atlantismo invocato da Francesco Rutelli con la sudditanza? Nessuno vuol essere antiamericano ma neanche americano. Concordo con il leader della Margherita quando dice  che la politica estera è il cuore dell'intesa di governo. Appunto. Non è paradossale che sotto accusa siano finiti coloro che non vogliono partecipare alle guerre di George W.Bush? Mi si potrà obiettare che in Afghanistan c'è la Nato e che quindi l'Italia non si può sottrarre agli impegni internazionali. Dice il mio guru, il generale Fabio Mini: "In questi ultimi anni la Nato ha dimostrato di non riuscire più a garantire l'applicazione integrale dei propri principi e di quelli dell'Onu assecondando acriticamente gli Stati Uniti e minando le prospettive dell'Europa". Se lo dice un generale, c'è da credergli. 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 02, 2007 15:00 | Permalink | commenti (16)
categoria:politica, governo prodi, guerra afghanistan, base americana vicenza
01/02/2007

[ IN BREVE...]

vespaIn breve...Il premier  Zapatero ha deciso di non aumentare la presenza dei militari spagnoli in Afghanistan e di rifiutare il comando della missione Isaf Nato....Gli Stati Uniti d'America stanno sorvolando minacciosamente i confini dell'Iran...l'Italia ha deciso finalmente di approvare una legge sulle unioni civili mentre tutto il Paese è costretto a interrogarsi  sulle scuse di Silvio a Veronica: un Cavaliere innamorato e sinceramente pentito oppure un Don Giovanni impaurito? In breve... il consiglio d'amministrazione della Rai ha confermato le quattro serate di Porta a Porta su Rai Uno. Meglio gli spagnoli con Zapatero o noi con  Bruno Vespa e Silvio Berlusconi?

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 01, 2007 10:25 | Permalink | commenti (21)
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