Sandro Ruotolo


Scrivimi s.ruotolo@rai.it

commenti recenti
utente anonimo in [ CORNUTI E MAZZIATI...
utente anonimo in [ CORNUTI E MAZZIATI...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ SOLIDARIETA' SGRAD...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ SISMA AL SISMI ]No...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
utente anonimo in [ APPELLO CONTRO IL ...
archivio
oggi
giugno 2009
febbraio 2009
--- 2008 ---
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
--- 2007 ---
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
--- 2006 ---
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
--- 2005 ---
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
categorie

11 settembre
25 aprile
aborto
acqua
afef
agcom
agostino saccĂ 
alemanno
alfredo meocci
andreotti
angelino alfano
anm
anna finocchiaro
annozero
antimilitarismo
antipolitica
antiracket
antonio bassolino
antonio di pietro
antonio manganelli
antonio massari
an
articolo21
autority comunicazioni
base americana vicenza
beppe grillo
beppe lumia
bettino craxi
brigate rosse
brunetta
bruno vespa
calipari
camorra
cannes
carmine schiavone
casini
cassazione
chiaiano
ciampi
cina
clan dei casalesi
clemente mastella
clementina forleo
clientelismo
cluster bombs
cofferati
colletti bianchi
commissione antimafia
confindustria
conflitto di interesse
contingente italiano
corte costituzionale
crisi di governo
csm
daniela santanchè
daniele mastrogiacomo
dario franceschini
deborah bergamini
destra
dico
diritto di cronaca
discariche
discriminazione
docufiction
editto bulgaro
election day
elezioni americane
elezioni amministrative
elezioni anticipate
elezioni francesi
elezioni politiche
elezioni regionali
emergency
emergenza rifiuti
enzo biagi
esercito
evasori fiscali
family day
fannulloni
fascismo
fascisti
fausto bertinotti
fedele confalonieri
film
fiorello
format televisivi
fortugno
franco frattini
g8
gatano pecorella
george w bush
gianfranco fini
gianni alemanno
gianni de gennaro
giovanni falcone
giovanni sartori
giuseppe ciarrapico
giustizia
gomorra
gossip
governo prodi
guardia di finanza
guerra afghanistan
guerra iraq
guido bertolaso
gustavo selva
ignazio la russa
il caimano
il divo
il movimento degli studenti
immigrazione
impregilo
inceneritori
inchiesta berlusconi-saccĂ 
inchiesta sui rifiuti
inchiesta vallettopoli
indulto
informazione
inquinamento ambientale
intercettazioni telefoniche
iran
islam
israele-palestina
istat
lavavetri
lega
legalitĂ 
lega nord
legge 133
leggi ad personam
leoluca orlando
leoni per agnelli
letizia moratti
licio gelli p2
lirio abate
lodo alfano
lodo schifani
londa pisana
lorenzo cesa
luciano violante
luigi apicella procuratore saler
luigi de magistris
mafia
magistratura
malapolitica
mani pulite
mara carfagna
marco rizzo
marco travaglio
mariastella gelmini
massimo dalema
mastella gate
maurizio gasparri
mediaset
medio oriente
michael moore
michela brambilla
michele santoro
missione nato
missione onu
morti bianche
mutui subprime
nanni moretti
napoli
nazismo
ndrangheta
nella valle di elah
neorealismo
nicola calipari
nicola mancino
obama
operai
pace
pacs
paolo borsellino
papa ratzinger
parlamento pulito
partito democratico
par condicio
pena di morte
pentiti
peppino impastato
peter gomez
pierferdinando casini
pierluigi celli
piero fassino
politica
politica estera
popolo dei casalesi
popolo della libertĂ 
poseidone
precari
preti pedofili
primarie
processo mills
processo sme
processo spartacus
procura antimafia
quirinale
raccolta differenziata
raffaele sardo
rahmatullah hanefi
rai-tv
razzismo
recessione economica
reggio calabria
renato schifani
repubblica di salò
riforma elettorale
riforma tv
rita borsellino
rivolta di pianura
rivolta fiscale
roberto castelli
roberto saviano
roberto speciale
romano prodi
rosaria capacchione
rosa bianca
rosa russo iervolino
rutelli
sabina guzzanti
saddam hussein
salute
sandra mastella
sandro bondi
sandro curzi
satira
sciusciĂ 
shoah
sicko
sicurezza
silvio berlusconi
silvio sircana
sinistra arcobaleno
sismi
sondaggi
spionaggio
strage di castelvolturno
strage di ferragosto
stupri
suicidio giorgio nungnes
tano grasso
tasse
telecom
terrosimo
toghe lucane
torture
tossicodipendenza
totò cuffaro
udc
udeur
ultrĂ 
umberto bossi
unione
unitĂ 
v3-day
vasco rossi
vaticano
violenze sulle donne
visco-speciale
vittorio sgarbi
voto di scambio
v day
wall street
walter veltroni
welfare
why not

links
amordimare
annozero
antiracket
articolo21
Generazione Blog
internazionale
jeneregretterien
libera
napoletanitĂ 
sondaggi elettorali
toghe blogspot.com
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
  • Iscriviti a questo blog


  • Sotto licenza Creative Commons di tipo Attribution-NonCommercial 3.0
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Segnala il blog
  • Powered by Splinder
Home » Gennaio 2007
31/01/2007

[ PAZIENZA! ]

Ogni tanto ci si riconcilia con la politica. La Camastellamera dei deputati ha approvato la mozione, sottoscritta anche da Verdi, Rifondazione, Pdci e Italia dei valori sulle coppie di fatto, bocciando tutte le altre mozioni presentate (compresa quella dell'Udeur).  301 voti a favore, 266 contrari e 10 astenuti. "Non procederemo a un riconoscimento delle convivenze in quanto tali - ha spiegato il ministro Rosy Bindi - ma a quello dei diritti delle persone che fanno parte delle unioni di fatto, senza discriminazioni sessuali".   L'Unione ha fatto a meno deI voti Udeur di Clemente Mastella che hanno votato per le mozioni del centrodestra. A me non dispiace.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 31, 2007 20:01 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, pacs
31/01/2007

[ TOMBEUR DES FEMMES ]

silvio e veronicaGrande Veronica! Per come ha reagito alle dichiarazioni pubbliche del marito, piccolo "tombeur des femmes" in disgrazia pure  tra le pareti domestiche. La moglie, non avendole ricevute privatamente, pretende le pubbliche scuse. Lo fa scrivendo una lettera a Repubblica. Dopo le uscite del marito  su Mara Carfagna al Galà dei Telegatti ("la sposerei subito") la risposta della deputata azzurra ("direi di sì senza esitazioni, ma solo se non fosse sposato e se fosse mio coetaneo") donna Veronica ha interpretato queste affermazioni come " lesive della mia dignità". "Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.  Questa linea di condotta - conclude la moglie dell’ex premier - incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l'esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un'importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l'esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati".  Silvio Berlusconi ha di fronte a sè due strade: chiedere scusa alla moglie o cavarsela sostenendo di essere stato frainteso. Ma la seconda opzione segnerebbe una novità troppo dirompente per l'ex presidente del Consiglio.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 31, 2007 09:31 | Permalink | commenti (18)
categoria:
30/01/2007

[ PERTINENTE O IMPERTINENTE? ]

dDice Massimo D'Alema nell'intervista di oggi su Repubblica a Clemente Mastella e ad Alfonso Pecoraro Scanio: occupatevi dei vostri ministeri e ammainate le bandiere della distinzione. Come dire: Mastella occupati di giustizia e lascia perdere i Pacs. Pecoraro: impegnati per una svolta sul grande tema dell'ambiente e smettila di dire di ritirarci da Kabul. Ben detto! Ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. Giorni fa il ministro degli esteri sentenziava sulla politica economica, oggi non solo rimbrotta i suoi colleghi di governo ma sentenzia anche  su Partito democratico, su Walter Veltroni, sui cespugli, sul maggioritario, sulle riforme del sistema politico. Temi prettamente esteri. O no? 

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 30, 2007 12:49 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, governo prodi
29/01/2007

[ MASTELLA, SIA CLEMENTE! ]

mastella"I have a dream". Il mio e' un sogno piu' modesto: che il centrosinistra faccia a meno di Clemente Mastella. E' cosi' scontata la sua tattica. Grida al lupo al lupo per poi fare gnam. Vedete, spesso si ha l'impressione che per sopravvivere nel mercato della politica i semileaders  debbano starnazzare per farsi notare. Uno sostiene la tesi e l'altro l'antitesi. Ma non si arriva mai alla sintesi o quando si arriva (vedi l'Alfghanistan) si arriva nel modo peggiore. "Pacs: Mastella attacca, nessuno lo segue", titola l'Unita' di oggi. "Sui Pacs braccio di ferro Ds- Mastella" sostiene Repubblica. Voglio vedere Mastella che vota no e fa cadere il governo. Quasi quasi riprendo il vecchio Groucho Marx: "Questi sono i miei principi. Se non ti piacciono, ne ho altri". Suggerisco comunque al ministro Mastella di leggere l'ultimo rapporto Eurispes: "Il 65,7 per cento degli italiani e' favorevole all'estensione, alle coppie non sposate eterosessuali, di strumenti di sostegno come assegni familiari, contributi per l'acquisto della prima casa e assegni a sostegno della natalita'".

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 29, 2007 10:45 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, pacs
27/01/2007

[ IL FINI EREDE... ]

berlusconi e finiPer fortuna c'è SIlvio! Che le cose non vadano bene nel centro sinistra è cosa nota anche se il piano Bersani sulle liberalizzazioni, approvato in sede di consiglio dei ministri, segna diversi punti a favore del governo Prodi. Come sostiene il sondaggio di oggi di Renato Mannheimer il 56 per cento degli italiani giudica negativamente l'operato di palazzo Chigi contro il 63 per cento rilevato a novembre. Come sapete, Ds e Margherita hanno deciso di dar vita al Partito democratico suscitando polemiche e dissenso soprattutto tra dirigenti e base dei democratici di sinistra. Ma Fassino e Rutelli non si sono mica sognati di invitare gli altri partiti della  coalizione ad aderire al progetto. L'ex presidente del Consiglio ha, invece, incoronato Gianfranco Fini a leader del Partito unico dei moderati ricevendo il niet della Lega, qualche dubbio nella stessa Forza Italia e il "non ci interessa" dell'Udc. La montagna ha partorito un topolino. A restituire smalto al centrosinistra è stata un'altra affermazione del proprietario di Mediaset che ha definito "criminale" il disegno di legge sulla Tv del ministro Paolo Gentiloni minacciando di portare in piazza cinque milioni di persone, invitando star e dirigenti di Mediaset a farsi sentire. Azzeccato il commento di Romano Prodi: "Parla per interessi personali". E neanche su questo punto Lega e Udc gli sono andati dietro. Io penso che l'antiberlusconismo non possa più bastare per galvanizzare l'elettorato dell'Unione. C'è bisogno di un cambio generazionale del ceto politico. Quando si prendono gli impegni bisogna mantenerli. Non si può prendere in giro chi ti ha votato. Le cose vanno chiamate con il loro nome. Non si può derubricare a mera "questione urbanistica" la vicenda dell'ampliamento della base americana di Vicenza che riguarda invece i rapporti tra Italia e Stati Uniti d'America. Non siamo americani. Chiaro? 

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 27, 2007 09:11 | Permalink | commenti (18)
categoria:politica, governo prodi, base americana vicenza
24/01/2007

[ IL GIUDICE DI BERLINO ]

corte costituzionaleAh, se non ci fosse la Consulta ce la dovremmo inventare! Sono ormai otto mesi che aspettiamo, invano, l'abrogazione delle cosidette leggi vergogna del governo di Silvio Berlusconi. Oggi la Corte Costituzionale ha bocciato la normativa sull'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, la cosiddetta legge 'Pecorella', approvata nella scorsa legislatura. I giudici costituzionali hanno dichiarato illegittimo l'articolo 1 della legge, nel punto in cui esclude la possibilità del pubblico ministero di proporre appello contro le sentenze di assoluzione in primo grado.Illegittimo anche l'articolo 10 della nella parte in cui prevede che sia dichiarato inammissibile l'appello proposto dal pm contro una sentenza di proscioglimento prima del 9 marzo 2006, quando è entrata in vigore la legge Pecorella.  Per fortuna a Berlino un giudice c'è ancora. Ora aspettiamo che a Ceppaloni nasca il ministro di grazia e giustizia del centrosinistra. 
 

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 24, 2007 19:42 | Permalink | commenti (14)
categoria:giustizia, leggi ad personam
23/01/2007

[ IMPEGNO A TERMINE ]

soldati italiani in AfghanistanRecupero l'analisi dell'intelligence italiana sulla situazione in Afghanistan. Settembre 2006: "La perdurante situazione di criticità in cui versa il Paese contribuisce ad aumentare il senso di sfiducia e di risentimento della popolazione nei confronti del Governo di Kabul, e soprattutto del Presidente della Repubblica, Hamid Karzai, ritenuto il maggiore responsabile della mancata soluzione dei numerosi problemi che ancora affliggono la società afghana. Permangono, infatti, irrisolte numerose problematiche destinate a ritardare il processo di normalizzazione, nonché a rappresentare una seria minaccia per il personale straniero, civile e militare, presente a vario titolo sul territorio afghano". Non penso che la situazione in Afghanistan sia migliorata in questi ultimi quattro mesi. Neanche il freddo inverno ha proclamato una tregua. La giornata di oggi si è aperta con la notizia di un kamikaze che si è fatto esplodere presso la base Nato dell'Afghanistan sud-orientale di Khost uccidendo più di dieci civili E se leggo bene le dichiarazioni di ieri del ministro degli esteri Massimo D'Alema il giudizio negativo non è cambiato: i risultati ottenuti fin qui appaiono "lontani dagli obiettivi di pacificazione". Sono cinque anni ormai che americani e Nato danno la caccia ai talebani. E ogni anno che passa il bilancio delle vittime aumenta invece di diminuire. Cosa non mi convince dell'attuale posizione del governo Prodi? Quel bisogna "estendere l'impegno anche sul piano civile e umanitario". La mia esperienza in Afghanistan mi dice che le due strade non possono convivere. Certo, capisco l'obiezione che non si può lasciare, di punto in bianco, quel teatro di guerra ma un reale cambio di strategia, a mio giudizio, sarebbe quello di ridurre la presenza militare e di aumentare l'impegno civile. Sono anni che stanno addestrando le forze di sicurezza afghane. Per quanti anni ancora? Leggo che alcuni generali non si sbilanciano sui tempi della permanenza delle truppe di occupazione. A luglio il sottoscritto ha incontrato il vice comandante (italiano) della Nato. L'alto ufficiale mi parlò di cinque anni, per essere ottimisti. L'Italia ha già proposto, nel recente passato, senza successo, una conferenza internazionale di pace.  Ci sono Paesi all'interno della Nato che la pensano come l'Italia. Serve una svolta politica. Gli italiani vogliono il ritiro delle truppe dall'Afghanistan. Stando a un sondaggio condotto da Ipr Marketing per conto di Repubblica.it, sono il 56 per cento che diventano il 64 per cento tra gli elettori dell'Unione, il 48 per cento tra coloro che dicono di votare per il centrodestra.. Non è più il momento di impegni generici. Una nuova strategia vuol dire costruire concretamente una via d'uscita.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 23, 2007 16:00 | Permalink | commenti (12)
categoria:governo prodi, guerra afghanistan, contingente italiano, missione nato
23/01/2007

[ L'OLOCAUSTO E MASTELLA ]

olocaustoAnch'io firmo, virtualmente, il manifesto degli storici contro il ministro della giustizia Clemente Mastella che vuole presentare un disegno di legge per punire chi nega la Shoah. L'iniziativa è di intellettuali come Marcello Flores, Claudio Pavone, Paul Ginsborg, Ernesto Galli della Loggia, Franco Cardini, Alessandro Piazzorno. Studiosi di varie scuole politiche e culturali. La loro giusta preoccupazione è che paradossalmente sanzionando i negazionisti  li si legittima e li si erge a paladini della libertà d'espressione. "Stabilendo una verità di Stato sulla storia - scrivono i firmatari del manifesto - si rischia di delegittimare proprio ciò che si propone di difendere".  Prendo dal Corriere della Sera di oggi il commento di Piero Melograni convinto che un provvedimento di legge sulla negazione della Shoah finirebbe con l'indebolire la verità perchè farebbe "nascere tra la gente la convinzione che, se certe cose è vietato dirle, è perchè si vuole nascondere una qualche verità".  Insomma non si devono legittimare coloro che negano l'Olocausto, le leggi già esistenti puniscono le tesi che incitano alla violenza e all'odio razziale. Ripristinare il reato d'opinione, anche se di un'opinione aberrante, ci riporta indietro.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 23, 2007 10:15 | Permalink | commenti (12)
categoria:shoah
22/01/2007

[ FINO A QUANDO? ]

autunnoScusatemi, rischio di essere monocorde ma in questo momento mi appassiono poco alle vicende nostrane. Ai si, ai no ai ni al Partito democratico. Agli scaloni e alle concertazioni. Il mio non è qualunquismo.  Passerà il momentaccio! Prendete l'ultima notizia di oggi. Il presidente della Cei, tal cardinal Ruini, sentenzia: " il malato non può scegliere di morire". Mamma Chiesa che dice ai politici italiani cosa fare. Eppure penso all'intelligenza del cardinal Carlo Maria Martini che sul caso Welby poche ore prima aveva detto che "bisogna rispettare la volontà dei malati". Ecco vorrei che si ascoltassero  tutte le voci, anche quelle degli italiani su temi come il testamento biologico e la laicità che richiederebbero  umiltà dal ceto politico, ormai incapace di ascoltare il paese. Ma in questo momento sono altre le notizie che mi fanno  per il nostro futuro: l'ambiente, il clima, la follia dell'uomo contro la natura. La follia degli uomini contro gli altri uomini. Penso alla carneficina quotidiana di Bagdad. Le autobombe di oggi sono esplose a distanza ravvicinata l'una dall'altra in un mercato dell'usato, nella zona di Bab al-Sharji poco dopo mezzogiorno, le 10 ora italiana. Secondo la polizia, il bilancio delle esplosioni è di 88 morti e 160 feriti. Alcune ore dopo, 14 persone sono state uccise e altre 40 sono rimaste ferite nell'esplosione di una bomba a Baquba, cittadina a nord-est di Bagdad. E mi chiedo: fino a quando?  

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 22, 2007 19:02 | Permalink | commenti (10)
categoria:
21/01/2007

[ CAMBIARE PER ANDARCENE ]

afghanistan"Cambio di strategia". Sono le tre parole più usate in questo momento per l'Afghanistan. Le pronuncia la cosidetta sinistra radicale (termine che a me non piace) che chiede un segnale concreto di discontinuità. Le sussurra il ministro degli esteri, Massimo D'Alema per il quale l'Italia deve restare a Kabul: "Ci sono l'Onu e l'Unione europea e nessun paese sostiene che le forze internazionali devono andarsene". La questione è semplice. Il parlamento dovrà votare il rifinanziamento della missione che coinvolge 2000 soldati italiani sotto il comando Nato. Si procederà per decreto per  convertirlo in legge entro marzo. Probabilmente a colpi di fiducia per evitare sorprese "sgradite". Il ragionamento del presidente dei Ds è il seguente: Se l'Italia vuole avere voce in capitolo sull'Afghanistan non può ritirarsi. Facendo capire la necessità che sia la politica e non le armi ad aiutare l'Afghanistan ad uscire dal pantano. Non conosco gli ultimi aggiornamenti sulla situazione a Kabul. Di certo, per la prima volta da anni, anche in questo freddo  inverno afghano la guerra non è andata in letargo. In questi primi giorni del 2007 sono stati uccisi  una cinquantina di civili e 200 tra "presunti" talebani e soldati. Resto convinto più che mai dell'urgenza di un disimpegno italiano dall'Afghanistan dove nella sua storia, è bene ricordare, tutte le truppe straniere sono state sconfitte (dai britannici ai sovietici). Noi spendiamo ogni anno più di 300 milioni di euro per le nostre truppe e nel 2006 solo 10 milioni di euro per la ricostruzione civile. Ecco, un segno concreto di discontinuità sarebbe quello di spostare le risorse  nella ricostruzione civile. L'Italia punta ad una conferenza internazionale. Che senso ha rimanere a Kabul  senza sapere per cosa e fino a quando? In Libano la presenza militare internazionale è stata voluta da tutte le parti in conflitto. Hezbollah inclusi. In Afghanistan dunque, non si potrà fare a meno di coinvolgere nel processo di pace i talebani.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 21, 2007 11:02 | Permalink | commenti (6)
categoria:pace, guerra afghanistan, contingente italiano, missione onu
17/01/2007

[ DELUSI E INCAZZATI...]

vauro vicenzaCarissimo Sandro, sono la lettrice del suo blog che ha scritto il post "siamo i suoi  elettori o no?!?". Beh, ieri sera ho cercato un indirizzo email del presidente del  Consiglio Prodi, ma non l'ho trovato ( se non quello della Camera dei Deputati) ! Che ne diresti di mettere un post con le indicazioni e gli indirizzi  a cui scrivere? Quando c'era Berlusconi si scrivevano un sacco di email, ma lui  sapeva che noi non eravamo i suoi elettori per cui che pressione potevamo  esercitare? Ma adesso è (dovrebbe) essere diverso! Io sono siciliana e qui si sta lavorando all'allargamento della base  di Sigonella in un'area che insiste sul comune di Lentini a doppio vincolo archeologico e paesaggistico. Adesso è un agrumeto domani un mega complesso  residenziale chiuso per i militari di stanza a Sigonella. Chi ha approvato la  variante al PRG? Ovviamente una giunta di centro-sinistra! Sono responsabile di Emergency di zona e stiamo cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica (che è del tutto all'oscuro di  questa faccenda!) e fare un pò di pressione. Ma se il governo Prodi permette la base a Vicenza, in pieno centro di una città della World Heritage List la linea su Sigonella non sarà diversa. Firmato Donatella.

vicenza fiaccolataCara Donatella non sono bravo con internet. Ho visto il sito www.palazzochigi.it  dove c'è l'email  redazione.web@governo.it.Oppure romano.prodi@cec.eu.int
Non so dirti se questi siano i riferimenti giusti. Se qualcuno di buona volontà ci vuol dare una mano... Penso che tu abbia ragione.  E' andata a finire nel peggiore dei modi. Con Prodi e D'Alema che tentano di lavarsene le mani  sostendo che l'ampliamento della base americana di Vicenza "è un problema di natura urbanistico-territoriale, non politica"  che quindi "il governo non si oppone" e che "la decisione è stata presa dall'esecutivo precedente e dal Comune di Vicenza". Davvero coraggiosi!  D'Alema dice  che gli americani si erano opposti alla proposta alternativa di una base non lontana da Aviano e che sarebbe favorevole, come il segretario dei Ds Piero Fassino, ad un referendum. Ma l'amen al referendum lo dà il sottosegretario  Enrico Letta che dice che non è più possibile: "Siamo stati costretti a dire sì". Non c'è più nulla da fare? Io non penso e la vicenda della Tav in valle di Susa docet. Anche lì furono presi impegni in sede europea ma poi, a ripensarci bene, questa tesi che "i patti vanno rispettati" vale per un paese alleato (gli Stati Uniti d'America) e non per i propri elettori? Abbandonati per ragioni urbanistiche? Suvvia! Siamo alla frutta. Questo governo piace sempre meno. l'Italia è stato il paese che ha espresso il più grande movimento per la pace d'Europa. Ebbene questo movimento può essere trattato così come se non contasse nulla? Da sentire prima del voto e da buttare dopo?

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 17, 2007 14:47 | Permalink | commenti (27)
categoria:governo prodi, base americana vicenza
16/01/2007
[ SIGNOR SI ]
vicenza protesta contro l"Mandiamo una mail a Prodi? Credo sia il momento di fare un pò di pressione! Siamo i suoi elettori o no?!?". Così commenta un lettore di questo blog gli ultimi sviluppi della vicenda che riguarda l'ampliamento della base americana a Vicenza. Che cosa sta succedendo? Che in settimana Romano Prodi deve pronunciarsi  e che alcuni ministri del suo governo  (e sembra con successo) stanno facendo pressing per far dire sì al progetto. C'è l'ovvio Mastella ("i patti si rispettano"), il Di Pietro della Tav ("non è possibile venire condizionati sempre dalla sinistra radicale") e il pesante Giuliano Amato ("va confermato l'orientamento del precedente governo"). Ho quasi il sospetto che nel centrosinistra cominci a serpeggiare il senso di colpa per le scelte di politica estera di  autonomia  dal gigante americano. Tutti preoccupati dall'irritazione di Washington e dalle accuse di antiamericanismo lanciate da Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. C'è il leader dei Ds, Piero Fassino, che propone ai suoi alleati di indire un referendum consultivo a Vicenza per verificare se la maggioranza dei suoi abitanti è contraria, come dicono alcuni sondaggi, all'arrivo dei  paracadutisti della 173a brigata aviotrasportata.  Giusta proposta ma fuori tempo massimo?  Le cronache ci dicono  che Prodi sarebbe orientato per un si "condizionato" all'ampliamento della base ma lontana dal centro abitato. L'ex aeroporto Dal Molin dista meno di due chilometri dal centro storico. A sera, il si è stato senza condizioni. I 12 comitati popolari di Vicenza per il no hanno indetto una settimana di mobilitazione. Stasera è prevista una fiaccolata.  Tornano le nubi sulla maggioranza  dopo la parentesi del vertice di Caserta.
postato da: aleruotolo alle ore gennaio 16, 2007 11:03 | Permalink | commenti (16)
categoria:
15/01/2007

[ L'AMERIKANO SILVIO ]

vauro 2 impiccagioniAll'alba  si muore impiccati in Iraq. Non lo sapevo. Negli Stati Uniti si muore sulla sedia elettrica anche di notte ma a Bagdad no. Mi immagino le ore che precedono l'esecuzione. Oggi sono stati uccisi anche i coimputati di Saddam Hussein, il suo fratellastro, Barzan al-Tikriti, e l'ex presidente del Tribunale Rivoluzionario, Awad al-Bandar.in quanto ritenuti colpevoli della strage di 148 sciiti nel 1982.  Non ci sono immagini al momento. Evidentemente devono aver imparato la lezione. Il comandante supremo della superpotenza americana ieri aveva manifestato le sue perplessità su come era stata organizzata l'esecuzione da parte delle autorita' irachene: "Avrebbero potuto trattare la cosa meglio". Secondo il numero due della Casa Bianca Dick Cheney chi critica la nuova strategia di George W. Bush in Iraq "fa il gioco di Bin Laden". Con chi ce l'ha il vice presidente degli Stati Uniti? Con l'Europa? L'Italia? Certamente non con l'amerikano Silvio Berlusconi che ieri ha duramente polemizzato con Prodi e D'Alema (che avevano criticato il nuovo piano di George W. Bush che prevede una escalation militare con l'invio di 20 mila nuovi soldati nel teatro di guerra iracheno)  accusandoli di aver reso l'Italia inaffidabile agli occhi degli americani con ripercussioni negative  sul commercio estero dell'Italia. Bel modo di ragionare!  L'ex presidente del Consiglio italiano accusa i leader del centrosinistra di non essere abbastanza americani. Noi siamo in Europa e non siamo americani.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 15, 2007 09:59 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, pena di morte, saddam hussein, george w bush, guerra iraq
14/01/2007

[ SIGNOR NO ]

dal-molin vicenzaPrendiamo il caso Vicenza, la città del Palladio, patrimonio dell'Unesco. C'è la maggioranza dei suoi cittadini contraria all'ampliamento della base americana. C'ero anch'io il 26 ottobre dello scorso anno quando migliaia di persone protestarono rumorosamente con pentole, tegami, trombe sulla falsariga dei cacerolazos argentini nella bella piazza dei Signori mentre il consiglio comunale, a maggioranza di centrodestra, dava parere favorevole alla costruzione della nuova base. Mi collegai in diretta con Annozero. Non c'erano solo pacifisti e disobbedienti. Ci sono ragioni economiche (parte dei costi ricadrebbero sul contribuente), ci sono ragioni di opportunità (inquinamento acustico e ambientale), ci sono motivazioni ben più ampie e che riguardano il futuro della comunità (città militare o città d'arte?) a spingere gli abitanti a dire "signor no". La storia è semplice. Il Pentagono vuole riunire a Vicenza la 173a brigata aviotrasportata attualmente divisa tra due località della Germania e la stessa Vicenza. Il piano prevede il recupero dell'ex aeroporto Dal Molin, a due chilometri dal centro storico, per quella che potrebbe diventare la più grande base militare Usa in Europa. Un Brigade Combat Team, ovvero una forza specializzata in intervento rapido nelle aree mediorientali. Non è una questione ideologica. Insediare una base al Dal Molin "è come costruirla a Campo Marzio. Se fossimo a Roma, direi a Villa Borghese", ha efficacemente sintetizzato il sociologo vicentino Ilvio Diamanti. La vicenda nasce con il si alla proposta di Washington del governo Berlusconi. E la patata bollente è ora nelle mani del governo Prodi. Mentre i tempi di un eventuale referendum sono lunghi ( nel frattempo sono stati effettuati sondaggi credibili secondo i quali oltre il 60 per cento degli abitanti è contrario) palazzo Chigi dovrà dare una risposta definitiva in settimana. E se Prodi dicesse no sarebbe un no più che legittimo. Perchè mai noi italiani  dovremmo ospitare basi che riflettono una politica estera difforme dalla nostra? Del resto proprio oggi il ministro degli esteri Massimo D'Alema (a proposito dell'Iraq) ha detto che "non si esce dalla crisi inviando più soldati". Appunto, la politica estera degli Stati Uniti d'America non ci piace.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 14, 2007 12:55 | Permalink | commenti (7)
categoria:guerra iraq, governo prodi, annozero, base americana vicenza
12/01/2007

[ TUTTE LE LACRIME DEL PRESIDENTE ]

bushAnche i presidenti piangono. George W. Bush, all'indomani della decisione di inviare in Iraq altri 20 mila soldati americani che uccideranno e saranno uccisi nella carneficina di Bagdad, si è commosso durante la celebrazione in memoria del soldato caduto in Iraq mentre tentava di salvare un compagno. Sono vere le sue lacrime? Chissenefrega.  Penso che il comandante supremo degli Stati Uniti d'America sia responsabile delle centinaia di migliaia di vittime innocenti di questa sporca guerra e della morte di oltre tre mila soldati americani. Invece di ritirarsi dal teatro iracheno  il presidente americano punta all'escalation militare contro la maggioranza della sua opinione pubblica e l'invito della commissione Baker al disimpegno graduale. Dicono che l'amministrazione di Washington sia irritata perchè l'Italia e l'Europa l'hanno criticata per i raid in Somalia. Chissenefrega.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 12, 2007 19:08 | Permalink | commenti (12)
categoria:george w bush, guerra iraq
11/01/2007

[ E IO PAGO...]

berl"Paghi Gasparri" ha scritto oggi in un divertente corsivo sull'Unità Maria Novella Oppo. Torno inidetro con la memoria. Erano gli anni turbolenti di Sciuscià quando, una puntata sì e l'altra pure, venivamo accusati di faziosità dal centrodestra, quando Silvio Berlusconi, con cinque esposti all'Autority, chiese invano di chiudere il nostro programma. Ad elezioni concluse, l'Autority, su proposta dell'allora commissario Alfredo Meocci, multò la Rai di 50 milioni di lire e l'azienda di viale Mazzini chiese al Tar di cancellare un provvedimento che considerava ingiusto. L'allora ministro Gasparri interveniva a ripetizione per dire che dovevamo pagare la multa. Ma se tanto mi dà tanto, perchè non dovrebbero essere oggi Silvio Berlusconi e i suoi ministri a pagare la mega multa che invece ha già pagato la Rai di 14,3 milioni di euro (che potrebbero raddoppiare) per aver imposto come direttore generale Alfredo Meocci pur sapendolo incompatibile? Forse 50 milioni di lire era giusto che li pagasse Santoro mentre 30 milioni di euro chi li deve pagare?  L'abbonato Rai?

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 11, 2007 16:48 | Permalink | commenti (15)
categoria:politica, rai-tv, alfredo meocci
11/01/2007

[ FUMO CON ARROSTO ]

totò"Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto". Woody Allen. Lodevole da parte della politica l'interesse per la salute dei suoi cittadini. Ma mi chiedo se esista un limite oltre il quale lo Stato debba fare un passo indietro? Secondo me si. Da accanito fumatore ho vissuto schizofrenicamente i divieti imposti dall'ex ministro Sirchia. Contento da una parte perchè costretto a fumare meno ma incazzato dall'altra perchè non più libero di decidere se fumare o non fumare. Fumare fa male e a saperlo siamo per primi noi fumatori. Possiamo decidere noi la nostra sorte senza che a farlo sia un altro? Lo Stato addirittura? Certo, ci sono i diritti dei non fumatori che vanno rispettati al pari dei diritti dei fumatori ma la tolleranza zero, anche se riduce il numero dei tossici da tabacco,  contrasta con "il libero arbitrio". Devo sapere dei rischi che corro ma devo decidere io. Adesso sotto attacco è l'obesità (a proposito sono a dieta ferrea dopo aver scoperto di essere vicino ai 100 chili), malattia sociale che costa alla società. Ma davvero pensare di punire l'obeso, come fa l'odioso Blair che retrocede in fondo alla lista dei pazienti del National Health Service coloro che mangiano troppo, serve ad affrontare il problema? Che idea di società hanno in testa i fautori dei divieti? Il perfetto perfettino? Ridurre il tutto ad una visione economicistica dei rapporti sociali non può essere la soluzione. Diceva l'attore americano John Barrymore: "non beveva, non fumava, non andava in bicicletta. Vivendo in modo frugale, risparmiando il denaro, morì presto, circondato da parenti avidi. Fu una grande lezione per me".

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 11, 2007 12:54 | Permalink | commenti (16)
categoria:salute
10/01/2007

[ MORIRE PER LAVORARE ]

morti bianche10 gennaio 2007. Rieccomi in redazione. Nel mio trentatreesimo anno di lavoro. Penso a quei due giovani che sono morti mentre lavoravano nel Mantovano. Sono rimasti stritolati dal meccanismo che risucchia il grano all'interno di un enorme silos. Si chiamavano Andrea e  Roberto. Sognavano un posto di lavoro fisso. Nel 2006 ne sono morti tre al giorno. Questo inizio di gennaio del 2007 promette male. Quando finirà questa strage? Quando si faranno rispettare le misure di sicurezza? Quando la prevenzione non sarà più un optional? Morire per poter lavorare. E' assurdo.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 10, 2007 09:19 | Permalink | commenti (13)
categoria:morti bianche
08/01/2007

[ I DESERTI AVANZANO...]

deserto OmanI miei primi giorni del 2007 li ho trascorsi lontano dall'Italia. In posti dove non ho potuto usare il computer. Una settimana intera senza avere notizie dall'Italia. Non mi capitava da anni. Sono reduce da un viaggio bellissimo in Oman e adesso mi trovo in Bahrain pronto a rientrare a casa. Non sono un raccontatore di vacanze, non preoccupatevi! Ma ho conosciuto gente, visto città e villaggi, ammirato paesaggi e pezzi di storia di paesi arabi, musulmani, che mi hanno spinto a "fermare" sensazioni e riflessioni. Nel cosidetto Medio Oriente. Nei giorni dell'orrenda morte dell'ex dittatore iracheno, Saddam Hussein. Bahrain e Oman, paesi diversi l'uno dall'altro. Il primo, il paese arabo più piccolo del mondo (mi hanno detto che è grande come una nostra isola) dove i segni dell'occidente si leggono nei grossi grattacieli che stanno sorgendo nella capitale Manama. Non è Dubai ma poco ci manca. L'Oman, dove è passato Marco Polo, abitato da appena due milioni e mezzo di persone con una grossa comunità indiana. Gente ospitale come non mai. Straordinariamente "gentile". Non ho avuto la sensazione di essere un "nemico". Non mi hanno guardato in modo "sospetto". Ecco, nel nostro Occidente ormai essere un medio orientale vuol dire essere un potenziale "terrorista". Nel Medio Oriente che ho visitato, essere un occidentale non è sinonimo di "nemico". Amici di qui mi hanno detto che solo nel Kuwait hanno festeggiato la morte dell'ex dittatore iracheno. Qui, gli articoli dei giornali si occupano della salute del pianeta. I meteorologi inglesi hanno detto che il 2007 sarà un anno torrido. I deserti avanzano. Buon 2007, anche se con ritardo.

postato da: aleruotolo alle ore gennaio 08, 2007 04:22 | Permalink | commenti (15)
categoria:medio oriente, islam, saddam hussein

template by Splinder
Splinder logo
ultimi post | tag | utenti online | foto | video | audio
crea il tuo blog gratis su Splinder | scopri il nuovo cinema.it