[ INDULTATI...]
Il mio Moleskine è pieno di appunti. Di Napoli. Un quadro desolante. "La plebe" è in subbuglio. La gente mi ferma e mi dice:”Continuate così”. Che vuol dire continuate a raccontare, a informare. Mi colpiscono le proporzioni dell'emergenza. Colpevoli tutti che non significa nessun colpevole. Ho visto i roghi dell'immondizia che avvolge le periferie della città. Ho incontrato “la plebe” confinata nei ghetti, nei palazzoni circondati dal nulla. Ho visto ragazzi che, senza nascondersi alla telecamera, confessavano di "delinquere" in nome della "fame". Ho visto commercianti che imploravano di non esser ripresi dalla televisione per paura di rappresaglie. Ho visto l’illegalità annidarsi nei quartieri bene e nei quartieri poveri di Napoli. Ho letto negli occhi di chi vi abita l'immagine della rassegnazione. Chi ha vissuto all'ombra del governatore Antonio Bassolino oggi sembra prenderne le distanze. Tutti contro tutti. Certo bisogna capire le cause del reato e lavorare per superarle. Occorreranno mesi, anni. Ma, intanto, c’è un bisogno urgente di sicurezza, di giustizia. Vi voglio parlare dell’indulto, degli effetti devastanti di una misura che mi sembrava, quando fu approvata, necessaria per fronteggiare il sovraffollamento delle carceri. Mi è bastato andare a Napoli per cambiare idea. Mi hanno colpito le parole del presidente del tribunale di Napoli, Carlo Alemi, il coraggioso magistrato del sequestro di Ciro Cirillo, l’assessore regionale campano rapito dalle Brigate Rosse, un quarto di secolo fa. E’ un colpo alla certezza della pena. Al diritto. Ma, lo sapevate che quasi 6500 napoletani hanno beneficiato del provvedimento? Un quarto di tutti i detenuti che hanno lasciato le carceri italiane. Il presidente del tribunale di sorveglianza mentre snocciolava le cifre, i numeri di questo disastro, non aveva parole. Sono 38 mila i pregiudicati del distretto di Napoli. Sette mila condannati a cui dovrebbero essere applicate le misure detentive sono ancora liberi. A Napoli stanno eseguendo ora le sentenze di condanne definitive di 5 anni fa. Dei 4500 destinatari di misure alternative al carcere ben 3000 sono stati scarcerati mentre sono in corso 11153 processi la cui sentenza sarà cancellata perché indultata. E per finire: quasi 30 mila schede di sentenze definitive non sono ancora state registrate nel casellario giudiziario. Il che significa che chi è recidivo risulta ancora “incensurato”. La polizia, i carabinieri fanno del loro meglio. Proprio ieri ho assistito all’arresto in flagranza di un rapinatore di moto. Uno dei tanti che entra ed esce dal carcere. Anche lui “indultato”, come le vittime o i killer degli ultimi morti ammazzati di camorra. Il ministro Amato quando, la settimana scorsa, è venuto a Napoli per il piano sicurezza aveva detto che in dieci mesi sono stati arrestati 5300 napoletani. Ma se non si danno mezzi e uomini ai palazzi di giustizia, se non si cambieranno le pessime leggi varate dal governo Berlusconi in questa materia, la battaglia tra guardie e ladri sarà vinta dai ladri.
postato da: aleruotolo alle ore novembre 10, 2006 00:32 |
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