[ BURUBAKAI? ]
Burubakai nella lingua farsi vuol dire andiamocene. Nella lunga intervista all'Espresso, il ministro della difesa Arturo Parisi risponde così al giornalista che gli chiede (riprendendo la dichiarazione di Mastella) se non è il caso di tagliare le truppe in Afghanistan, dato l'impegno in Libano?: "Certo, se ne può discutere, tenendo tuttavia distinto il piano delle risorse disponibili da quello della opportunità politica. Il piano del dovere da quello del potere. e, soprattutto, ricordando che in Afghanistan abbiamo preso degli impegni internazionali che non ci consentono decisioni unilaterali". Discutiamone, per favore!. Capisco la contrarietà alla politica "unilaterale" anche se dall' Iraq in modo unilaterale, dopo averne parlato con il governo di Bagdad e con gli americani, ce ne stiamo andando.
E' vero: in Afghanistan facciamo parte della missione Isaf-Nato "benedetta" dall'Onu. Nulla vieta che, dopo averne parlato nelle sedi competenti, potremmo decidere di andarcene. Ora tutti sanno che i nostri interessi strategici stanno in Iran più che in Afghanistan o in Iraq. E, quindi, la presenza militare italiana è solo calcolo di opportunità politica?
Ma lo sapete che in questo momento la missione Nato in Afghanistan è sotto comando di un generale britannico che sarà, in tempi brevi, sostituito da uno americano. Nei prossimi mesi saremo sotto il comando americano. E gli americani sono odiati a Kabul come nel sud, nell'ovest e nel nord del paese. Da tutti.
E ancora: la situazione sta peggiorando in tutto l'Afghanistan. Nel 2004 i morti di questa guerra mai finita sono stati 700. Nel 2005 sono triplicati: 2000. Nei primi otto mesi del 2006 le vittime sono diventate 3800, 700 delle quali civili. Il governo Karzai, messo in piedi dagli Stati Uniti, è un governo corrotto. I signori della guerra che dovevano restituire le armi se ne sono ben guardati dal farlo. Anumentano le vittime e aumenta anche la produzione di oppio. C'è il boom del papavero. Lo sapete che nel 2006 sono stati coltivati ad oppio 165 mila ettari contro i 104 mila del 2005?. E 165 mila ettari vuol dire 6100 tonnellate di prodotto, il 30 per cento in più del consumo mondiale. La coltivazione di oppio è aumentata del 59 per cento. "La coltivazione di oppio in Afghanistan, che rappresenta il 92 per cento della produzione mondiale, è fuori controllo", ha dichiarato il responsabile dell'ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine. Nella provincia dell'Helmand, dove io sono stato e dove viene raccolto più del 40 per cento dell'oppio afgano, l'area coltivata è cresciuta del 162 per cento rispetto all'anno scorso .
Ormai l'87 per cento del consumo di eroina in Europa proviene dall'Afghanistan. E i trafficanti si sono alleati con i talebani. Insomma è facile da obiettare alla tesi: ma se ce ne andiamo tornano i talebani. E per evitare una guerra civile si fa un'altra guerra? Gli studenti coranici già ci sono e sono appoggiati da una parte della popolazione. I combattimenti si stanno espandendo a macchia d'olio. Nell'intellighenzia di Kabul si ipotizza di dover fare i conti con questi "fratelli musulmani". Guardiamo come Italia al Medio Oriente, all'Iran. La missione in Libano è piena di rischi ma il governo Prodi ha deciso di impegnarsi fino in fondo, scommettendo sulla pace. Certo, fino a quando non si risolverà, con la diplomazia, il conflitto tra palestinesi e israeliani, quel pezzo di umanità è a rischio. Ma è già un fatto positivo che si cominci a parlare di una forza di interposizione nella striscia di Gaza.