[ MALEDETTA GUERRA ]

Maledetta guerra. Proprio mentre il ritiro delle nostre truppe dall'Iraq si fa più che mai concreto, questa mattina una bomba è esplosa a Nassiriya al passaggio di un convoglio del contingente internazionale colpendo in pieno una camionetta italiana uccidendo un capitano dell'esercito, due sottufficiali dei carabinieri e un caporale della polizia militare rumena. Le vittime italiane sono:il capitano Nicola Ciardelli, del reggimento artiglieria paracadutista di Livorno, il maresciallo capo dei Carabinieri Franco Lattanzio, del comando provinciale di Chieti, e il maresciallo capo dei Carabinieri Carlo De Trizio, effettivo nel nucleo radiomobile di Roma, Un altro sottufficiale dei carabinieri è rimasto ferito "Le condizioni di Enrico Frassanito non permettono il suo trasporto, almeno non per ora". Il colonnello dei carabinieri Roberto Riccardi, dell'ufficio di pubblica informazione del comando generale di Roma, spiega ad Apcom che il carabiniere ferito nell'attentato di questa mattina a Nassiriya, proprio per le sue condizioni, non può rientrare in Italia."Abbiamo notizie - continua Riccardi - di ustioni su oltre il 50% del corpo. Si trova all'ospedale civile di Kuwait City ed è chiaramente seguito da molti medici". Le notizie, al momento, si fermano qui. E, sono notizie che ci lasciano sgomenti.Con i tre militari uccisi oggi, sale a 40 il numero tra soldati e civili italiani che hanno perso la vita in Iraq. Non è il momento per le polemiche. Tutti, ma proprio tutti, dobbiamo essere vicini alle famiglie dei caduti. Ma quando si insedierà il governo di Romano Prodi tutti, ma proprio tutti, dovremo chiedere il ritiro immediato del contingente italiano dall'Iraq, una guerra voluta da George W. Bush con le sue decine di migliaia di morti civili e le migliaia di militari caduti sul campo di battaglia. Massimo D'Alema, presidente dei Ds, ha parlato del ritiro del contingente italiano dall'Iraq: "Confermo la volontà dell'Unione di mettere in calendario, al momento in cui si insedierà, il rientro in base ad un impegno preso con gli elettori". "La nostra posizione non cambia - ha chiarito in una nota Romano Prodi - è stata lungamente meditata e definita in questi tre anni. Ritenevamo e riteniamo che siano diverse le vie per costruire la democrazia in Iraq. La situazione in quel paese è andata sempre peggiorando. La nostra posizione, per altro - aggiunge il Professore - non è affatto diversa da quella che oggi sta esprimendo la maggioranza dell'opinione pubblica americana e non è nemmeno lontana da quella che, oggi, sta esprimendo il governo italiano quando dichiara di ritirarsi entro la fine del 2006".
Maledetta guerra.
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Non sono ferratissimo in materia ma gli interventi a ripetizione dell'ambasciatore d'Israele in Italia mi sembrano che poco abbiano a che fare con il ruolo di un ambasciatore in servizio. Anche se, questa volta l'incazzatura è più che legittima . Quello che è successo ieri a Milano durante la manifestazione del 25 aprile dove un gruppetto di mascalzoni ( "imbecilli" come li ha definiti il sindaco di Roma, Walter Veltroni) ha incendiato la bandiera israeliana e fischiato la brigata ebraica è da condannare senza se e senza ma. Ehud Gol non è nuovo a interventi del genere: "Da ebreo e israeliano, ieri, mi sono colmato di vergogna e di rabbia alla vista del barbaro comportamento dei 'fascisti' della sinistra estremista che hanno profanato la sacralità della festa della liberazione del 25 aprile, assieme alla memoria dei caduti della brigata ebraica in Italia, dando alle fiamme le bandiere dello Stato d'Israele nel corso del corteo di Milano". Detto questo, quello che è successo ieri in piazza a Milano è di una gravità assoluta. Non sono "compagni che sbagliano". Non c'entrano nulla con la storia della sinistra italiana. E' vero, in democrazia sono consentite le contestazioni ma io non avrei fischiato il candidato sindaco di Milano, Letizia Moratti, che era in piazza perchè si riconosceva nella festa della Liberazione, nei valori della Resistenza. Nion era quella la sede per esprimere il dissenso nei confronti della casa delle libertà. Il 25 aprile è la festa di tutti. Ancora più gravi sono state le contestazioni, anche se di pochi imbeccilli, alla comunità ebraica. Abbiamo il diritto di dissentire dalla politica israeliana di oggi ma non è ammissibile bruciare la bandiera israeliana. Chi lo fa dovrebbe essere identificato e denunciato all'autorità giudiziaria.
Come si fa a difendere la Costituzione e contemporaneamente a metterla in discussione su uno dei pilastri della Carta stessa, l'indipendenza della magistratura? Ha perfettamente ragione il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che critica l'atteggiamento di Rifondazione comunista sulla giustizia. La storia è tutta bolognese. Rifondazione e Verdi hanno presentato una mozione contro il sostituto procuratore Paolo Giovagnoli che indaga su alcuni militanti della Rete universitaria che avevano promosso, un anno fa, l'autoriduzione del prezzo di mense e cinema, occupazioni dei binari della ferrovia. "Non si possono giustificare reati in nome della politica", sostiene l'ex segretario della Cgil che aggiunge nell'intervista al Corriere della Sera di oggi: "A Bologna i rappresentanti di Rifondazione hanno chiesto l'intervento diretto del governo contro un giudice. Nella sua forsennata polemica, non c'era arrivato neppure Berlusconi". La legalità non è nè di destra nè di sinistra. Nessuno di Rifondazione vuole mettere in discussione l'indipendenza della magistratura ma non ci possono essere dubbi: non si possono usare due pesi e due misure. La difesa della legalità o è tale o non è.
C'è sempre il rischio, quando torna a colpire il terrorismo, di ripetersi stancamente nella condanna della barbarie. Ci si interroga poco e le domande che ognuno di noi si pone vengono superate dalle emozioni che si provano ascoltando i racconti dei sopravvissuti e dalle dichiarazioni degli schieramenti in campo. E' ovvio che gli attentati di Dahab sono crimini contro l'umanità. Il povero leader egiziano Mubarak promette che gli autori "saranno puniti". Il leader egiziano lo aveva già detto all'indomani delle stragi di Taba e di Sharm el-Sheikh. Ma fino a quando saremo condannati ad assistere, indifesi, allo scempio che si fa della vita umana? Non so se, come dicono alcuni analisti, dietro ai kamikaze ci sia l'ombra di Osama Bin Laden. So che dall'11 settembre del 2001 il mondo è meno sicuro. So che le guerre in Afghanistan e in Iraq hanno solo mietuto vittime innocenti e resa più fragile e instabile la convivenza tra i popoli e le civiltà. Hanno rovesciato i regimi di Kabul e di Bagdad cercando Osama e non lo hanno ancora trovato. So che migliaia di civili, siano essi cittadini iracheni o afgani, siano essi turisti dell'Occidente, muoiono incolpevoli. Forse per prendere Osama non era necessario proclamare la terza guerra mondiale come disse, all'indomani dell'11 settembre, George W. Bush. La guerra al terrorismo non c'entra nulla con l'idea della guerra preventiva dei conservatori americani. Sarebbe stato più producente il dialogo tra i popoli e qualche investigatore "eccellente" in più per scovare l'Osama o il Zarkawi di turno.
Care amiche, cari amici,
Ma come fanno a dire che la candidatura di Giulio Andreotti alla presidenza del Senato è una candidatura super partes? Non è stato proprio lui a dichiarare di aver votato per il suo avvocato, candidata in An, e per Pippo Franco? E, poi, nel caso in cui dovessero rieleggere Ciampi al Quirinale, la seconda carica istituzionale ad un 87enne? Suvvia, quella di Giulio Andreotti è una pessima candidatura. Ma come si fa a dimenticare che il divino Giulio è un prescritto per mafia? Secondo i magistrati, Andreotti è responsabile del reato di associazione mafiosa fino al 1980 e grazie al fattore tempo è stato estinto per prescrizione. Avevano detto che lui era stato assolto e invece così non è stato. Il suo è un nome impresentabile. Il senatore a vita più chiacchierato d'Italia farebbe bene a rinunciare.
La dimostrazione della necessità di varare in tempi brevi, entro l'anno, una nuova legge sul conflitto di interessi sta nelle reazioni smodate alle dichiarazioni del leader di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti, sul dimagrimento di Mediaset. E non penso ai Rossella o ai Fede ma agli esponenti del centrodestra. che parlando di "minaccia liberticida", sostenendo che Fausto Bertinotti è animato da uno spirito di vendetta confermano l'urgenza di separare i destini politici di Silvio Berlusconi da quelli imprenditoriali. Il leader di Rifondazione comunista ha detto una cosa chiara e cioè che va superata la condizione di monopolio. Altro che spirito di vendetta!. Il candidato presidente della Camera non mi convince quando afferma di essere contrario alla privatizzazione della Rai. Se si pensa che Mediaset dovrà "essere dimagrita sia in pubblicità che in reti" si deve anche intervenire sulla Rai. Che il sistema radiotelevisivo vada riformato non c'è ombra di dubbio. La Gasparri ha solo favorito le imprese del presidente del Consiglio uscente e l'ultima campagna elettorale ha dimostrato la necessità di mantenere un forte servizio pubblico dove i partiti devono fare un passo indietro. Ma per mantenere un servizio pubblico efficiente bisogna ridisegnare l'intero sistema e quindi anche la Rai. Per superare il duopolio occorrono almeno tre, quattro soggetti protagonisti della tv generalista e quindi della tv "analogica". E, dunque, legge sul conflitto di interesse, limite antitrust per la raccolta della pubblicità, riassegnazione delle frequenze, riforma del sistema radiotelevisivo.
Dunque, Silvio Berlusconi non telefonerà a Romano Prodi mentre il suo amico George W. Bush lo ha fatto con undici giorni di ritardo. E, secondo l'Ansa, è stata anche accantonata l'ipotesi di ricorrere al Tar. Bastava leggere un articolo apparso ieri sulla Stampa di Pierluigi Franz per sapere che: "Le sezioni unite della corte di Cassazione il 6 aprile scorso hanno deciso che non sono più ammessi ricorsi elettorali ai Tar di tutta Italia e al Consiglio di Stato ma solo alla giunta delle elezioni di Camera e Senato". Non è da sottovalutare l'atteggiamento dell'ex presidente del Consiglio. E' una linea pericolosa perchè avalla l'idea che siano state elezioni "truccate" e quindi delegittima il voto. Quando da Trieste, SIlvio Berlusconi, dice che "quel voto bisognerebbe annullarlo", che però "non abbiamo speranza perchè sappiamo la magistratura da che parte pende", che "non e' una maggioranza, sappiano che pende su di loro l'ombra di elezioni che noi non consideriamo regolari", fa capire quale sarà la linea che terrà l'opposizione in parlamento e nel Paese. Una linea "eversiva". Il Finacial Times ha definito il proprietario di Mediaset un cattivo perdente. L'uomo di Arcore promette che sfrutterà tutti i regolamenti per rendere innoffensivo il governo di centrosinistra. A Prodi non resta che superare in tempi rapidi tutte le questioni aperte, dai presidenti delle Camere, al presidente della Repubblica, alla formazione dell'esecutivo e mettersi a lavorare. La decisione del presidente dei Ds, Massimo D'Alema, di ritirare la sua candidatura dalla presidenza di Montecitorio, è un gesto di grande responsabilità. Mi auguro che il governo Prodi non diventi una parentesi come vorrebbe che fosse lo sconfitto del 9 e 10 aprile.
Slittiamo. Ebbene si, Anno Zero, il nuovo programma di approfondimento giornalistico di
La Cassazione ha confermato la vittoria del centrosinistra. All'Unione sono andate 19.002.598 preferenze contro le 18.977.843 della casa delle libertà. 24.755 sono i voti di differenza tra le due coalizioni e non 25.224 come detto in un primo momento.. All'Unione, secondo la Cassazione, vanno anche i voti di alleanza Lombarda. Secondo voi Silvio Berlusconi chiamerà Romano Prodi per congratularsi con il vincitore delle elezioni politiche?
La discussione è su chi deve fare la prima mossa. Se è Hamas che deve riconoscere Israele e condannare "senza se e senza ma" il terrorismo oppure se è Israele che deve abbandonare la politica delle armi e usare le armi della politica? Ma quando l'Europa, la Russia, gli Stati Uniti d'America, l'Onu riprenderanno in mano l'iniziativa, mantenendosi equidistanti dai due nemici di oggi? Quando agli israeliani sarà garantita la sicurezza e ai palestinesi la dignità? Di certo il calcolo di portare all'esasperazione il popolo palestinese e, quindi, di far esplodere le contraddizioni nella striscia di Gaza e in Cisgiordania spinge sempre di più alla radicalizzazione e allontana la pace. La delegittimazione del presidente palestinese Abu Mazen è sotto gli occhi di tutti. A chi giova?
L'attentato kamikaze di Tel Aviv, con i suoi 9 morti e una quarantina di feriti, rischia di alimentare la spirale di violenza. La reazione israeliana non si farà attendere. Ci si interroga solo sul livello della reazione di Gerusalemme. E' una pasqua, l'ennesima pasqua di guerra in terra santa in un'area che sempre più appare sull'orlo della catastrofe. Un portavoce di Hamas ha definito la strage "un atto di autodifesa, l'esito naturale dei continui crimini israeliani contro il nostro popolo". L'attentatore aveva 16 anni. L'attacco è avvenuto mentre si insediava il parlamento israeliano. All'indomani della promessa dell'Iran di donare ai palestinesi 50 milioni di dollari dopo la decisione di Europa e Stati Uniti di congelare gli aiuti economici al governo di Hamas fino a quando Hamas non avesse riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di Israele e avesse rinunciato alla violenza come lotta politica. Un altro stato, il Qatar, dopo l'appello dell'Iran, donerà 50 milioni di dollari ai palestinesi. E, intanto, in Israele c'è già chi chiede di lanciare un attacco unilaterale contro l'Iran. Al Pentagono ammettono di aver considerato anche l'attacco nucleare tattico. Siamo davvero alla vigilia di una escalation militare per fermare il programma nucleare iraniano? Oppure queste minacce in realtà fanno parte di una strategia di "pressione" per indurre il paese sciita a più miti consigli? Se non ci fosse George W. Bush alla Casa Bianca scarterei la prima ipotesi. Nonostante il disastro iracheno, l'amministrazione americana non sembra mettere in discussione la strategia interventista che fino ad oggi è stata disastrosa. Certo, non aiuta la diplomazia neanche l'atteggiamento di Teheran nei confronti di Israele. Le dichiarazioni di Ahmadinejad sul "regime sionista" che andrebbe "verso la distruzione", hanno spinto "la colomba" Shimon Peres a tracciare un parallelo con il dittatore iracheno: "Le sue affermazioni ricordano quelle di Saddam e Ahmadinejad fara' la fine di Saddam". Tutti scaldano i muscoli. Gli americani sono convinti che gli iraniani prima o poi avranno la bomba nucleare. Gli iraniani la rivendicano dal momento che sono circondati da Stati che sono già potenze nucleari, da Israele al Pakistan, all'India, alla Cina, alla Russia. Ma non sarebbe più giusto riaprire un negoziato per la riduzione degli arsenali nucleari? E, soprattutto, non sarebbe meglio disinnescare il conflitto israelopalestinese? Il giusto diritto di Israele di esistere in pace non può avvenire a discapito delle giuste rivendicazioni del popolo palestinese che ha il diritto di costruire il suo futuro in uno stato libero e sovrano, riconosciuto da tutti.
Facite ammuina! Ovvero tanto rumore per nulla. Il numero delle schede contestate si riduce da 43.028 a 2.131 per la Camera dei deputati, e da 39.822 a 3.135 per il Senato della Repubblica". Lo rende noto il Viminale, spiegando che "il primo, provvisorio calcolo delle schede contestate è frutto di un errore materiale". Ripenso alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi e mi consolo pensando che sarà Romano Prodi il nuovo presidente del Consiglio. Non esiste un caso "brogli". Berlusconi non ha voluto commentare e non ha, ancora, chiamato il leader dell'Unione. Questione di stile. "Resisteremo", ha dichiarato lo sconfitto. Buona pasqua a tutti.
Romano Prodi ha detto che sarà il nuovo presidente della Repubblica a conferirgli l'incarico per la formazione del nuovo governo, quindi non prima del 18 maggio, giorno in cui scade il settennato di Carlo Azelio Ciampi. Ancora un mese. Sembra un secolo e sembra anche ingiusto. Gli elettori che hanno votato centrosinistra hanno indicato il leader in Romano Prodi. Non ha senso, dunque, aspettare il nuovo inquilino del Quirinale. Pazienza! Tra i pensieri che assillano Berlusconi, dopo l'annuncio del centrosinistra di cancellare le leggi ad personam, certamente c'è il conflitto d'interessi. Prodi ha detto che la legge dovrà essere cambiata e non sarà vendicativa. Indiscrezioni rivelano che il proprietario di Mediaset starebbe pensando di cedere i beni ai figli. E' sufficiente? Secondo me no. Pensate al Giornale diretto da Maurizio Belpietro. Formalmente è del fratello Paolo Berlusconi. E conosciamo tutti la linea editoriale del quotidiano milanese. Speriamo che il centrosinistra non abbocchi all'amo. Penso che sia urgente, invece, rompere il monopolio delle Tv, creare concorrenza e perciò disegnare una Rai e una Mediaset diverse. Con un SIlvio Berlusconi che, se decide di rimanere in politica, non può avere nulla a che fare con le Tv. Lui e la sua famiglia.
E' una bellissima notizia. E' ancora più bella perchè lo avrebbero preso senza trattare. Nessuno l'avrebbe tradito. Dopo 43 anni di latitanza, Bernardo Provenzano è stato arrestato. Un gruppo di investigatori della polizia coordinati dalla procura nazionale antimafia di Piero Grasso sono riusciti, finalmente, ad individuarlo e catturarlo. Ci avevano provato già nel passato, senza riuscirci. Da tempo circolavano voci che il numero uno della mafia siciliana si volesse consegnare. Si sarebbe attivato anche un canale ma gli inquirenti lo avrebbero rifiutato, convinti di poterne fare a meno. Binnu era nascosto nella sua Corleone e, dunque, era un capo a tutti gli effetti. Proprio pochi giorni fa il suo avvocato difensore, in un'intervista a Repubblica, aveva detto che il capo di cosa nostra era morto. Che cosa succederà ora dentro cosa nostra? L'uscita di scena di Bernardo Provenzano era messa nel conto. Certamente il vecchio boss avrà indicato il suo successore. Vedremo se il suo arresto modificherà gli equilibri dentro cosa nostra. La mafia non è invincibile.
"Per un pelo di coglione". La battuta è del mio amico Vauro. Dunque, i numeri, anche se risicati, dicono che governerà l'Unione. Vittoria? Si, ma fino ad un certo punto. Nessuno di noi si aspettava un risultato del genere. Governerà l'Unione con due seggi in più al Senato. L'unico elemento positivo è che Silvio Berlusconi non sarà più il presidente del Consiglio. Ma non ci siamo liberati di Silvio Berlusconi e il Paese, che è profondamente malato di berlusconismo, è spaccato in due. Pensavo, e come me tanti, che non ci sarebbe stata partita anche se, durante la campagna elettorale, la scelta di chiamarsi fuori dalla Tv di Romano Prodi mi sembrava perdente, e così è stato perchè il suo competitor è rimasto in Tv, anche durante la par condicio. E' stata una campagna elettorale mediatica vinta da Silvio Berlusconi che l'ha condotta da leader dell'opposizione pur avendo governato per cinque anni. Il Nord è rimasto nella casa delle libertà. La confusione del messaggio sulle tasse, sui bot, la proposta dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa hanno consentito a Silvio Berlusconi di riconquistare il suo elettorato. Certo, se ci fosse stata la lista dell'Ulivo anche al Senato, se ci fossero state le liste civiche, i risultati probabilmente sarebbero stati diversi. Non c'è dubbio che l'unica scelta che oggi hanno di fronte a sè Ds e Margherita è quella del partito democratico.
Chissà se poi alla chiusura dei seggi i votanti saranno di più del 2001. E non è detto che l'alta affluenza favorirà la casa delle libertà. Anzi, penso che non ci sarà la vittoria di misura dell'Unione e per un ragionamento semplice: la radicalizzazione imposta da Silvio Berlusconi ha spinto gli indecisi del centrosinistra a votare, convinti della necessità di mandare a casa Silvio Berlusconi. Tradizionalmente l'elettorato del centro sinistra è più attivo di quello del centrodestra. Credo che tra qualche ora festeggeremo l'arrivo della primavera.
Come sta l'ansia? Dunque, sono scomparso per tre bei giorni ( venerdì, sabato e oggi). Sono appena rientrato. E l'ansia, non mi ha abbandonato un minuto-secondo. Se poi ci mettete le telefonate, gli sms, insomma è stato un delirio. Non vi dico dove sono stato...ma ricordatevi che sono nato in riva al mare....Vi posso dire che ho visto i pullman della manifestazione napoletana della casa della libertà con tre, quattro persone a bordo e che, un attimo dopo l'annuncio di Silvio Berlusconi dell'abolizione della tassa sui rifiuti, mi è arrivato il primo sms: "L'ultima legge ad personam? L'abolizione della tassa sui rifiuti". Alle 21,50 sono riuscito a votare ( ce l'ho fatta per un pelo. Ho evitato un'altra notte insonne). Domani è un altro giorno? E' opinione comune, anche tra i più vecchi (cinquantenni e oltre), che queste siano le elezioni più importanti della nostra vita.
Sfogliate un qualsiasi giornale di oggi, fermatevi alla pagina degli spettacoli.Rai Uno alle 22.55 Conferenza stampa leader: democratici di sinistra e Forza Italia. Canale 5 alle 21 Zelig. Alle 0.40 Tg5 Notte. Zelig non può durare tanto. Vuoi vedere che la voce che circola insistentemente da ieri è vera? E cioè che le reti Mediaset si preparano a trasmettere anche loro l'ultimo messaggio di Silvio Berlusconi come leader di Forza Italia, violando la par condicio? Anche Italia Uno potrebbe farlo perchè in palinsesto è prevista la rubrica "diario elettorale". Se accadesse, sarebbe una violazione della legge perchè prima della conferenza stampa di questa sera i leader delle altre forze politiche, seguendo il calendario deciso dalla commissione parlamentare di vigilanza, hanno già potuto parlare sulle reti Rai. Ma a Mediaset no e quindi sarebbero discriminati. Esagero? Da Silvio Berlusconi ci si può aspettare di tutto. Ah, dimenticavo, questa mattina alla radio ha promesso anche l'abolizione della tassa sui rifiuti. Ma sono fiducioso. La sua sconfitta alle elezioni sembra più che mai probabile.
Come stai? "Sono in ansia", "non me ne parlare", "sono preoccupata". Mai come questa volta si percepisce l'importanza della posta in gioco il 9 e 10 aprile. Siamo tutti in ansia e preoccupati per queste ultime ore di campagna elettorale. Silvio Berlusconi, come ha scritto oggi Ezio Mauro su Reubblica, non è un "politico disperato (Berlusconi può ancora rischiare di vincere) nè un leader estremista. No. Tecnicamente, Berlusconi è il Sovversivo". E la mia ansia cresce. Ma anche l'editoriale di Claudio Magris sul Corriere della Sera di oggi fa aumentare l'ansia: "Il presidente in via di uscita ha offeso - poco importa con quanta finezza - chi vota senza pensare solo al proprio interesse. Con un unico insulto, ha liquidato secoli di pensiero liberale e di riflessione sul rapporto fra l'individuo e la collettività o lo Stato, fra l'interesse privato e quello pubblico, fra il bene individuale e quello comune". Quanti saranno i furbi in Italia? Le agenzie annunciano una conferenza stampa convocata, per le ore 12, da Silvio Berlusconi a palazzo Chigi. Profetico Il Caimano di Nanni Moretti! Il sovversivo l'ha indetta per denunciare "un'azione dei pm di Milano" nei suoi confronti. E giunge voce che per domani sera Silvio Berlusconi voglia lanciare l'ultimo appello a reti unificate dopo il blitz fallito su Canale 5 di ieri sera. Ma, dunque, che cosa è l’ansia? Si cura solo con i farmaci o esistono anche altri metodi terapeutici? Le medicine alternative aiutano l’ansioso a stare meglio senza utilizzare (o assumendone minime quantità) farmaci che agiscono sul cervello?
Mi ha scritto Andrea, che è un mio caro amico, chiedendomi se avevo letto il libro che il presidente del Consiglio uscente ha spedito agli italiani. Pur avendolo ricevuto, non l'ho letto. E' finito nei rifiuti. Pubblico la sua lettera: " Vai a pagina 154: c'è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la prima. E' scritto che nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari, mentre nel 2001 era di 24.670 dollari. Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari. Mi sono chiesto: ma perché mi danno le cifre in dollari? Io già ho difficoltà a capire le cifre in Euro, figuriamoci con la moneta di uno stato estero... E come me, anche moltissime famiglie, massaie e pensionati che hanno ricevuto il libro! Comunque, per capire meglio queste cifre, mi sono fatto un po' di conti; sono andato sul sito internet
La discussione sui coglioni ha preso il sopravvento sulla mossa a sorpresa di Silvio Berlusconi dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa. L'ultima promessa dell'uomo dei sogni è passata oggi in secondo piano sui giornali di tutta Italia. Sorrido ma mi fermo qui perchè mi verrebbe da fare una battutaccia...."Che coglione!".
''Ho troppa stima per l'intelligenza degli italiani per poter credere che siano in giro cosi' tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi''. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi alla Confcommercio mettendo in guardia gli italiani da un voto a sinistra. Subito dopo il premier si e' scusato dicendo: ''scusate e' un linguaggio rozzo ma efficace...''.(Vam/Gs/Adnkronos) Tutto vero. Se vedete il documento video, l'agenzia ha riportato fedelmente le parole del presidente uscente.
Il primo confronto aveva fatto più ascolti (più di 16 milioni di telespettatori, oltre il 52 per cento di share), ieri sera in quattro milioni hanno disertato il match di ritorno tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi: 10 per cento in meno di share. La campagna elettorale è in dirittura d'arrivo. Mancano solo cinque giorni al voto. Le uniche due domande che ci dobbiamo porre, dopo il duello televisivo di ieri sera, è se gli elettori crederanno ancora alle promesse del leader populista di Forza Italia e se il match sposterà voti. Alla fine del confronto senza possibilità di replica, Berlusconi ha proposto, a sorpresa, di abolire l'imposta sulla prima casa. Convincerà così gli ultimi indecisi? Io penso di no. Semmai fare gioire l'Italia dei furbetti, ma quelli già stavano con lui. Entrambi, mi è sembrato, hanno puntato a rassicurare i loro elettorati. Quello del centrosinistra con un Prodi con l'aria distesa. L'altro, insofferente, tutto "ingessato", il suo. Da oggi e fino a sabato prossimo si discuterà dell'ultima mascalzonata del presidente del Consiglio uscente. A confronto chiuso, senza diritto di replica e senza, soprattutto, spiegare come farà, Silvio Berlusconi l' ha sparata grossa come fece nel 2001 quando tirò fuori il contratto con gli italiani. Sappiamo tutti che senza l'Ici, i comuni italiani dovranno chiudere. Complessivamente la partita di ritorno si è conclusa con un pareggio. C'è ancora un 8 per cento di elettori che non ha deciso, dicono i sondaggisti più seri. L'impressione è che il trend favorevole alla coalizione di Romano Prodi difficilmente sarà messo in discussione.
Dice Pierferdinando Casini :"Io credo che se oggi noi tutti non fossimo cristiani veramente saremmo favorevoli alla pena di morte perche' la vicenda di Tommaso Onofri ha colpito fortemente le coscienze di tutti gli italiani". Io non sono cristiano e sono contro la pena di morte. In altri tempi i cristiani sono stati vittime di persecuzioni e anche carnefici. Oggi no, quella di Casini sembra la boutade di un borghese piccolo piccolo in cerca di voti.
C'è qualcosa che non torna nelle indagini sul sequestro del povero Tommaso. Certo, anche se li avessero presi subito, nelle ore successive all'irruzione dei rapitori nella cascina degli Onofri, Tommy non si sarebbe salvato ("l'abbiamo rapito e ucciso subito"). Ma qualcosa non ha funzionato. Non so se gli investigatori ma certamente i media hanno puntato subito sul profilo dei genitori del bimbo (un Cogne bis?), poi non gli è parso vera la pista "pedopornografica". Tra la seconda e la terza settimana, se non sbaglio, sono intervenuti i Ris dei carabinieri che hanno trovato un'impronta sullo scotch usato dai banditi per legare la famiglia Onofri. L'hanno dovuta confrontare con la loro banca dati e alla fine è risultata essere di un pregiudicato di origine siciliana, Salvatore Raimondi. Perchè nell'immediatezza del rapimento gli investigatori non hanno proceduto ai rilievi approfonditi sulla scena del crimine? E perchè hanno atteso così tanto prima di fermare i sospetti? Forse pensavano che, pedinandoli, li avrebbero portati nel covo dove, ipotizzavano, ci fosse l'ostaggio in vita? Col senno di poi hanno sbagliato. Hanno fatto errori su errori, in buona fede, ma inquirenti esperti si sarebbero mossi diversamente, non ho dubbi.