Sandro Ruotolo


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Home » Marzo 2006
31/03/2006

[ CADUTI NEL TRANELLO ]

bbbbbNon mi piacciono questi ultimi giorni di campagna elettorale. Massimo Giannini su Repubblica e Valentino Parlato sul Manifesto colgono nel segno. L'Unione appare in difficoltà sotto gli attacchi della casa delle libertà. Non è un buon segno il nervosismo del candidato premier  Romano Prodi che manda a quel paese l'ascoltatore di Radio Anch'io. Non è buon segno dover dire "non è vero che ", "non siamo il". In campagna elettorale  al "noi non faremo" si deve sempre sostituire "noi faremo", gli altri "non hanno fatto".  Eppure la partenza era stata buona, promettente ma la chiarezza e l'incisività sono crollate sulla grande questione delle tasse. L'Unione, scrive Giannini, "pecca per incoerenza mediatica". Si è partiti con il cuneo fiscale e si è passati alla tassazione delle rendite immobiliari e finanziarie e all'imposta di successione. Ma i messaggi sono stati confusi. Alla serietà che è stato lo slogan che ha accompagnato Romano Prodi nella campagna elettorale andrebbe aggiunta la chiarezza.  Mancano 9 giorni al voto. Speriamo che Romano Prodi sia più convincente.  

postato da: aleruotolo alle ore marzo 31, 2006 13:40 | Permalink | commenti (14)
categoria:politica, unione, elezioni politiche
30/03/2006

                             [ ANNO ZERO ]

tvL’abbiamo chiamata  “Anno Zero” la nuova trasmissione che segna il  ritorno in televisione di Michele Santoro  e della sua squadra. Andrà in onda ogni giovedì, a partire dal 27 aprile su Rai Due, per sette prime serate. Da quasi una settimana la redazione è al completo. Ci sono alcuni “vecchi” come Alessandro Renna , Franco Argenziano, Paolo Mondani , Stefano Bianchi , Alberto Nerazzini , Natasha, Roberta e poi i nuovi come Enza Gentile con la quale stavamo in contatto ai tempi della Rai Due di Carlo Freccero. Sembrano tanti 29 giorni e invece per ideare e realizzare un programma sono pochissimi. E’ una corsa contro il tempo. E' una macchina complessa. Siamo in riunione permanente. Bisogna pensare alla scenografia, alla grafica, risolvere i problemi dei mezzi, delle troupe, dei montaggi. Insomma è una vera e piccola fabbrica che è al lavoro in ogni suo segmento produttivo. Anche il titolo, la proposta era di Michele, è stato deciso al termine di una serie di “assemblee”. Non è la prima volta che il cinema ci corre in aiuto. Se torniamo indietro con il tempo c'è Il Raggio Verde del film di Eric Rohmer o Sciuscià di Vittorio De Sica. Che tipo di programma sarà Anno Zero? Ci stiamo lavorando. Il format si concretizzerà in un work in progress. Con il titolo “Anno Zero” Michele ha voluto rendere omaggio, ancora una volta, al cinema neorealista italiano. Questa volta il riferimento va al film “Germania Anno Zero” di Roberto Rossellini, al suo modo di interpretare la realtà.  Se nel ‘47 l’occhio del grande maestro del cinema italiano fotografava  le macerie  del dopoguerra, con uno sguardo più freddo e distaccato degli Sciuscià di De Sica, il nuovo programma si muoverà nell’Italia del dopo elezioni, tra le inquietudini e le speranze di una società comunque di fronte al suo Anno Zero. Che Italia sarà quella che ci troveremo il 27 aprile? Per scoprirlo accenderemo le nostre telecamere e i nostri microfoni.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 30, 2006 16:13 | Permalink | commenti (58)
categoria:
30/03/2006

[ L'ULTIMA PORCATA ]

antiracketSenza parole. A 11 giorni dal voto, il consiglio dei ministri ha ieri nominato il nuovo commissario straordinario antiracket. E' un prefetto. Si chiama Raffaele Lauro. Lo ricordo capo di gabinetto dei ministri dell'Interno Scotti e Mancino e nell'ultima legislatura del ministro delle Attività produttive Claudio Scajola. Secondo la legge antiracket, fortemente voluta dalle associazioni nate contro il racket delle estorsioni e contro l'usura, per essere nominati commissari occorrono due requisiti: la comprovata esperienza nell'attività di contrasto al fenomeno dell'estorsione e dell'usura e una comprovata esperienza nell'attività di solidarietà nei confronti delle vittime. Quella di Raffaele Lauro è una nomina illegittima dicono i commercianti antiracket. Di certo, il prefetto Lauro, dice la federazione delle associazioni antiracket italiana, non ha mai espresso solidarietà nei confronti delle vittime del racket. Che fretta c'era di nominare il nuovo commissario a dieci giorni dal voto? La risposta datevela voi. L'ultima porcata? Lo hanno nominato per 6 anni.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 30, 2006 09:43 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, legalitĂ , elezioni politiche, antiracket
29/03/2006

[ LA TV E' DEI POLITICI? ]

ballaròI politici sono padroni della Tv. Quello che è successo ieri sera a Ballarò è la prova che ormai l'hanno vinta "gli ospiti". Che è sempre più difficile fare un programma televisivo. L'immagine di Silvio Berlusconi (seguito subito dopo per "par condicio" da Emma Bonino)  che si alza, fa quello che vuole, si avvicina al conduttore, cammina per lo studio e poi torna a sedersi è devastante. Ballarò ieri non ha fatto ascolti record (5 milioni e 600 mila ascoltatori, il 19,4 per cento di share) ma avrebbe potuto fare anche molto di più, considerate le attese della vigilia. Le voci che si sovrapponevano e una gestione spontanea della serata non potevano attrarre più di tanto i telespettatori. Lo stesso Fausto Bertinotti, che non si scompone mai, alla fine è stato costretto ad alzare la voce e a dire che non si poteva andare avanti così. Si è imposta la strategia di Silvio Berlusconi che è quella di alzare il livello dello scontro. Ha difeso l'operato del suo governo, non ha proposto nulla per il futuro, ha demonizzato l'avversario, ha evocato ( sapendo che i sondaggi danno in vantaggio i suoi avversari) la paura nel caso in cui vincesse l'Unione. Silvio Berlusconi mira a recuperare i voti di una parte di quei quattro milioni di elettori che nelle Europee del 2004 hanno abbandonato Forza Italia. E' quello che ha fatto l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder che in campagna elettorale, sapendo di stare sotto e di parecchi punti rispetto alla Cdu di Angela Merkel, ha giocato tutte le carte, demonizzando gli avversari. Ha perso lo stesso ma ha recuperato così tanto che oggi in Germania c'è la Grande Coalizione. Questo non vuol dire che sarà così anche in Italia. L'Italia è sempre più divisa in due. Ma se a Berlusconi conviene alzare i toni perchè l'Unione non si sottrae e lascia che sia Romano Prodi a fare i confronti al momento opportuno?

postato da: aleruotolo alle ore marzo 29, 2006 13:38 | Permalink | commenti (21)
categoria:politica, par condicio, rai-tv
29/03/2006

[ LA FRONTIERA CHE NON C'E' ]

israele votoAnche se i pensieri sono rivolti a quello che sta succedendo nel nostro Paese, a dieci giorni dal voto,  non si può non cogliere un elemento di novità nel voto israeliano di ieri. Il mancato successo del partito di Ehud Olmert può aprire uno spiraglio per il processo di pace. La partita che si giocherà nei prossimi giorni è tra l'unilateralismo di Kadima che tanto piace anche agli Stati Uniti di George W. Bush e la via diplomatica  per la soluzione alla questione palestinese voluta invece dai laburisti di Amir Peretz che, orfani di Simon Peres passato al partito voluto da Ariel Sharon, hanno ottenuto un lusinghiero risultato che va aldilà delle più rosee previsioni. Certo, il partito di Olmert ha ottenuto la maggioranza relativa, 28 dei 120 seggi della Knesset che sono meno di quelli pronosticati dai sondaggi mentre il partito laburista ne ha ottenuti 20, più o meno gli stessi che aveva prima. Decidere da soli i confini di Israele vuol dire decidere anche per conto dei palestinesi e in questo modo, come saggiamente ha dichiarato Hanna Siniora, direttore del settimanale Jerusalem Times, "si cancella ogni possibilità di perseguire un accordo fondato sul principio dei due Stati". La questione si è complicata da quando Hamas ha vinto le elezioni in Palestina. Hamas ha già detto che non riconosce Israele ed è chiaro che Israele può sostenere la tesi che non esista una controparte palestinese ma procedere rapidamente ad una soluzione di abbandono unilaterale di una parte della Cisgiordania occupata militarmente non favorirà il processo di pace. Le frontiere non possono essere ridisegnate senza tener conto delle risoluzioni internazionali che impongono ad Israele il ritiro dai territorio occupati nel 1967. La via diplomatica è quella più ragionevole. Il presidente Abu Mazen non è Hamas. C'è in Palestina chi può rappresentare una credibile controparte per Israele. C'è bisogno di pace.

P:S: LA notizia arriva in pomeriggio. Gli Stati Uniti rompono le relazioni con il governo di Hamas. Saranno mantenuti i contatti solo col presidente Abu Mazen, esponente di Fatah e da sempre interlocutore gradito agli Usa, e con i suoi collaboratori. Non è una buona notizia. 

postato da: aleruotolo alle ore marzo 29, 2006 11:15 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, israele-palestina
28/03/2006
[ QUANDO I CINESI SI INCAZZANO...]
 
maoSiamo così tragicamente  abituati alle esternazioni di Silvio Berlusconi che, anche quando sono tremende ed esplosive, non ci facciamo più caso. Noi italiani non ci indigniamo più. Gli altri, si. Il ministero degli Esteri cinese ha protestato con l'Italia per la frase sui "bambini bolliti" ai tempi di Mao pronunciata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi domenica, durante una manifestazione elettorale a Napoli (quando ha detto che Fassino andava bene come sponsor delle pompe funebri). "Siamo contrariati da queste affermazioni infondate", dicono i cinesi. "Le parole e le azioni dei leader italiani", prosegue la nota del ministero degli Esteri, "dovrebbero andare a beneficio della stabilità e dello sviluppo di relazioni amichevoli tra Cina e Italia".  Prima Calderoli e le sue magliette anti-islam, poi Giovanardi e l'Olanda, adesso Berlusconi e la Cina. Quando finirà questa campagna elettorale? Così facendo, rischiamo di trovarci soli. Contro il resto del mondo.
postato da: aleruotolo alle ore marzo 28, 2006 16:05 | Permalink | commenti (18)
categoria:politica, cina, elezioni politiche
27/03/2006

[ LA FINE DEL CAIMANO ]

w_caimano_corriere-it_01Che altro succederà in questi ultimi 12 giorni della campagna elettorale? La peggiore di tutte le campagne elettorali dal dopoguerra? Le ultime esternazioni del  presidente del Consiglio uscente sono irripetibili per la loro volgarità. Ha ragione Romano Prodi quando dice che ormai il signore di Arcore incute solo paura. Non fa più sognare. Vede nemici da tutte le parti e il suo sorriso si perde nelle urla e nella lombosciatalgia. La sua è, ormai,  l'immagine di un leader che si sente già all'opposizione. Reagisce alla sconfitta annunciata alzando i toni pensando così di recuperare consenso. Ma non si vota contro, si vota per e, oggi, Silvio Berlusconi non ha nulla da proporre. Nessun sogno è alle porte. Ancora una volta l'appello del presidente Ciampi alla moderazione è rimasto inascoltato. All'inizio della passata legislatura Silvio Berlusconi aveva detto che avrebbe risolto il conflitto di interesse nei primi cento giorni del suo governo. Sappiamo che così non è stato. Gli altri, gli esponenti del centrosinistra, in queste ore, parlano di approvare in tempi brevi, in caso di vittoria, una legge sul conflitto di interesse. Finalmente. E il presidente del Consiglio uscente parla di minacce e scambia i suoi interessi particolari per la difesa della democrazia: "Le minacce nei miei confronti e nei confronti delle mie aziende" dimostrano che "viviamo ancora in un paese in cui una parte deve ancora avere timore che vinca l'altra parte: questo mostra che non siamo ancora in una piena e compiuta democrazia". No, la democrazia vuole le regole. Esige che, se si vuole competere in politica, bisogna competere ad armi pari.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 27, 2006 13:04 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, ciampi, elezioni politiche
25/03/2006

[ ABBASSO IL CAIMANO ]

caimano202Che bel film! Si ride, ci si incazza, si riflette. E' un film laico. E'' un film dei nostri tempi. Ho appena visto "Il Caimano". In un cinema di un quartiere borghese di Roma. Alle tre e mezzo del pomeriggio. Sala piena. All'Eur. Sorrido se penso a quello che ho letto sui giornali tra ieri e oggi. Alle polemiche preventive. Ma la cosa che più mi colpisce è che uscendo dalla sala un signore mi ha chiesto se, secondo me, il film poteva influire sull'esito del voto. E io di rimando: ma l'è piaciuto? "Si, ma". Si e basta. Siamo davvero un paese malato. Questi terribili anni di berlusconismo hanno cambiato nel profondo il nostro modo di essere. Siamo tutti più preoccupati, cinici, cattivi. Abbiamo imparato, noi e gli altri, ad odiarci come non mai.  Di certo, Silvio Berlusconi ha spaccato il paese a metà. Nanni Moretti ha parlato dell'Italia di oggi scegliendo come storia guida un produttore cinematografico interpretato da uno straordinario Silvio Orlando, in crisi esistenziale, affettiva, familiare, lavorativa. Un film sui sentimenti. Altro che film di propaganda!  Un film con la effe maiuscola dove c'è anche l'inchiesta. Contaminato dalla realtà (Berlusconi al parlamento europeo e mentre testimonia nell'aula di giustizia del tribunale di Milano).  Non so se capita anche a voi ma quando io vedo un bel film torno a casa con il sorriso, soddisfatto di aver trascorso due ore "intelligenti". Questo vostro presidente del Consiglio mi ha rovinato la salita in ascensore. Nella mia buca delle lettere ho trovato un plico. L'ho aperto e che ho trovato? "La vera storia italiana. Il dietro le quinte del governo Berlusconi". Abbasso il caimano.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 25, 2006 18:47 | Permalink | commenti (25)
categoria:
25/03/2006

[ ARTE E REGIME ]

morettiNon l'ho ancora visto, ci andrò tra qualche ora, ma trovo disgustose  le polemiche sul film di Nanni Moretti. Politici e "intellettuali" che, come me, non hanno ancora visto  "Il Caiamano" e si chiedono se sposta i voti, che forse era meglio se fosse uscito nelle sale dopo il voto. Che Silvio Berlusconi non lo andasse a vedere era scontato ma anche le battute di alcuni leader del centrosinistra mi lasciano l'amaro in bocca. Ma che paese è un paese che ha paura di un film?   E che si chiede se sia utile o meno? I film di propaganda sono film di regime.  A destra e anche a sinistra amerebbero gli artisti "organici".Un film è un film. Un libro è un libro. Un programma televisivo è un programma televisivo.  Se sento la necessità di ribadire questa ovvietà vuol dire proprio che siamo un paese malato.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 25, 2006 13:07 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica
23/03/2006

[ GEORGE E SILVIO ]

bushberlusconiSta proprio messo male Silvio Berlusconi se ha dovuto chiedere aiuto al suo amico George W Bush. Ma voi come vi sentite dopo aver letto le raccomandazioni del dipartimento di Stato Usa che ha messo in guardia i cittadini americani dal frequentare il nostro Paese alla vigilia delle elezioni politiche di aprile? E che viviamo in Cecenia o nel Bangladesh? Gli Stati Uniti  evocano (coincidenza vuole che poco prima che venisse lanciato l'allarme americano Berlusconi parlasse di "emergenza democratica" e di "squadristi di sinistra") il rischio del terrorismo islamico e, prendendo spunto dagli incidenti di Milano di qualche giorno fa, ricordano che "anche le manifestazioni pacifiche possono finire in violenze".  Ma io pensavo di vivere in un Paese democratico e invece mi ritrovo in una di quelle aree del mondo considerate "calde". E come mai lo stesso invito gli Stati Uniti non lo hanno rivolto ai cittadini americani che si trovano in Francia dove sono in corso le rivolte studentesche e dove, per giorni e giorni,  hanno preso fuoco le periferie parigine? Vuoi vedere che è stato SIlvio Berlusconi a sollecitare George W Bush? Ma il mio non è un invito a far finta di nulla. Questa è la peggiore campagna elettorale dal dopoguerra. Mancano 15 giorni al 9 aprile. Il clima è già avvelenato e non si può star tranquilli. Evitate di dare il fianco ai provocatori.

P:S: Come volevasi dimostrare. Il leader dell'Unione Romano Prodi commenta così l'allerta diffusa dal Dipartimento di Stato americano: "Con le elezioni vicine, può provocare angoscia, e non ce n'è bisogno". Replica Silvio Berlusconi: "Da Prodi una intromissione indebita negli affari degli Stati Uniti".

postato da: aleruotolo alle ore marzo 23, 2006 11:04 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, elezioni politiche
22/03/2006

[ LA LETTERA DEL BOSS ]

piero grassoPerchè è stato ucciso Francesco Fortugno? L'impressione che si ha, parlando con gli investigatori, è che le indagini sul movente non siano all'anno zero. Nei provvedimenti restrittivi eseguiti ieri è stata stralciata la parte che riguarda i mandanti ma leggete queste righe che si trovano all'inizio dell'ordinanza firmata dal Gip di Reggio Calabria: "Le indagini hanno consentito di acclarare ancora una volta la validità delle comuni, consolidate, ferree regole di mafia che imperano nelle zone teatro dei fatti, che vogliono che l’esecuzione di un così rilevante fatto di sangue venga “naturalmente” affidata ad una delle cosche che dominano il territorio".

La cosca dei Cordì, in altre parole,  eseguì solo il delitto, che le fu commissionato. Qualcosa il pentito Bruno Piccolo deve aver detto ai magistrati che hanno coperto le sue dichiarazioni con gli "omissis". Un pentito affidabile, credibile, secondo gli investigatori. Bruno Piccolo era da poco entrato nella cosca quando a metà novembre, un mese dopo l'omicidio Fortugno, viene arrestato. E' giovane, non è imparentato con il clan, può essere l'anello debole. Lo sa bene il capo della cosca, Vincenzo Cordì, che non lo conosce neanche e che  il 9 dicembre del 2005 gli scrive in carcere temendo che si possa pentire: "l’importante in questi luoghi è stare tranquilli farsi la galera con onestà…parlare poco solo quando è necessario, e sai com'è se c'è qualcuno che fa il furbo.. tipo ti dice con questa accusa chissà quanta galera fai, tu gli rispondi che non importa quanta galera faccio l'importante è uscire a testa alta e che la galera non ci impressiona.…spero di vero cuore che al più presto potrai essere a casa anche per tua madre .. che dopo la disgrazia di tuo padre me la immagino…. e ti raccomando se viene a colloquio o gli scrivi di rassicurarla… di dirgli che stai bene e farla stare tranquilla perché lo merita… ora caro Bruno non so in questo carcere chi c’è di calabresi ma qualcuno c’è di sicuro, se no c’è un mio caro amico che è all’AIV e si chiama Filippo è di Reggio.. se hai modo manda i miei saluti che se può fare qualcosa lo fa, comunque vedi che se hai bisogno di qualcosa o hai qualche problema me lo fai sapere subito….”.

 

 

 

 

 

postato da: aleruotolo alle ore marzo 22, 2006 12:12 | Permalink | commenti (4)
categoria:mafia, legalitĂ , fortugno
22/03/2006

[ L'INCUBO DI DELLA VALLE ]

berluconfindDiego Della Valle ieri sera a Ballarò (quasi  4.900.000 di ascoltatori, 18,28 per cento di share): "E' comodo andare contro l'uomo più potente d'Italia? Il presidente del Consiglio mi ha accusato in modo pesantissimo e preoccupante di cose assurde, inutili, diffamanti", cose per le quali "può anche farti stare sveglio la notte". Ho ancora in mente quando Silvio Berlusconi telefonò in una delle puntate del Raggio Verde, quella che riguardava il suo amico Marcello Dell'Utri, e disse a Michele Santoro: "Complimenti a questi processi in diretta, siamo allibiti per come la Rai usi le trasmissioni..". E Michele gli rispose: "No, no scusi, così no..". E Berlusconi: "Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga!". E Michele: "Del servizio pubblico, ma non suo, appunto". Sappiamo tutti come andò a finire. Qualche mese dopo con l'editto bulgaro.  Caro Della Valle, l'uomo in questione è vendicativo. Speri tanto che l'11 aprile si possa parlare di Silvio Berlusconi soltanto come di un incubo.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 22, 2006 09:44 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, informazione, michele santoro
21/03/2006

                                         [L'OMICIDIO FORTUGNO

                            SECONDO IL PENTITO]

killer fortugnoEcco come i magistrati ricostruiscono, grazie alla testimonianza del pentito Bruno Piccolo l’omicidio di Francesco Fortugno: “E’ Il 16 ottobre 2005, alle ore 17,20 circa, a Locri (RC), in Corso Vittorio Emanuele nr.17, nell’androne di “Palazzo Nieddu del Rio”, innanzi l’ingresso del seggio elettorale adibito in occasione delle consultazioni c.d. “primarie dell’Unione”, veniva assassinato a colpi d’arma da fuoco il vice Presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Il killer, un giovane di corporatura snella, di circa 20-25 anni di età, travisato da una sorta di passamontagna di colore scuro, si era introdotto, con passo celere, all’interno dell’androne, esplodendo contro la vittima, in rapida successione, 5 colpi di pistola. Immediatamente dopo, si era allontanato a piedi attraversando Corso Vittorio Emanuele , dileguandosi poi nella prima traversa antistante “Palazzo Nieddu del Rio”, in direzione mare-monte. La vittima veniva trasportata con un’autoambulanza del servizio “118” presso il locale ospedale, ove giungeva cadavere”. Per gli inquirenti: “Piccolo, oltre a rendere dichiarazioni sul gruppo mafioso del quale era recentemente entrato a far parte, sulle armi di cui disponeva la cosca, su altri delitti e su altre circostanze relativa all’attività criminosa cui egli ed i soggetti indagati erano dediti “a tempo pieno”, rivelava di conoscere i nomi degli assassini dell’on. Fortugno, indicando con precisione circostanze e modalità di preparazione e perpetrazione dell’omicidio.  Nulla di preciso egli sapeva indicare in ordine al movente, dal momento che il suo livello di inserimento nel gruppo criminale di appartenenza non gli consentiva simili conoscenze. Forniva tuttavia un quadro completo del momento esecutivo dell’omicidio, indicando persone, fatti e circostanze. Le sue dichiarazioni, giova ribadire,   alla luce della successiva attività investigativa di riscontro, si sono rivelate del tutto attendibili. Piccolo, sul delitto in parola, ha in sintesi affermato: che ad uccidere l’on. Fortugno furono  Salvatore Ritorto  e Domenico Audino, il primo in qualità di esecutore materiale, il secondo in qualità di autista che lo accompagnò sul luogo del delitto.  Di avere direttamente assistito, a partire da alcune settimane prima dell’omicidio, alle fasi di preparazione del delitto, consistite in ripetuti appostamenti serali nei pressi della casa del Fortugno, appostamenti che vennero effettuati in più occasioni dal Ritorto, accompagnato sul luogo da Domenico Novella o, in altre occasioni, da Domenico Audino  o Carmelo Dessì.  Di avere chiesto a Carmelo Dessì, che era il soggetto a cui egli era più strettamente legato, il perché di tali appostamenti, ricevendo risposta coerente con i suoi sospetti: “perché lo devono ammazzare”. Di avere peraltro personalmente udito parlare Salvatore Ritorto, Domenico Audino e Domenico Novella dell’omicidio da realizzare, udendo un giorno il Ritorto riferire ai due sodali che non riusciva mai a cogliere il Fortugno in circostanze favorevoli alla consumazione dell’omicidio. Ciò avvenne all’interno del bar Arcobaleno di Locri da lui gestito, bar che era da tempo divenuto luogo abituale di ritrovo dei componenti del gruppo. Di avere visto i tre (Ritorto, Audino e Novella) anche il giorno dell’omicidio, quando essi si incontrarono ancora presso il suo bar poco prima della chiusura, avvenuta intorno  alle ore 13,30. Di essere successivamente partito per recarsi a Reggio  Calabria in compagnia di Carmelo e Salvatore  Dessì, di Salvatore Crisalli ed altri, e di  avere appreso dell’avvenuto omicidio mentre era   ancora a Reggio Calabria in  compagnia dei predetti, quando il Dessì ricevette una telefonata da parte della sua fidanzata la quale lo informò del fatto accaduto.  Di avere - nei  giorni successivi  - richiesto (subito non era stato possibile, data la presenza di altre persone) a Carmelo Dessì  chi avesse ucciso il dott. Fortugno e di avere ricevuto conferma dal Dessì che a sparare era stato il Ritorto, accompagnato sul posto dall’Audino. Di avere avuto personalmente contezza dell’improvvisa disponibilità di danaro da parte del Ritorto, che sapeva essere disoccupato e comunque con scarsi mezzi finanziari, il quale,  pochi giorni dopo il delitto, si era presentato con una macchina diversa da quella precedentemente posseduta (in ordine alla quale il medesimo Ritorto gli raccomandò di non dire in giro che era sua),  ed aveva dato inizio ad importanti lavori di ristrutturazione del suo appartamento”.  

 

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21/03/2006

[ UN PO' DI LUCE ]

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fortugno"Le indagini fin qui condotte hanno consentito di accertare le responsabilità riguardanti il livello militare dell’azione delittuosa compiuta, consentendo di individuare il gruppo di fuoco che agì, gruppo di fuoco che è risultato essere diretta emanazione della cosca mafiosa denominata Cordì di Locri". Così scrivono i magistrati di Reggio Calabria. Finalmente. Sono finiti in carcere quelli che, secondo polizia e magistratura, sono gli autori dell'omicidio di Francesco Fortugno, il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria assassinato il 16 ottobre scorso, davanti al seggio delle primarie dell'Unione, a Locri. Provincia di Reggio Calabria. Fanno parte di una delle due cosche locali dell'ndrangheta. Quella dei Cordì, l'altra è quella dei Cataldo. Non sappiamo ancora con precisione e con dettagli  perchè l'esponente della Margherita fu ucciso,  sappiamo però che Francesco Fortugno era una persona perbene. Si chiama Salvatore Ritorto ed ha 27 anni il ragazzo che materialmente fece fuoco con una calibro 9 per 19, con cinque colpi contro il povero Fortugno. Quella pistola aveva già sparato altre due volte, a scopo intimidatorio. Una delle due volte,  contro il circolo frequentato dal  calciatore del Locri assassinato proprio ieri. Enzo Cotroneo, 28 anni, che era atteso dai carabinieri che lo volevano interrogare. Siamo dunque alla prima "verità". Quella più importante deve ancora essere scritta e riguarda, come dicevo, il movente di questo delitto eccellente che ha scosso le coscienze di un'intera generazione di giovani, ma non solo di giovani, in una terra dove, secondo gli investigatori, è ramificata la più pericolosa delle organizzazioni mafiose del nostro Paese. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi anche alcuni affiliati finiti in carcere a metà novembre scorso. Ero a Reggio Calabria, per il Tg3, quando li arrestarono: tutti ragazzi e tra questi il titolare di un bar, il Bar Arcobaleno, a due passi dall'arcivescovado di Locri. Si chiama Bruno Piccolo, è il collaboratore di giustizia dell'inchiesta sull'omicidio Fortugno. Lo è diventato in carcere. Di lui scrivono i magistrati: "Dopo quasi un mese di detenzione, inviando una lettera dal carcere, manifestava a codesta Autorità giudiziaria la volontà di collaborare e, con le sue dichiarazioni, puntualmente riscontrate, forniva indicazioni importantissime per l’individuazione dei responsabili dell’omicidio del Vice Presidente del Consiglio Regionale Francesco Fortugno“.  A differenza degli altri con i quali fu arrestato a novembre, imparentati in maniera diretta o indiretta con la famiglia Cordì (in particolare Antonio Dessì e Domenico Novella), "Bruno Piccolo non è parte integrante di quella famiglia naturale, neppure per vie “traverse”. Non solo: si tratta di un ragazzo il cui padre, operaio, è  deceduto - come lui stesso riferirà nel corso di un interrogatorio - cadendo da un’impalcatura nel corso dell’attività lavorativa. Si tratta di un dato non marginale del quale va rimarcata l’importanza ai fini della valutazione complessiva del soggetto: Bruno Piccolo è figlio di un onesto lavoratore, vittima innocente di una delle innumerevoli “morti bianche” che troppo spesso si verificano sul posto di lavoro. Quindi si tratta di un soggetto che può definirsi per lungo tempo “educato” all’importanza del lavoro onesto. E questo non è solo un dato deduttivo che si trae dalla tragica morte del genitore, ma è una dato riscontrato nella realtà: infatti il Piccolo, lungi dall’essere uno “sfaccendato”, come altri suoi sodali, viceversa si da sempre da fare per cercare di guadagnare onestamente, e per lungo tempo lavora in un bar, per poi riuscire alla fine ad acquisire la gestione di analogo esercizio commerciale, il bar “Arcobaleno” di Locri". Ecco perchè, secondo gli inquirenti, il ragazzo è credibile ed ecco perchè, cosa stranissima per l'andrangheta, si pente non essendo direttamente o indirettamente imparentato con la famiglia dell'ndrina. "Le indagini testimoniano, secondo il mio amico Alberto Cisterna della procura nazionale antimafia, che le vicende interne all'ndrangheta possono essere svelate solo grazie ai pentiti che restano uno strumento insostituibile per la lotta alla mafia. Ma i pentiti non bastano perchè, in questo caso, sono stati necessari investigatori che conoscevano perfettamente la realtà delle cosche della locride e sono stati in grado di interpretare correttamente sia il racconto del collaboratore sia le numerose intercettazioni telefoniche e ambientali in codice". Finalmente un pò di luce.

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20/03/2006

[ CONTRO LE MAFIE ]

21marzoMa che Paese è un paese che non garantisce la libertà, la vita ai suoi cittadini? Povero Giorgio Palazzo. Aveva 18 anni. Lo ha ucciso un pacco bomba indirizzato al padre gioielliere di Sannicandro Garganico, in provincia di Foggia. Un altra bomba spedita ad un amico del gioielliere non ha provocato vittime perchè il destinatario aveva intravisto i fili spuntare dalla busta e l'ha buttata lontano. Le cronache ci dicono che Giorgio non si è accorto di nulla. Morire a 18 anni: mi vengono i brividi. E' così innaturale perdere un figlio. Penso al padre, Onofrio, al dolore che prova, ai sensi di colpa perchè il pacco era indirizzato a lui. Alla madre che nell'esplosione è rimasta ferita. Ma penso soprattutto a Giorgio Palazzo, a questo ragazzo che dopo l'omicidio di Franco Fortugno, il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria,  faceva parte della bella gioventù della sua terra e che domani sarebbe tornato in strada, a Foggia, per partecipare alla manifestazione nazionale indetta da LIbera contro le mafie. Domani, primo giorno di primavera, come accade da anni Libera promuove la giornata del ricordo, per non dimenticare le vittime innocenti della criminalità organizzata. Giorgio, come tanti suoi coetanei, aveva capito che la battaglia per la legalità era una battaglia per i diritti e quindi lo riguardava. Domani penseremo anche a lui e al messaggio che ci ha lasciato. A quei 656 nomi della lunga lista dei morti innocenti, aggiungeremo anche il suo

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19/03/2006

[ NOTIZIA PROIBITA ]

calderoliNon solo non si è pentito l'ex ministro leghista  Roberto Calderoli per la sua maglietta contro l'islam ma ho saputo che  un'azienda del bergamasco stava per produrne  15 mila. Non ho ben capito chi le avesse ordinate ma, di certo, l'azienda ci ha ripensato su dopo le "discrete" pressioni  dei responsabili dell'ordine pubblico preoccupati per l'effetto "devastante" che avrebbero potuto provocare. Vi immaginate  i 15 mila deficienti in giro per il nostro Paese con la Calderolmaglietta ? Povera Italia!

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18/03/2006

[ COMUNISTI ALLA CONFINDUSTRIA ]

berluconfindIl documento televisivo integrale è agghiacciante (l'ho visto su Sky Tg24). Entra nella sala zoppicando per sciatalgia, si accomoda sul palco dove lo aspettano una serie di imprenditori per intervistarlo. Moderatore Ferruccio De Bortoli, l'ex direttore del Corriere della Sera e attuale direttore del Sole 24 ore, il giornale della Confindustria. La stessa formula usata ieri per il leader dell'Unione Romano Prodi.  Tre minuti e mezzo per ogni risposta. In meno di mezz'ora Silvio Berlusconi consuma quel poco di immagine che ancora gli era rimasta. Scompaiono sorriso e barzellette. Sul suo volto, l'ira.  Altro che Napoleone!  Il suo era l'urlo di chi sta per uscire di scena, vede nemici ovunque e si vendica a modo suo. Sconfitto: chi non sta con me è contro di me. Il suo attacco lo porta a livello personale e, minaccioso, fa il nome di Diego Della Valle che si era permesso di criticarlo in un Porta a Porta: " Un imprenditore non può stare con la sinistra, se ci sta, vuol dire che ha gli scheletri nell'armadio". In un crescendo ha attaccato tutti. I giornali ( dalla Corriere della Sera, alla Stampa, al Sole 24 ore, al Messaggero), la sinistra, la magistratura e il gruppo dirigente della Confindustria, dell'organizzazione degli imprenditori che, cinque anni, credettero in lui e che oggi, con orgoglio, rivendicano la loro autonomia e propongono una sorta di costituente per la ripresa del paese Italia.  Il work in progress è stato devastante. L'abulimia di cifre, l'attacco alla formula dell'intervista. Si è messo ad urlare. Preso dalla foga si è alzato  in piedi e dopo il comizio,  quando è  tornato  a sedersi, si è toccato la schiena, dolorante. L'uomo dei sogni è disperato. Ma Forza Italia non rappresentava i moderati? E che pensano i moderati del Berlusconi furioso? 

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categoria:politica, unione, elezioni politiche, confindustria
17/03/2006

[ CARO FASSINO...]

fassino totPer carità! Posso comprendere e condividere la battaglia che Romano Prodi ha vinto imponendo al suo competitor Silvio Berlusconi le regole per il confronto in Tv. Siamo in campagna elettorale e la comunicazione politica ha bisogno delle sue regole, dei tempi contingentati, delle domande senza trabocchetti, del vigile in studio che controlla che non accadano incidenti. E' la par condicio. Ma un'altra cosa è un programma di approfondimento giornalistico dove la responsabilità è del conduttore-autore che, guarda caso, è anche giornalista. Mi sono cadute le braccia leggendo l'intervista che ha rilasciato alla Stampa il segretario dei Ds Piero Fassino che propone di applicare le regole del faccia a faccia dell'altra sera a tutti i talk show, a Ballarò, a Matrix, a Porta a Porta. C'è una differenza sostanziale tra i due format. Quello che piace al leader dei Ds è comunicazione politica. L'altro è informazione di approfondimento. E chi la fà l'informazione? Il politico o il giornalista? E, se dovesse passare il ragionamento del segretario dei Ds, che fine fa la libertà di informazione, di pensiero? La libertà di un autore? Se al politico non piace quel programma è libero di non andarci. Punto. E' vero, la formula dell'altra sera ha funzionato perchè il telespettatore ha potuto sentire gli interventi dei due leader senza l'accavallarsi delle voci, le interruzioni e così via. Ma non possiamo prendercela  con il conduttore se gli ospiti sono "incivili". Il pluralismo dell'informazione è sacro. Garantisce la libertà. Più punti di vista per formare l'opinione dei cittadini. La comunicazione politica non ha nulla a che vedere con il giornalismo.

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categoria:politica, informazione, par condicio, rai-tv, elezioni politiche
16/03/2006

[ LE BARBARIE DI OGGI ]

abu2Ho visto l'orrore di Abu Graihib Le 279 fotografie e i 19 video girati dai torturatori americani nella prigione irachena sono  pubblicate su internet da un sito americano. Le ho viste sul sito di peacereporter. Sono sconvolgenti. Alcune le conoscevo altre no. Non immaginavo fino a che punto si potesse spingere la barbarie. Ma quante Abu Grahib ci sono oggi? Quante Guantanamo? Quante prigioni volanti o stanze delle torture sono in funzione nel mondo mentre leggete questo intervento? Noi italiani siamo presi dalle elezioni politiche. E' una constatazione, non un giudiziio di merito. Sembriamo disinteressarci a quello che succede nel resto del pianeta. Penso a quello che sta accadendo in queste ore in Iraq dove gli americani hanno annunciato la più grande offensiva aerea dal 2003 con migliaia di uomini "per stanare i ribelli nella zona di Samarra". Penso alle bombe al fosforo di Falluja e a tutte le volte che le hanno usate, senza che noi lo sapessimo, contro i civili. Penso al blitz israeliano dell'altro giorno a Gerico, quando i carri armati di Tel Aviv hanno assaltato la prigione della Cisgiordania per catturare il leader del Fronte popolare accusato di aver ucciso nel 2001 il ministro del turiasmo israeliano. Guardo con preoccupazione all'Iran dopo le dichiarazioni di Condolice Rice. Per gli Stati Uniti d'America l'Iran è una minaccia. Washington non esclude "attacchi preventivi" convinti che le loro guerre preventive servano ad esportare la democrazia. A quale prezzo?

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16/03/2006

[ LA CASA CHE NON C'E' PIU' ]

berlusconiiiiIl giorno dopo il confronto televisivo tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi. L'immagine del centrodestra è devastante. Le uscite di Fini e Casini ("un dibattito del passato e sul passato", "ci vuole un altro centrodestra"),  la dichiarazione del leghista Calderoli ("la legge elettorale? L'ho scritta io ma è una porcata") dimostrano che non esiste più la casa delle libertà. Pur sapendo che mancano 24 giorni al voto pensano già di aver perso e si interrogano sul dopovoto. Un errore madornale. E anche la risposta del leader di Forza Italia riflette lo stato di salute della sua coalizione: "Se affondo io, affondano anche loro". La verità è che Silvio Berlusconi ha sbagliato la campagna elettorale condotta fino ad oggi. Ha puntato sulla cancellazione dei suoi competitor Fini e Casini, ha occupato video ed etere, si è sovraesposto senza un progetto sul quale chiedere il voto.  Lui vinse nel 2001 perchè aveva stretto un patto di ferro con la Lega e la sua coalizione si presentava unita mentre gli altri no. Oggi è Romano Prodi a presentarsi come il leader unico di uno schieramento che ha un programma condiviso. La Tv è importante ma non è decisiva. Anzi, l'esperienza americana ci dice che non sempre chi vince in Tv vince nella realtà.  Ma se non hai un messaggio da mandare, il mezzo televisivo trasmette il nulla e, quindi,  la Tv può essere decisiva. Penso che Silvio Berlusconi cambierà strategia d'ora in avanti. "L'operazione verità" è naufragata miseramente.  Da Romano Prodi  ci si aspetta un salto di qualità. L'altra sera ho visto il confronto con il mio amico Vauro: "Ma perchè non parla della guerra? Perchè non pronuncia la parola pace?". E io: ma i giornalisti non hanno fatto domande sull'Iraq. E, ieri sera, a casa di una mia amica mi sono sentito dire più o meno la stessa cosa: "Prodi sembrava un buon amministratore, ma la politica?".  Prendo a prestito la dichiarazione di George Lakoff, il guru dei Democratici Usa, al Corriere della Sera di oggi: ' Lei crede che saranno i programmi della destra e della sinistra a decidere le elezioni, o altri fattori?' : "Non so in Italia, ma in America contano quattro fattori: l'identificazione degli elettori nel candidato, la comunanza di valori, la fiducia che riesce a suscitare e l'autorevolezza. I programmi contano quando sono simbolici dei valori".

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15/03/2006

[ HA VINTO PRODI ] 

prodiberlPiù del festival di Sanremo. Sono clamorosi i risultati di ascolto del duello televisivo di ieri sera tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi  Più di 16 milioni di italiani, pari al 52,13 per cento di share danati alla Tv. L'attesa era enorme. Evidentemente il match non è stato così noioso come aveva pronosticato il presidente di An, Gianfranco Fini. Che a vincere sia stato Romano Prodi non c'è ombra di dubbio. Ci si chiede ora quanto influirà sull'esito del voto. Certamente una parte degli indecisi ha visto i due sfidanti che giocheranno la partita di ritorno il 3 aprile. Era importante per Romano Prodi anche il pareggio perchè, a oggi, le intenzioni di voto lo danno vincente con un margine abbastanza ampio. Ma Prodi ha vinto perchè ha trasmesso un'immagine di serenità e di forza, di avere un progetto per il futuro del Paese. Silvio Berlusconi era l'uomo rivolto al passato. Rancoroso, nervoso ("ha intervenuto", "seconda lingua madre", "adulterare la realtà") ha perso appeal. Voleva parlare solo ai suoi delusi, Romano Prodi a tutti. Uno colto da abulimia da numeri, l'altro ha vinto quando ha pronunciato quattro parole magiche: "Equità", "solidarietà",  "giustizia" e "felicità". Vuol governare con i cittadini. 

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14/03/2006

[ L'ATTESA...]

prodiberlusconiEbbene si, tutta l'attenzione è per stasera, per il primo dei due confronti in Tv tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi. E' un confronto importante. Non sarà risolutivo per l'esito del voto ma ci saranno comunque milioni e milioni di potenziali elettori davanti al teleschermo. Una platea molto più ampia di quella che normalmente segue la "politica". E, dunque, anche se il dibattito non sposterà più di tanto, qualcosa sposterà. Siamo ormai al giro di boa. Mancano 25 giorni al 9 aprile. Gli esperti dicono che saranno decisive le ultime due settimane quando gli incerti decideranno se votare e per chi votare. Se guardiamo bene alla campagna elettorale di Silvio Berlusconi da un punto di vista della comunicazione  non ha sbagliato una mossa. Non poteva fare una campagna "per". Non era credibile.  Ha cercato di ridurre la distanza dal centrosinistra che tutti i sondaggi danno vincente. Il bilancio di questi cinque anni di governo sono sotto gli occhi di tutti. Silvio Berlusconi  ha voluto parlare con i delusi di Forza Italia nel tentativo di recuperare voti. Ha galvanizzato le sue truppe facendole intravedere una possibile vittoria. Il gioco che ha fatto sul sondaggio americano ha funzionato: ne ha cominciato a parlare mesi fa, ha creato l'evento, si è messo al centro della scena. Ha completamente depotenziato i suoi alleati. Il tridente della casa delle libertà non è mai esistito se non per lo spazio di qualche titolo sui giornali. E, in effetti, Forza Italia ha recuperato anche se da alcuni giorni, nei sondaggi,  il centrodestra non cresce più. E il centrosinistra? Problemi di comunicazione ne ha, eccome. Sin dall'inizio i leader dell'Unione hanno provato ad impostare la campagna elettorale nello stesso modo delle Europee del 2004, parlando del Paese reale, delle famiglie che con lo stipendio non ce la fanno più ad arrivare alla fine mese. Ma, per l'aggressività del competitor, questo messaggio non è arrivato o comunque è stato discontinuo. Non basta lo slogan  che campeggia sui maxi manifesti con l'immagine di Romano Prodi: "La serietà al governo". E' un'immagine triste. Spero che questa sera Romano Prodi eviti di sparare cifre e dati e parli del progetto che ha l'Unione per il futuro del Paese. I sogni sono diversi dalle "balle". E' vero che Cassandra diceva cose vere ma senza raccontare "balle" bisogna offrire agli indecisi un progetto  in cui riconoscersi. Un progetto credibile. Il berlusconismo è in crisi, c'è voglia di cambiamento.

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13/03/2006

[ IL PECCATO DI LUCIA ]

berlusconi e lucia annunziataHa fatto male Lucia Annunziata come dicono Marco Travaglio e Claudio Petruccioli a comportarsi come si è comportata ieri in Tv con Silvio Berlusconi ? E, quindi, di conseguenza, ha fatto bene Silvio Berlusconi a lasciare lo studio rifiutandosi di rispondere alle domande della giornalista?  Mi stupisce Marco Travaglio più del presidente della Rai. E mi colpiscono tutti quelli che, avendo conti in sospeso con l'ex presidente della Rai, chi sottovoce e chi pubblicamente, l' accusano di essersela cercata. Invece di apprezzarne, una volta tanto, la "schiena dritta", lanciano il sospetto di una provocazione fatta apposta per  conquistare una medaglia in zona Cesarini per il dopo Berlusconi. Marco Travaglio afferma: "Lucia Annunziata ha avuto la sua aureola di martire per farsi una verginità". Invece di aprire una discussione sul significato del "gesto" presidenziale si cerca di capire quanto possa essere stato utile all'uno e all'altra lo scontro davanti alle telecamere. Bel modo di ragionare! Non si può misurare la libertà sulla convenienza. Mi immagino quelli che dicono che Lucia è stata impulsiva, che ha regalato a Berlusconi il ruolo della vittima. Già immagino zio Paperone, Qui, Quo e Qua che strepitano sulla "faziosità" dell'Annunziata. Copione già visto. Non si fa il mestiere di giornalista per far vincere questo o quello. L'informazione piegata all'utlità politica è roba da regime. Lucia Annunziata è come l'abbiamo vista ieri. Può piacere o no. Se ti invita al suo programma ci puoi andare o puoi rifiutare di andarci. Ma un'intervista è un'intervista. E l'intervistato non può pretendere di farsi le domande da solo.

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13/03/2006

[ CLAUDIO E LUCIA...]

berlucia(Adnkronos) - ''Un brutto episodio dal quale usciamo male tutti. La Rai deve fare di tutto per evitare che questi episodi si verifichino. Quando Berlusconi ha minacciato di alzarsi e andarsene l'avrei stigmatizzato il piu' possibile e avrei evitato di chiedere il ritiro di quella frase per andare avanti e chiudere la trasmissione''. Cosi' il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, si e' espresso in maniera critica ai microfoni di 'Radio 24' a proposito dell'intervista di Lucia Annunziata al premier Silvio Berlusconi, bruscamente interrotta nella puntata di 'In ½ ora', andata in onda ieri su Raitre. Petruccioli, pur stigmatizzando il comportamento dell'Annunziata, ha criticato duramente anche quello di Berlusconi, che a detta del presidente della Rai ''e' partito in modo provocatorio -ha detto il presidente della Rai- ha attaccato in maniera inaccettabile anche Raitre''.

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12/03/2006

[ LA RAI, LUCIA E MICHELE ]

berluciaComunicato della Rai: "E' stato stabilito che le trasmissioni del dott. Santoro riprenderanno il prossimo 27 aprile su Rai Due". "La Rai si rammarica per il fatto che una distrazione su un tema tanto delicato sia stata manifestata da chi, in un recente passato, ha ricoperto nell'azienda le massime responsabilità". Così la Rai, con una nota ufficiale, ha replicato a Lucia Annunziata che nel corso della sua trasmissione "In Mezz'ora" aveva detto che l'azienda non ha "fatto nulla per riportare Biagi e Santoro alla Rai".

La risposta di Michele Santoro: "Ci tengo ad esprimere tutta la mia solidarietà professionale, umana e civile a Lucia Annunziata. Quello che oggi è accaduto nella sua trasmissione è un'ennesima manifestazione dell'arroganza del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Trovo che il comunicato della Rai che la critica per le sue domande è una dimostrazione di come siamo ancora lontani dal mettere al primo posto le ragioni del giornalismo e del servizio pubblico rispetto a  quelle dei partiti e dei politici. Tutti sanno che da  quando sono rientrato in Rai, lo scorso novembre, non ho potuto di fatto esercitare la mia professione; che mi è stato impedito, con mille artifizi, di andare in onda prima delle elezioni politiche di aprile vanificando gli accordi già presi e che le trasmissioni annunciate per la fine di aprile non costituiscono la ripresa delle mie normali attività e delle mie consuete trasmissioni. Quelli che dovrei fare, sono sette speciali programmati soprattutto per dimostrare che non si è completamente disattesa una sentenza della magistratura tanto è vero che ancora oggi, ad un mese dalla prevista partenza,  non è stata costituita la redazione".

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12/03/2006

[ SANTA LUCIA...]

berlusconi e lucia annunziataCara Lucia Annunziata, sei perdonata per tutti gli errori che, secondo me, tu hai commesso fino ad oggi. Hai tenuto testa, hai restituito credibilità ad una categoria, hai pronunciato la bella più difesa della libertà di stampa nel nostro Paese. Non ti sei sottomessa al leader che si sente padrone della nostra Italia. Hai fatto la giornalista, indipendente, che non vuol dire che non hai un'opinione. Hai alzato la testa davanti  all'uomo che ha messo in discussione la nostra democrazia e  che si è permesso di dire, mentre tu cercavi di intervistarlo, l'ennesima bugia. A proposito dell'editto bulgaro, quello con cui il 18 aprile del 2002 annunciò il licenziamento dalla "sua Tv" di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi, ha avuto la sfaggiatagine di dire che era stato frainteso : "Io non ho attaccato le persone ma i loro comportamenti. In un incontro a porte chiuse con gli imprenditori, in Romania, dissi che avevano fatto un uso criminoso della tv. Durante una fase di campagna elettorale Biagi aveva fatto venire Benigni. Poi c' è stata la storia di Luttazzi. Ma non ho mai detto che dovessero andarsene. Biagi ha poi scelto di essere messo in pensione, con un ricco contratto miliardario. Anche a Santoro è convenuto andarsene perché è stato ricompensato con un posto al Parlamento europeo". A questo punto Lucia Annunziata lo ha interrotto dicendogli: "Lei è offensivo". E Berlusconi: "Sto facendo un' intervista con una giornalista prevenuta nei miei confronti e organica alla sinistra". "E' convenuto"? Ma come si permette Silvio Berlusconi di prendere in giro, ancora una volta, gli italiani? Per fortuna che dell'editto bulgaro è rimasta traccia. C'è il filmato, ci sono gli archivi dei giornali e delle agenzie dove chiunque può controllare quel che disse realmente a Sofia. Quel documento l'abbiamo rivisto tutti, nella prima puntata di Rock Politic, di Adriano Celentano.  Incontro a porte chiuse con gli imprenditori bulgari? Ma se c'erano  telecamere e  giornalisti? Da non crederci! Nelle settimane successive all'editto bulgaro il sottoscritto fu contattato dal giornalista bulgaro Gregor Malinov che, in quell'occasione, fece una domanda a Silvio Berlusconi.  Ha avuto ragione Romano Prodi a chiedere le regole per il faccia a faccia, è stato bravo Oliviero Diliberto l'altra sera (mea culpa, mea culpa... Come sapete ero contrario al faccia a faccia). Lui pensava di poter continuare a imbambolare i telespettatori con barzellette e con giornalisti compiacenti. Adesso, martedì prossimo, avrà di fronte il suo avversario, Romano Prodi. In un confronto ad armi pari. Questa è la democrazia, bellezza!!!

postato da: aleruotolo alle ore marzo 12, 2006 15:27 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, informazione, rai-tv
10/03/2006

[ SI DIMETTE ]

storace"Voglio evitare strumentalizzazioni sulla vicenda delle intercettazioni". Con queste parole, il ministro della Salute, Francesco Storace, ha annunciato le dimissioni da ministro. Per ora, la sua è solo una comunicazione al presiente di An, Gianfranco Fini. "Il semplice sospetto che io possa aver architettato una manovra politica contro i miei avversari politici mi addolora e mi indigna". In piena campagna elettorale, dopo Calderoli, Storace è il secondo ministro del governo Berlusconi costretto a dimettersi. E' la peggiore campagna elettorale dal dopoguerra, dai tempi dell'attentato a Palmiro Togliatti.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 10, 2006 15:09 | Permalink | commenti (11)
categoria:politica, spionaggio, elezioni politiche
10/03/2006

[ GLI UOMINI DEL PRESIDENTE ]

storaceHanno cercato di eliminare la Mussolini con la storia delle firme false, hanno spiato anche la moglie di Piero Marrazzo, hanno controllato i conti e sentite che cosa si sono detti, non sapendo di essere intercettati (viva le intercettazioni quando sono disposte dalla magistratura) all'indomani delle elezioni regionali che nel Lazio hanno visto vincere il candidato dell'Unione. 5 aprile 2005, ore 10 e 39. Il maresciallo Liguori chiama Gallo. L. "Senti un pò ma adesso che ha perso le elezioni ti paga lo stesso?" G."Veramente mi ha già pagato". Ma di che stiamo parlando allora? Di Ciccio e chi è Ciccio? Secondo i magistrati milanesi è Francesco Storace. E chi ha perso le regionali? Ciccio. L'attuale ministro della Salute si difende  dicendo che sono "schizzi di fango". Io non la penso come lui, ma io, noi e lui, loro, contiamo fino ad un certo punto. L'inchiesta è in mano alla magistratura. E la magistratura dovrà fare chiarezza. Ma alidalà della verità giudiziaria è indubbio che il caso Storace sia di una gravità enorme. Lede i diritti fondamentali della nostra Costituzione. E' una brutta storia di spionaggio dove sono stati usati uomini delle istituzioni per fini illeciti. Hanno cercato di screditare Piero Marrazzo per cercare di condizionare l'esito di una campagna elettorale.  Di certo non siamo negli Stati Uniti. Altro che Watergate. Allora il presidente Nixon si dimise dopo l'inchiesta dei due cronisti del Washington Post. Figuriamoci se Francesco Storace si dimetterà. Eppure, come negli Stati Uniti, anche in questa vicenda sono coinvolti gli "uomini del Presidente" nello spionaggio degli avversari politici. Coinvolto nell'inchiesta è l'attuale responsabile della comunicazione del ministero della Salute, l'ex coordinatore della campagna elettorale della lista Storace nel Lazio. Agenzie parainvestigative, uomini dello Stato usati, un fiume di denaro, dossier su tutti. Mi viene alla mente quando, poche settimane fa, Silvio Berlusconi andò dai magistrati romani a dire "tutto quello che sapeva". Che cosa sapeva a proposito dell'Unipol? Nulla di penalmente rilevante. Mi viene alla mente la pubblicazione sul Giornale di famiglia dell'intercettazione tra l'ex amministratore dell'Unipol, Consorte, e il segretario dei Ds, Piero Fassino. Nulla di rilevante da un punto di vista penale. Aveva ben ragione Massimo Brutti, responsabile della giustizia dei Ds, a lanciare l'allarme. I fatti di queste ore dimostrano che sono al lavoro  vere e proprie centrali di ascolto al soldo dei signori che oggi detengono il potere.  La nostra, come scrive oggi Giorgio Bocca, è una "democrazia degenerata".

postato da: aleruotolo alle ore marzo 10, 2006 10:32 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica, spionaggio, elezioni politiche
09/03/2006

[ VIVA LA TRASPARENZA! ]

berlusconinapoleoneMa che idea hanno dell'indipendenza di un giornale i peones e i leader del centrodestra? Sono sconcertato dalle loro reazioni alla dichiarazione di voto del direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, che si è schierato con Romano Prodi e l'Unione. Essere indipendenti non vuol dire non avere un'opinione ma significa, come felicemente ha detto Enzo Biagi, avere "la capacità di esprimere giudizi, quando non si cavalca la cresta dell'onda o addirittura contro l'onda". Non penso che, con l'editoriale di ieri di Paolo Mieli, il quotidiano di via Solferino perda autorevolezza. Anzi, secondo me, l'amplifica perchè avverte  i suoi lettori della scelta editoriale compiuta Un altro quotidiano indipendente, La Stampa, sta per compiere lo stesso passo. Lo ha annunciato il suo direttore, Giulio Anselmi, che non ha mai nascosto la sua propensione per la vittoria del centrosinistra. Prima del voto dirà la sua esplicitamente.  Viva la trasparenza! Quello che qui crea scandalo altrove è prassi consolidata. Quello che qui non crea scandalo altrove sarebbe scandalo. Questo centrodestra, da quando è nato, purtroppo, delegittima l'informazione. Espone giiornalisti e artisti al pubblico ludibrio. Altrove non sarebbe permesso. Da sempre, nei paesi anglosassoni e liberali, i giornali criticano il potere e si pronunciano alla vigilia del voto. Ma non credo che spostano voti più di tanto.  Ricordo che Kerry aveva l'appoggio di 122 giornali e Bush di 69. Sappiamo come è andata a finire. Bush ha vinto perchè radio e tv hanno pesato più della carta stampata ma non certo perchè ne è il proprietario. Bush ha vinto perchè ha interpretato gli umori dell'America profonda. Romano Prodi se vincerà non vincerà perchè i quotidiani della borghesia illuminata sono scesi al suo fianco. Vincerà perchè è entrato in crisi il berlusconismo, quel blocco sociale composto dal popolo della partita Iva, dal pubblico televisivo, dall'assemblea di Parma della Confindustria, che non crede più nelle promesse di Silvio Berlusconi. Adesso l'attenzione è tutta spostata sul match televisivo dopo il passo indietro di Silvio Berlusconi che si è arreso rinunciando alla conferenza stampa finale da tenere in piena solitudine. Secondo  regole condivise sulle quali stanno già lavorando i consiglieri dei due sfidanti. In tanti, nell'Unione, temono il faccia a faccia. Sbagliano. Se il confronto sarà ad armi pari ne guadagnerà la democrazia. La gente ha il diritto ad essere informata.

postato da: aleruotolo alle ore marzo 09, 2006 10:11 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica, informazione, unione, elezioni politiche
08/03/2006

[ IN TV CON BERLUSCONI? NO, GRAZIE ]

dilibertoCaro Oliviero Diliberto, oggi è un bel giorno per non farci del male. Ho simpatia per te e per la tua organizzazione politica. Ho trovato indecenti e inammissibili le accuse che ti hanno rivolto, dopo la manifestazione per la Palestina, sul tuo presunto antisemitismo. Ma permettettimi di dissentire sulla tua decisione di confrontarti in Tv con Silvio Berlusconi. Certo, nelle passate settimane  Francesco Rutelli e Fausto Bertinotti hanno "sfidato" il leader di Forza Italia. Ma non eravamo ancora in par condicio. E' vero che sono elezioni con il sistema proporzionale. Purtroppo. E che quindi tu, come segretario del tuo partito, cogli al volo ogni possibilità per far conoscere al pubblico le ragioni del Pdci. Ma non ti può sfuggire che sono anche elezioni nelle quali si vota per una coalizione e dunque per un leader che si candida a guidare il governo del Paese. Tu hai tutta la legittimità che hanno i Clemente Mastella, gli Enrico Boselli, i Pecoraro Scanio, i Pannella e quindi trovo pretestuoso, e anche offensivo, l'atteggiamento di chi dice che l'immagine del centrosinistra non può essere quella della sinistra radicale. Ma la partita televisiva, in questo momento, è troppo importante perchè si rompa il patto con Romano Prodi. E' lui l'unico leader titolato al confronto. Ora, come tu sai, Romano Prodi ha detto no al duello in Tv con Silvio Berlusconi perchè non ci sono le garanzie democratiche di un confronto alla pari. La maggioranza della commissione parlamentare di vigilanza si è approvata da sola il regolamento sulla par condicio dando l'ultima parola al presidente del Consiglio uscente. Non è accettabile che prima si faccia il confronto a due e poi a parlare con gli elettori, per l'ultima volta prima del voto, sia uno solo dei due sfidanti. La linea di Berlusconi è quella di andare in televisione, il più possibile. La sua linera è quella di violare la par condicio e di usarla solo quando gli conviene. E' un partita a scacchi, difficile e importante. Ecco perchè  l'invito che ti rivolgo è quello di pensare all'insieme del centrosinistra..

postato da: aleruotolo alle ore marzo 08, 2006 11:53 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, par condicio, unione, elezioni politiche

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