[ANCORA SENZA NOTIZIE...]
Tutti pensavamo che la Rai si adeguasse all'invito di Ciampi di far scattare la par condicio da subito e invece bisognerà aspettare, come dice la legge, lo scioglimento delle Camere e, dunque, ancora nove giorni di deregulation. A maggioranza, infatti, il consiglio d'amministrazione ha votato la delibera con la quale si regolamentano le presenze in video dei politici durante la campagna elettorale. Proprio ieri la commissione parlamentare di vigilanza ha approvato il regolamento di par condicio per le elezioni del 9 e 10 aprile. Quello che era l'emendamento che ci riguardava oggi è diventato l'articolo 4 che recita: "Durante il periodo di vigenza della presente delibera, i candidati alle elezioni e gli esponenti dei partiti politici, e comunque le persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti, per il ruolo che ricoprono o hanno ricoperto nelle istituzioni nell’ultimo anno, possono partecipare alle trasmissioni della concessionaria pubblica esclusivamente nei programmi e con le modalità previste per i rappresentanti delle liste e delle coalizioni” .Come sapete, è una norma che, secondo noi, non ci riguarda. Lo abbiamo scritto e detto ieri ai vertici della Rai, lo abbiamo ribadito oggi al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Paolo Gentiloni, con una lettera firmata da Michele Santoro: "Come lei certamente saprà, l’articolo 4 del Regolamento della “Par Condicio” approvato dalla Commissione da lei presieduta, viene indicato come la ragione dell’ulteriore rinvio del mio ritorno in video. A parer mio e a parere dei miei legali, questa interpretazione è completamente sbagliata perché la legge dispone che
la sua Commissione debba regolamentare l’accesso alle trasmissioni dei soggetti politici ma non conferisce ad essa il potere di discriminare giornalisti e dipendenti della Rai. Ritengo che la norma del regolamento sia stata adoperata, prima ancora della sua approvazione, per impedire l’esecuzione della sentenza della magistratura che mi riguarda e che ordina alla Rai di reintegrarmi nelle mie funzioni. Dal 14 novembre scorso, infatti, sono, come tutti sanno, un giornalista alle dipendenze della Rai, con tutti gli obblighi e i diritti di un operatore del servizio pubblico. Le chiedo, pertanto, in difesa dei miei interessi e di quelli del pubblico, di chiarire in maniera inequivocabile se l’articolo in questione debba essere applicato anche ai dipendenti della Rai e in che termini. Mi auguro che la sua sensibilità ai temi della libertà di espressione la porti a considerare l’urgenza di questa mia richiesta". E, a quanto si apprende recita un'agenzia di stampa, l'Ansa, la risposta della Commissione di Vigilanza Rai arrivera' presto, probabilmente gia' domani.Intanto, dopo la pubblicazione della lettera ai consiglieri di amministrazione e al direttore generale della Rai, il presidente Petruccioli e il direttore generale Meocci hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni. Ha detto Petruccioli: 'Non c'e' nulla di drammatico. Abbiamo una settimana di tempo per rispondere. Santoro cerca di ottenere di definire in maniera precisa gli impegni gia' approvati dal Consiglio''. Secondo Meocci: ''Tutto e' superabile, non perche' sono un inguaribile ottimista. La nostra volonta' e' quella di far lavorare Santoro. Supereremo tutti gli inghippi burocratici. Il problema va affrontato con serenita'. Da domani cercheremo di affrontare l' argomento. Stiamo lavorando secondo i desiderata di Santoro''. Aspettiamo fiduciosi. Al momento non ci sono notizie che riguardano il nostro futuro lavorativo.
postato da: aleruotolo alle ore febbraio 02, 2006 16:09 |
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