Sandro Ruotolo


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Home » Febbraio 2006
28/02/2006

[ BARBARI IN DIVISA ]

sassuolo pestaggioL'ho vista su Internet la scena del pestaggio di Sassuolo, nel modenese.  Mi ha turbato. Non tanto i cazzotti ma quel carabiniere che si appoggia sulle spalle dei suoi colleghi e salta coi piedi sull'uomo sdraiato a terra, inerme. E sono sconvolto per  quello che è successo dopo nella città della  ricca e rossa Emilia dove stanno raccogliendo le firme per difendere i responsabili che, nel frattempo, sono stati trasferiti "per opportunità" dal comando dei carabinieri. Uno dei militari si è difeso dicendo che aveva reagito al pugno che l'immigrato marocchino gli aveva dato. Non ci sono immagini a tal proposito. C'è solo la parola del carabiniere. Saranno i magistrati a valutare l'episodio da un punto di vista penale, a valutare le eventuali attenuanti. Ma dietro alle firme, alle e-mail, alle lettere inviate alla Gazzetta di Modena, non possono esserci solo quelli della Lega e di An. La questione della sicurezza, del difficile rapporto con gli immigrati è un tema vero, che riguarda tutti. Di destra, di centro, di sinistra. Questo di Sassuolo è  un campanello d'allarme. Non mi piace l'assoluzione preventiva. Ma la solidarietà ai carabinieri  ci fa capire quanto sia profondo il malessere che c'è nelle nostre piccole e grandi città.  Non si possono criminalizzare tutti gli immigrati ma non si possono giustificare quando commettono crimini. Siano essi legati allo spaccio delle sostanze stupefacenti o al traffico della prostituzione o ai reati cosidetti predatori. Non si possono giustificare le forze dell'ordine quando commettono abusi. La questione della legalità vale per tutti. Siamo tutti cittadini di serie A e tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 28, 2006 11:08 | Permalink | commenti (22)
categoria:legalitĂ 
27/02/2006

[ CRITICARE ISRAELE ]

muro israelianoPossiamo far finta di nulla quando l'ambasciatore d'Israele in Italia si permette di prendere di mira l'ex primo segretario dell'ambasciata palestinese in Italia, Ali Rashid,  che è candidato indipendente nella lista di Rifondazione comunista alle prossime elezioni? No, non possiamo tacere e mi meraviglia che, fino ad ora, la Farnesina non abbia protestato con il rappresentante israeliano in Italia per l'inaccettabile ingerenza.  Possiamo criticare Israele senza essere definiti antisemiti? E' assai rischioso, ve lo assicuro. Se provi a dire che stai anche con i palestinesi passi per terrorista. Adesso viene vista con preoccupazione l'ipotesi di un Massimo D'Alema agli esteri nel futuro governo Prodi dal portavoce della comunità ebraica di Milano Yasha Reibman perchè qualche giorno fa il presidente dei Ds si era permesso di difiendere il segretario dei comunisti italiani, Oliviero Diliberto, dall'accusa di antisemitismo. Io penso che si possano attaccare i governi israeliani senza essere per questo essere considerati nemici di Israele. Nessuno nega il diritto di Israele di vivere in pace e senza terrorismo. Ma questo diritto vale anche per i palestinesi che, nonostante le risoluzioni dell'Onu, non hanno ancora uno Stato e vivono sotto occupazione dei militari israeliani. Ma se è legittimo che Reibman critichi D'Alema non venite a dirmi che chi critica Israele è antisemita. 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 27, 2006 10:56 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, pace, israele-palestina
25/02/2006

[ 42 GIORNI AL VOTO...]

Tanto rumore per nulla. Alla fine la montagna ha partorito un topolino. Nella linea della continuità ovvero del nulla. E' questo il senso del programma di Silvio Berlusconi. L'ha presentato ieri, in magnifica solitudine. Altro che contratto con gli italiani! Come dice il Corriere della sera: "Settantatrè promesse nessuna garanzia". Il capo sono solo io, ha aggiunto Zio Paperone,  liquidando le tre punte ma Qui (Gianfranco Fini) non ci sta mentre Quo e Qua non hanno, ancora, replicato. Quo (ovvero il moderato Casini) se l'è, invece,  presa con l'ex magistrato Libero Mancuso chiamato dal sindaco della sua città, Sergio Cofferati, ad entrare in giunta. "L'unico" è in pieno delirio di persecuzione quando accusa i magistrati di Milano che indagano su Bancopoli, gli ha ribattuto il primo presidente di Cassazione. Ha ragione. Da testimone d'accusa, sembrano lontani i tempi in cui si recava in procura a Roma per denunciare i suoi avversari politici, è tornato ad essere il solito che attacca i magistrati. Non più le toghe rosse delle procure ma un'intera categoria. Mancano 42 giorni al voto. Il centrodestra sta di nuovo in difficoltà. L'Unione ha un leader e un programma ( le duecentoottanta e dispari pagine sono state  un errore da un punto di vista comunicativo). Napoleone e la sua armata sembrano in ritirata. A dargli man forte ci pensano neofascisti e neonazisti. Alessandra Mussolini ha cambiato idea e si presenterà capolista. Nella fattoria c'è spazio anche per quelli che si dichiarano contro l'euro.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 25, 2006 09:58 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, casini, unione, elezioni politiche
24/02/2006

[ ZIO PAPERONE E IL PROFESSORE ]

Mi sembrano un pò nervosi nella casa delle libertà.  Zio Paperone, da gran prepotente che è, attacca il Professore sul tanto atteso e voluto faccia a faccia televisivo. "Ha paura, è patetico e scappa", dice Silvio Berlusconi e Romano Prodi gli risponde per le rime: se confronto s'ha da fare che si faccia "rispettando le regole con un accordo tra le parti come in tutto il mondo, basta con le menate!". A parte la richiesta di incontrare insieme le tre punte, il leader dell'Unione ha ragione nel chiedere regole condivise. Voi sapete che il cosidetto regolamento sulla par condicio è stato approvato dalla commissione parlamentare di vigilanza soltanto con i voti del centrodestra. L'inganno è che l'ultima parola se l'è presa  Zio Paperone con la conferenza stampa finale a due giorni dal voto. Non è corretto. Se il confronto non sarà ad armi pari non si farà, mica l'ha prescritto il medico. Nel 2001 Silvio Berlusconi, che si sentiva sicuro di vincere le elezioni, rifiutò il confronto con Francesco Rutelli, l'allora l sfidante premier del centrosinistra. Oggi, lo stesso Berlusconi che si sente sconfitto, chiede a gran voce di potersi confrontare con Romano Prodi. La sua battuta "ha paura" che Qui, Quo e Qua hanno, subito, ripetuto, non sta nè in cielo nè in terra. Prodi già si è confrontato con Berlusconi e vinse le elezioni. Nel 1996,  Certo, uno è simpatico e comunicativo e abituato a spararle grosse tra una barzelletta e l'altra, l'altro è serioso e professorale. Ma non penso che l'esito del voto dipenda solo da un confronto televisivo. L'America docet. In Tv aveva vinto Kerry ma nelle urne, fino a prova contraria, Bush. La questione è che con Prodi, Berlusconi non può fare il guascone. Sul piatto ci sono cinque anni di malgoverno. Ormai c'è un governo di centrodestra che mette a repentaglio la sicurezza del Paese. Spero tanto che, alla fine, il confronto si faccia. Fa bene alla democrazia, gli elettori potranno giudicare meglio. La partita si gioca negli ultimi giorni e non è detto che il distacco si riduca. Potrebbe ampliarsi se l'Unione riesce a convincere gli elettori di saper essere forza di governo e di saper rispondere alle tante questioni che, drammaticamente, l'allegra fattoria non ha saputo risolvere. Per il bene dell'Italia.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 24, 2006 11:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, informazione, unione, rai-tv
23/02/2006

[ CROCIATA A PERDERE ]

"La democrazia non può essere imposta con la forza a un paese che non la vuole". Parola di Francis Fukuyama, ideologo dei neocons targati USA. Questi signori si accorgono, solo ora, del tragico errore di aver riproposto nel XXI secolo lo spirito delle crociate, di aver dichiarato guerra all'Iraq di Saddam Hussein. Una guerra che gli americani e i loro alleati stanno perdendo coinvolgendo anche il nostro Paese - complici alcuni autorevoli esponenti del centrodestra- nella temuta  guerra di civiltà. Veder bruciare la nostra bandiera da fanatici iraniani, vedere morire in Turchia Don Santoro, vedere il nostro consolato saccheggiato e distrutto in quel di Bengasi dopo che la polizia libica, per difenderlo, aveva ucciso 14 manifestanti, sono il tragico risultato di una linea politica del governo di Silvio Berlusconi che ha cancellato in pochi anni quel credito e prestigio  decennale che il nostro Paese si era conquistato in quella parte del mondo. C'è il rischio  che l'incendio si propaghi. e, statene certi, qualcuno soffia sul fuoco. A cominciare dai terroristi di Al Qeda. Maci sono regimi come quello iraniano o paesi come  Israele che hanno, anche loro, interesse a destabilizzare il teatro iracheno e quindi tutta la regione. L'obiettivo di un Iraq pacificato e demoratico si allonta sempre di più,  lo stesso disimpegno annunciato dai vertici di Wasghinton  rischia di naufragare sotto i colpi della guerra civile che è sempre più probabile. L'attentato alla moschea di Samarra, santuario per gli sciiti, sta spingendo il Paese nella guerra tra etnie mentre le elezioni dello scorso dicembre non hanno ancora prodotto un governo. Anzi, sciiti e sunniti sono ai ferri corti. Un accordo politico in Iraq si rifletterebbe su tutta la regione. Significherebbe la pace tra Israele e Autorità nazionale palestinese con la creazione di due Stati. Ma la vittoria di Hamas da un lato e la linea oltranzista e unilaterale di Israele complicano la possibilità di accordo. Tutto sembra andare per il verso sbagliato eppure, mai come in questo momento, servirebbe in Iraq un governo di coalizione perchè una soluzione politica e diplomatica del conflitto iracheno è la condizione sine qua non per riaprire in tutta l'area una prospettiva percorribile di pace. 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 23, 2006 13:26 | Permalink | commenti (6)
categoria:pace, islam, guerra iraq, israele-palestina
22/02/2006

[ ABITUARSI ALLA MORTE ]

Ho fatto fatica a trovare la notizia sui giornali di oggi dell'ennesima autobomba che ha ucciso ieri, per l'ennesima volta, civili in un mercato di Baghdad. 22 morti. La cronaca ci dice che i terroristi volevano colpire un'auto della polizia e invece hanno tolto la vita a donne, vecchi e bambini. Come al solito. C'è il rischio dell'assuefazione alla guerra, soprattutto  quando non ci riguarda da vicino. Questa è la grande malattia del XXI secolo.  Eppure, mai come in questo periodo, siamo così vicini al rischio di un moltiplicarsi dei conflitti. Tutti asimmetrici, dove non ci sono più eserciti che si schierano su fronti ma le armi, convenzionali e non, uccidono nelle case, nelle strade dove vivono i civili. Non è più accettabile credere nell'uso della violenza. Sia essa terroristica, sia essa perpetrata in nome degli interessi delle nazioni. Sono omicidi anche gli assassinii dei soldati delle truppe di occupazione in Iraq o di quelle israeliane in Cisgiordania. Quel "dieci, cento, mille Nassirya", è la negazione del movimento per la pace. Chi legittima "i resistenti" nell'uso delle armi perchè gli statuti internazionali glielo riconoscono  è fuori dal movimento pacifista. Certo, se non ci fossero stati i partigiani e se gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica non avessero combattuto contro la Germania di Hitler, non ci saremmo liberati dal fascismo. Quella guerra di liberazione fu necessaria ma è costata milioni di morti. Proprio per questo motivo, i nostri padri costituenti hanno scritto la parola ripudio della guerra. C'è modo e modo di resistere, quello non violento, oggi, è il modo migliore.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 22, 2006 11:05 | Permalink | commenti (5)
categoria:pace, informazione, guerra iraq
21/02/2006

[ MIMUN E CALDEROLI ]

Sia chiaro, ognuno è libero di comportarsi come vuole ma non mi convince la difesa fatta dai tanti, e di tutti gli schieramenti politici, del direttore del Tg1 sull'ignobile show del ministro Roberto Calderoli. Recidivo nei suoi atteggiamenti razzisti. Ricapitolo i fatti. Nello spazio, che una volta era de "Il Fatto" di Enzo Biagi, va in onda il direttore del Tg1 con la sua rubrica.  "Dopo Tg1". E' mercoledì 15 febbraio. L'ex ministro leghista esibisce la maglietta anti-islamica. L'intervista è registrata. Certo, Mimun non poteva censurare il ministro, giustamente. Avrebbe dovuto, però, prenderne le distanze se non era d'accordo con quella provocazione. O mentre Calderoli si sbottonava la camicia oppure con un suo intervento di pochi secondi al termine dell'intervista. La mia è un'opinione. Il giornalista non è un funzionario. Bene fece,  il 6 febbraio, l'ex direttore del Tg5 e conduttore di Matrix che in diretta prese le distanze dallo stesso Calderoli  quando apostrofò la collega palestinese di La7, Rula Jebrael, per il colore della pelle. Il conduttore di Matrix, Enrico Mentana, chiese al ministro se volesse scusarsi per l'infelice espressione ("pelle abbronzata"). Il ministro, ovviamente non lo fece. Mimun ha, invece, taciuto. Libero di tacere. Ma io dissento perchè penso che l'ospite abbia il diritto di dire quello che vuole ma il padrone di casa, se non è d'accordo, ha il dovere di dire la sua. Ho 26 anni di esperienza televisiva. Agli esordi, nel pieno della guerra di camorra, erano gli anni del terrorismo, ero prima redattore e poi inviato della sede Rai di Napoli. Quando si aveva una notizia "calda" mentre andavano in onda i telegiornali o i radiogiornali, ci si collegava in diretta con Roma. Perchè il Tg1 delle ore 20 di Clemente Mimun non ha dato la notizia della strage di Bengasi? Una sua scelta. Come quando scelse di non dare il drammatico epilogo della liberazione a Baghdad della giornalista del manifesto Giuliana Sgrena che costò la vita a Nicola Calipari, funzionario del Sismi. Giudichiamolo per le sue libere scelte, sulle quali liberamente dissentiamo.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 21, 2006 12:07 | Permalink | commenti (11)
categoria:politica, informazione, rai-tv
20/02/2006

[ IL NOSTRO ULTIMATUM...]

Quando andremo in onda? Sono mesi che lo chiediamo alla Rai. Invano, purtroppo. Eppure c'è una delibera del consiglio di amministrazione di viale Mazzini, approvata all'unanimità, che prevede entro la primavera del 2006 il nostro ritorno in video. Su Rai Due. Ma, ad oggi, non sappiamo ancora nulla. E Michele Santoro ha preso carta e penna e ha scritto ai vertici della Rai: "Vorre farvi rilevare che, nonostante sia tornato da quattro mesi in Rai, solo dopo due mesi ho potuto avere un ufficio freddo e spoglio nel quale sono stato  parcheggiato...Poco male se non fosse che, nel frattempo, nemmeno una delle cose concordate con il Direttore Generale sia stata realizzata. Sandro Ruotolo, che condivide la mia condizione, risulta ancora in forze al Tg3 e non è stato assegnato alla mia stessa rete. I giornalisti e collaboratori da me indicati, se interni, non sono stati assegnati; se esterni, non sono stati  contrattualizzati. Soprattutto non sono state  definite le date delle  trasmissioni, il loro numero, i budget, le caratteristiche che dovranno avere e non è stato chiarito se  esse debbano essere progettate come una serie di speciali o come l’inizio di un nuovo ciclo .Specialmente quest’ultima questione è di grande importanza perchè se, come parrebbe da quanto hanno detto Esposito e Comanducci (il primo direttore degli affari legali della Rai, il secondo direttore delle risorse umane, ndr)  al mio avvocato, il compito assegnatomi fosse quello di ideare un nuovo programma di approfondimento di grande serialità, ci troveremmo di nuovo nella condizione di vedere già quasi compromessi i tempi necessari alla sua realizzazione. Infatti, se si ipotizza come data di partenza la fine di aprile comincia a diventare molto problematico costruire una scenografia e realizzare inchieste e reportage. Perchè si sta perdendo tutto questo tempo? Io so soltanto che ho chiesto di riprendere il mio lavoro un anno fa, che ho avuto il mio primo colloquio col Presidente Petruccioli lo scorso settembre e che da quattro anni la Rai non mette in onda miei programmi. Permettetemi anche di dirvi che in ventiquattro anni di televisione non ho mai incontrato un atteggiamento così poco interessato a considerare gli aspetti creativi, tecnici, produttivi di nuove possibili imprese. Nelle nostre discussioni e nei nostri contatti la televisione è così poco considerata che permane in me la convinzione di continuare a giocare una partita nella quale i vertici della mia azienda sono messi fuori gioco mentre incombe l’ombra del presidente del Consiglio. Aspetterò ancora una settimana, al termine della quale spero che abbiate finalmente definito le date delle trasmissioni confermando che esse debbano rappresentare l’inizio di un nuovo ciclo; e che abbiate assegnate alla produzione le persone richieste e contrattualizzati gli esterni. In caso contrario dovrò constatare che sono stato messo alla berlina un’altra volta e trarne le dovute conseguenze".

 

 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 20, 2006 12:11 | Permalink | commenti (4)
categoria:informazione, rai-tv, michele santoro
19/02/2006

[ L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA... ]

Li vedo messi male i leader della casa della libertà. Non possono cavarsela sul caso Calderoli, come ha fatto ieri Silvio Berlusconi, con un semplice punto e a capo. No, l'incidente non è alle spalle. Il caso non è chiuso. A Verona, il leader di Forza Italia se la cava così, a ventiquattro ore dai drammatici fatti di Bengasi: "Quello del ministro leghista è da considerarsi un atto di leggerezza". Come dire l'ex ministro è stato uno sciocchino. Suvvia! Ha perfettamente ragione  Louis Michel, il commissario Ue allo sviluppo, quando afferma: "Quello del ministro Calderoli non è stato un gesto maldestro. E' stato un atto scientemente provocatorio. E, quando si rappresenta un governo europeo, il discredito per un atto di quel genere è un discredito che colpisce non solo l'Italia ma tutta l'Europa". La verità è che hanno paura di perdere e, in nome di qualche voto, mettono a repentaglio il futuro del nostro Paese. La questione sulla quale fanno finta di nulla è la permanenza della Lega nella coalizione. La Lega non ha, affatto, preso le distanze dal suo ministro. Anzi, il comunicato con il quale Roberto Calderoli ha annunciato le sue dimissioni, è stato scritto insieme a Umberto Bossi. Il gruppo dirigente di via Bellerio sta con il suo ex ministro "in disgrazia" che sostiene: "Ho fatto un passo indietro per senso di responsabilità, ma questo non significa nulla. Anzi, ora sono ancora più convinto di prima delle mie ragioni". Non si pente, anzi, rivendica tutto quello che ha detto. La casa delle libertà cerca di superare il momento difficile. La Lega potrebbe decidere di correre da sola alle elezioni. E questo significherebbe la fine del  centrodestra. Non a caso, il moderato gentiluomo della casa delle libertà, Pierferdinando Casini, è preoccupato: "Vorrebbe (il centrosinistra, ndr) che rompessimo l'alleanza con la Lega, ma ciò è finalizzato a farci perdere le elezioni e noi respingiamo questa richiesta". Così ragiona uno statista...

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 19, 2006 10:26 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, casini
18/02/2006

[ INCENDIO DOLOSO ] 

Non so voi ma il sottoscritto sta seguendo con apprensione gli avvenimenti in Libia. La strage di Bengasi, con l'assalto al consolato italiano e con almeno 11 morti e un numero imprecisato di feriti, rischia di segnare una drammatica svolta nei rapporti tra l'Italia e il mondo arabo.Tra cattolici e musulmani. E' un incendio che si può rapidamente propagare e mettere a repentaglio la sicurezza dei nostri connazionali. In Iraq come in Pakistan o in Indonesia. Mai come in queste ore possiamo essere bersaglio dell'integralismo. Non ci sono parole per condannare il terribile show del ministro leghista e razzista Calderoli. Quella sua maglietta anti islamica mostrata al Tg1 dell'altra sera è stata devastante. La sua provocazione ha mietuto vittime. E i primi effetti li abbiamo visti ieri sera a Bengasi. Un gesto criminale che coinvolge in pieno il nostro Paese. C'è una sostanziale differenza con quanto è avvenuto in Danimarca. Questa volta l'autore degli insulti non è un giornale della destra estrema ma è un ministro della Repubblica. A quest'ora del giorno, Calderoli non si è ancora dimesso e Berlusconi, a questo punto,  ha una sola strada da percorrere. Salire al Quirinale e presentarsi politicamente dimissionario. I Pera, i Calderoli, i Borghezio, lo stesso Berlusconi (vi ricordate all'indomani dell'11 settembre quando il premier parlò di scontro di civiltà per poi fare marcia indietro?) stanno delegittimando l'Italia agli occhi di centinaia di milioni di musulmani. E' un governo che ha al suo interno spinte di intolleranza, razzismo, di inciviltà che nulla hanno a che vedere con la storia del nostro Paese. E anche se Berlusconi dovesse riuscire a far dimettere Calderoli, sarebbe un gesto insufficiente. Hanno fatto la morale, scatenando i media per le dichiarazioni dell'esponente della minoranza trotzkista di Rifondazione comunista su Israele e Nassirya. In poche ore, Rifondazione ha deciso di non candidare più Ferrando. E La casa delle libertà? Che farà, ricandiderà  Calderoli?  Intanto Berlusconi ha deciso di imbarcare, per un pugno di voti, anche i fascisti della Mussolini, dei Fiore, dei Tilgher, dei Saya. E' vero, alcuni di loro, i più impresentabili, non saranno candidati alle elezioni ma hanno raggiunto un accordo programmatico che consentirà ad Alternativa sociale di presentarsi con una lista collegata con la casa delle libertà.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 18, 2006 10:39 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, islam
17/02/2006

[ ... A PARTE TOTO' CUFFARO ]

A pensar male uno c'azzecca. "A parte Cuffaro, in Sicilia non ricandideremo nessun inquisito". Parola di Pierferdinando Casini. Voi direte: è già qualcosa, tenendo conto che metà dell'area centrista della Regione Sicilia è sotto accusa per reati connessi alla mafia. Non mi basta. Casini, nell'intervista a L'espresso in edicola da oggi, sostiene: "Noi difendiamo Cuffaro sulla base di una valutazione politica. Sugli altri casi, valuteremo con il necessario rigore". Incalzato, il presidente della Camera uscente aggiunge: "Sembriamo sulla difensiva, perchè nei confronti di Cuffaro è stata scatenata un'aggressione mediatica". Ora, e non temo smentite di sorta, la cosidetta campagna mediatica è successiva all'inchiesta della magistratura palermitana. "La mafia è bianca", il dvd che è al centro della campagna mediatica denunciata dall'esponente dell'Udc, racconta proprio quell'inchiesta giudiziaria che si è conclusa con il rinvio a giudizio e l'attuale processo che vede sul banco degli imputati Totò Cuffaro. Ma  perchè Casini difende a spada tratta il presidente della Regione Sicilia? E perchè sembra scaricare gli altri? Evidentemente non può fare a meno di Totò Cuffaro per le prossime elezioni politiche.  Ma, essendo quella di Casini una valutazione politica, speriamo che agisca di conseguenza. Se, per caso, Cuffaro dovesse essere condannato, il garante politico si dovrebbe assumere fino in fondo le sue responsabilità e dovrebbe dimettersi. Oppure no?  

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categoria:politica, mafia, casini, legalitĂ 
16/02/2006

[ LA GUERRA DEI SONDAGGI ]

Il commento più appropriato è ancora una volta quello del settimanale inglese l'Economist: Silvio Berlusconi usa "vecchi trucchi" per rubare la scena politica: e ci riesce, se e' vero che i sondaggi lo danno in rimonta. Non c'è dubbio. Sono settimane ormai che il presidente del Consiglio ha attirato su di sè l'attenzione dei media. E' partito all'attacco dei Ds con la storia dell'Unipol. E' tornato sul vecchio ritornello del pericolo comunista. Ha proseguito demolendo l'immagine di Prodi mentre rincuorava i suoi dicendogli che era in atto la rimonta. Ha iniziato a parlare di programma e non più di un nuovo contratto con gli italiani.E oggi ha svelato  l'arcano gridando ai quattro venti che la casa delle libertà è in vantaggio dello 0,2 per cento rispetto all'Unione, fornendo il nome della società americana alla quale ha commissionato lo studio delle intenzioni di voto. E'  la Psb che ha,  fra i propri  clienti politici, l'ex presidente Usa Bill Clinton e il sindaco  di New York Michael Bloomberg. Il sondaggio in questione è  basato su un campione statistico composto da 1.920 elettori selezionati tra la  popolazione che intende votare nelle elezioni politiche ad aprile. E' stato ''utilizzato un programma di campionatura basato su una propria specifica metodologia e su recenti trend elettorali''. Ogni elettore ''ha avuto la stessa probabilita' di essere selezionato per il sondaggio''. Di certo, sono state utilizzate tre societa' italiane diverse pre effettuare il sondaggio vero e proprio, utilizzando interviste telefoniche CATI. Queste interviste ''sono state condotte dal 7 al 9 febbraio 2006''. Dunque, dopo che era già cominciata la campagna mediatica sul presunto sorpasso. Quello 0,2 di differenza  non vuol dire nulla perchè il margine di errore è ampio, è del 2 per cento la famosa forchetta. Sarebbe interessante capire quali sono queste tre società italiane che materialmente hanno effettuato le ricerche perchè, secondo alcuni istituti  demoscopici italiani, l'Unione sarebbe sempre in testa con un distacco oscillante tra i 3 e i 4 punti percentuale, pur evidenziando un recupero del centrodestra. C'è da dire che Silvio Berlusconi è riuscito nel suo intento, ha vinto la sua prima battaglia.  Ha mobilitato i suoi, li ha convinti che possono anche vincere e che, comunque, devono combattere fino al 9 aprile. "In attesa che Berlusconi fornisca tutti gli elementi previsti dalla legge che consentano di accertare l'attendibilità del sondaggio Psb, che sembra rispondere in maniera sorprendente solo ai suoi desideri, vorremmo sapere se, per caso - domandano i responsabili della campagna elettorale dell'Unione, Lusetti, Morri e Santagata -  si tratta della stessa Psb che nel 2000, in occasione delle elezioni in Serbia, e poi nel 2004 in quelle in Venezuela ha completamene sbagliato le previsioni. I sondaggi aiutano ma la realtà non si inverte a colpi di tabellone". Ma non è solo questa la risposta che ci si attende dal centrosinistra L'Unione dovrà far fronte in maniera più convincente al nuovo e minaccioso protagonismo della casa delle libertà. Mancano otto settimane al voto.
   

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categoria:politica, sondaggi, unione
16/02/2006

[ CHIUDERE GUANTANAMO ]

Le Nazioni Unite chiedono a Washington di "chiudere il centro di detenzione di Guantanamo e di sospendere ogni pratica che possa considerarsi tortura o trattamento crudele, disumano e degradante".  Sono le conclusioni del rapporto, reso noto oggi, di 54 pagine frutto delle indagini di cinque esperti Onu. Finalmente, c'è un giudice a Berlino. E' l'Onu che torna prepotentemente sulla scena internazionale, all'indomani delle immagini trasmesse  da una televisone australiana sulle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib, a pochi giorni  dal video che ha fatto il giro del mondo e che riprende un gruppetto di soldati britannici picchiare selvaggiamente dei ragazzini iracheni. Secondo l'Onu, gli Stati Uniti dovrebbero scarcere o processare tutti i prigionieri detenuti a Guantanamo  perchè sospettati di legami con al Qaida. Gli americani si difendono dicendo che  gli investigatori dell'Onu si sono rifiutati di visitare la struttura carceraria in terra cubana. Gli esperti del palazzo di vetro replicano che non accettarono l'invito perchè Washington non concesse l'autorizzazione per intervistare i detenuti. Uomini e ragazzi torturati, maltrattati, chiusi in piccole celle, senza la possibilità di essere processati e senza il diritto ad essere difesi. Ma sono le nuove fotografie delle sevizie di Abu Ghraib a tener banco. La televisione australiana non ha fatto altro che pubblicare le immagini segrete delle torture avvenute nel 2003 nel carcere iracheno, già finite davanti alla Corte marziale Usa per le quali furono condannati soltanto sette soldatini americani e assolti i vertici militari. Probabilmente sono le stesse foto che il Congresso americano aveva esaminate e bloccate. Immagini sconvolgenti e repellenti che il Pentagono voleva tener nascoste per "non alimentare la violenza nel mondo". Pensate che ancora oggi il carcere di Abu Ghraib è gestito dagli americani e un recente rapporto Usa dipinge la struttura carceraria con i suoi 5000 detenuti come una "fabbrica di Jihad". Vi immaginate l'effetto che queste foto avranno nell'altra parte del pianeta?

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15/02/2006

[ SE ESISTE LA GUERRA ]

di maso notarianni, direttore peacereporter

Guerra, terrorismo. A seconda del posto in cui ci si trova, queste parole assumono significati opposti. Per propaganda, certamente. Ma anche perché queste parole, oggi, hanno confini assai labili. E se è facile comprendere come, a seconda che si stia tra civili occidentali o tra civili che subiscono le guerre degli occidentali, la parola terrorista sia riservata agli appartenenti di schieramenti opposti. Se per un inglese – giustamente -  la parola terrorista si associa ai kamikaze che si sono fatti esplodere nella metro e sugli autobus lo scorso luglio, per un Afghano che si è visto bombardare il suo villaggio o disseminare di cluster bomb i dintorni della scuole dei propri figli la stessa parola si associa ai militari occidentali che occupano quel paese. Non solo perché di qui e di lì, la propaganda bellica ha ormai sostituito l'informazione, ma anche perché la guerra, oggi, è fatta con lo stesso criterio del terrorismo di sempre: quello di colpire in gran parte civili (il 97 per cento delle vittime sono civili, il 30 per cento sono bambini), quello di distruggere le infrastrutture civili (fabbriche e centrali, ma anche strade e ospedali). I dati sono dati ufficiali, e le ambiguità delle parole “guerra” e “terrorismo” sono confermate dai trattati di strategia militare e dalle definizioni che persino il sito del Dipartimento di Stato Usa adotta per spiegare di cosa si tratta. La guerra fatta con i bombardieri causa stragi di civili, quella fatta con le donne e gli uomini bomba anche. E' del resto abbastanza banale, perché la guerra deve essere fatta, per sua stessa natura, in modo da ottenere il massimo risultato con le minime perdite. Vincitori e vinti, questa non è una novità, hanno sempre violato e sempre violeranno il diritto umanitario, le convenzioni. Di norma però, solo i vinti sono (a volte) chiamati a risponderne. Ed è banale anche questo, perché la guerra è  lotta per la vita o la morte,  dunque pone tutto in gioco. E per questo non esclude nessun mezzo, non sottostà, non può sottostare a nessuna regola. Ma la morte di un essere umano non può avere come significato la vittoria: la perdita di una vita è sempre e comunque una sconfitta. Ma la morte di un combattente è  meno morte di quella di qualsiasi essere umano? E' forse una tragedia umana di inferiore portata e drammaticità? L’uccidere di per sé non è forse già oltre il limite estremo dell’impensabile e dell’inammissibile? Se esiste la guerra, non esiste qualcosa che la limiti o la moderi. La guerra non è una premessa di alcuni mali. È essa male assoluto.

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15/02/2006

[ SIAMO NATI PER SOFFRIRE...]

Prodi, se ci sei, batti un colpo! Mi capita spesso di fare due chiacchiere con la gente che mi riconosce e si ferma a parlare con me. E' successo stamani, in una sala d'attesa di un ospedale romano. Un ragazzo, un trentenne, con la gamba fratturata, che da un mese sta a casa e guarda  la tv giorno e notte. Avrete già capito il discorso dove è andato a finire. Proprio lì: sul ruolo della televisione nella politica italiana. Sull' invasione mediatica di Silvio Berlusconi grazie alla quale sta recuperando consensi. Mezzo punto percentuale a settimana. A detta del sondaggio odierno di Repubblica on line, Forza Italia sta recuperando a discapito dei suoi alleati. L'area degli incerti si sta assottigliando. Lui sta motivando le sue truppe, sta recuperando i delusi della casa delle libertà. La questione che mi  ha posto l'elettore del centrosinistra è perchè alla campagna aggressiva del premier, il centrosinistra non risponde con altrettanta durezza? Se avete visto ieri sera Ballarò il ragionamento di Giorgio La Malfa non faceva una piega: mica possiamo combattere come signorine. Per 5 anni ne avete dette di cotte e di crude e adesso pretendete una campagna soft? Anche l'editorialista della Cnn che ha raccontato come si svolgono le elezioni negli Stati Uniti d'America ha parlato della cosidetta campagna negativa, personalizzata ai leader dei due schieramenti che si menano senza andare per il sottile. Chi non ricorda il presidente Clinton e Monica Lewinsky? La campagna mediatica aggressiva di Silvio Berlusconi non può essere sottovalutata dall'entourage di Romano Prodi. E' passata ormai una settimana dal Porta a Porta con il leader dell'Unione. Che fine ha fatto Romano Prodi? All'indomani della presentazione del programma dell'Unione i giornali già titolavano sulla divisione interna al centrosinistra. Tra i favorevoli e i contrari alla Tav in val di Susa, poi ci sono state  le indegne dichiarazioni del leader di minoranza di Rifondazione comunista a proposito di Nassirya. L'immagine è quella di una coalizione divisa, poco credibile.  Il centrodestra sta imponendo l'agenda della campagna elettorale. Ecco perchè penso che l'Unione debba uscire dalla difensiva e costringere il centrodestra a confrontarsi sui problemi reali del Paese, ricordandosi anche che il collante è l'antiberlusconismo.  Altrimenti non è detto che l'attuale opposizione vinca le elezioni.. Mi auguro, infine, che qualcuno dell'Unione chieda all'Autority di sanzionare Retequattro per violazione della par condicio. Hanno trasmesso il discorso di Silvio Berlusconi di Ancona in maniera professionale. Belle immagini, perfetto l'audio.  La presentazione del programma dell'Unione invece tecnicamente un disastro. Immagini amatoriali, mosse, l'audio di Romano Prodi fuori fuoco. I due leader non hanno avuto lo stesso trattamento e perciò, secondo me,  Retequattro ha violato la par condicio

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 15, 2006 13:26 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, sondaggi, informazione, par condicio, unione
14/02/2006

[ CONTRO IL TERRORISMO ]

Chi sono i terroristi di oggi? Sono i kamikaze dell'11 settembre a New York? Si. Terroristi sono anche quelli che si fanno esplodere davanti alle discoteche o ai ristoranti di Tel Aviv. Sono anche i soldati americani quando a Falluja sparano fosforo bianco sui civili. E' un'azione terroristica (che incute terrore) quando l'esercito israeliano entra nei campi profughi e rade al suolo le case palestinesi.Credo che si possa allargare la definizione di terrorismo quando ad essere coinvolte sono vittime civili. Certo, la definizione di terrorismo non è unica, e varia a seconda del punto di vista. Chi da una parte è indicato come terrorista, dall'altra parte può essere considerato combattente per la libertà. La guerra nella ex Jugoslavia è emblematica da questo punto di vista. Gli autori dei massacri sono eroi e criminali nello stesso tempo. Dipende dai punti di vista. Fino a ieri non conoscevo il leader della minoranza trotzkista di Rifondazione comunista, Marco Ferrando. Poi ho letto le sue dichiarazioni pubblicate dal Corriere della Sera e sono rimasto sconcertato. Ma come si fa a definire "un atto di resistenza degli iracheni" l'attentato di Nassiriya ai militari italiani, che fece 19 morti? Non fu un'azione di guerra, tra due eserciti. Quello fu un attentato terroristico. Due autobombe. E, come si fa a definire Israele "una creatura storica artificiale"?  Marco Ferrando è incompatibile con quanti si sono schierati contro la guerra e contro il terrorismo, anzi, diciamo, contro il terrorismo e contro la guerra. I kamikaze sono nemici della pace, i loro sono crimini contro l'umanità. L'uso delle armi non porta alla pace. Vale per coloro che occupano illegalmente l'Iraq ma vale anche  per coloro che  si oppongono con il terrorismo.  La scelta della nonviolenza è forse la più difficile ma è l'unica che può portare alla pace. In Iraq come in Palestina dove, con il dialogo, dovranno prima o poi convivere due popoli in due stati.E l'uno dovrà riconoscere l'altro.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 14, 2006 10:28 | Permalink | commenti (16)
categoria:unione, guerra iraq, israele-palestina
13/02/2006

[ LE BUFALE AMERICANE ]

Conosco diversi sondaggisti. Mi hanno sempre sottolineato un dato per loro importante: la percezione della vittoria elettorale. Si chiede al campione prima per chi intende votare e poi chi, secondo lui, vincerà le elezioni. Ecco, Silvio Berlusconi con le sue esternazioni sta cercando di motivare il suo potenziale elettorato per poter convincere gli indecisi. Dire, anche se non è vero, che i sondaggi vanno bene fa parte di una tecnica di comunicazione ben precisa per uscire dalla sindrome della sconfitta. Che può portare realmente a dei risultati. E' indubbio che, rispetto  a qualche mese fa, la casa della libertà abbia recuperato. Le ultime due settimane prima del voto ci diranno poi se il recupero sarà stato  tale da ribaltare le attuali previsioni che danno l'Unione vincente. Di certo, la legge che regola i sondaggi politici dice che quello che sta facendo Silvio Berlusconi non è lecito. Il leader di Forza Italia non può dire che, secondo un sondaggio americano, la casa della libertà è in testa. Ha l'obbligo di citare la società a cui ha commissionato il sondaggio e lo deve pubblicare sul sito della presidenza del consiglio. Ne avevo già parlato in questo blog sperando che qualcuno glielo facesse notare. Tra l'altro, si pone un problema anche per i giornali o i radiotelegiornali che continuano a riprendere le dichiarazioni di Silvio Berlusconi. Non possono nascondersi dietro al semplice "diritto di cronaca". Hanno, secondo me,  il dovere o di non citare il sondaggio fantasma o di pretendere, dal politico che dichiara, la completezza della notizia. Ci sono delle regole che vanno rispettate.

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categoria:sondaggi, informazione
11/02/2006

[ VIVE LA FRANCE!...]

L'ultima performance è stata la più deludente. A Matrix, Silvio Berlusconi ha detto che solo Napoleone ha fatto più di lui. Peccato. Se si fosse messo alla pari con il piccolo imperatore francese ci saremmo risparmiati l'incubo di vederlo, se sconfitto, a condurre (come ha spergiurato) un'opposizione costruttiva dagli scranni di Montecitorio. Ma meglio lui all'opposizione che di nuovo a palazzo Chigi. Oggi è un bel giorno perchè finalmente si sciolgono le Camere. Si sarebbero dovute sciogliere il 29 gennaio scorso ma il premier, con il solito garbo istituzionale, si è impuntato per poter invadere radio e televisioni senza nessuna regola. E' evidente, col senno di poi, quale fosse il suo scopo. Altro che far lavorare il Parlamento per altri dodici giorni. Non sono riusciti ad approvare neanche la loro ultima legge ad personam, quella sulla inappellabilità delle sentenze il cui iter proseguirà a Camere sciolte.Come volevasi dimostrare. Devo dirvi che non vedo l'ora di non menzionare più il nome e cognome dell'uomo di Arcore. Vorrei che, rapidamente, ci lasciassimo alle spalle questi cinque anni di governo Berlusconi che hanno devastato il nostro bel paese. Ho provato ad entrare questa mattina al teatro Eliseo di Roma dove l'Unione ha presentato il suo programma di governo. Non ce l'ho fatta. Era stracolmo. Hanno sottovalutato che alla gente interessa discutere del proprio futuro.

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categoria:politica, informazione
10/02/2006

[ W LA TREGUA OLIMPICA ]

"Quello che sta accadendo qui è una cosa che non si è mai vista in 2700 anni". L'esternazione di ieri di Silvio Berlusconi (le eventuali contestazioni alle Olimpiadi invernali che si inaugurano questa sera a Torino) mi ha ricordato quando, qualche tempo fa, il premier voleva andare a trovare la famiglia Cervi. La storia delle Olimpiadi, e più in generale delle competizioni sportive a livello mondiale, è costellata, purtroppo, di contestazioni e fatti di sangue. Io ricordo il massacro degli studenti a Città del Messico, i pugni alzati degli atleti americani solidali con le pantere nere, il tragico blitz di Monaco, riproposto nel bellissimo film  Munich di Steven Spielberg nelle sale in questi giorni. Mi auguro, come ha detto il capo dello Stato, Ciampi, che queste siano Olimpiadi di pace. Non mi piace il clima di tensione che si è creato. Questa semplificazione del premier Silvio Berlusconi e del ministro Pisanu di considerare i "no global sovversivi". Questo "al lupo al lupo" invece di inviare messaggi distensivi. Che c'entrano le proteste dei cittadini della val di Susa con i disobbedienti o gli anarco insurrezionalisti o con i black bloc di recente memoria? Invece di esasperare il "rischio incidenti" (il ministro Pisanu teme azioni eclatanti), perchè gli organi di prevenzione non hanno già agito? C'è un diritto sacrosanto che è quello della libertà di pensiero e di manifestare le proprie idee ma  c'è anche  un altrettanto sacrosanto  diritto costituzionale che va rispettato ed è quello della legalità. Vorrei che le parole del nostro caro Presidente Ciampi fossero accolte da tutti.

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10/02/2006

[ NON CI AMANO ]

Ci sono due pagine di Internazionale, il settimanale che pubblica il meglio dei giornali di tutto il mondo, che sfoglio subito. Sono le pagine dove vengono aggiornate, settimana dopo settimana, le vittime dei conflitti in Iraq e tra israeliani e palestinesi. Le notizie che giungono anche oggi  da Bagdad parlano di morti e feriti.  Undici persone uccise da un'autobomba, soldati americani morti. Un Imam sunnita rapito probabilmente da sciiti. Secondo iraqbodycount.net, lunaville.com  dal giorno dell'inizio della guerra (19 marzo 2003) fino all'8 febbraio scorso hanno perso la vita circa 30 mila iracheni e 2261 americani. 204 vengono definite le altre vittime. Dal 28 settembre 2000, dall'inizio della seconda intifada 3854 palestinesi, inclusi i kamikaze, 1022 israeliani, 75 altre vittime, secondo Afp. Per non parlare dei feriti. Migliaia in Iraq, centinaia in Israele e Palestina. Quello che mi colpisce è, in questa situazione, l'assenza della politica. Parlano solo le armi. Dov'è l'Onu? E che fanno le grandi potenze? L'Europa, la Russia, gli Stati Uniti d'America? Il mondo sembra abituarsi alle guerre mentre crescono gli integralismi ad Est come ad Ovest del pianeta. A Bagdad fallisce il dialogo tra gli occupanti e i ribelli iracheni, a Tel Aviv il primo ministro ad interim Ehud Olmert vuole fissare unilateralmente le frontiere definitive dello stato. E, poi, ci stupiamo se dall'altra parte del pianeta non ci amano.

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categoria:pace, guerra iraq, israele-palestina
09/02/2006

[ LA RESPONSABILITA' DI CASINI ]

In Sicilia c'è una  persona alla quale va la mia solidarietà. Milita nell'Udc, il partito di Casini, Cesa e di Totò Cuffaro. Si chiama Massimo Grillo. Ha chiesto ai dirigenti nazionali del suo partito di non ricandidare il presidente della Regione sotto processo per aver favorito la mafia. La risposta: Massimo Grillo è stato, appena, estromesso dall'incarico di commissario dell'Udc nella provincia di Trapani. Pierferdinando Casini l'altra sera a Ballarò si è assunto la responsabilità di considerare Totò Cuffaro una persona perbene. Totò Cuffaro che è sotto processo per un reato che ha a che vedere con cosa nostra, ha dichiarato che se dovesse essere condannato in primo grado, si dimetterebbe, una volta eletto. Ma se Cuffaro dovesse essere condannato, Pierferdinando Casini che farà? Si dimetterà anche lui avendo garantito per il presidente della Regione Sicilia? A rigor di logica dovrebbe essere così. Ma  Previti e Dell'Utri, già condannati, si ricandideranno con il partito  di Silvio Berlusconi per il quale il vero scandalo è la candidatura di una persona perbene come l'ex magistrato Gerardo D'Ambrosio. Allora Casini si comporterà come Berlusconi? I giornalisti che si troveranno a partecipare ai dibattiti televisivi con Casini, gli dovrebbero porre questa domanda. Anche D'Alema, la prossima volta che si troverà di fronte il presidente della Camera dovrebbe porre la stessa domanda.

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categoria:politica, mafia, legalitĂ 
09/02/2006

[ PRODI-BERLUSCONI? Si, GRAZIE...]

"Con tutti e tre o niente". Romano Prodi ha rilanciato la sfida alle tre punte della casa delle libertà. Sono stati  Fini, Casini e Berlusconi a inventare  il termine "tridente" mentre, con le primarie del 16 ottobre, lo schieramento dell'Unione ha indicato in Romano Prodi l'unico leader  a rappresentare il centrosinistra. Bella mossa, tatticamente perfetta. Romano Prodi è in forma. E' riuscito a mettere sulla difensiva Silvio Berlusconi. Anche Massimo D'Alema lo ha messo in difficoltà con il suo no all'improvvisata a Ballarò del leader di Forza Italia. Io non penso che quella di Romano Prodi sia una proposta realizzabile (da solo contro tre). Tra una sedia vuota e una sedia occupata preferisco la seconda. E' vero che nel 2001 Silvio Berlusconi si sottrasse al confronto con Francesco Rutelli. E tutti noi ci lamentammo. Il leader di Forza Italia si fece i suoi conti. I sondaggi lo davano vincente perchè rischiare? A parti inverse questa volta potrebbe non convenire a Romano Prodi ma non sarebbe giusto nei confronti degli elettori. L'eventuale faccia a faccia, come giustamente chiede Romano Prodi, deve essere ben preparato, con regole condivise. L'attuale capo del governo si presenterebbe con un bilancio fallimentare dei suoi cinque anni di governo, Romano Prodi avrebbe, dalla sua, la stragrande maggioranza degli italiani che vivono sulla propria pelle il declino del Paese. E' importante per vincere il collante dell'antiberlusconismo, checchè ne dicano i cosidetti moderati. Non basta, è ovvio ma aspettiamo sabato prossimo per capire con quali proposte l'Unione si candida a governare il Paese. Le anticipazioni fatte da Romano Prodi nell'ultimo Porta a Porta  fanno ben sperare. La peroposta di ridurre il cuneo fiscale in modo pesante ha fatto sbroccare Silvio Berlusconi. Buon segno. 

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categoria:politica, informazione
08/02/2006

[ D'ALEMA E CASINI E PRODI... ] 

 Ballarò fa il record di ascolti di questa stagione televisiva e Romano Prodi a Porta a Porta  batte Silvio Berlusconi: 29,4 contro il 29,09 per cento di share. Abbiamo visto, finalmente, giornalisti che facevano domande vere al leader dell'Unione, Romano Prodi nel salotto di Bruno Vespa. Un Massimo D'Alema in gran forma a Ballarò che ha rifiutato il confronto all'ultimo minuto con Silvio Berlusconi che si era autoinvitato a poche ore dall'inizio della trasmissione: "O lui o io, penso che sia educativo che una volta tanto Berlusconi impari a rispettare qualche regola". E poi, lo scontro con il "moderato" Pierferdinando Casini su un tema cruciale come la questione morale: la candidatura dell'imputato e presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro. Casini si è preso la sua responsabilità dicendo che lo avrebbe candidato perchè lo ritiene una persona perbene. D'Alema giustamente gli ha risposto che gli elettori giudicheranno questa responsabilità politica. E Cuffaro non è un indagato. E' imputato per aver favorito la mafia. Ma per Casini, che è uno dei tre leader della casa delle libertà, questo non significa niente. Diverso sarebbe stato il discorso se Vasavasa fosse stato già condannato. Ma come la mettiamo con Cesare Previti e Marcello Dell'Utri? Loro sono già stati condannati e sicuramente verranno ripresentati da Forza Italia. Un'ultima osservazione su Romano Prodi a Porta a Porta. E' stato efficace, non ha gridato al complotto quando i giornalisti gli hanno fatto domande scomode. Si è presentato come alternativa a Silvio Berlusconi. Ironico, competente. Stile diverso. Mi ha convinto e poi, era da solo contro quattro... Per completezza vi dò anche gli ascolti dei due programmi televisivi. Dunque, Ballarò: 16,52 per cento di share con 4.381.000 di ascoltatori. Vespa: 29,40 di share con 2.348.000 telespettatori.

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categoria:politica, mafia, legalitĂ , rai-tv
06/02/2006

[ IL TROPPO STROPPIA ]

Mi immagino la faccia senza trucco di Silvio Berlusconi quando ha saputo di aver fatto meno ascolto di Massimo D'Alema. Sulle sue tv. Ieri era il giorno delle repliche. Il suo Liberitutti ha collezionato 784 mila spettatori mentre d'Alema nella replica di Matrix ben 1 milione e 392 mila spettatori. Come scrivevo qualche giorno fa: "il troppo stroppia". Nè è convinto anche il sondaggista Renato Mannheimer  per il quale "l'overdose del premier sui media espone al rischio di mobilitare ancora di più quelli del centrosinistra". Silvio Berlusconi va dicendo, senza alcuna prova documentale, che la casa delle libertà sarebbe in vantaggio sull'Unione in vista delle prossime elezioni politiche. Le ultime rilevazioni di Mannheimer danno il centrosinistra in vantaggio sul centrodestra con "un distacco di cinque-sei punti".

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categoria:politica, sondaggi, informazione
06/02/2006

[ SATIRA O PROPAGANDA? ]

Le notizie che provengono dall'altra metà della terra non sono affatto buone. Anche oggi si è manifestato, si è sparato e ucciso in Afghanistan, Somalia, Indonesia per le vignette "satiriche" su Maometto. Che mondo è questo? Ho messo tra virgolette la parola "satiriche" perchè di satiriche quelle vignette hanno ben poco. Non mi convincono Sergio Staino e Adriano Sofri con il loro appello per la libertà di satira. Rappresentare Maometto pauroso, barbuto e bombarolo, quando per gran parte dei musulmani è un'offesa che ha di satirico? E' pura "propaganda bellica", come sostiene il mio amico Vauro. E' come se uno avesse criticato Sharon non per la sua politica di occupazione ma in quanto ebreo. Non ci saremmo tutti incazzati?  Certo, i nostri vignettisti se la prendono spesso con il papa ma non per ciò che rappresenta sul piano spirituale ma per il valore politico delle cose che dice. Nella tradizione cattolica Dio e Gesù hanno un volto e quando vengono catturati dalle matite dei nostri vignettisti non creano scandalo più di tanto. Mi chiedo ma che senso ha dileggiare Maometto? Ad aprire questa campagna è stato un giornale danese di destra, estrema destra. La libertà di satira non c'entra niente e non ci si può chiedere di aderire alla libertà di propaganda. Mi auguro che non si possano confondere le centinaia di integralisti islamici scesi in piazza  con la maggioranza dei musulmani. Da entrambi i luoghi della terra c'è chi spera nello "scontro di civiltà". Impedire che questo avvenga è la prima cosa sensata da fare.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 06, 2006 15:22 | Permalink | commenti (6)
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03/02/2006

[ CHI PREFERITE?...]

Domande da un milione di punti. Chi preferite tra un candidato magistrato in pensione e un candidato pluriinquisito? E chi scegliete tra un magistrato che si candida e si dimette dalla magistratura e un avvocato candidato in servizio permanente per il suo cliente, indagato, ecc..ecc.. e presidente del Consiglio? Che difende in aula imputati come Previti, Dell'Utri e Berlusconi e contemporaneamente legifera sulla giustizia? Non trovo niente di scandaloso se un magistrato decide di scendere in campo. Se è in pensione, il caso non esiste; potrebbe essere un problema  se volesse rientrare subito in servizio.  E poi mi chiedo, perchè Silvio Berlusconi solleva d'improvviso il polverone sul povero Gerardo D'Ambrosio? Lo sapete che l'esponente di An, Luigi Bobbio, è un magistrato? Che è magistrato anche il presidente della commissione parlamentare antimafia, Centaro, il sottosegretario Mantovano ecc...ecc..? Che sia un polverone preventivo quello scatenato dal presidente del Consiglio? Perchè nelle sue recenti esternazioni, Silvio Berlusconi se la prende con i pubblici ministeri che non hanno arrestato l'ex amministratore delegato di Unipol e difende Gianpaolo Fiorani in carcere da parecchie settimane?

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 03, 2006 20:07 | Permalink | commenti (19)
categoria:politica, informazione, legalitĂ 
02/02/2006

[ANCORA SENZA NOTIZIE...]

Tutti pensavamo che la Rai si adeguasse all'invito di Ciampi di far scattare la par condicio da subito e invece bisognerà aspettare, come dice la legge, lo scioglimento delle Camere e, dunque, ancora nove giorni di deregulation. A maggioranza, infatti, il consiglio d'amministrazione ha votato la delibera con la quale si regolamentano le presenze in video dei politici durante la campagna elettorale. Proprio ieri la commissione parlamentare di vigilanza ha approvato il regolamento di par condicio per le elezioni del 9 e 10 aprile. Quello che era l'emendamento che ci riguardava oggi è diventato l'articolo 4 che recita: "Durante il periodo di vigenza della presente delibera, i candidati alle elezioni e gli esponenti dei partiti politici, e comunque le persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti, per il ruolo che ricoprono  o hanno ricoperto nelle istituzioni nell’ultimo anno, possono partecipare alle trasmissioni della concessionaria pubblica esclusivamente nei programmi e con le modalità previste per i rappresentanti delle liste e delle coalizioni” .Come sapete, è una norma che, secondo noi, non ci riguarda. Lo abbiamo scritto e detto ieri ai vertici della Rai, lo abbiamo ribadito oggi al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Paolo Gentiloni, con una lettera firmata da Michele Santoro: "Come lei certamente saprà, l’articolo 4 del Regolamento della “Par Condicio” approvato dalla Commissione da lei presieduta, viene indicato come la ragione dell’ulteriore rinvio del mio ritorno in video. A parer mio e a parere dei miei legali, questa interpretazione è completamente sbagliata perché la legge dispone che la sua Commissione debba regolamentare l’accesso alle trasmissioni dei soggetti politici ma non conferisce ad essa il potere di discriminare giornalisti e dipendenti della Rai. Ritengo che la norma del regolamento sia stata adoperata, prima ancora della sua approvazione, per impedire l’esecuzione della sentenza della magistratura che mi riguarda e che ordina alla Rai di reintegrarmi nelle mie funzioni. Dal 14 novembre scorso, infatti, sono, come tutti sanno, un giornalista alle dipendenze della Rai, con tutti gli obblighi e i diritti di un operatore del servizio pubblico. Le chiedo, pertanto, in difesa dei miei interessi e di quelli del pubblico, di chiarire in maniera inequivocabile se l’articolo in questione debba essere applicato anche ai dipendenti della Rai e in che termini. Mi auguro che la sua sensibilità ai temi della libertà di espressione la porti a considerare l’urgenza di questa mia richiesta". E, a quanto si apprende recita un'agenzia di stampa, l'Ansa, la risposta della Commissione di Vigilanza Rai arrivera' presto, probabilmente gia' domani.Intanto, dopo la pubblicazione della lettera ai consiglieri di amministrazione e al direttore generale della Rai, il presidente Petruccioli e il direttore generale Meocci hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni. Ha detto Petruccioli: 'Non c'e' nulla di drammatico. Abbiamo una settimana di tempo per rispondere. Santoro cerca di ottenere di definire in maniera precisa gli impegni gia' approvati dal Consiglio''. Secondo Meocci: ''Tutto e' superabile, non perche' sono un inguaribile ottimista. La nostra volonta' e' quella di far lavorare Santoro. Supereremo tutti gli inghippi burocratici. Il problema va affrontato con serenita'. Da domani cercheremo di affrontare l' argomento. Stiamo lavorando secondo i desiderata di Santoro''. Aspettiamo fiduciosi. Al momento non ci sono notizie che riguardano il nostro futuro lavorativo.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 02, 2006 16:09 | Permalink | commenti (6)
categoria:informazione, par condicio, rai-tv, michele santoro
02/02/2006

[ CHE DICONO I SONDAGGI DI OGGI? ]

Oltre 5 punti percentuali di differenza, con l'Unione che si attesta al 51,4% e la Cdl che si ferma al 46,2%. E' quanto emrge dal sondaggio di Swg per l'Espresso, anticipato oggi dalle agenzie di stampa. Anche un altro sondaggio, quello Sky Tg24-Abacus, dà, più o meno, gli stessi risultati: leggero recupero per l'attuale maggioranza (45,5% il 25 gennaio, 46% oggi) sull'opposizione che conferma il risultato della scorsa settimana (51%). Rispetto al dato precedente (22 gennaio) il distacco, nel sondaggio Swg, si è leggermente ridotto giacché la Cdl aveva il 45,7% dei favori mentre il centrosinistra il 51,7%. Va però valutato che nel calcolo del centrodestra nell'ultima rilevazione, a differenza delle precedenti, è stato aggiunto anche l'1% dell'apporto che potrebbe venire dal Mpa di Lombardo. Nello stesso sondaggio è poi stato chiesto agli intervistati prima qual è stato il politico più convincente dell'ultima settimana e successivamente chi lo è stato meno. Risultato: Berlusconi riesce a guadagnare il primo posto in entrambe le classifiche rispettivamente con il 17% e il 33% (ma il 16 gennaio era il 41%). Quanto a Prodi è il più convincente per il 6% e il meno per il 12%. A fare la vera differenza, tuttavia, sono quelli che si astengono. A rispondere 'nessuno' a entrambe le domande, infatti, è rispettivamente il 41 e il 33%. Entrambi i sondaggi sono in linea:  tenuta del centrosinistra, leggero recupero del centrodestra. La distanza tra i due schieramenti è ancora una distanza di sicurezza.  L'invasione mediatica di Silvio Berlusconi sta pagando, anche se meno di quanto sperasse il leader di Forza Italia. La sua è proprio una rincorsa disperata ma attenzione perchè sta disperatamente tentando di coinvolgere gli "indecisi". E, il serbatoio è quello del pubblico televisivo.  Prendiamo il sondaggio pubblicato oggi dal Sole-24 ore.  Lo ha effettuato l'Ipsos su un campione di lavoratori dipendenti, tra operai e impiegati. Due sono i dati su cui riflettere. Prodi sbanca tra i quadri e riconquista un pò di tute blu. Vince il centrosinistra (l'Unione è avanti di 12 punti) ma i due schieramenti politici sono pari tra i "quasi" analfabeti ( licenza elementare-nessun titolo): 38,1 voterebbe per la coalizione guidata da Prodi e il 38,1 per quella guidata da Silvio Berlusconi. Guardate come è importante la televisione! Se la guarda un laureato o un diplomato, il telespettatore  ha più possibilità di decodificare il messaggio, distinguere i punti di vista,  formarsi una sua idea. Se ad ascoltare il premier in televisione è quell'Italia semianalfabeta, gli sarà più facile fare presa. Ce lo spiegano bene i dati del sondaggio Swg quando il premier diventa, nell'ultima settimana,  il politico più convincente. A Silvio Berlusconi  interessa Porta a Porta ma soprattutto quei programmi popolari di intrattenimento. Quel pubblico che di solito  snobba la politica.  Gli automobilisti di Isoradio o i tifosi di Biscardi, per capirci.  Un altro spunto di riflessione è la fiducia nelle istituzioni italiane. Della Rai questo campione ha scarsissima considerazione. La Rai è' ottava tra le 8 istituzioni misurate.

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 02, 2006 15:45 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, sondaggi
01/02/2006

[ QUANDO ANDREMO IN ONDA? ]

Quando la settimana scorsa, in commissione parlamentare di vigilanza Rai, la casa delle libertà ha approvato da sola un emendamento  alla par condicio, tutti hanno detto che l'emendamento si riferiva a Michele Santoro. Secondo noi non è così. Questo è il testo esatto approvato nella seduta del 24 gennaio: "Dopo l’articolo 3 aggiungere il seguente: "art. 3 bis (Disciplina relativa ai titolari di cariche politico-istituzionali) 1. Durante il periodo di vigenza della presente delibera, i candidati alle elezioni e gli esponenti dei partiti politici, e comunque le persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti, per il ruolo che ricoprono  o hanno ricoperto nelle istituzioni nell’ultimo anno, possono partecipare alle trasmissioni della concessionaria pubblica esclusivamente nei programmi e con le modalità previste per i rappresentanti delle liste e delle coalizioni”. Sono andato a rileggermi i compiti della commissione parlamentare di vigilanza Rai (www.camera.it) . Gli articoli 1 e 5 della legge del 22 febbraio 2000 n.28, concerne esclusivamente i soggetti esterni all'azienda e non i suoi dipendenti. Ecco l'articolo 1: "Dalla data di convocazione dei comizi elettorali la comunicazione politica radio-televisiva si svolge nelle seguenti forme: tribune politiche, dibattiti, tavole rotonde, presentazione in contraddittorio di candidati e di programmi politici, interviste e ogni altra forma che consenta il confronto tra le posizioni politiche e i candidati in competizione". L'articolo 5 recita: "La Commissione e l'Autorità, previa consultazione tra loro e ciascuna nell'ambito della propria competenza, definiscono, non oltre il quinto giorno successivo all'indizione dei comizi elettorali, i criteri specifici ai quali, fino alla chiusura delle operazioni di voto, debbono conformarsi la concessionaria pubblica e le emittenti radiotelevisive private nei programmi di informazione, al fine di garantire la parità di trattamento, l'obiettività, la completezza e l'imparzialità dell'informazione. Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto in qualunque trasmissione radiotelevisiva è vietato fornire, anche in forma indiretta, indicazioni di voto o manifestare le proprie preferenze di voto. I registi ed i conduttori sono altresì tenuti ad un comportamento corretto ed imparziale nella gestione del programma, così da non esercitare, anche in forma surrettizia, influenza sulle libere scelte degli elettori". Michele Santoro è un dipendente della Rai e quindi non è un soggetto politico. Quando le agenzie di stampa il 25 gennaio batterono la notizia con la dicitura "norma antiSantoro" era riunito il consiglio di amministrazione della Rai che prese atto dell'emendamento, decidendo di mandare in onda i programmi di prima e seconda serata entro la primavera del 2006. Su Rai Due. Ma dopo una settimana nulla è stato ancora deciso. Ecco perchè Michele Santoro, assistito dagli avvocati Domenico e Nicoletta D'Amati, ha scritto una lettera ai vertici aziendali con la quale chiede alla Rai di dare immediata e integrale esecuzione della sentenza del tribunale di Roma per il suo immediato utilizzo. Che significa anche il mio e quello degli altri colleghi della squadra di Sciuscià. Quando andremo in onda?

 

postato da: aleruotolo alle ore febbraio 01, 2006 11:31 | Permalink | commenti (10)
categoria:informazione, rai-tv, michele santoro

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