Sandro Ruotolo


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Home » Ottobre 2005
30/10/2005
Forza Rita!. Questa di Rita Borsellino è una bellissima  candidatura per le primarie dell'Unione in vista delle prossime elezioni regionali in Sicilia. Ho sempre rispettato la funzione e il ruolo dei partiti. Non sono mai stato d'accordo con quanti contrappongono  la politica alla società civile organizzata o meno. Ma è indubbio, e le primarie che hanno incoronato Romano Prodi leader dell'Unione lo dimostrano, che c'è un elettorato che non si riconosce soltanto nei partiti e che vuole contare sempre di piu' nelle scelte che lo riguardano. Certo, Rita Borsellino non è una professionista della politica ( ma perchè Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, lo era?), è una straordinaria testimone della battaglia per la legalità. E' il punto di riferimento di Libera, l'associazione delle associazioni antimafia, fondata da Don Luigi Ciotti. La sua candidatura è nata dalla società civile organizzata e sostenuta dai cosidetti "cespugli" del centro sinistra. In silenzio, lontana dai media, Rita Borsellino ha tessuto una straordinaria tela di legalità mentre i "professionisti" che hanno governato la Sicilia l'hanno governata  male e certamente, aspettando le conclusioni delle inchieste giudiziarie sui rapporti tra politica e mafia, il giudizio morale su questa classe  di governo non può che essere chiaro: "Hanno ridotto la politica a una cosa sporca e ad un affare privato", come sostiene la  sorella del giudice assassinato da Cosa Nostra il 19 luglio del 1992 insieme ai suoi cinque agenti di scorta. Rita Borsellino non sarà l'unica candidata. Al momento se la dovrà vedere con il rettore dell'Università di Catania, Ferdinando Latteri, proposto dalla Margherita. Un ex di Forza Italia condidato alle Europee con il centro sinistra che ha raccolto 151 mila voti di preferenze. I ds non sanno ancora se  avanzare un proprio nome o appoggiare alla presidenza della regione siciliana la candidata della società civile. In alcune aree del nostro Paese la battaglia per la legalità è prioritaria per chi si candida a governare. Viene spesso sottovalutata, fa fatica ad entrare nella cultura di governo. Quello che è successo in Calabria con l'omicidio del vice presidente del consiglio regionale Francesco Fortugno,  quello che hanno sventato in Sicilia (l'attentato organizzato da cosa nostra contro il gip di Caltanissetta Ottavio Sferlazza) dimostrano che non è vero che le mafie non sono piu' stragiste, che il mezzogiorno d'Italia per vincere la sua battaglia deve sconfiggere le organizzazioni criminali.
postato da: aleruotolo alle ore ottobre 30, 2005 09:06 | Permalink | commenti
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29/10/2005

Anche oggi ho incontrato degli studenti, gli studenti del liceo Virgilio di Roma, in autogestione. Aula magna,introduzione perfetta con citazioni della classifica della libertà di espressione nel mondo di Freedom House e la relazione sul caso Italia di Reporters sans frontieres. Dibattito intenso, con opinioni e domande forti. Ti rendi conto che il tema è  popolare,  travalica gli "addetti ai lavori". Verifichi sul campo quello che dicono i sondaggi e che cioè in Italia, secondo l'opinione di gran parte dei cittadini, non c'è libertà di espressione. Capisci anche quanto sia miope l'atteggiamento di chi sottovaluta la questione. Ho visto sui giornali di oggi  alcune dichiarazioni di esponenti politici del centro destra sui compensi economici di Adriano Celentano.  Pensano così di delegittimare il molleggiato invece di  riflettere  sul fatto che la maggioranza del Paese (e quindi anche i loro elettori)  pensi che la ferita della censura vada sanata al piu' presto. Ognuno è libero di criticare, certo colpisce quando i politici diventano critici televisivi. E' inammissibile, come dice il presidente della Rai Claudio Petruccioli, che le persone sgradite al presidente del consiglio, non lavorino piu'.

postato da: aleruotolo alle ore ottobre 29, 2005 11:48 | Permalink | commenti
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28/10/2005

Sono reduce da un bellissimo incontro con gli studenti del  liceo di Pescia, paese in provincia di Pistoia. Il tema: l'inchiesta giornalistica televisiva. Due ore e mezza trascorse con 150 ragazzi. Come al solito domande intelligenti. Mi ha colpito il loro interesse, la serietà con la quale gli insegnanti hanno preparato il dibattito. Abbiamo visto spezzoni di reportage, hanno chiesto nel merito come si realizzano.Ma il discorso è scivolato sulla libertà di espressione. Sull'articolo 21 della Costituzione. Sulla censura. C'è un modo di pensare comune, generalizzato, diffuso nel nostro Paese. Fa piacere. Anche loro avevano visto lo straordinario Roberto Benigni da Adriano Celentano. Mi colpiscono le reazioni positive di coloro che invece una settimana fa, quando Adriano Celentano ha trasmesso il filmato dell'editto di Sofia, avevano gridato contro lo show di Rai Uno e contro Michele Santoro. Quella di Benigni è vera satira. Contenti loro.... Ma perchè quella di Sabina e Corrado Guzzanti no? E l'arte di Paolo Rossi cos'è? 

postato da: aleruotolo alle ore ottobre 28, 2005 18:03 | Permalink | commenti (9)
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27/10/2005

Ho appena letto le motivazioni con le quali il giudice del lavoro di Roma mi da' ragione e condanna la Rai al pagamento piu' o meno di 300 mila euro per non avermi fatto lavorare per due anni. "Si e' dunque di fronte - scrive il magistrato - ad un caso di demansionamento integrale, ossia di completo e totale svuotamento degli incarichi affidati al lavoratore, lasciato nella assoluta inattivita'". E quello che e' capitato a me, e' successo a tanti altri colleghi. L'elenco e' ormai lungo. Non so piu' ormai quanti magistrati si siano pronunciati sull'editto di Sofia del 18 aprile del 2002 con il quale il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ha chiesto e ottenuto dalla Rai che Enzo Biagi, Daniele Luttazzi e Michele Santoro non lavorassero piu' per il servizio pubblico. Eppure noi, e per noi intendo la squadra di Michele Santoro, come gli altri  realizzavamo prodotti che piacevano al pubblico, portavamo ricchezza all'azienda, poiche' realizzando  programmi con alti indici di ascolto i proventi della pubblicita' superavano e di gran lunga i costi. Adesso sono giorni importanti. Vedremo se l'idea di una televisione pubblica, pagata cioe' da tutti i cittadini, aperta a tutti, che difenda il pluralismo e cioe' i punti di vista diversi, possa concretizzarsi. Michele si e' appena dimesso dal parlamento europeo. C'e' una sentenza della magistratura che e' esecutiva e che dice alla Rai che deve tornare in onda. Sarebbe bello che nel nostro Paese finisca la censura. Ho letto di un sondaggio condotto da Ekma Ricerche, all'indomani della prima puntata di RockPolitick di Adriano Celentano dedicata alla difesa dell'articolo 21 della Costituzione, alla difesa della liberta' di espressione. Mille interviste ad altrettanti telespettatori. Il 54,4 per cento degli intervistati concorda sul fatto che in Italia non ci sia liberta' di espressione. Massiccio lo schieramento a favore del ritorno in Rai di Michele Santoro (66,7 per cento) e corale la richiesta di rivedere sullo schermo Enzo Biagi. Aspetta che torni l'82,5 per cento del campione.

postato da: aleruotolo alle ore ottobre 27, 2005 10:42 | Permalink | commenti (1)
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26/10/2005
Ho visto i lenzuoli bianchi, a Locri. Portati dagli studenti delle medie superiori che protestavano contro l'andrangheta, contro l'omicidio di una persona perbene, il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Quando comparvero la prima volta a Palermo dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio, quei ragazzi di Locri avranno avuto piu' o meno,  3 o 4 anni al massimo. Fa piacere vedere quel "rumore bianco". Quello che altrove non capiscono e' che il bisogno di legalita' e' pari al bisogno di lavoro, di vivere. Quando una ragazza o un ragazzo hanno paura di uscire di casa, a Locri come nel quartiere Scampia di Napoli, per paura di essere uccisi, quando le aziende chiudono perche' gli imprenditori non vogliono pagare il pizzo, la battaglia per la legalita' diventa una battaglia di tutti per i diritti. Scrivo queste parole pensando a Bologn, allo scontro che si e' aperto sulla legalita' tra il sindaco Sergio Cofferati e una componente della sinistra radicale. Sto con Cofferati.  
postato da: aleruotolo alle ore ottobre 26, 2005 11:06 | Permalink | commenti (3)
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