Anche oggi ho incontrato degli studenti, gli studenti del liceo Virgilio di Roma, in autogestione. Aula magna,introduzione perfetta con citazioni della classifica della libertà di espressione nel mondo di Freedom House e la relazione sul caso Italia di Reporters sans frontieres. Dibattito intenso, con opinioni e domande forti. Ti rendi conto che il tema è popolare, travalica gli "addetti ai lavori". Verifichi sul campo quello che dicono i sondaggi e che cioè in Italia, secondo l'opinione di gran parte dei cittadini, non c'è libertà di espressione. Capisci anche quanto sia miope l'atteggiamento di chi sottovaluta la questione. Ho visto sui giornali di oggi alcune dichiarazioni di esponenti politici del centro destra sui compensi economici di Adriano Celentano. Pensano così di delegittimare il molleggiato invece di riflettere sul fatto che la maggioranza del Paese (e quindi anche i loro elettori) pensi che la ferita della censura vada sanata al piu' presto. Ognuno è libero di criticare, certo colpisce quando i politici diventano critici televisivi. E' inammissibile, come dice il presidente della Rai Claudio Petruccioli, che le persone sgradite al presidente del consiglio, non lavorino piu'.
Sono reduce da un bellissimo incontro con gli studenti del liceo di Pescia, paese in provincia di Pistoia. Il tema: l'inchiesta giornalistica televisiva. Due ore e mezza trascorse con 150 ragazzi. Come al solito domande intelligenti. Mi ha colpito il loro interesse, la serietà con la quale gli insegnanti hanno preparato il dibattito. Abbiamo visto spezzoni di reportage, hanno chiesto nel merito come si realizzano.Ma il discorso è scivolato sulla libertà di espressione. Sull'articolo 21 della Costituzione. Sulla censura. C'è un modo di pensare comune, generalizzato, diffuso nel nostro Paese. Fa piacere. Anche loro avevano visto lo straordinario Roberto Benigni da Adriano Celentano. Mi colpiscono le reazioni positive di coloro che invece una settimana fa, quando Adriano Celentano ha trasmesso il filmato dell'editto di Sofia, avevano gridato contro lo show di Rai Uno e contro Michele Santoro. Quella di Benigni è vera satira. Contenti loro.... Ma perchè quella di Sabina e Corrado Guzzanti no? E l'arte di Paolo Rossi cos'è?
Ho appena letto le motivazioni con le quali il giudice del lavoro di Roma mi da' ragione e condanna la Rai al pagamento piu' o meno di 300 mila euro per non avermi fatto lavorare per due anni. "Si e' dunque di fronte - scrive il magistrato - ad un caso di demansionamento integrale, ossia di completo e totale svuotamento degli incarichi affidati al lavoratore, lasciato nella assoluta inattivita'". E quello che e' capitato a me, e' successo a tanti altri colleghi. L'elenco e' ormai lungo. Non so piu' ormai quanti magistrati si siano pronunciati sull'editto di Sofia del 18 aprile del 2002 con il quale il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ha chiesto e ottenuto dalla Rai che Enzo Biagi, Daniele Luttazzi e Michele Santoro non lavorassero piu' per il servizio pubblico. Eppure noi, e per noi intendo la squadra di Michele Santoro, come gli altri realizzavamo prodotti che piacevano al pubblico, portavamo ricchezza all'azienda, poiche' realizzando programmi con alti indici di ascolto i proventi della pubblicita' superavano e di gran lunga i costi. Adesso sono giorni importanti. Vedremo se l'idea di una televisione pubblica, pagata cioe' da tutti i cittadini, aperta a tutti, che difenda il pluralismo e cioe' i punti di vista diversi, possa concretizzarsi. Michele si e' appena dimesso dal parlamento europeo. C'e' una sentenza della magistratura che e' esecutiva e che dice alla Rai che deve tornare in onda. Sarebbe bello che nel nostro Paese finisca la censura. Ho letto di un sondaggio condotto da Ekma Ricerche, all'indomani della prima puntata di RockPolitick di Adriano Celentano dedicata alla difesa dell'articolo 21 della Costituzione, alla difesa della liberta' di espressione. Mille interviste ad altrettanti telespettatori. Il 54,4 per cento degli intervistati concorda sul fatto che in Italia non ci sia liberta' di espressione. Massiccio lo schieramento a favore del ritorno in Rai di Michele Santoro (66,7 per cento) e corale la richiesta di rivedere sullo schermo Enzo Biagi. Aspetta che torni l'82,5 per cento del campione.




